lunedì 27 maggio 2019

RISULTATI ELEZIONI EUROPEE DEL 26 MAGGIO 2019

Un voto disastroso per la sinistra e per l’Italia
di Maurizio Acerbo
Il risultato delle elezioni europee è disastroso. Per la sinistra e per il nostro paese. La Lega e più in generale le destre sfondano a livello popolare.
E la nostra lista La Sinistra costruita a poche settimane dal voto non è riuscita a presentarsi come progetto nuovo, plurale e come una proposta autonoma forte. Non ha rimotivato settori consistenti di elettorato, non ha retto l’impatto del “voto utile” né ha attratto i delusi del M5S.
Non ci siamo mai fatti illusioni. Per questo avevamo cercato nell’ultimo anno di costruire un fronte largo rossoverde che vedesse unite non solo tutte le formazioni a sinistra del PD ma anche esperienze territoriali e movimenti. Purtroppo questo scenario non si è determinato e l’Italia è sempre più un paese senza sinistra.
Di fronte al risultato però sarebbe sbagliato rinunciare al percorso unitario avviato e disperdere le energie militanti e intellettuali che si sono aggregate. E’ bene invece avviare un percorso di discussione collettivo che coinvolga chi si è speso in questa campagna e chi perplesso è rimasto ai margini. In questo paese c’è bisogno di sinistra.
Il risultato italiano si inserisce in un quadro preoccupante sul piano europeo dove la sinistra antiliberista e anticapitalista del GUE/NGL arretra. Il “terzo spazio” è risultato schiacciato nello scontro tra “europeisti” e “sovranisti” e dal clima creato dalla minaccia di onda nera. La conseguenza è che sostanzialmente l’orientamento di fondo neoliberista delle politiche europee non viene messo in discussione. In gran parte d’Europa però la sinistra c’è e si batte. Il dato italiano nella sua durezza impone – non solo a noi – il dovere di un lavoro politico, sociale, culturale e di un progetto che si dia il tempo per cresce e radicarsi. E anche umiltà, coraggio e generosità nelle scelte.
Ringrazio di cuore le compagne e i compagni di Rifondazione Comunista che anche in questa campagna elettorale hanno lavorato con grande impegno e passione militante. Ringrazio tutte le compagne e i compagni che hanno condiviso con noi questa esperienza e in particolare le candidate e i candidati che si sono messi/e a disposizione con spirito di servizio.







