mercoledì 25 novembre 2020

25 NOVEMBRE 2020 PER UNA SOCIETA' LIBERA DALLA VIOLENZA DI GENERE


 

IL C.P.N. RINVIA IL CONGRESSSO DEL P.R.C.

Il Cpn rinvia il congresso causa covid. Il documento approvato e la nuova segreteria

Il Comitato politico nazionale – riunitosi il 21 e 22 novembre – ha approvato la proposta di allargamento della segreteria nazionale. Entrano a far parte della segreteria nazionale le/i compagne/i Loredana Fraleone, Stefano Galieni, Tonia Guerra, Elena Mazzoni, Dimitri Palagi, Antonello Patta. Della segreteria – ricordiamo – facevano già parte con il segretario nazionale Maurizio Acerbo, il tesoriere Vito Meloni e la compagna Rosa Rinaldi. 

Il Comitato politico nazionale ha deciso anche il rinvio del congresso. Il documento approvato:

Contro la guerra tra “poveri”, redistribuire la ricchezza

Indispensabile una risposta di sinistra alla pandemia e alla crisi sociale

La seconda ondata della pandemia ha evidenziato gli errori e l’inadeguatezza dell’azione del governo Conte e ancor di più il carattere demagogico e irresponsabile delle campagne delle destre. Abbiamo assistito a una sostanziale incapacità di pianificare e programmare di governo e Regioni. Emblematici il mancato potenziamento del trasporto pubblico e la mancata predisposizione di USCA, posti letto, tracciamento, vaccinazione antinfluenzale e persino di un software e un formulario nazionale per la raccolta dei dati. La gestione della pandemia con parziali chiusure esplicita che governo e opposizione di destra convergono nella logica di subordinare l’efficacia sanitaria delle misure alla logica del non danneggiare l’economia, cioè del profitto capitalistico, non interrompendo le attività produttive e imprenditoriali. Una logica miope che ha già prodotto la nuova impennata del contagio della pandemia e la nuova emergenza dopo la scelta di allentare tutte le misure durante i mesi estivi. Non è un caso che si continui a rimuovere nel dibattito pubblico il fatto che il virus si diffonde anche e forse principalmente in ambiente lavorativo e sui mezzi di trasporto utilizzati per recarvisi e da lì poi arriva e si trasmette in ambiente familiare. Eppure non sono state attivate rigide misure di vigilanza e di sorveglianza sanitaria per verificare che nei luoghi di lavoro siano rispettate le norme di precauzione, limitandosi a mandare alle aziende dei questionari a cui rispondono le stesse imprese. Nulla è stato fatto per potenziare i servizi di medicina del lavoro delle ASL /Ats e aumentare il numero delle ispezioni. E nulla si è fatto per potenziare i servizi del trasporto pubblico. Una latitanza istituzionale che coinvolge le Regioni e il governo. Il ministro Speranza si è ben guardato dall’inviare ispettori centrali a verificare la situazione negli ambienti di lavoro più a rischio. Questa logica del primato dell’economia sulla tutela della salute ha trovato ascolto e consenso popolare soprattutto a causa dell’insufficienza del sostegno economico ai settori sociali colpiti dalla crisi. La crisi rischia di tradursi in guerra tra “poveri”, tra settori diversi del mondo del lavoro e delle classi popolari. E’ evidente il tentativo di indirizzare il malcontento di lavoro autonomo, partite IVA, lavoratori del settore privato, precari, disoccupati contro il lavoro pubblico, come ieri sono stati usati come capri espiatori il sud, gli immigrati, i presunti privilegi dei lavoratori anziani. La pandemia ha avuto un impatto assai pesante anche in conseguenza delle politiche neoliberiste di smantellamento dello stato sociale e dell’intervento pubblico nell’economia. Non vi sarà una risposta adeguata alla crisi sanitaria e sociale senza rilancio del ruolo del settore pubblico, a partire di un piano massiccio di assunzioni in particolare nella sanità e dalla reinternalizzazione dei servizi. Compito delle comuniste e dei comunisti è invece quello di favorire l’unità e la solidarietà delle classi lavoratrici e popolari, prospettare una risposta di sinistra alla crisi e alla pandemia fondata sulla redistribuzione della ricchezza e una svolta nelle politiche economiche e sociali. Difronte a dati drammatici – i nuovi poveri sarebbero già 450 mila in più dei 4,7milioni del 2019, 470 mila precari e partite Iva hanno perso il lavoro secondo l’Istat nel secondo trimestre – risulta intollerabile che governo e opposizione di destra rifiutino di introdurre una tassa patrimoniale sulle grandi ricchezze e un aumento delle aliquote sui redditi alti o che non venga introdotto un reddito garantito per tutte/i. Questa situazione è resa più grave dalla subalternità del governo alle richieste di assistenzialismo senza garanzie occupazionali solo per milionari e imprese di cui si fa portatrice Confindustria e dall’incapacità di utilizzare il complesso del denaro stanziato dall’Unione Europea. Circa metà dell’ammontare complessivo non andrebbe a coprire nuovi investimenti ma semplicemente la ricontrattazione dei debiti precedentemente contratti. E’ invece necessario che non solo tutti i soldi stanziati dall’Unione Europea –ovviamente senza prendere in considerazione la trappola del MES siano utilizzati per mettere in sicurezza il popolo italiano sul piano sanitario e sociale e fare una grande riconversione ambientale dell’economia. Alla logica del profitto al primo posto contrapponiamo il primato del diritto alla salute sancito dalla Costituzione: l’interruzione di tutte le attività non essenziali – il cosiddetto “lockdown” – è misura che va assunta se vi sono necessità di contenimento del contagio. Alla guerra tra “poveri” contrapponiamo la redistribuzione della ricchezza per garantire reddito per tutte/i.

