lunedì 25 giugno 2018

FESTA POPOLARE DAL 27 GIUGNO AL 1 LUGLIO - CERNUSCO SUL NAVIGLIO AREA FESTE VILLA FIORITA














martedì 12 giugno 2018

FESTA "PER LA LIBERTA' DEI POPOLI" A CASSANO D'ADDA DAL 21 GIUGNO AL 1 LUGLIO 2018


giovedì 7 giugno 2018

SINISTRA IN FESTA MILANO SUD DAL 7 AL 10 GIUGNO 2018 - CASCINA MONTEROBBIO VIA SAN PAOLINO 5 MILANO


SINISTRA IN FESTA MILANO SUD DAL 7 AL 10 GIUGNO 2018

SINISTRA IN FESTA MILANO SUD

tutte le sere cucina, spettacoli, dibattiti, musica

dal 7 al 10 giugno
Cascina Monterobbio
Via San Paolino, 5 Milano

mangiate con noi!
GIOVEDÌ SOLO GRIGLIERIA
Gli altri giorni: ottimi primi, carne, pesce (venerdì e sabato), succulente salamelle e verdure
tel. 3392274163 / 3395373470

Organizza Rifondazione Comunista
Circoli di Milano Sud: zona 4, 5 e 6

Giovedì 7
ORE 21.15 DIBATTITO
Quale lavoro tra sfruttamento,
precarietà e tecnologia.
Ne parliamo con:
NADIA ROSA (Resp. Lavoro
PRC/Se Milano)
MICHELA REA (Attac Milano)
GIOVANNI BERGAMINI
(Potere al Popolo! Novate)

Venerdì 8
ORE 21.30 PROIEZIONE FILM
JERUSALEM…THE EAST SIDE STORY
REGIA: MOHAMMED ALATAR
Il film include interviste a leader, attivisti per i dirittti umani e analisti politici israeliani e palestinesi.
Introduzione e dibattito
con ROBERTO GIUDICI

Sabato 9

ORE 21.00 CONCERTO
MARTEDÌ NON POSSO
rock anni 70

Domenica 10
ORE 16,30 PRESENTAZIONE LIBRO
La grande rimozione.
Il Sessantotto e il Settantasette oggi
Incontro con l’autore Roul Mordenti
presiede Giovanna Cappelli (Direzione Nazionale PRC/Se)
ORE 21.00 CONCERTO
NICO – liscio e canzoni
anni 60/70/80

Organizza Rifondazione Comunista
Circoli di Milano Sud: zona 4, 5 e 6

LOMBARDIA: FALLIMENTO TOTALE DELLE DELIBERE REGIONALI PER I MALATI CRONICI.