martedì 21 maggio 2019

PERCHÉ IL 26 MAGGIO VOTIAMO LA SINISTRA



Perché il 26 maggio votiamo La Sinistra
Da “Il manifesto” del 21 maggio 2019
Appello al voto per le elezioni europee.
La Ue così come è non ci piace per nulla e occorre rompere la gabbia dei trattati neoliberisti, ma lo spazio europeo è il terreno di lotta sul quale ha senso oggi battersi e costruire una solidarietà tra gli oppressi.
Per questo vi invitiamo a reagire e a battervi assieme a noi per sconfiggere il neoliberismo di Maastricht così come il nazionalismo xenofobo e razzista delle destre
Di solito nelle elezioni europee il voto è considerato poco, perché il Parlamento di Bruxelles non vota la fiducia a un governo.
Ma, a parte il fatto che questo ci libera dall’ossessione del “voto utile”, e dovrebbe essere considerato un vantaggio, la scadenza elettorale del 26 maggio è diversa, perché deciderà se affossare o rilanciare il progetto dell’unità europea, quale l’avevano sognato gli antifascisti al confino a Ventotene fin dal lontano 1941.
Quel progetto è stato ed è stravolto, da un lato, dalla logica neoliberista che ha ispirato il Trattato di Maastricht e le successive intese intergovernative, come il micidiale Fiscal compact, che, perseguendo politiche di austerità, hanno aggravato la crisi con gravi conseguenze per l’occupazione e le condizioni di vita delle persone.
Dall’altro lato il percorso dell’unità europea è oggi seriamente minacciato dall’avanzata delle destre nazionaliste, xenofobe, razziste e sessiste. Se si continua sulla prima strada si rischia l’implosione della Ue, perché si approfondiscono le differenze tra paesi e all’interno di questi. Se si sceglie la seconda si arriverebbe alla deflagrazione della Ue, a un ritorno alle piccole patrie l’una contro l’altra armate.
In entrambi i casi il nostro paese verrebbe lasciato in balia dei grandi gruppi economici e finanziari che già con la globalizzazione selvaggia hanno sottratto il potere di decidere sulla nostra sorte ad ogni controllo democratico.
Ogni scelta sarebbe in balia del “pilota automatico”, cioè del mercato e della finanza, alla ricerca del profitto immediato insensibile alle conseguenze che ne derivano per l’umanità, quella più povera innanzitutto.
Ma non solo: le catastrofi ecologiche che derivano dal supersfruttamento della natura e dell’ambiente colpiscono indistintamente tutta l’umanità.
Recuperare la sovranità nazionale in questa situazione è illusorio.
Certo bisogna lottare in tutti i paesi per modificare le politiche dominanti, certo bisogna battersi per l’attuazione della Costituzione e affermarne la prevalenza rispetto a trattati neoliberisti.
Dipende da noi, dalla forza collettiva che riusciranno a mobilitare i movimenti sociali, dei lavoratori, femministi, ambientalisti, pacifisti per ottenere un’Europa radicalmente diversa, più giusta, più democratica.
Un’Europa impegnata a eliminare le insostenibili diseguaglianze, le cause delle guerre e a prevenire le catastrofi ambientali; aperta al Mediterraneo, ai processi migratori e in pace con gli altri popoli.
Senza la forza che solo un’altra Europa unita può mettere in campo, nessuna delle rivendicazioni che ci stanno a cuore potrebbero essere conquistate.
La Ue così come è non ci piace per nulla e occorre rompere la gabbia dei trattati neoliberisti, ma lo spazio europeo è il terreno di lotta sul quale ha senso oggi battersi e costruire una solidarietà tra gli oppressi.
Anche l’Italia è segnata da profonde diseguaglianze, basti pensare alla questione meridionale.
Ma sono le forze reazionarie al governo che ne propongono lo smembramento di fatto con il disegno delle autonomie regionali rinforzate che hanno presentato: una vera secessione dei ricchi!
Per questo vi invitiamo a reagire e a battervi assieme a noi per sconfiggere il neoliberismo di Maastricht così come il nazionalismo xenofobo e razzista delle destre.
La lista la Sinistra non è un partito ma una coalizione unitaria: raccoglie forze politiche e istanze dei movimenti che di questa parola sono ancora fieri, quelli che non dimenticano che è alla sinistra che dobbiamo quanto di meglio si è conquistato nella nostra storia.
Del resto in altri paesi europei la sinistra si rinnova, vince elezioni, governa, come è successo in Grecia e in Portogallo, come ci auguriamo avverrà in Spagna.
Non siamo soli, anche se siamo consapevoli di essere oggi in Italia una minoranza.
Ma nel Parlamento europeo il gruppo rossoverde al quale i nostri eletti aderiranno, il Gue/Ngl, è la quinta forza per consistenza e riunisce tutte le forze che in Europa si sono battute con più determinazione contro le politiche della Commissione e della troika e contro l’estrema destra negli scorsi anni.