Il CPN impegna il partito nello sviluppo – pur nei limiti determinati dall’emergenza covid – dell’iniziativa politica e sociale sulla nostra piattaforma sociale, nelle pratiche sociali e a lavorare in tutte le campagne unitarie con le associazioni, i movimenti e le altre soggettività politiche e nelle mobilitazioni sindacali e sociali. Il CPN dà mandato alla segreteria e alla direzione di predisporre un piano di lavoro coinvolgendo tutti i livelli organizzativi e le sensibilità del partito.

IL NOSTRO CONGRESSO

L’aumento dei contagi e le norme emanate per il contenimento della pandemia con relative restrizioni rendono impossibile l’inizio dello svolgimento del X congresso del partito entro l’anno in corso. Risulta evidente che in questa situazione bisognerebbe tenere il congresso a tutti i livelli con modalità obbligatoriamente ed esclusivamente on line. Ritenendo che sia fondamentale garantire, dai livelli di circolo all’assise nazionale, la possibilità della partecipazione diretta in presenza il CPN approva la proposta della Direzione nazionale dell’8 novembre scorso di rinviare il congresso al 2021 e di tenerlo non appena vi saranno le condizioni che rendano possibile lo svolgimento. Le commissioni congressuali già insediate proseguono il loro lavoro. Nei prossimi mesi vanno coinvolti con tutti gli strumenti disponibili le compagne e i compagni del partito nel processo di elaborazione politica sui temi al centro del congresso, attivando anche interlocuzioni con le realtà sociali, politiche e culturali della sinistra e dei movimenti. L’allungamento del percorso consentirà di svolgere in un anno pieno di anniversari fondamentali per la storia delle comuniste e dei comunisti (150° della Comune di Parigi, centenario della nascita del Partito comunista d’Italia, trentennale della nascita del Prc, ventennale del G8 di Genova) una serie di iniziative di approfondimento che aiuteranno la nostra riflessione strategica e anche l’interlocuzione esterna. A tal fine il CPN dà mandato alla Direzione di costituire un gruppo di lavoro unitario su proposta della segreteria e del dipartimento cultura e formazione.

venerdì 20 novembre 2020

NOI LA PENSIAMO COME ROBIN HOOD - # PATRIMONIALE !