LOMBARDIA:  FALLIMENTO TOTALE DELLE DELIBERE  REGIONALI PER I MALATI CRONICI.
di Vittorio Agnoletto e Fulvio Aurora - 6 giugno 2018
I numeri parlano da soli e non lasciano scampo.
I toni trionfalistici dell’assessore regionale alla sanità, Giulio Gallera, sprofondano di vergogna sotto la cruda verità delle cifre.
Su 3.057.519 malati cronici che hanno ricevuto le lettere dalla regione solo l’8,44% ha firmato il contratto con un gestore, la cosiddetta presa in carico e solo il 4,6% (140.724) ha firmato il PAI, il Piano Assistenziale Individuale. Oltre il 90% dei cittadini cronici contattati dalla Regione fino ad ora non ha indicato alcun gestore e oltre il 95% di questi stessi cittadini non ha firmato alcun PAI.
Una vera e propria disfatta che appare ancora  più grave se si considerano tutti i soldi pubblici spesi dalla giunta regionale per reclamizzare le proprie iniziative verso i malati cronici attraverso spot, inserzioni e la stampa di centinaia di migliaia di opuscoli. Sarebbe interessante sapere quanto ha speso fino ad ora la Regione per fare tutto questo e scopriremmo che l’adesione al gestore di ogni singolo cittadino è costata non pochi euro alle finanze pubbliche, ossia a ciascuno di noi.
Che si tratti di un totale fallimento lo dimostrano i continui rinvii all’avvio del progetto decisi dallo stesso assessorato: inizialmente tutto il sistema avrebbe dovuto partire a pieno regime dal 1° gennaio 2018, poi è stato rinviato al 1° gennaio 2019 e ora l’ assessore afferma che saranno necessari circa cinque anni ! La fase di reclutamento avrebbe dovuto concludersi prima entro il 2017, poi nel 1° semestre del 2018, ora si parla del 31 dicembre 2018 e poi si vedrà.
Un risultato atteso considerato che la maggioranza degli stessi Medici di Medicina Generale,  si è rifiutata di aderire alle proposte della Regione e che nella città metropolitana di Milano  i ¾ dei MMG hanno detto di no. Dopo i MMG sono stati i medici ospedalieri a contestarne la realizzabilità: per fare i PAI vari specialisti dovrebbero essere spostati dai loro reparti provocando gravi danni alla qualità dell’assistenza ospedaliera; il medico specialista inoltre può non avere la competenza per compilare un PAI ad es. di un paziente con pluripatologie con il rischio di creare danni al cittadino e di assumersi una responsabilità legale al di sopra delle proprie competenze, come illustrato da un documento dell’Ordine dei Medici di Milano.
Per non parlare del complicato rapporto tra MMG e clinical manager che si tradurrà in un enorme perdita di tempo per i MMG e di un  sistema informatico non all’altezza del progetto: come faranno i MMG a relazionarsi con l’operato del clinical manager considerato che la grande maggioranza delle strutture ospedaliere non inserisce online per i singoli MMG  gli esami effettuati dai loro pazienti ?
La cosa più corretta che potrebbe fare l’assessore Gallera è prendere atto del fallimento e dimettersi. Le bugie hanno le gambe corte…la verità prima o poi è destinata ad emergere nella sua semplice evidenza.
Dott. Vittorio Agnoletto, medico, co-conduttore di “37e 2” la trasmissione sulla salute di Radio Popolare;
Fulvio Aurora, Medicina Democratica, responsabile nazionale settore vertenze.


martedì 29 maggio 2018

GOVERNO – ACERBO (PRC): «NOI NON STIAMO CON MATTARELLA. NON STA DIFENDENDO LA COSTITUZIONE. NÈ CON COTTARELLI NÈ CON SALVINI. COSTRUIAMO UNO SCHIERAMENTO DI SINISTRA POPOLARE ANTILIBERISTA»


Governo – Acerbo (Prc): «Noi non stiamo con Mattarella. Non sta difendendo la Costituzione. Nè con Cottarelli nè con Salvini. Costruiamo uno schieramento di sinistra popolare antiliberista»

COMUNICATO STAMPA

Governo – Acerbo (Prc): «Noi non stiamo con Mattarella. Non sta difendendo la Costituzione. Nè con Cottarelli nè con Salvini.  Costruiamo uno schieramento di sinistra popolare antiliberista»
Maurizio Acerbo, segretario nazionale Partito della Rifondazione Comunista, coordinamento nazionale di Potere al Popolo, dichiara:

«Le scelte e le parole del Presidente della Repubblica suscitano rabbia e sconcerto.
Il nostro giudizio negativo su Salvini e Di Maio non ci impedisce di condannare con nettezza la scelta del Presidente della Repubblica.
Il comportamento di Mattarella ha le sembianze più di un golpe bianco che di una rigorosa difesa della Costituzione. Nella Costituzione è previsto il divieto di ricostituire il partito fascista, non quello di mettere in discussione i trattati europei o la moneta unica.
La sovranità non appartiene agli “operatori economici o finanziari” e agli “investitori italiani e stranieri” citati da Mattarella. Il comportamento del Presidente e il suo intervento così pesante sul terreno delle scelte politiche è per noi indifendibile.
Non ci stupisce che a sostegno di Mattarella si siano schierati immediatamente due improbabili campioni del costituzionalismo come Renzi e Berlusconi. Questa operazione è la prosecuzione delle ingerenze dell’UE ed avevamo già da tempo profetizzato che Cottarelli, onnipresente su giornali e tv, sarebbe stato il nuovo Monti da imporre a colpi di spread. Proprio perchè ci siamo sempre schierati in difesa della democrazia costituzionale non possiamo che dire NO a questa operazione e all’incarico a un uomo del Fondo Monetario Internazionale. Chi difende la Costituzione non può schierarsi per un’acritica difesa di Mattarella. Rifiutiamo di dover scegliere tra la peste e il colera, tra Salvini e Di Maio da una parte e Renzi e Berlusconi dall’altra. Si tratta di due versioni diverse del neoliberismo.
Ci schieriamo dalla parte della democrazia e della Costituzione come abbiamo sempre fatto.
La classe dirigente di centrodestra e centrosinistra che ha condiviso le scelte strategiche dagli anni ’90 é ormai delegittimata e trascina nel discredito le stesse istituzioni.
Il Presidente della Repubblica, come il suo predecessore, assume il ruolo di garante non della Costituzione ma di uno stato permanente di eccezione.
La richiesta di impeachment non è fondata sul piano costituzionale e il comportamento di M5S e Lega, a partire dalla scelta di un premier inconsistente sul piano politico, ha contribuito a questo esito. Certo Mattarella ha fatto un gran regalo a Salvini che può ergersi a difensore degli italiani e il M5S cerca di competere alzando il volume.
Da sempre denunciamo che il cosiddetto “pilota automatico” non è compatibile con la democrazia e che la mette in crisi sul piano formale e sostanziale. A cosa serve poter votare se le scelte di fondo sono già predeterminate? E come si può rafforzare il legame tra cittadine/i e istituzioni repubblicane se un rigore insensato riduce progressivamente diritti?
Se Mattarella avesse detto no alla nomina di un demagogo razzista xenofobo come Salvini al ministero degli Interni avremmo apprezzato. Ma il suo intervento in nome dell’ordine post-democratico nato a Maastricht nel 1992 non è condivisibile e accettabile.
Lo ricordiamo come ministro della difesa ai tempi della guerra nella ex-Jugoslavia e ci è ben chiaro che tende ad anteporre il quadro internazionale alla Costituzione.
Rivendichiamo con orgoglio il nostro voto da sempre contrario ai trattati europei e la nostra lotta per un’altra Europa non in nome del nazionalismo ma della democrazia e della difesa e dell’estensione dei diritti. Costruiamo uno schieramento di sinistra popolare antiliberista per l’attuazione della Costituzione e dunque contro i trattati europei e alternativo a tutti i poli esistenti. Né con Cottarelli né con Salvini».

