mercoledì 22 marzo 2023

MARZO 2023 - PRC - UNIONE POPOLARE BANCHETTI ALLA MM DI VIMODRONE E AL MERCATO

 




sabato 11 marzo 2023

ASSEMBLEA REGIONAòE DI UNIONE POPOLARE


 
 



lunedì 6 marzo 2023

RIFONDAZIONE: 8 MARZO, PARTECIPIAMO ALLO SCIOPERO GLOBALE TRANSFEMMINISTA

RIFONDAZIONE: 8 MARZO, PARTECIPIAMO ALLO SCIOPERO GLOBALE TRANSFEMMINISTA
Come Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea Lombardia aderiamo allo sciopero femminista e transfemminista promosso dal movimento N.U.D.M. e invitiamo tutte le compagne e i compagni ad essere presenti nei cortei che si svolgeranno a livello territoriale con lo striscione del Partito “FUORI LA GUERRA DALLA STORIA”.
A un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina, le parole della nostra cara compagna Lidia Menapace – donna pacifista, femminista e comunista – ci spingono con forza a lottare contro un sistema patriarcale e capitalista che si nutre di guerra e distruzione: sui corpi delle donne, sull’ambiente, sulla classe lavoratrice!
Il nostro è un netto rifiuto alla guerra, a tutte le guerre, contro una narrazione imperialista razzista e suprematista, che ci vuole schierate/i o con Putin o con la NATO: Non ci arruoliamo e non mettiamo l’elmetto in testa! Siamo per risoluzioni di pace e diplomatiche, per l’autodeterminazione di tutti i popoli, a fianco di chi fugge dalla guerra a prescindere da cultura, religione, colore della pelle, a fianco di chi lotta e resiste contro ogni forma di oppressione fascista, sessista, razzista.
Diamo pertanto appuntamento mercoledì 8 Marzo alle ore 18.30 a Milano Piazza Duca d’Aosta
Milano, 06/03/2023
Mara Ghidorzi, responsabile regionale politiche di genere
Fabrizio Baggi, Segretario regionale
Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea – Lombardia

CAMPAGNA TESSERAMENTO RIFONDAZIONE COMUNISTA - FUORI LA GUERRA DALLA STORIA

 


FUORI LA GUERRA DALLA STORIA

Campagna di tesseramento 2023 a Rifondazione Comunista -

di Ezio Locatelli * -

Rafforzare il partito, costruire un movimento di opposizione alla guerra e alle politiche del governo, questi i due temi che saranno al centro della campagna straordinaria per il tesseramento 2023 a Rifondazione Comunista dal 5 al 19 marzo. Al primo posto nella scala delle priorità per cui oggi chiediamo di iscriversi a una forza comunista non può che esserci la lotta contro la guerra per la pace. Rifondazione Comunista è l’unica forza schierata contro la guerra senza se e senza ma, qualificando questa sua posizione sul rifiuto dei blocchi militari, su una politica di disarmo contro l’industria delle armi, di uscita dalla Nato, di sostegno all’autodeterminazione dei popoli. L’unica forza politica schierata contro l’escalation bellicista in Ucraina per trattative di pace. E’ in ragione di ciò che la campagna per il tesseramento sarà simboleggiata dallo slogan “fuori la guerra dalla storia” coniato a suo tempo dalla nostra compagna partigiana Lidia Menapace, slogan diventato di uso comune in tutte le manifestazioni di contestazione della guerra. Va rimarcata l’idea base di questo slogan che non è solo il rifiuto della guerra nella sua dimensione più estrema e feroce, quella combattuta con le armi, ma rifiuto dell’antropologia liberista che mette gli uni contro gli altri, rifiuto della guerra contro i poveri, le classi meno abbienti, della logica perversa della ricchezza per pochi e della miseria per molti che ispira l’intero corpo delle politiche economiche e sociali portate avanti.

