giovedì 5 febbraio 2026
giovedì 22 gennaio 2026
RIFONDAZIONE COMUNISTA: Firmiamo il referendum, per un NO antifascista e garantista
Rifondazione Comunista sostiene la raccolta firme e invita tutte le cittadine e i cittadini a sottoscrivere il quesito presentato da un comitato di giuristi perché si tenga un referendum per cancellare la legge di modifica costituzionale in tema di giustizia varata dal governo Meloni. È importante raccogliere 500.000 firme sulla piattaforma on line entro e non oltre il 30 gennaio 2026. Siamo schierati per il NO con la nostra visione garantista di una giustizia orientata dai principi della Costituzione antifascista.
Il referendum costituzionale contro la “controriforma” Nordio ha un carattere politico che una formazione politica antifascista non può sottovalutare. Non si voterà sulla separazione delle carriere come racconta la propaganda governativa, perché la questione è stata affrontata già dalla legislazione precedente. Stravolgono la Costituzione per portare avanti il piano di Licio Gelli e Silvio Berlusconi contro l’indipendenza della magistratura e rendere il PM subalterno alla polizia giudiziaria, cioè al governo.
Una vittoria del SÌ nel referendum consentirà di rilanciare il disegno reazionario della destra contro la democrazia costituzionale, dal premierato all’autonomia differenziata che, nonostante la sentenza della Corte costituzionale, sta andando avanti con le pre-intese che Calderoli ha stretto con varie regioni.
PERCHÉ È IMPORTANTE FIRMARE
1) Il governo Meloni, con la consueta tracotanza, vuole imporre una data ravvicinata nel mese di marzo per la convocazione dei referendum al fine di non perdere il vantaggio che per ora gli attribuiscono i sondaggi.
Il successo della raccolta firme potrebbe imporre uno slittamento e consentire un ampio dibattito nel paese su un tema complesso.
2) Il quesito che hanno depositato i deputati del centro destra è ingannevole perchè non dice che si è modificata la Costituzione.
Invece il testo presentato con la raccolta firme è più chiaro:
“Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025, con la quale vengono modificati gli artt. 87 comma 10, 102 comma 1, 104, 105, 106 comma 3, 107 comma 1 e 110 comma 1 della Costituzione?”
Rifondazione Comunista invita tutte le antifasciste e gli antifascisti a firmare
Si può firmare nella piattaforma:
mercoledì 21 gennaio 2026
lunedì 15 dicembre 2025
BUON NATALE e FELICE 2026 - P.R.C. VIMODRONE (MI)
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clicca sul tasto accedi e inserisci le tue credenziali (tramite SPID/CIE/CNS);
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clicca sul campo ‘Raccolta di almeno 500.000 firme per il referendum confermativo del testo della legge costituzionale concernente "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare"
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clicca sul tasto ‘sostieni l’iniziativa’ e segui le istruzioni finali
Alla richiesta di referendum oppositivo alla riforma costituzionale della magistratura é possibile dare la propria adesione fino al 30 gennaio 2026.
COMUNICATO STAMPA - SPORTELLI SALUTE - info@sportellisalute.lo.it - https://www.sportellisalute.lo.it/
COMUNICATO STAMPA - SPORTELLI SALUTE - info@sportellisalute.lo.it - https://www.sportellisalute.lo.it/
domenica 30 novembre 2025
domenica 9 novembre 2025
sabato 8 novembre 2025
venerdì 31 ottobre 2025
VOTEREMO NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA
Oggi si conclude l'iter formale della pessima riforma Nordio-Berlusconi della separazione delle carriere nella magistratura. Non siamo certamente iscrivibili al 'partito dei magistrati' vivendo l'impegno politico come difesa dei diritti e, dunque, militanza a difesa della Costituzione anche con atti di disubbidienza civile quando le norme sono contrarie ai diritti dell'uomo. Rivendichiamo il nostro garantismo e il nostro diritto di critica anche nei confronti della magistratura ma ne abbiamo sempre difeso l'autonomia e l'indipendenza.
La separazione delle carriere va, tuttavia, nella direzione sbagliata perché rende i magistrati requirenti, fin dall'accesso alla professione, subalterni al Governo e nelle indagini dipendenti delle forze di polizia giudiziaria.
Persino i famigerati casi di 'giustizia mediatica' chiariscono che l'autonomia tra PM e giudici c'è già e, semmai, il problema è l'eccessiva contiguità tra magistrati e circoli ristretti di imprenditori, dirigenti pubblici e privati. Nessuna soluzione, dunque, ci sarà per il problema della spartizione delle posizioni e degli incarichi tra gruppi di potere alla magistratura e nessun miglioramento dell'esercitabilità del diritto alla difesa.
Da oggi la parola passa ai cittadini attraverso il referendum costituzionale e il Partito della Rifondazione Comunista si impegnerà per fare emergere una maggioranza di NO.
Sarebbe ora che i governi smettessero di manomettere la Costituzione e cominciassero ad attuarla.
venerdì 17 ottobre 2025
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