28 maggio 2018


VALERIO ONIDA: LA SCELTA DI MATTARELLA? IMPROPRIA


VALERIO Onida: la scelta di Mattarella? Impropria
Così l'ex presidente della Corte Costituzionale a Class Cnbc. "Mattarella è arrivato a interpretazioni della Costituzione che, secondo me, non sono giuste", aggiunge. A Savona ministro "si è opposto per ragioni politiche". Non ci sono gli estremi per l'impeachment, ma "il governo non è una dipendenza del capo dello Stato"
di Carlo Cerutti - Class Cnbc
Valerio Onida è professore emerito di Diritto Costituzionale alla Statale di Milano e nel 2004-2005 è stato presidente della Corte Costituzionale. Di seguito l'intervista rilasciata ai microfoni di Class Cnbc.
Domanda. Professor Onida, il primo partito del Paese, il M5S, già invoca l’impeachment per Mattarella: c’è il rischio di uno scontro istituzionale?
Risposta. L’articolo 90 della Costituzione prevede che nei casi di alto tradimento o attentato alla Costituzione il presidente della Repubblica possa essere messo in stato d’accusa dal Parlamento in seduta comune a maggioranza assoluta dei suoi membri. In questo caso non siamo di fronte a una possibilità concreta di messa in stato d’accusa. Il presidente Mattarella ha esercitato al limite delle sue prerogative uno dei suoi poteri, arrivando a interpretazioni della Costituzione che secondo me non sono giuste. Ciò detto non parlerei di messa in stato d’accusa, non è questa l’ipotesi in campo.
D. E dunque come giudica il comportamento di Mattarella?
R. La scelta di Mattarella di impedire la formazione di un governo dopo una lunga trattativa tra i due partiti mi ha sorpreso, mi sembra abbastanza impropria. Nel nostro sistema la formazione dei governi dipende essenzialmente dalla presenza o meno di una maggioranza in Parlamento. Il governo non è una dipendenza del capo dello Stato, bensì una dipendenza del suo Parlamento, della sua maggioranza. Non dare vita a un governo per la presenza di una persona e le possibili idee politiche che potrebbe portare avanti, mi sembra andare al di là di ciò che dice la Costituzione quando parla della formazione di governo.
D. Poteva o non poteva Mattarella rispedire al mittente la proposta di Savona come ministro dell’Economia e delle Finanze?
R. Sul piano strettamente giuridico può dire “io non firmo”. Ma guardiamo alla logica del sistema: il presidente della Repubblica ha fatto un lungo giro di consultazioni per verificare l’esistenza di una maggioranza. Alla fine la maggioranza è emersa: i suoi esponenti hanno concordato una certa ipotesi di governo, invocando rigidamente la necessità di nominare Savona. Di fronte a questo il capo dello Stato si è opposto per ragioni politiche, non personali. A mio parere Mattarella è andato contro l’idea che il nostro sistema è un sistema parlamentare. Se Mattarella avesse avuto obiezioni in merito al programma di governo, avrebbe potuto farlo presente, rilevando aspetti di incostituzionalità. Ma non si è opposto per nulla al contratto di governo. Si è opposto solo a una persona, temendo che potesse mettere in pericolo la stabilità dei mercati finanziari, e la difesa dei risparmiatori.
D. E non è corretto?
R. Così facendo si dà ai creditori dello Stato un potere immenso, che va al di là delle obbligazioni di un debitore. Un debitore non può diventare così politicamente asservito da accettare ingerenza sulla maggioranza. In questo caso mi sembra sia andato un po’ troppo oltre.
D. Che poteri potrebbe avere un esecutivo Cottarelli che non ottenga la fiducia delle Camere?
R. Cottarelli potrebbe sbrigare gli affari correnti. Sarebbe però più corretto fare subito nuove elezioni. Immaginare che si possa governare con un governo che non ha la maggioranza, contro una maggioranza alla quale si è impedito di formare un esecutivo, mi sembrerebbe veramente troppo. Bisogna andare immediatamente a votare. Non capisco perché, in presenza di una crisi istituzionale, di grave sbandamento nel Paese, non si possa andare a votare ad agosto. Andiamo a votare subito: dobbiamo richiamare i cittadini alle loro responsabilità.


IL DOCUMENTO POLITICO DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE DI POTERE AL POPOLO!