La data di avvio della campagna non è casuale. Il 5 marzo ricorre infatti l’anniversario – anniversario che ricordiamo anche sulla tessera – di quello che gli storici definiscono uno degli scioperi più significativi su scala europea in tutto il corso della seconda guerra mondiale, gli scioperi italiani del marzo 1943. Dopo un silenzio durato oltre vent’anni quella mattina gli operai della Fiat Mirafiori, la maggior parte dei quali priva della minima esperienza di lotta, incrociarono le braccia in segno di protesta contro le pessime condizioni di vita e di lavoro. Lo sciopero estendendosi a macchia d’olio nelle fabbriche del torinese e, nei giorni seguenti, in quelle di Milano e di diversi centri industriali del paese divenne il primo vero capitolo della Resistenza italiana in un paese fascista in guerra. Parola d’ordine della rivolta operaia: “per il pane, la pace, la libertà”.

Sono passati ottant’anni da quegli avvenimenti emblematici. Ottant’anni in cui sono cambiate molte cose tranne la natura di un sistema spietato di sfruttamento e di guerra che distrugge la vita umana, un sistema incompatibile con le regole del vivere comune, in cui il potere e la ricchezza sono nelle mani di pochi. Un sistema di cui fanno parte partiti isomorfi, varianti della stessa cosa, che hanno smesso da tempo di svolgere le funzioni assegnate dalla Costituzione in tema di pace, democrazia, giustizia sociale, lavoro, diritti sociali. Il venir meno di questa funzione spiega l’ondata di sfiducia e di indignazione che c’è stata alle ultime elezioni regionali con sei elettori su dieci, in specie di quella parte di popolazione che ha perso tutto in questi anni – reddito, lavoro, sicurezza, futuro – e che non sono andati a votare. In questa situazione, oltre alle spinte involutive, alla guerra distruttiva in atto nel cuore dell’Europa e in tante altre parti del mondo va colta anche la frattura che si è aperta tra bisogni fondamentali e aspettative di pace di tanta parte della popolazione e le scelte di segno contrario di chi detiene il potere. Viene meno la possibilità che il vivere e i percorsi quotidiani della maggior parte delle persone possano identificarsi con un sistema che provoca l’impoverimento sociale, la morte di interi popoli, la depredazione e il saccheggio della natura sino al rischio del disastro nucleare. Sotto questo punto di vista quello che stiamo vivendo è anche un momento di possibilità, di possibile ricostruzione di una risposta politica, sociale.

Come Rifondazione Comunista siamo chiamati a dare il nostro contributo di fuoriuscita dal sistema dominante della guerra, a trasformare il dissenso passivo che c’è in larghissima parte dell’opinione pubblica in partecipazione attiva, lotta politica. L’efficacia di questo intento oltre che dalla crescita di un movimento dal basso dipende dalle forze organizzate che sono in campo. Il lavoro nostro deve andare in questa direzione, di una crescita della forza organizzativa, di iniziativa, di mobilitazione che oggi è molto al di sotto della necessità. La cura del tesseramento deve tornare ad essere una attività fondamentale del Partito della Rifondazione Comunista. Già l’anno scorso, in diverse realtà provinciali, siamo tornati a crescere rispetto a due anni fa. Segno che il Partito, a condizione di svolgere un ruolo socialmente riconoscibile, può tornare a essere un punto di coagulo oltre che diventare fattore di unione popolare delle forze antagoniste. Torniamo a crescere. Bisogna crederci e lavorarci da subito a partire dalla campagna straordinaria per il tesseramento 2023.

* segreteria nazionale,
responsabile organizzazione nazionale Prc-Se


 

martedì 24 gennaio 2023

lunedì 16 gennaio 2023

 UNIONE POPOLARE C’È.

  


UNIONE POPOLARE C’È.

