RISULTATI ELEZIONI COMUNALI DI VIMODRONE 12 GIUGNO 2022
RISULTATI ELEZIONI COMUNALI DI VIMODRONE 12 GIUGNO 2022
LISTE E CANDIDATI
Vimodrone sei tu
Andrea Citterio, Osvalda Zanaboni, Renato Bernini, Vanna Cortivato, Francesco De Bartolomeo, Michela Natale, Mattia Manduzio, Stefania Maroso, Alessandro Martellotta, Tiziana Signorini, Mario Palermo, Nadia Rossi, Mattia Peduzzi, Sara Todeschini, Antonio Quaranta, Marco Russo.
Vimodrone Futura
Albertini marco Egidio, Baglivi Teresa Maria, Beltrame Nadia, Benedetti Dario, De Matteis Sara, Dipalma, Nicolò Francesco, Ferretti Michael Massimo, Gallarotti Paola, Gregoli Enzo savino, Mancini Fausto, Melloni Domitilla, Negri Monica, Recco Federico, Renzi Oriella, Rivaroli Iames, Stabile Maria Rita
Movimento 5 Stelle
Brondoni Silvana, Carioni Tiziano, Colò Vittorio Aldo, Conte Giuseppe, Corrà Claudio, Costantini Walter, Garau Silvana, Lodovico Maria Carmela, Petriccioli Alessandra, Redavati Ambrogio, Restelli Alberto, Schiariti Orsola
Il Ponte
Vannucchi Anna Maria, Beninati Rosa Maria, Romano Francesco, Perego Piero, Bernardi Nicolò Marco, Crotti Domenico, Gatti Monica Arianna, Musi Augusto, Pari Mara, Ronchesi Cristiana, Roveda Federico, Todeschini Claudio
Lega - Forza Italia
Colombo Federica, Manetto Lorenzo, Valenzano Lucia Anna, Gasperini Giuseppe, Catanzaro Floriana, Ingrosso Perenzo, Losciale Lucia, Turchiarulo Cosimo, Varisco Annalisa, Clerici Giancarlo, De Bonis Irene, Maddinelli Roberto, Cagnazzi Teresa
Fratelli d'Italia
Conte Sabrina, Mangiameli Rosanna, Maiorana Sabina, De Maria Patrizia, Panigada Ambra, Simone Marzia, Allegranza Fabio Carlo Brando, Magliano Gioacchino, Foti Mirella, Benedetti Roberto, Bonato Gian Piero Rinaldo, Trasi Tiziana Maria, Esposito Flavio
Progettto Vimodrone
Pierluigi Fusetti, Viviana Cipolla, Domenico Arnone, Marcella D'Agnese, Ivano Cerati, Patrizia Ferrari, Nicola Cozzoli, Flavia Dolcini, Salvatore Di Cugno, Valentina Leuci, Amedeo Franchini, Cinzia Mazza, Raffaele Iovino, Ines Tarascio, Franco Ingangaro.
Cambiamo insieme
Massimo Pagano, Piero Monticelli, Andrea Levati, Paola Conti, Roberto Angeleri, Angela Cucuglielli, Ettore Brambilla, Rosa Funiciello, Massimo Cafarda, Marisa Santacroce, Florian Celinku, Maria Rosaria Sellante, Felice Frisone, Rudina Tarami, Cosimo Mezzi, Carmine Suanno.
Italexit
Parenza Lindo Giuseppe, Innocente Francesco, Serra Stefano, Sauta Croce Sebastiano, Fucilli Lucia, Innocente Alessandro, Diago Elena, Cagnoni Paolo, Gazzolo Muti Alberto, Cagnoni Francesco, Curridori Simone, Metta Valentina
Care compagne e cari compagni,
con grande amarezza vi comunichiamo che il nostro partito è stato escluso per l’anno in corso dalla possibilità di beneficiare delle risorse del 2×1000.
Purtroppo non potrete destinare nella vostra dichiarazione dei redditi il 2×1000 come avete fatto in tante/i negli anni scorsi e, per le stesse ragioni, non potrete nemmeno portare in detrazione le erogazioni liberali effettuate nel 2021.
Per il nostro partito è un duro colpo, visto che negli ultimi anni eravamo risultati al quarto posto per numero di contribuenti che ci hanno scelto. Paradossalmente, eravamo agli ultimi posti per quantità di finanziamento ricevuto; questo grazie a un meccanismo discriminatorio che, di fatto, distribuisce risorse pubbliche sulla base del censo. Il nostro è, infatti, un partito della classe lavoratrice e di popolo, quindi più apprezzato tra le persone a basso reddito.
PERCHE’ SIAMO STATI ESCLUSI
La nostra esclusione è una palese ingiustizia, conseguenza del progressivo restringimento degli spazi democratici.