Il documento politico dell’assemblea nazionale di Potere al Popolo!
Pubblicato il 28 maggio 2018
L’assemblea di Potere al Popolo, di fronte alla evoluzione della crisi politica ed al possibile governo Lega M5S, assume i seguenti primi orientamenti e giudizi:
1) Rispetto al governo Lega M5S che si sta definendo, sulla base del contratto sottoscritto dai due leader e delle loro posizioni politiche, Potere al Popolo si schiera in ferma e radicale opposizione.
Contrasteremo le misure repressive, autoritarie e razziste che si annunciano verso i migranti, i poveri, il dissenso ed il conflitto sociale. Misure che raccolgono la violenta eredità delle leggi Minniti Orlando. PaP respinge e contrasta il modello giuridico autoritario che sostituisce lo stato penale allo stato sociale.
Ci opporremo alla flat tax coi suoi regali fiscali per i ricchi, non solo nel nome dell’eguaglianza, ma per difendere ed accrescere lo stato sociale. Rivendicheremo l’abolizione del Jobsact e delle leggi a favore dello sfruttamento del lavoro, totalmente assente dai programmi in discussione. Chiederemo la cancellazione totale e non parziale della legge Fornero, così come della famigerata Buona Scuola. Il reddito di cittadinanza dovrà essere una misura strutturale e incondizionata, non l’estensione delle tenui misure assistenziali del governo Gentiloni. Mai come oggi è indispensabile porre la questione della riduzione dell’orario di lavoro e ci impegniamo a costruire una campagna sul tema. Diremo basta alle grandi opere e alla devastazione ambientale a partire dal TAV.
Sui vincoli UE e NATO, come da nostro programma, chiederemo la rottura con essi, a partire dal rigetto del Fiscal Compact e dal taglio alle spese militari e dal ritiro delle missioni all’estero, dal rifiuto di installare nuove bombe atomiche in Italia. Rispetto ai timidi e contraddittori intenti programmatici di Lega e M5S di voler ridiscutere quei vincoli smaschereremo ogni falsa promessa a partire dalle prossime scadenze in sede UE e NATO.
Potere al Popolo rifiuta la parola d’ordine anticostituzionale “prima gli italiani”, al centro della ideologia del nuovo governo, e le contrappone – sul piano dei valori, della lotta e della mobilitazione sociale – una priorità solidale opposta che è prima gli sfruttati.
In questo quadro, emerge il cinismo dell’alleanza del M5S con una forza ferocemente antimeridionale come la Lega, sulla base di un “contratto” che prima aveva dimenticato il sud e poi lo ha ridotto a uno striminzito paragrafo vuoto di impegni. Potere al popolo si impegna nella lotta per ridare centralità alla nuova questione meridionale in un paese in cui non è cresciuta solo la disuguaglianza, ma anche il divario tra il nord e il sud, con indicatori drammatici su disoccupazione, povertà, evasione scolastica, welfare, carenza di infrastrutture e investimenti.
Potere al Popolo chiede il ritiro di tutte le sanzioni unilaterali della UE, e comunque della partecipazione italiana ad esse; in particolare verso il Venezuela, per il quale va riconosciuto il risultato elettorale e la legittimità del governo bolivariano, respingendo l’aggressione ed il blocco economico internazionale guidato dagli USA di Trump.
Potere al Popolo esprime solidarietà e sostegno al popolo curdo, a quello catalano a tutti i popoli in lotta per l’autodeterminazione e tra questi in primo luogo a quello palestinese. È vergognoso che nessuno dei leader delle forze politiche presenti in Parlamento e il Presidente della Repubblica non abbiano speso una parola di condanna a Israele per la criminale strage di palestinesi. Questa condanna é invece parte dell’impegno più vivo dei militanti di Potere al Popolo, che in tanti in tutta Italia hanno contestato la vergogna del Giro d’Italia a copertura della occupazione israeliana della Palestina.
Salutiamo con gioia immensa la vittoria delle donne in Irlanda nel referendum per la legalizzazione dell’aborto e sosteniamo la mobilitazione in Italia per andare oltre la 194 promossa da #nonunadimeno.
Potere al Popolo è la fianco dei lavoratori francesi in lotta contro Macron, sostiene tutte le lotte in corso in Europa contro l’austerità e l’aggressione ai diritti sociali e del lavoro.
2) Vanno respinte al mittente le ingerenze della tecnocrazia e degli organi della UE e della NATO, cosi come gli interventi della finanza internazionale per imporre la continuazione delle politiche di austerità.  Il popolo italiano deve riconquistare il diritto alla piena applicazione dei principi contenuti nella prima parte della Costituzione repubblicana, continuamente messi in discussione da quella ingerenza. Per questo pone con ancora più forza la necessità di abolire la controriforma costituzionale decisa nel 2013 quasi alla unanimità dal Parlamento. Bisogna cancellare l’obbligo di pareggio di bilancio inserito nell’articolo 81 della nostra Carta come a tutte le limitazioni alla sovranità democratica.
Bisogna ripristinare il rispetto dell’articolo 11 della Costituzione, violato da quasi trent’anni da tutti i governi e da tutti i presidenti della Repubblica. In questo Parlamento, sulla base dei programmi elettorali, esisterebbe una maggioranza per cancellare la controriforma costituzionale. Se questa non verrà esercitata sarà per responsabilità delle forze politiche che non avranno mantenuto i loro impegni.