 

TG3 Lombardia su presidio di questa mattina in Regione Lombardia – #commissariamento!

 

TG3 Lombardia su presidio di questa mattina in Regione Lombardia – #commissariamento!

TG3 Lombardia su presidio di questa mattina in Regione Lombardia – #commissariamento!

Il servizio del Tg3 Lombardia in merito al presidio di questa mattina al palazzo della Regione Lombardia indetto da Prc Lombardia e Partito della Rifondazione Comunista PRC Federazione di Milano per chiedere il commissariamento della sanità lombarda e l’abrogazione della legge23. #CommissariateLaLombardia

#stoplegge23

#SalviamoLaLombardia

giovedì 5 novembre 2020

GRUPPO RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA - INTERPELLANZA SU TEMPISTICA PER BACHECHE COMUNALI

GRUPPO RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA - INTERPELLANZA SU TEMPISTICA PER BACHECHE COMUNALI

A:   Sig.ra Paola GALLAROTTI

Presidente Consiglio Comunale

di Vimodrone (MI)

e p.c.   - Tutte/i Consiglieri di Vimodrone

- Cittadine/i di Vimodrone

*INTERPELLANZA*

OGGETTO:

CONSEGNA BACHECHE COMUNALI AL GRUPPO CONSIGLIARE ”RIFONDAZIONE COMUNISTA – SINISTRA EUROPEA”.

Premesso

•  che in data 05-08-2020 il sindaco decideva di estromettere l’assessore Verderio dal suo incarico e che tale scelta ha prodotto la spaccatura della lista Vimodrone Sei Tu, con la conseguente costruzione del gruppo consigliare di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea;

•  che la motivazione del “ringiovanimento” della rappresentanza di V.S.T. era stata discussa, condivisa e concordata solo in merito alla formulazione della lista di candidati alle elezioni e che il ringiovanimento della lista era avvenuto;

•  che abbiamo appreso nel corso del lungo confronto che due consiglieri del P.D. avevano dichiarato che il mancato cambio di assessore avrebbe comportato automaticamente le loro dimissioni da consiglieri comunali;

•  che ciò che ci è stato detto e cioè che uscendo uno del P.R.C. e subentrando un altro del P.R.C. nulla sarebbe cambiato, non considerando che i consiglieri vengono votati e scelti dagli elettori, mentre gli assessori sono nominati dal sindaco e che i loro ruoli e controlli del e sull’esecutivo sono completamente diversi e con diverso peso politico ed amministrativo;

Chiediamo

le tempistiche per avere in consegna le bacheche comunali a disposizione dei gruppi consigliari così da avere riconosciuta la completa agibilità politica così da poter esprimere democraticamente le idee e posizioni politiche del gruppo.

Cordiali saluti.

Marco MESSINEO e Aurelio LAMORTE

*Gruppo Consigliare

RIFONDAZIONE COMUNISTA – SINISTRA EUROPEA*

 



venerdì 30 ottobre 2020

COSTITUZIONE DEL GRUPPO CONSIGLIARE RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA.

 


A seguito della decisione del sindaco di Vimodrone del Partito Democratico di estromettere dalla giunta locale il nostro assessore/compagno Luigi Verderio e della conseguente spaccatura del gruppo di "Vimodrone Sei Tu" i nostri compagni nel corso del consiglio comunale del 29 ottobre 2020 hanno costituito il GRUPPO CONSILIARE RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA.

 



martedì 27 ottobre 2020

DIREZIONE NAZIONALE DEL P.R.C. - UNA RISPOSTA DI SINISTRA ALLA PANDEMIA E ALLA CRISI SOCIALE

Una risposta di sinistra alla pandemia e alla crisi sociale

Documento approvato dalla Direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea martedì 20 ottobre con 20 voti favorevoli e 3 astensioni.