La legge che regola il finanziamento pubblico è una legge ingiusta che esclude i partiti che non hanno eletto in parlamento, cosa che non accade in altri paesi come la Germania. Segnaliamo che da anni votiamo con leggi incostituzionali che penalizzano le liste che non sono interne ai due poli principali.
Negli anni scorsi eravamo riusciti a ottenere comunque entrambi i benefici – 2×100 e detrazioni fiscali – grazie alla norma che prevede che vi possano accedere anche i partiti che possono contare almeno su una componente nel gruppo misto di una delle due camere.
Purtroppo a escluderci è giunta la determinazione, prima della giunta per il regolamento del Senato e poi del Presidente della Camera, di restringere arbitrariamente il riconoscimento di nuove componenti parlamentari. In sintesi, hanno deciso di non riconoscere le componenti non corrispondenti a una lista presente alle ultime elezioni politiche. Grazie a questo orientamento arbitrario è diventato di fatto inesigibile per noi il diritto che la legge ci riconosceva.
Il gruppo di deputate che hanno presentato la richiesta di costituire la componente entro i termini non ha ricevuto risposta se non dopo che ha aderito anche Potere al popolo col cui simbolo ci eravamo presentati nel 2018. Inutile era risultata la presentazione che attestava che Pap era allora una coalizione di cui facevano parte vari partiti tra cui Rifondazione. Purtroppo il riconoscimento della nostra Componente “Manifesta” è arrivato solo quando era troppo tardi per essere ammessi per questo anno mentre ci darà la possibilità di accedere per quello prossimo.
La decisione di restringere gli spazi di democrazia parlamentare si aggiunge all’oscuramento mediatico che subiamo da anni e alle leggi elettorali incostituzionali che hanno penalizzato le voci fuori dal bipolarismo.
CAMPAGNA STRAORDINARIA DI SOTTOSCRIZIONE
Questa grave discriminazione antidemocratica rende drammatica la nostra situazione economica, costituendo il 2×1000 e le sottoscrizioni le nostre principali entrate insieme a quelle derivanti dal lavoro militante e dal tesseramento.
Per fronteggiare questa emergenza abbiamo lanciato una campagna di sottoscrizione straordinaria sulla quale invitiamo tutte le compagne e i compagni ad impegnarsi.
Non ci rivolgiamo soltanto alle iscritte e agli iscritti per un contributo.
Chiediamo un sostegno economico – piccolo o grande che sia – a chi condivide le nostre lotte. Ci rivolgiamo anche a chi non la pensa come noi ma ritiene che l’esistenza di un partito che non si rassegna all’esistente e che continua ad andare “in direzione ostinata e contraria” sia una risorsa per la democrazia nel nostro paese.
Sostenere Rifondazione Comunista serve a dare forza a un partito che lavora per la ricostruzione, nel nostro Paese, di una sinistra che sia effettivamente tale per valori, programmi, comportamenti.
Chiediamo un contributo – da ciascuno secondo le proprie possibilità – per un partito che lotta per la pace, i diritti civili e sociali, l’ambiente, per l’attuazione della Costituzione, contro le politiche neoliberiste portate avanti dai governi di centrodestra e centrosinistra, contro ogni forma di discriminazione, razzismo e fascismo.
Siamo presenti in tutte le lotte e nei movimenti. Nelle nostre sedi, in tutto il territorio nazionale, pratichiamo la solidarietà attiva e il mutualismo, diamo spazio a realtà che altrimenti non lo avrebbero. Facciamo politica pulita senza sponsor ricchi e potenti.
Chiediamo un contributo per un partito che, dall’opposizione, cerca di costruire una forza unitaria e plurale dell’alternativa nel nostro paese.
Siamo un partito povero ma che non si è mai arreso e omologato.
Chiediamo a tutte e tutti di fare uno sforzo solidale.
Grazie in anticipo, compagne e compagni!
Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Vito Meloni, tesoriere nazionale
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COME SOTTOSCRIVERE
tramite bonifico sul cc intestato al PRC-SE al seguente IBAN:
IT74E0501803200000011715208 presso Banca Etica.
collegandoti al sito www.rifondazione.it e seguendo le istruzioni
con cellulare tramite l’app Rifondazione (scaricabile da Google Play o da App Store)
attivando un RID dalla pagina
http://web.rifondazione.it/home/images/2017/modulo_sepa2017i.pdf
Ricordiamo che le sottoscrizioni eseguite con la causale “erogazione liberale a favore di partito
politico” potranno essere detratte con la dichiarazione dei redditi del prossimo anno.