Siamo riuscite/i anche stavolta a raccogliere le firme necessarie per presentare la nostra lista alle regionali sia nel Lazio che in Lombardia. Un immenso grazie alle nostre candidate, Mara Ghidorzi X Unione Popolare e Rosa rinaldi, a chi ha lavorato intensamente affinché questo obiettivo fosse raggiunto, e anche a chi ha deciso di dare fiducia a Unione Popolare con una firma.

Unione Popolare non poteva che presentarsi sola anche questa volta, poiché l’alternativa avrebbe implicato una rinuncia alle n
UNIONE POPOLARE C’È.
ostre promesse e ai nostri obiettivi.

Ci batteremo affinché i cittadini e le cittadine non si sentano più numeri ininfluenti abbandonati dall’amministrazione di turno, bensì attivi e attive protagonisti/e della cosa pubblica.

Le nostre proposte:
🟣sanità pubblica, territoriale e accessibile a tutti,
🟣trasporto pubblico efficiente e accessibile a tutti,
🟣reale rivoluzione verde,
🟣lotta senza quartiere a tutte le mafie,
🟣diritti sociali e civili per tutte/i

Un altro mondo è possibile. Uniamoci per costruirlo.

#Sanità #UnionePopolare #Lazio2023 #Lombardia2023 #Uniamoci

 

 

 

 


venerdì 23 dicembre 2022

BUONE FESTE E BUON ANNO NUOVO


 

lunedì 19 dicembre 2022

CONTRO IL GOVERNO CLASSISTA E GUERRAFONDAIO.


 CONTRO IL GOVERNO CLASSISTA E GUERRAFONDAIO. Documento approvato dal CPN

Documento approvato dal comitato politico nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea domenica 18 dicembre. 

Il Comitato Politico Nazionale approva la relazione del segretario.

La guerra in Ucraina prosegue mentre il parlamento europeo approva una risoluzione sull’Holodomor che segue quella che ha definito la Russia come “stato terrorista”. Si tratta di un’operazione di uso guerrafondaio della storia, infondata sul piano storiografico e volta ad alimentare il conflitto invece di prendere la strada del cessate il fuoco e della trattativa. La NATO e l’Unione Europea e il governo italiano proseguono sulla strada della guerra per procura. Giorgia Meloni prosegue nella linea guerrafondaia e di oltranzismo atlantista del precedente governo Draghi. Questa linea è condivisa anche dal PD e dai centristi. La lotta contro la guerra è oggi più che mai la discriminante, lo sviluppo del movimento e l’allargamento del “fronte pacifista” è il nostro compito principale.

Il governo Meloni si rivolge al suo elettorato con iniziative identitarie volte a polarizzare l’opinione pubblica su un’agenda tanto reazionaria quanto lontana dai problemi reali del paese: provvedimenti liberticidi come il decreto “antirave”, ripresa della guerra ai migranti e alle ong, esternazioni omofobe, rilancio dell’anticomunismo. Il populismo reazionario serve a nascondere l’aggressivo neoliberismo antipopolare e l’allineamento agli interessi capitalistici forti.

La prima manovra del governo Meloni è classista e reazionaria come il governo. Siamo di fronte a una manovra odiosa contro lavoratrici e lavoratori, pensionati e poveri, che taglia le tasse sulle rendite da capitale, non tassa come dovrebbe gli extraprofitti delle aziende che hanno speculato sui prezzi dell’energia, non interviene seriamente contro l’inflazione e il carovita che depredano salari e pensioni, aumenta le spese militari, continua a tagliare su sanità, scuola e servizi. Il governo sceglie di consolidare il consenso del lavoro autonomo con misure ingiuste come l’innalzamento dell’aliquota del 15% ai redditi fino a 85.000 euro. La reintroduzione dei voucher ha un netto segno di classe e di riproposizione di un modello di precarizzazione selvaggia, lavoro povero e in nero.

