giovedì 8 ottobre 2026

DATA CENTER: LA MARTESANA SI INFORMA E SI MOBILITA


 

DATA CENTER: LA MARTESANA SI INFORMA E SI MOBILITA

Ieri sera, nonostante il diluvio che si è abbattuto su Cernusco, la sala era gremita.

Un segnale importante: il tema dei data center è sentito, perché riguarda direttamente il futuro dei nostri territori.

Ma di cosa stiamo parlando?

I data center non sono infrastrutture neutre, sono definite strategiche a livello Militare. Sono enormi consumatori di suolo, energia e acqua, hanno un forte impatto ambientale- creano zone di calore e sono al centro di interessi economici giganteschi.

E c’è un altro aspetto che non possiamo ignorare: il rapporto sempre più stretto tra Big Tech Americane, industria bellica, sorveglianza, controllo e militarizzazione del digitale.

Dietro la corsa alla costruzione di queste infrastrutture ci sono grandi interessi economici e tecnologici. Per questo è necessario parlarne, informarsi e soprattutto pretendere trasparenza e partecipazione democratica sulle scelte che riguardano i nostri territori.

Ieri abbiamo ascoltato competenze, analisi e testimonianze concrete. Abbiamo raccolto anche le esperienze di chi, come a Vignate e San Bovio, si sta già confrontando con l'impatto di queste strutture.

E questa è stata solo la prima puntata.

Perché quella dei data center non è soltanto una questione tecnologica o ambientale: è una questione di democrazia.

E per difendere i territori serve una mobilitazione dal basso, fatta di informazione e confronto.

Continuiamo a costruire in Martesana uno spazio di informazione e partecipazione.

Restate connessi per le prossime iniziative.

mercoledì 30 settembre 2026

30 SETTEMBRE 2026 - SIMBOLO STRAPPATO - MANIFESTO SOSTITUITO.


 


 

martedì 22 settembre 2026

BERLINO SCEGLIE LA SINISTRA!


 

lunedì 24 agosto 2026

domenica 9 agosto 2026

SOLIDARIETA' A MARGHERITA DELEGATA SINDACALE DELL'OSPEDALEE SANRAFFAELE.

 

 

La nostra solidarietà a Margherita Napoletano, delegata sindacale e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza del San Raffaele, licenziata dopo anni di impegno a tutela delle lavoratrici, dei lavoratori e della qualità delle cure.

Margherita è stata una voce scomoda perché ha denunciato pubblicamente carenze di personale, turni insostenibili e criticità organizzative. Per questo riteniamo indispensabile che sia fatta piena chiarezza su una vicenda che pone interrogativi profondi sul rispetto della libertà sindacale e sul diritto di chi rappresenta i lavoratori a svolgere il proprio ruolo senza timore di ritorsioni.

La difesa della sanità pubblica passa anche dalla difesa di chi ogni giorno si batte per renderla più sicura, più giusta e più vicina ai bisogni delle persone.

A Margherita va la solidarietà delle/i compagne/i del P.R.C. di Vimodrone. 

 

 

 

sabato 25 luglio 2026

NO AL LICENZIAMENTO DI MARGHERITA DALL'OSPEDALE SAN RAFFAELE

  


L'Ospedale San Raffaele ha consegnato oggi una lettera di licenziamento con effetto immediato a Margherita Napoletano, storica delegata sindacale della CUB Sanità.
È convocata una conferenza pubblica che si terrà Lunedì 27 luglio 2026 dalle ore 11.00 nella spianata dell’Ospedale San Raffaele via Olgettina 60 – Milano.

lunedì 6 luglio 2026

NO AL SILENZIO ASSENSO SUL TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DI LAVORO!

 

Dal primo di Luglio è entrata in vigore la nuova normativa sul trasferimento del TFR dei neoassunti ai fondi pensione attraverso il meccanismo del silenzio-assenso. In sostanza, una quota di salario differito viene destinata automaticamente alla previdenza complementare senza un consenso esplicito da parte delle lavoratrici e dei lavoratori, principalmente verso i fondi contrattuali e di categoria.
Non abbiamo mai condiviso la scelta dei sindacati confederali di sostenere e partecipare ai fondi pensione integrativi. Continuiamo invece a difendere il diritto universale a una pensione pubblica dignitosa, fondata sul sistema a ripartizione e garantita dopo una vita di lavoro.
Ci siamo opposti a tutte le riforme pensionistiche costruite negli ultimi decenni sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori, riforme pensate per fare cassa, ridurre la spesa sociale e favorire rendite finanziarie e profitti privati. Oggi gli effetti concreti di anni di politiche liberiste, di tagli al welfare e di precarizzazione del lavoro si scaricano soprattutto sulle giovani generazioni che entrano nel mercato del lavoro.
Salari bassi, precarietà e ricatto occupazionale producono inevitabilmente pensioni povere. In un sistema già indebolito dal progressivo smantellamento delle garanzie pubbliche, il trasferimento del TFR verso la previdenza complementare rappresenta un ulteriore passo verso la privatizzazione del diritto alla pensione e verso un modello che lega sempre di più il futuro previdenziale alle logiche dei mercati finanziari.
Riteniamo grave che quote di salario vengano sottratte alla libera disponibilità delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso il meccanismo del silenzio-assenso. Una scelta così importante dovrebbe basarsi su informazione trasparente, consapevolezza e consenso esplicito, non su automatismi che favoriscono il sistema della finanza integrativa.
Mentre il lavoro viene impoverito e reso sempre più precario, il sistema pubblico viene progressivamente indebolito. A pagarne il prezzo saranno soprattutto le giovani e i giovani, costretti a immaginare un futuro fatto di pensioni insufficienti e insicurezza sociale.
❌ No all'esproprio del TFR senza consenso.
✊ Per salari, compensi e pensioni che garantiscano una vita dignitosa a tutte e a tutti.

giovedì 2 luglio 2026

Superate le 60.000 firme...


 


 

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