Giusta l’equidistanza da torti, errori e furbizie.
di Guido Liguori -
In vista del 25 aprile si intensifica la polemica contro l’Anpi, per non essersi schierata senza distinguo con il nutrito fronte dei sostenitori di Kiev nell’attuale guerra in Ucraina. L’obiezione che da diverse parti le è stata rivolta è la seguente: poiché l’Anpi nasce da una esperienza di lotta armata, essa non può essere «pacifista». Tale atteggiamento vorrebbe dire rinnegare le proprie radici, cioè quella lotta armata per la libertà che è stata la Resistenza italiana.
Il manifesto, 22 aprile
Oggi su il manifesto segnalo una buona intervista a Luigi De Magistris in forte sintonia con quanto proponiamo da lungo tempo.
Stiamo lavorando alla costruzione di una coalizione sociale e politica alternativa ai partiti che sostengono il governo Draghi, il neoliberismo e la guerra. Il successo di Melenchon in Francia incoraggia ma ovviamente ogni paese ha la sua storia. Di certo il Pd non è di sinistra e va costruita un'alternativa popolare, senza identitarismi divisivi, su un programma radicale di cambiamento, ecologia, giustizia sociale, pace. La nostra convergenza non nasce da elettoralismi dell'ultima ora ma da anni di comune collocazione sui principali temi politici e sociali.
Se ci ritroviamo sempre nelle mobilitazioni è bene farlo anche in un progetto politico unitario di sinistra autentica. [foto scattata a Firenze a marzo alla manifestazione convocata dal collettivo #GKN con Giorgio, Luigi e Jorit] L'INTERVISTA De Magistris: «Voglio fare come Mélenchon» L'INTERVISTA. Parla l’ex sindaco di Napoli: un fronte di sinistra alle politiche. Pd e M5S? Sono forze di centro e votano il riarmo. Dialogo con Di Battista. "Il risultato francese ci indica la strada. Ma anche da noi abbiamo verificato che c’è un elettorato potenziale che vuole una sinistra nuova, antiliberista e pacifista"
di Andrea Carugati «Quello di Mélenchon è un risultato straordinario, con lui mi auguro di poter costruire un fronte europeo di sinistra innovativa e radicale. Ci incontrammo a Napoli nel 2018, apprezzò il lavoro che stavamo facendo sui beni comuni, sull’ex opg, insieme ai centri sociali. Ci siamo intesi subito». Luigi De Magistris, per 10 anni sindaco di Napoli, guarda con ammirazione e un pizzico di invidia al risultato di France Insoumise. Quale lezione per la sinistra radicale in Italia? Il risultato francese ci spinge a costruire quella sinistra che oggi non c’è. O meglio: c’è una sinistra diffusa che non trova più rappresentanza.
Un problema di vecchia data… Negli ultimi anni a livello nazionale non c’è stata la capacità di mettere insieme i pezzi, e non ci sono state neppure figure in grado di fare quel lavoro paziente di connessione, sui territori, coi movimenti. Un lavoro per costruire una sinistra autonoma, che non cerca mezza poltrona in cambio di un accordo col Pd. Una sinistra di lotta ma anche in grado di governare, affidabile.
Lei si propone per fare questo lavoro? Rivendico l’esperienza di governo a Napoli come quella più a sinistra degli ultimi dieci anni. Abbiamo tenuto insieme tutta la sinistra, tutte le forze che sostengono Draghi erano all’opposizione, più Fratelli d’Italia. Poi alle regionali in Calabria, nel 2021, abbiamo preso il 17% senza soldi, una campagna fatta con lo zainetto in spalla.
Vede uno spazio politico fuori dal centrosinistra? Faccio una premessa: Pd e 5 stelle oggi sono forze di centro che hanno votato l’aumento delle spese militari e l’invio di armi in Ucraina, la sinistra non c’è, in Parlamento è rappresentata dal solo Fratoianni che ha un diritto di tribuna. L’elettorato potenziale c’è, abbiamo verificato che se c’è una proposta arriva anche la risposta.
Dove sta questo elettorato? Nell’astensione, in un pezzo di delusi dal M5S. Ma anche in un mondo più moderato che non vuole votare partiti a favore della guerra e del riarmo.
Rifondazione e Potere al popolo stanno lavorando per una lista con lei.
Sì, lavoriamo insieme. Ma non basta. C’è una opposizione sociale, un elettorato diffuso che chiede contenuti diversi e credibilità. Se vuoi fare il fronte dei non allineati al sistema, devi essere credibile per la tua storia.
Insomma, lei vorrebbe fare il Mélenchon italiano?