Sulla formazione del nuovo governo italiano si sono scatenati la pressione ed il conflitto tra le potenze della UE. Da un lato la Germania di Merkel che vuole continuare ad imporre il proprio controllo sulla politica economica italiana, dall’altro la Francia di Macron che apre al governo Salvini-Di Maio per avere un alleato contro l’egemonia tedesca nella UE. Potere al Popolo respinge e contrasta sia l’obbedienza a Merkel che quella a Macron,  sulle quali si sta dividendo il potere in Italia, entrambe unite dalla continuità delle politiche liberiste, antioperaie e antipopolari.
È comunque inaccettabile che si pongano veti sulla composizione del governo  solo sulla base della maggiore o minore fedeltà alla UE e alla NATO. Potere al Popolo ribadisce che il diritto alla sovranità e alla autodeterminazione dei popoli non può essere soggetto ai limiti della Troika e di qualsiasi altra istituzione tecnocratico, finanziaria o militare.
3) Per queste ragioni, la nostra opposizione al governo Lega M5S non avrà nulla a che vedere con quella euroatlantica rappresentata da PD, residui berlusconiani e grande stampa, a partire dal quotidiano La Repubblica. Queste forze sono responsabili del degrado sociale politico che ha portato al governo attuale; dunque la loro opposizione non sarà mai la nostra.  L’alternativa al governo Lega M5S non può e non deve essere il ritorno alle compatibilità e alle politiche di austerità. Non può essere la fedeltà alle politiche guerrafondaie di NATO, USA, Israele.
PaP si batterà dunque per una vera alternativa sia al governo Lega M5S, sia agli ex governanti PD e berlusconiani.
Il risultato delle ultime elezioni, conseguenza di una lunga stagione di politiche di rigore che hanno seminato malcontento e delegittimazione delle classi dirigenti, conferma la necessità della nostra indipendenza e alternatività rispetto a qualsiasi tentativo di riesumare uno schieramento di centrosinistra, in continuità con politiche che abbiamo contrastato e che sono alla base del successo di Lega e M5S.
Si può e si deve invece verificare la possibilità di costruire uno schieramento popolare alternativo ai poli esistenti, confrontandosi anche con interlocutori come le formazioni che con De Magistris – che è intervenuto positivamente all’assemblea di Potere al Popolo – stanno sviluppando un progetto, e verso i settori di movimento, della sinistra sociale e popolare, con cui possiamo condividere contenuti e obiettivi programmatici e di lotta.
La nostra opposizione sarà dunque nel nome dell’eguaglianza sociale, della democrazia, della pace. E sarà una opposizione sociale e politica, con il compito primario di organizzare mobilitazione e conflitto. Dovremo organizzare la ripresa della mobilitazione e del conflitto sociale e per l’ambiente, contro il razzismo per la libertà delle donne, a partire dalla manifestazione a Roma il 13 giugno.
Ci impegniamo nella moltiplicazione su tutti i territori dei tavoli per la raccolta firme sulle leggi di iniziativa popolare per la scuola e per l’abrogazione del pareggio di bilancio nella Costituzione.
Dobbiamo scuotere l’apatia e la rassegnazione sociale, dobbiamo tornare alla lotta nelle strade, nei quartieri, nei luoghi di lavoro. La ripresa della lotta è il primo compito che si assume Potere al Popolo.
Con questa impostazione, PAP lancia una campagna di assemblee e mobilitazioni su tutto il territorio nazionale, per smascherare gli intenti trasformistici del governo del “cambiamento” e per iniziare a contrastarne gli orientamenti più reazionari e repressivi, xenofobi, contro la libertà delle donne.
Potere al Popolo esprime tutto il proprio sostegno ai propri candidati alle elezioni amministrative del 10 giugno e chiama tutti i militanti al massimo impegno a sostegno delle liste PAP.
4) Potere al popolo non è un partito ma vuole essere un movimento politico-sociale di alternativa dentro il quale convivono posizioni e culture diverse impegnate nella costruzione di uno spazio e un soggetto unitario. Con il nostro manifesto ci siamo infatti impegnati a costruire “un movimento popolare che lavori per un’alternativa di società ben oltre le elezioni (…) Un movimento di lavoratrici e lavoratori, di giovani, disoccupati e pensionati, di competenze messe al servizio della comunità, di persone impegnate in associazioni, comitati territoriali, esperienze civiche, di attivisti e militanti, che coinvolga partiti, reti e organizzazioni della sinistra sociale e politica, antiliberista e anticapitalista, comunista, socialista, ambientalista, femminista, laica, pacifista, libertaria, meridionalista che in questi anni sono stati all’opposizione e non si sono arresi”.
Per questo, assieme alle assemblee e alle iniziative, PaP avvia la campagna per le adesioni individuali.
In questa due giorni abbiamo fatto un altro passo avanti. Riportiamo nei nostri territori l’entusiasmo, la passione militante e la volontà di unità, lotta e resistenza che abbiamo respirato in questa due giorni.