La fase politica e il dibattito pubblico continuano ad avere al centro l’emergenza sanitaria, sociale e economica determinata dalla pandemia.

L’esecutivo Conte esce per il momento rafforzato dal voto amministrativo e regionale e dalla vittoria referendaria ma soprattutto dalla miseria di un’opposizione di destra che ha cavalcato per mesi posizioni negazionista o di minimizzazione alla Trump. Questo non significa che non continueranno le fibrillazioni della maggioranza ma i limiti e le contraddizioni dell’azione del governo vengono occultati da un dibattito polarizzato tra il “buon senso” e chi definisce mascherine e distanziamento sociale come “dittatura sanitaria”. Il governo passa molto facilmente agli occhi dell’opinione pubblica democratica come il salvatore della patria a fronte del dilagare di discorsi irrazionali e antiscientifici. La scelta della destra di cavalcare certe posizioni è volta a egemonizzare il malcontento dei settori sociali e economici più colpiti dalle misure di contenimento del contagio e si salda con l’orientamento miope e gretto di Confindustria e del grande capitale volto a evitare restrizioni che possano danneggiare i propri interessi.

Sul piano sociale purtroppo è evidente che la propaganda “no mask” o più in generale quella che tende a affermare il primato dell’economia sulla tutela della salute ha trovato ascolto popolare soprattutto a causa della carenza di sostegno economico a chi è colpito dalla crisi. 

La nuova impennata del contagio conferma le critiche che abbiamo avanzato nei mesi scorsi alla gestione dell’emergenza covid da parte di governo e Regioni.

Come abbiamo ripetutamente sottolineato il modello neoliberista dell’ultimo trentennio ha dimostrato con la pandemia il suo fallimento sul piano planetario. E non fa eccezione certo il nostro paese. Siamo di fronte nelle ultime settimane a un’ulteriore conferma.

La sanità regionalizzata non riesce a garantire nemmeno il tracciamento che dovrebbe essere alla base di qualsiasi strategia di contenimento per carenza di tamponi e di un software e un formulario nazionale per la raccolta dei dati, per non parlare delle code per fare il tampone, della mancanza di organizzazione della medicina territoriale, della insufficiente disponibilità persino di vaccini antinfluenzali, della mancata realizzazione entro settembre dei posti letto aggiuntivi di terapia intensiva programmati.

Il sovraffollamento del trasporto pubblico locale è un disastro che mostra non solo incapacità di governo e regioni che fin da marzo avrebbero dovuto pianificare misure per la ripresa dell’anno scolastico ma anche le conseguenze disastrose della politica di taglio dei trasferimenti, liberalizzazione, chiusura degli stabilimenti che producevano bus, priorità alle grandi opere negli investimenti. In cinque mesi a livello nazionale è stato realizzato solo il 30% dei posti aggiuntivi previsti per settembre per i reparti di terapia intensiva; in Lombardia solo il 21%.

Il governo punta a scaricare sulla responsabilità di cittadine/i glissando su quella ben più rilevante delle istituzioni. La pur giusta polemica contro le tesi negazioniste non cancella il deficit di iniziativa, pianificazione, coraggio già riscontrato nella vicenda della mancata zona rossa nel bergamasco.