Una manovra ingiusta a cui si aggiungono le conseguenze delle decisioni della BCE di alzare i tassi di interesse. I costi della guerra e di un’inflazione per buona parte causata dalla speculazione sull’energia e sui mercati vengono fatti pagare alle classi popolari con l’erosione del potere d’acquisto, la crisi e ovviamente ulteriori tagli allo stato sociale.

Le diverse misure che rappresentano la guerra ai poveri e tese a incentivare la guerra tra poveri sono il segno più evidente del carattere di classe di questa manovra. Tra queste la più ignobile è l’attacco al taglio del reddito di cittadinanza.

Non va sottovalutato il tentativo di presentarsi come destra sociale con misure come il taglio del cuneo fiscale solo per i lavoratori o quota 103 che in realtà rappresenta il tradimento dell’impegno sbandierato durante la campagna elettorale di una soglia di 41 anni di contributi per andare in pensione. Anche la promessa dell’aumento delle pensioni minime a mille euro si riduce a quasi nulla e a spese di altri pensionati.

L’’offensiva del governo su terreno istituzionale è un attacco alla democrazia costituzionale. La proposta Calderoli sull’autonomia differenziata rappresenta un colpo di grazia all’unità della Repubblica e all’universalità dei diritti. Il presidenzialismo è una pericolosa torsione autoritaria dopo anni di svuotamento del ruolo del parlamento.

Contro questo governo è necessaria un’opposizione di segno chiaramente di classe, popolare, antiliberista e anticapitalista, ambientalista, pacifista che abbia come bandiera la Costituzione e la sua attuazione.

E’ necessario continuare a lavorare per la costruzione di uno schieramento politico e sociale di alternativa. Il progetto di Unione Popolare è chiamato ad assumere un ruolo forte di costruzione dell’opposizione sociale e politica.

La costituzione di un coordinamento nazionale provvisorio allargato e di gruppi di lavoro operativi e tematici, la predisposizione di indicazioni per coordinarsi sui territori sono i primi passi necessari di un percorso che va costruito con pazienza unitaria.

Siamo impegnate/i in vista delle prossime elezioni regionali nella costruzione di proposte che consentano di rilanciare la nostra proposta di un polo alternativo ai poli esistenti.

I fatti nuovi che si sono prodotti sul terreno politico – nascita di un esecutivo guidato da eredi del MSI, rottura del campo largo del centrosinistra, nuovo ruolo “progressista” del M5S –  richiedono una analisi attenta.

La nuova collocazione e le scelte assunte dal M5S sulla guerra e le questioni sociali, pur nella loro contraddittorietà, non possono essere ignorate. Una sinistra radicale ma non settaria deve porsi il compito di interloquire – senza subalternità e senza rinunciare alle proprie posizioni – con questo partito per verificare la possibilità di convergenze sul piano elettorale nei territori in alternativa ai poli esistenti su una base programmatica condivisa e cooperare in battaglie comuni (pace, reddito, salario minimo).

Lavoriamo per dare un’espressione politica alla contrarietà alla guerra e all’emergenza sociale. Il progetto di Unione Popolare e la nostra stessa iniziativa politica si rafforzano se riescono a presentarsi come elementi propulsivi della più efficace iniziativa di opposizione, proposta di alternativa e difesa degli interessi popolari.

Rifondazione Comunista avanza la proposta di una campagna referendaria su un pacchetto di quesiti su temi democratici, sociali, ambientali e del lavoro come terreno concreto di convergenza di lotte, reti, movimenti, forze politiche, sociali, sindacali.

Il CPN impegna

il partito alla massima mobilitazione nella raccolta firme per la presentazione delle liste di Unione Popolare nelle imminenti elezioni regionali,

a verificare in vista delle consultazioni elettorali regionali e amministrative la possibilità della costruzione di uno schieramento unitario con altre formazioni, inclusi M5S e Si/Verdi laddove si collochino in alternativa al PD, sulla base di priorità programmatiche condivise su temi sociali e ambientali.

Grazie per le visite!
banda http://www.adelebox.it/