Non mi piace fare paragoni con luoghi e storie che hanno la loro peculiarità. So perfettamente che da solo non vado da nessuna parte, ma mi metto a disposizione con volontà, tenacia, umiltà, e anche amore. Ora ho molto tempo a disposizione per girare l’Italia, mi entusiasma l’idea di costruire una coalizione sociale e popolare dei non allineati.
Contro il Pd e i suoi alleati? Con i dem una alleanza è impossibile. Lo era già prima, ma la guerra ha segnato una divaricazione ancor più netta. Noi costruiremo una alternativa al draghismo, al liberismo, all’economia di guerra. Non un fronte di chi dice solo no, ma di chi ha una proposta di governo.
Anti-sistema e di governo non sono due concetti in contraddizione?
No, e credo di averlo in parte dimostrato governando. Si può essere di rottura rispetto al sistema del liberismo, delle privatizzazioni, del compromesso morale, della devastazione ambientale. E farlo governando.
Faccia un esempio. A Napoli abbiamo rispettato il risultato del referendum sull’acqua pubblica. Praticamente siamo stati gli unici.
Per fare una lista nazionale non basta essere radicati al sud.
C’è un anno di lavoro durissimo da fare, anche al Nord. Ricordo però che nel 2009, quando mi candidai alle europee da indipendente nell’Idv, dei 500mila voti che presi la maggioranza erano nel centronord. Non partiamo da zero. In cosa il vostro programma sarà diverso da quello del centrosinistra?
Ripeto che non esiste un centrosinistra. La nostra sarà l’unica proposta di sinistra. Punteremo su salario minimo, ribaltamento dei rapporti di forza tra persona e capitale, riduzione dell’orario di lavoro, riequilibrio fiscale a favore dei più deboli. Vogliamo ripensare le politiche energetiche e ambientali, dopo che Pd e M5s hanno tradito le promesse green, tagliare le spese militari a favore di sanità e istruzione, lotta alle mafie, una politica estera non subalterna agli interessi americani. Non vogliamo rivolgerci solo a pensionati e lavoratori dipendenti, ma anche le piccole imprese, gli autonomi.
Mélenchon ha sfondato nelle periferie.
Ho una certa esperienza in materia. E non solo le periferie urbane, ma anche le aree agricole, le montagne della Calabria.
Di Battista può essere un vostro interlocutore? Anche lui apprezza Mélenchon.
Penso di sì. Ha fatto degli errori ai tempi del Conte 1, si è crogiolato con la la storia che non esistono destra e sinistra, ma ha dimostrato coerenza. E sulla guerra siamo in perfetta sintonia. Vorrei capire però se ha un progetto alternativo in mente, o se vuole dare una mano a Conte per riportare i 5 stelle ai temi delle origini.
Anche nel 2013 la sinistra radicale si affidò a un magistrato, Antonio Ingroia. Non andò bene.
Nessun replay, posso assicurarlo. Ingroia ha una bella storia da magistrato, ma non c’è nessun paragone o connessione con quell’esperienza. Abbiamo due modi di intendere la politica completamente diversi.
Alle elezioni manca meno di un anno.
Siamo partiti e non ci fermiamo più, gireremo tutta l’Italia, è iniziata la fase di costruzione dal basso di un nuovo soggetto. Alle elezioni avremo il nostro simbolo, serve un contenitore nuovo con contenuti nuovi, come ha fatto Podemos in Spagna. La guerra ha accentuato la necessità di far prevalere le ragioni dell’unità, di mettersi in gioco con responsabilità e maturità in un progetto più grande.
Esprimo solidarietà e vicinanza alle compagne e ai compagni di Vimodrone (MI) vittime di una provocazione figlia della falsa narrazione dove “chi è per la pace e rifiuta di mettere l’elmetto come hanno invece fatto Letta, il Governo ed il PD diventa putiniano”.
Lo diciamo e lo ribadiamo con forza: siamo contro Putin e condanniamo l’invasione ucraina così come siamo contro la NATO e il suo colpevole espansionismo ad ogni costo e contro il mancato rispetto degli accordi di Minsk.
Siamo contro l’aumento delle spese militari a discapito di quelle previste per scuola e sanità per le quali il DEF prevede un abbattimento dal 4% al 3,5% per la scuola e addirittura di un punto percentuale per la sanità.
Siamo per la pace e per il disarmo, siamo contro tutte le guerre e condanniamo con forza l’azione del Governo e l’invio di armi in Ucraina che altro non faranno se non allungare i tempi della guerra ed il calvario della popolazione.
Siamo per trattare, trattare e ancora trattare e le fandonie costruite scientificamente da chi sta alimentando la guerra e il conflitto non ci toccano.
Un grande abbraccio alle compagne e ai compagni di Vimodrone. Continuami così!
SEGRETARIO REGIONALE DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - FABRIZIO BAGGI
Grazie per le
visite!
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