A fronte dell’offensiva mediatica contro ogni ipotesi di nuovo “lockdown”, che sarebbe stato reso non necessario se solo negli ultimi mesi non avesse prevalso la logica dell’individualismo neoliberista e della priorità al profitto, si continua a negare e oscurare il fatto che il virus si diffonde anche e forse principalmente in ambiente lavorativo e sui mezzi di trasporto utilizzati per recarvisi e da lì poi arriva e si trasmette in ambiente familiare. Eppure non sono state attivate rigide misure di vigilanza e di sorveglianza sanitaria per verificare che nei luoghi di lavoro siano rispettate le norme di precauzione, limitandosi a mandare alle aziende dei questionari a cui rispondono le stesse imprese. Nulla è stato fatto per potenziare i servizi di medicina del lavoro delle ASL /Ats e aumentare il numero delle ispezioni. E nulla si è fatto per potenziare i servizi del trasporto pubblico. Una latitanza istituzionale che coinvolge le Regioni e il governo. Il ministro Speranza si è ben guardato dall’inviare ispettori centrali a verificare la situazione negli ambienti di lavoro più a rischio.

Per quanto riguarda la risposta sanitaria è vergognoso che invece di procedere a assunzioni di medici, infermieri e oss si proceda con contratti precari e persino con il ricorso alle agenzie di “somministrazione” consentendo di fare affari sulla pelle di chi rischia di ammalarsi in prima linea.

Anche se le elezioni regionali e amministrative hanno mostrato la presa del bipolarismo sull’elettorato e la difficoltà enorme che incontra il nostro progetto politico – anche solo a presentarsi nella competizione elettorale – non viene meno la necessità di una risposta di sinistra alla crisi che stiamo attraversando. Il dato di fatto della sconfitta delle proposte di sinistra coerentemente antiliberiste, ambientaliste e antirazziste e per questa ragione alternative non solo alla destra ma anche al PD e al M5S fa il paio con la debolezza e l’insignificanza anche di quella parte di sinistra che ha scelto la strada dell’alleanza subalterna.

L’offensiva portata avanti dai vertici di Confindustria, di cui la rottura della trattativa da parte di Federmeccanica è una delle articolazioni, mostra che il capitale intende utilizzare la crisi per indebolire ulteriormente il potere contrattuale di lavoratrici e lavoratori, precarizzare ulteriormente e scaricare il peso della crisi sulle classi popolari. Mai come oggi emerge il bisogno politico di una sinistra di classe che contrapponga un altro punto di vista e un’altra piattaforma a quella di un padronato socialmente irresponsabile.

La crisi del COVID e la connessa crisi della globalizzazione hanno spinto le classi dirigenti europee a modificare la governance dell’UE. Al fine di evitare una recessione europea ingestibile anche per la Germania, per ora hanno deciso di cambiare le politiche di bilancio fornendo denaro a basso costo non solo a banche ed imprese ma anche agli stati.

Per la prima volta da 30 anni invece di insistere sul ritornello dell’austerità e del rigore hanno stanziato denaro, in parte da non restituire.

Noi riteniamo che le cifre non siano sufficienti e che queste risorse andrebbero tutte stanziate senza vincolo di restituzione. In ogni caso oggi occorre spendere bene le risorse che ci sono, anche per far fronte al fatto che l’emergenza COVID è tutt’altro che finita e i dati di questi giorni ci parlano di un aumento esponenziale dei contagi.

In questa situazione il governo non solo non ha utilizzato questi mesi per affrontare sul serio le criticità del sistema sanitario nazionale e della prevenzione, ma non ha nessun piano utile al paese per spendere le risorse che ci sono.

Da un lato tiene una posizione prona di fronte alle richieste di assistenzialismo solo per milionari e imprese di cui si fa portatrice Confindustria e dall’altra pare non essere in grado di utilizzare il complesso del denaro stanziato dall’Unione Europea. Circa metà dell’ammontare complessivo non andrebbe a coprire nuovi investimenti ma semplicemente la ricontrattazione dei debiti precedentemente contratti.