Se oggi la Lega e i suoi compari sono diventati forti e con questi sono tornate ad alzare la testa le bande fasciste, è perché i più poveri si sono sentiti abbandonati dai governi che avrebbero dovuto proteggerli: quelli del Pd che hanno varato il Job Act, la controriforma delle pensioni, i decreti inumani firmati Minniti contro i migranti, che hanno sostenuto grandi opere, inutili e dannose come la Tav in Val di Susa, anziché linee ferroviarie per i pendolari o la messa in sicurezza del territorio.
Per questo le vittime di questo malgoverno si sono rifugiate nel rancore, perdendo la fiducia nella politica e coltivando la pericolosa illusione dell’uomo forte al comando.
In questo modo è dilagato un discorso di destra, sessista, razzista, che prende gli immigrati come capro espiatorio.
Per questo non basta votare contro le destre, occorre anche costruire un’alternativa alle politiche che hanno creato le condizioni per il loro successo e per farlo bisogna unire le forze di chi vuole davvero cambiare.
Il nostro voto serve anche a questo: un impegno che non si esaurisce nell’urna, ma che ci parla di un diverso futuro.
PRIMI FIRMATARI
Rossana Rossanda, Fulvio Abbate, Maurizio Acerbo, Vittorio Agnoletto, Mario Agostinelli, Fabio Alberti, Eleonora Alfano, Andrea Allamprese, Andrea Amato, Carmine Amoroso, Emilio Arisi, Giorgio Arlorio, Cesare Antetomaso, Piero Arcangeli, Marco Asunis, Ciccio Auletta, Angela Baraldi, Antonia Baraldi Sani, Guido Barbera, Guido Barbieri, Silvana Barbieri, Riccardo Bellofiore, Gioia Benelli, Luciano Beolchi, Franco Berardi Bifo, Paolo Berdini, Cesare Bermani, Fausto Bertinotti, Daniele Biacchessi, Maria Luisa Boccia, Francesco Bochicchio, Armando Boito, Raffaella Bolini, Stefano Bonaga, Marina Boscaino, Adrian Bravi, Sergio Brenna, Benedetta Buccellato, Paolo Cacciari, Giuseppe Cafiero, Enrico Calamai, Franco Calamida, Loris Campetti, Berardo Carboni, Alessandro Cardulli, Aldo Carra, Francesco Caruso, Luciana Castellina, Tiziana Cazzaniga, Antonio Cecere, Paolo Ciofi, Yurii Colombo, Andrea Costa, Enrico Cundari, Maria Rosa Cutrufelli, Wasim Dahmash, Massimo D’apporto, Claudio De Fiores, Elettra Deiana, Fortunato Della Guerra, Josè Luis Del Roio, Vezio De Lucia, Girolamo De Michele, Marco Dentici, Loredana De Petris, Massimo Di Castelnuovo, Tommaso Di Francesco, Pippo Di Marca, Enzo Di Salvatore, Piero Di Siena, Angelo D’Orsi, Olivia D’Ottavio, Roberto Escobar, Amedeo Fago, Lorenzo Falchi, Paolo Favilli, Angelo Ferracuti, Luigi Ferrajoli, Gianni Ferrara, Roberto Finelli, Franco Finocchiaro, Domenico Fiormonte, Marcello Fonte, Pasquale Fonte, Guglielmo Forges Davanzati, Francesca Fornario, Gianni Fresu, Emita Frigato, Alfio Furnari, Haidi Gaggio Giuliani, Stefano Galieni, Mauro Gallegati, Gabriella Gallozzi, Francesco Garibaldo, Claudio Giambelli, Alfonso Gianni, Aldo Giannuli, Daniela Giordano, Claudio Grassi, Dino Greco, Giovanni Greco, Silvio Greco, Andrea Gropplero, Silvia Innocenzi, Eliana Iocchi, Teresa Isemburg, Francesca Koch, Francesca Lacaita, Gianfranco Laccone, Lelio La Porta, Nicolas Lema, Maria Lenti, Guido Liguori, Fabiomassimo Lozzi, Gianni Lucini, Romano Luperini, Alfredo Luzi, Silvia Luzzi, Salvatore Maira, Roberto Mancini, Cecilia Mangini, Fiorella Mannoia, Filippo Maone, Roberto Mapelli, Fabio Marcelli, Pino Marino, Citto Maselli, Gianni Mattioli, Peppino Mazzotta, Alessandra Mecozzi, Eugenio Melandri, Lidia Menapace, Magda Mercatali, Maria Grazia Meriggi, Sandro Mezzadra, Filippo Miraglia, Emilio Molinari, Carmela Morabito, Lia Francesca Morandini, Raul Mordenti, Roberto Morea, Luisa Morgantini, Corrado Morgia, Giuseppe Moricola, Cristina Morini, Luca Mozzati, Franco Mulas, Roberto Musacchio, Fabio Mussi, Frida Nacinovich, Laura Nanni, Agnese Nano, Pasqualina Napoletano, Alberto Negri, Alfio Nicotra, Corrado Oddi, Alberto Olivetti, Giovanni Orsi, Giovanni Palombarini, Pierluigi Panici, Eugenio Parente, Andrea Pastor, Paolo Perezin, Tonino Perna, Riccardo Petrella, Barbara Pettine, Lorella Pieralli, Paolo Pietrangeli, Nicoletta Pirotta, Antonio Pizzinato, Gabriele Polo, Bianca Pomeranzi, Alessandro Portelli, Carlo Presciuttini, Paolo Quintili, Giulia Quinzi, Marcella Raiola, Rosa Rinaldi, Gianni Rinaldini, Tiziano Rinaldini, Giorgio Riolo, David Riondino, Annamaria Rivera, Basilio Rizzo, Mimmo Rizzuti, Giulia Rodano, Barbara Romagnoli, Renzo Rossellini, Nino Russo, Giovanni Russo Spena, Pino Salerno, Pino Santarelli, Luigi Saraceni, Luigi Saragnese, Giovanni Saulini, Enzo Scandurra, Patrizia Sentinelli, Massimo Serafini, Sergio Serafini, Marino Severini, Sandro Severini, Tommaso Sodano, Paolo Sollier, Anita Sonego, Paolo Sordi, Angelo Tantaro, Giovanni Taverna, Sarantis Thanopoulos, Mario Tiberi, Marina Turi, Stefania Tuzi, Pierfrancesco Uva, Fulvio Vassallo Paleologo, Vauro, Nichi Vendola, Giovanna Vertova, Luigi Vinci, Lello Voce, Pasquale Voza, Mauro Zanella, Federico Zappino, Susanna Zirizzotti, Massimo Zucchetti.

