venerdì 23 dicembre 2022

BUONE FESTE E BUON ANNO NUOVO


 

lunedì 19 dicembre 2022

CONTRO IL GOVERNO CLASSISTA E GUERRAFONDAIO.


 CONTRO IL GOVERNO CLASSISTA E GUERRAFONDAIO. Documento approvato dal CPN

Documento approvato dal comitato politico nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea domenica 18 dicembre. 

Il Comitato Politico Nazionale approva la relazione del segretario.

La guerra in Ucraina prosegue mentre il parlamento europeo approva una risoluzione sull’Holodomor che segue quella che ha definito la Russia come “stato terrorista”. Si tratta di un’operazione di uso guerrafondaio della storia, infondata sul piano storiografico e volta ad alimentare il conflitto invece di prendere la strada del cessate il fuoco e della trattativa. La NATO e l’Unione Europea e il governo italiano proseguono sulla strada della guerra per procura. Giorgia Meloni prosegue nella linea guerrafondaia e di oltranzismo atlantista del precedente governo Draghi. Questa linea è condivisa anche dal PD e dai centristi. La lotta contro la guerra è oggi più che mai la discriminante, lo sviluppo del movimento e l’allargamento del “fronte pacifista” è il nostro compito principale.

Il governo Meloni si rivolge al suo elettorato con iniziative identitarie volte a polarizzare l’opinione pubblica su un’agenda tanto reazionaria quanto lontana dai problemi reali del paese: provvedimenti liberticidi come il decreto “antirave”, ripresa della guerra ai migranti e alle ong, esternazioni omofobe, rilancio dell’anticomunismo. Il populismo reazionario serve a nascondere l’aggressivo neoliberismo antipopolare e l’allineamento agli interessi capitalistici forti.

La prima manovra del governo Meloni è classista e reazionaria come il governo. Siamo di fronte a una manovra odiosa contro lavoratrici e lavoratori, pensionati e poveri, che taglia le tasse sulle rendite da capitale, non tassa come dovrebbe gli extraprofitti delle aziende che hanno speculato sui prezzi dell’energia, non interviene seriamente contro l’inflazione e il carovita che depredano salari e pensioni, aumenta le spese militari, continua a tagliare su sanità, scuola e servizi. Il governo sceglie di consolidare il consenso del lavoro autonomo con misure ingiuste come l’innalzamento dell’aliquota del 15% ai redditi fino a 85.000 euro. La reintroduzione dei voucher ha un netto segno di classe e di riproposizione di un modello di precarizzazione selvaggia, lavoro povero e in nero.

Una manovra ingiusta a cui si aggiungono le conseguenze delle decisioni della BCE di alzare i tassi di interesse. I costi della guerra e di un’inflazione per buona parte causata dalla speculazione sull’energia e sui mercati vengono fatti pagare alle classi popolari con l’erosione del potere d’acquisto, la crisi e ovviamente ulteriori tagli allo stato sociale.

Le diverse misure che rappresentano la guerra ai poveri e tese a incentivare la guerra tra poveri sono il segno più evidente del carattere di classe di questa manovra. Tra queste la più ignobile è l’attacco al taglio del reddito di cittadinanza.

Non va sottovalutato il tentativo di presentarsi come destra sociale con misure come il taglio del cuneo fiscale solo per i lavoratori o quota 103 che in realtà rappresenta il tradimento dell’impegno sbandierato durante la campagna elettorale di una soglia di 41 anni di contributi per andare in pensione. Anche la promessa dell’aumento delle pensioni minime a mille euro si riduce a quasi nulla e a spese di altri pensionati.

L’’offensiva del governo su terreno istituzionale è un attacco alla democrazia costituzionale. La proposta Calderoli sull’autonomia differenziata rappresenta un colpo di grazia all’unità della Repubblica e all’universalità dei diritti. Il presidenzialismo è una pericolosa torsione autoritaria dopo anni di svuotamento del ruolo del parlamento.

Contro questo governo è necessaria un’opposizione di segno chiaramente di classe, popolare, antiliberista e anticapitalista, ambientalista, pacifista che abbia come bandiera la Costituzione e la sua attuazione.

E’ necessario continuare a lavorare per la costruzione di uno schieramento politico e sociale di alternativa. Il progetto di Unione Popolare è chiamato ad assumere un ruolo forte di costruzione dell’opposizione sociale e politica.

La costituzione di un coordinamento nazionale provvisorio allargato e di gruppi di lavoro operativi e tematici, la predisposizione di indicazioni per coordinarsi sui territori sono i primi passi necessari di un percorso che va costruito con pazienza unitaria.

Siamo impegnate/i in vista delle prossime elezioni regionali nella costruzione di proposte che consentano di rilanciare la nostra proposta di un polo alternativo ai poli esistenti.

I fatti nuovi che si sono prodotti sul terreno politico – nascita di un esecutivo guidato da eredi del MSI, rottura del campo largo del centrosinistra, nuovo ruolo “progressista” del M5S –  richiedono una analisi attenta.