lunedì 28 maggio 2018

OGGI 28-05-2018 RIPUBBLICHIAMO IL COMUNICATO STAMPA DEL 16 MAGGIO 2018 DI MAURIZIO ACERBO SEGRETARIO NAZIONALE DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA


COMUNICATO STAMPA DEL 16 MAGGIO 2018 DI MAURIZIO ACERBO SEGRETARIO NAZIONALE DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
Spread – Acerbo (Prc): «Basta col ricatto dello spread. Difendiamo la democrazia»
«L’ultima volta che l’Italia ha subito il ricatto dello spread – dichiara Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea – ci siamo ritrovati il governo Monti, con le sue misure antipopolari, che hanno anche prodotto l’aumento del debito pubblico del nostro paese.
Questa volta vogliono propinarci un governo Cottarelli per proseguire l’opera?
No, grazie! Basta con queste manovre per condizionare la vita democratica dei paesi europei».

martedì 22 maggio 2018

FIRMA PER LE LEGGI DI INIZIATIVA POPOLARE!


FIRMA PER LE LEGGI DI INIZIATIVA POPOLARE!
1 – PER LA SCUOLA DELLA COSTITUZIONE
Per una scuola pubblica, laica aperta, solidale, che garantisca appieno il diritto all’istruzione: abrogazione della “buona scuola”, obbligo scolastico fino a 18 anni, almeno il 6% del PIL all’istruzione, limite di 22 alunni per classe, più insegnanti specializzati per l’inclusione.

2 -  PER L’ELIMINAZIONE DEL PAREGGIO DI BILANCIO IN COSTITUZIONE
Modifiche agli art. 81, 97, 117, 119 della Costituzione.
Per cancellare il principio del pareggio di bilancio e vincolare le politiche di bilancio dello Stato alla salvaguardia dei diritti fondamentali delle persone, nel rispetto dei principi costituzionali fondamentali.