Siamo di fronte ad una follia destinata ad aggravare pesantemente la crisi del paese. Per questo noi riteniamo necessario che non solo tutti i soldi stanziati dall’Unione Europea –  ovviamente senza prendere in considerazione la trappola del MES –, ma anche quelli derivanti dall’istituzione di una indifferibile tassa sulle grandi ricchezze – siano utilizzati per mettere in sicurezza il popolo italiano sul piano sanitario e sociale e fare una grande riconversione ambientale delle produzioni:

1) Immediata attuazione del sistema delle tre T: tracciare, testare e trattare. Occorre fare un piano di tamponi per tutti, basando sulla prevenzione la lotta contro la recrudescenza delle infezioni.

2) Immediata attuazione di un piano di mobilità pubblica sostenibile che parta dal potenziamento del trasporto pubblico locale con mezzi a impatto zero e dall’utilizzo coattivo del complesso dei mezzi di trasporto collettivi presenti nel paese.

3) Immediato potenziamento della sanità pubblica con assunzioni stabili per il raggiungimento di standard tedeschi nell’organico, rafforzamento della medicina territoriale, aumento significativo  dei posti letto a partire dalle terapie intensive.

4)  Immediato finanziamento della scuola pubblica per la riduzione del numero degli alunni per classe e conseguente assunzione del personale necessario, immissione in ruolo dei precari con concorso a titoli, piano per l’edilizia scolastica, estensione del tempo pieno, generalizzazione della scuola per l’infanzia pubblica;

5) Blocco dei licenziamenti per tutte le imprese e blocco degli sfratti per tutto il 2021

6) Estensione cassa integrazione a tutto il 2021 con semplificazione procedure specie cassa in deroga contro i rimpalli stato – regioni e con forte aumento dei controlli contro gli imprenditori truffaldini, sostegno alle piccole imprese, artigianato e lavoro autonomo colpiti dalle misure restrittive e dalla pandemia.

7) Reddito di base per tutte e tutti quelli che non hanno reddito o con un reddito insufficiente per vivere estendendo l’attuale reddito di cittadinanza ed eliminando le condizionalità che ne limitano la platea e lo trasformano in uno strumento per altro fallimentare di “workfare”;

8) Abolizione della Legge Fornero contro ogni tentativo di allungare la vita lavorativa sottraendo lavoro a giovani: invece di cancellare a già striminzita quota 100 bisognerebbe garantire almeno la possibilità di andare in pensione con 62 anni di età o 40 di contributi! Con annualità di vantaggio per le donne come riconoscimento del lavoro di cura.

9) Piano per il lavoro che, oltre al potenziamento della sanità e dell’istruzione pubblica con assunzioni che ci riportano nel pubblico entro le medie europee, preveda;

a) riassetto idrogeologico del territorio, messa a norma ed efficientamento energetico di tutti gli edifici pubblici,

b) piano straordinario casa con recupero del patrimonio pubblico dismesso e inutilizzato compatibile con la residenza e sua assegnazione all’edilizia popolare;

10) piano rafforzamento strutturale del paese per la riconversione ambientale delle produzioni, l’efficientamento energetico, l’agricoltura e allevamento sostenibili, la crescita di filiere produttive della mobilità sostenibile, rilocalizzazione di produzioni di farmaci, apparati e dispositivi sanitari. Intervento diretto del pubblico con l’assunzione del controllo di settori strategici quali le rete dell’energia, la rete unica delle telecomunicazioni e la siderurgia, la creazione di un polo finanziario pubblico e l’investimento per un forte sistema pubblico della ricerca.

11) Taglio delle spese militari e stop alla richiesta di utilizzo di 30 miliardi del Recovery Fund per programmi di riarmo.

La Direzione nazionale impegna il partito nello sviluppo – pur nei limiti determinati dall’emergenza covid – dell’iniziativa politica e sociale su queste parole d’ordine, a lavorare in tutte le campagne unitarie come, tra le altre, quella con le associazioni e i movimenti aderenti all’appello “La società della cura” e quelle per la sanità pubblica promosse con Medicina Democratica e altre soggettività politiche e sociali, nel sostegno alle mobilitazioni sindacali e sociali.

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banda http://www.adelebox.it/