La nuova collocazione e le scelte assunte dal M5S sulla guerra e le questioni sociali, pur nella loro contraddittorietà, non possono essere ignorate. Una sinistra radicale ma non settaria deve porsi il compito di interloquire – senza subalternità e senza rinunciare alle proprie posizioni – con questo partito per verificare la possibilità di convergenze sul piano elettorale nei territori in alternativa ai poli esistenti su una base programmatica condivisa e cooperare in battaglie comuni (pace, reddito, salario minimo).

Lavoriamo per dare un’espressione politica alla contrarietà alla guerra e all’emergenza sociale. Il progetto di Unione Popolare e la nostra stessa iniziativa politica si rafforzano se riescono a presentarsi come elementi propulsivi della più efficace iniziativa di opposizione, proposta di alternativa e difesa degli interessi popolari.

Rifondazione Comunista avanza la proposta di una campagna referendaria su un pacchetto di quesiti su temi democratici, sociali, ambientali e del lavoro come terreno concreto di convergenza di lotte, reti, movimenti, forze politiche, sociali, sindacali.

Il CPN impegna

il partito alla massima mobilitazione nella raccolta firme per la presentazione delle liste di Unione Popolare nelle imminenti elezioni regionali,

a verificare in vista delle consultazioni elettorali regionali e amministrative la possibilità della costruzione di uno schieramento unitario con altre formazioni, inclusi M5S e Si/Verdi laddove si collochino in alternativa al PD, sulla base di priorità programmatiche condivise su temi sociali e ambientali.

venerdì 2 dicembre 2022

4 DICEMBRE 2022 - ASSEMBLEA A ROMA: COSTRUIAMO UNIONE POPOLARE.

 


4 dicembre 2022 Assemblea a Roma: costruiamo Unione popolare

Riceviamo e diffondiamo ad agenzie e organi di stampa, con richiesta di pubblicazione

“Domenica 4 dicembre, alle ore 10, presso il The Hive Hotel di Roma, in via Torino, si terrà l’assemblea pubblica di Unione Popolare in cui ci confronteremo per costruire insieme il percorso organizzativo, territoriale e politico di UP. I lavori si svolgeranno sia in plenaria che in gruppi di lavoro che avranno ad oggetto: lavoro e caro vita, ambiente/cambiamenti climatici, democrazia e diritti, guerra e pace. Si sta realizzando il coordinamento provvisorio costituente, composto da 60 persone, e si procederà presto alla costruzione di gruppi di lavoro tematici, in cui si articolerà il lavoro politico e la creazione di una struttura operativa che sarà addetta in particolare all’attività di comunicazione politica.”

È quanto si legge in una nota del Coordinamento di Unione Popolare



 

martedì 22 novembre 2022

lunedì 31 ottobre 2022

FUORI LA GUERRA DALLA STORIA - 5 NOVEMBRE A ROMA!

 

Unione Popolare contro la guerra. Meloni come Draghi al servizio della NATO

Unione Popolare aderisce e invita a partecipare alla manifestazione per la pace a Roma del 5 novembre e promuove iniziative in tutta Italia per il 4 novembre.

Unione Popolare aderisce e invita a partecipare alla manifestazione pacifista del 5 novembre. Non si può assistere passivamente all’escalation della guerra in Ucraina che rischia sempre più di trasformarsi in conflitto nucleare mentre cresce ogni giorno il numero delle vittime.

Bisogna fermare la guerra e imporre la via della trattativa e della soluzione diplomatica. Per questo condanniamo le posizioni assunte dall’Italia e dall’Unione Europea che sostengono la prosecuzione della guerra a oltranza fino alla riconquista della Crimea e in tal modo impediscono ogni possibilità di un immediato cessate il fuoco. Non è questa la strada per porre fine al massacro.

Il governo Meloni prosegue sulla linea del governo Draghi di totale allineamento ai diktat di USA e NATO. La maggioranza dei partiti presenti in parlamento è schierata per la prosecuzione dell’invio delle armi e per l’aumento delle spese militari. Per dire no a questa follia bellicista è importante essere tantissime/i il 5 novembre a Roma.

Noi di Unione Popolare parteciperemo con la coerenza del nostro impegno per la pace che ci ha caratterizzato fin dall’inizio del conflitto.

Abbiamo condannato la sciagurata invasione di Putin ma al tempo stesso abbiamo denunciato le responsabilità della NATO e il ruolo del nazionalismo di estrema destra in Ucraina a partire dal 2014.

Chiediamo che il nostro paese assuma iniziative concrete di ripudio della guerra in attuazione dell’articolo 11 della Costituzione: stop all’invio di armi e alle sanzioni, ritiro dei contingenti dai confini con la Russia, ruolo attivo per il cessate il fuoco e la convocazione di una conferenza di pace, taglio delle spese militari, firma del trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari e rifiuto di ospitare ordigni nucleari in Italia.

Il 4 novembre promuoveremo presidi e iniziative in tutta Italia contro la guerra, contro la guerra ai poveri, contro la guerra ai migranti.

Coordinamento di Unione Popolare

Grazie per le visite!
banda http://www.adelebox.it/