3 – PER LA LEGGE ELETTORALE PROPORZIONALE
Per garantire l’effettiva rappresentatività delle assemblee, perché il nostro voto sia realmente “personale, eguale, libero e segreto” (articolo 48 della nostra Carta Costituzionale).

FIRMA ANCHE LA PETIZIONE ANTIFASCISTA SUL SITO WWW.ANPI.IT

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA di VIMODRONE (MI)









giovedì 17 maggio 2018

POTERE AL POPOLO E IL GOVERNO CHE VERRA’


POTERE AL POPOLO E IL GOVERNO CHE VERRA’
Il coordinamento nazionale di Potere al Popolo, di fronte alla evoluzione della crisi politica ed al possibile governo Lega M5S, assume i seguenti primi orientamenti e giudizi…
1) Vanno respinte al mittente le ingerenze della tecnocrazia e degli organi della UE e della NATO. Il popolo italiano deve riconquistare il diritto alla piena applicazione dei principi contenuti nella prima parte della Costituzione repubblicana, continuamente messi in discussione dalle politiche di austerità della UE e guerrafondaie della NATO.
È vergognoso che nessuno dei leader delle forze politiche presenti in Parlamento e il Presidente della Repubblica abbia speso una parola di condanna a Israele per la criminale strage di palestinesi.
2) Rispetto al governo che si profila, sulla base delle indiscrezioni e delle dichiarazioni sul programma, Potere al Popolo si schiera in ferma e radicale opposizione. Contrasteremo le misure repressive e autoritarie che si annunciano verso i migranti, i poveri, il dissenso ed il conflitto sociale, misure che raccolgono la violenta eredità delle leggi Minniti Orlando.
Ci opporremo alle misure fiscali a favore dei ricchi, come la flat tax, in nome dell’eguaglianza, della difesa e dello sviluppo dello stato sociale. Chiederemo la cancellazione totale e non parziale della legge Fornero, così come della famigerata Buona Scuola. Il reddito di cittadinanza dovrà essere una misura strutturale e incondizionata, non l’estensione delle tenui misure assistenziali del governo Gentiloni.
Per il Mezzogiorno, che vede il suo voto di protesta tradito, lotteremo per l’applicazione di misure specifiche, in deroga al pareggio di bilancio, per far così ripartire l’occupazione e arginare povertà ed emigrazione.
Come da nostro programma, chiederemo la rottura con i vincoli UE e NATO, a partire dal rigetto del Fiscal Compact, dal taglio alle spese militari, dal ritiro delle missioni all’estero, dal rifiuto di installare nuove bombe atomiche in Italia. Verificheremo i timidi e contraddittori intenti programmatici di Lega e M5S di voler ridiscutere quei vincoli a partire dalle vicinissime scadenze UE e NATO con cui si dovranno subito misurare, e smaschereremo ogni falsa promessa.
3) Per queste ragioni la nostra opposizione al governo Lega M5S non avrà nulla a che vedere con quella euroatlantica, rappresentata dal PD e dai residui berlusconiani e interpretata dalla grande stampa a partire dal quotidiano La Repubblica.
Quella opposizione liberista e guerrafondaia sostiene posizioni contro le quali ci siamo sempre battuti e continueremo a batterci. L’alternativa al governo Lega M5S non deve essere il ritorno alle compatibilità, alle politiche di austerità che in tutta Europa hanno devastato lo stato sociale e i diritti del lavoro. Non può essere la fedeltà alle politiche guerrafondaie di NATO, USA, Israele. Potere al Popolo si batterà dunque per una vera alternativa sia al governo Lega-M5S, sia agli ex governanti PD e berlusconiani.
La nostra opposizione sarà nel nome dell’eguaglianza sociale, della democrazia, della pace e sarà una opposizione sociale e politica, con il compito primario di organizzare mobilitazione e conflitto.
Questi primi giudizi verranno portati all’assemblea di Potere al Popolo del 26/27 a Napoli, per essere verificati, approfonditi, ampliati.

Grazie per le visite!
banda http://www.adelebox.it/