(per ulteriori adesioni inviare a appello.lasinistra@gmail.com)

lunedì 29 aprile 2019

NOI CON TE. LA SINISTRA PARTE PER L'EUROPA.


Noi con te. “La Sinistra” parte per l’Europa
Alba Vastano*
Roma, 14 Aprile. Teatro Quirino.
Si apre ufficialmente la campagna elettorale per la lista “La Sinistra”. Il simbolo che la rappresenta è quello della Sinistra Europea Gue/Ngl. Un simbolo che ora è anche una speranza per tutti coloro che credono che sia ancora fondamentale che la Sinistra possa e debba esserci nel Parlamento europeo, dove si decidono e si definiscono i destini politici ed economici degli Stati membri. Il nostro paese è orfano da tempo della Sinistra parlamentare e non può restarlo ancora. Gli effetti del disastro, dovuto alla totale assenza della Sinistra in opposizione alle forze governative sono evidenti a tutti. Ѐ in atto lo smantellamento dello Stato sociale e l’oscuramento di tutti i diritti costituzionali, ma è anche in atto la repressione sulla libertà delle persone e viene legittimato lo Stato di polizia con la legge salviniana sulla sicurezza. Siamo al Far West e il ministro degli interni ha le sembianze di uno sceriffo. Ѐ necessario ripartire dall’Europa che ha in mano, con i Trattati, l’economia e le costituzioni dei paesi membri. Uscirne non è forse la soluzione migliore meglio esserci per tentare di cambiarla l’Europa, restituendo diritti sociali e civili alle persone e ripristinando il nostro articolo della Carta costituzionale sul principio di uguaglianza, creando un nuovo modello di accoglienza, integrazione ed inclusione alla “Mimmo Lucano”. Le prossime elezioni ci presentano una sfida importante il cui obiettivo è “la costruzione di uno spazio politico alternativo sia alla prosecuzione delle politiche neoliberiste, causa di disuguaglianza e povertà, sia al crescere della barbarie dei razzismi e dei nazionalismi”.
Una sfida che siamo tutti tenuti ad accogliere e ad affrontare dandoci ancora la possibilità di ricostruire una vera e forte opposizione da Sinistra. In Europa ci si sta, ma non alle condizioni dei Trattati che stringono in una morsa i nostri diritti costituzionali, soprattutto il diritto al lavoro. Pertanto “Lavorare meno, lavorare tutti… e a pari salario” è il primo diritto. Lavoro per tutti e una vita dignitosa al primo posto nella sfida che si pone la Sinistra europea. L’impegno parte dal Quirino, ma è da tempo in incubazione. Ѐ in atto una campagna elettorale laboriosa e complessa che vede tanti compagni e compagne impegnati a parlare degli obiettivi del programma della lista a migliaia, milioni di persone che non ci credono più ed hanno affidato le loro vite e il futuro dei loro figli a chi sta togliendo loro proprio ciò in cui sperano, una vita dignitosa. Gli obiettivi della lista “La Sinistra” sono quelli che naturalmente ogni Stato di diritto ha nella sua costituzione e che dovrebbero essere tutti applicati.
In molti Stati europei e nel mondo, con il dilagare delle politiche neoliberiste e delle destre emergenti non è più così da molto tempo e la situazione sta precipitando con la deriva reazionaria, fenomeno di cui stiamo subendo gli effetti nefasti e che si stanno accentuando con l’insediamento dell’attuale governo giallo verde, frutto dei precedenti che hanno lavorato per distruggere lo Stato sociale. Ѐ arrivato il momento, con l’occasione delle prossime elezioni del 26 maggio, di tentare di rompere la gabbia dei Trattati costruiti nel segno del liberismo e dell’austerity a solo vantaggio delle lobby di potere e della finanza speculativa. Chi crede che ci possa essere una società più giusta, in cui i diritti e le ricchezze siano equamente distribuite e chi ritiene che chi più ha più deve dare per il bene comune, chi non si pensa più comunista e di Sinistra di altri, ma si accomuna a tutti coloro che s’impegnano nelle lotte comuni e avverte il dovere di fermare con ogni mezzo la guerra tra poveri, voluta da chi tende a spostare le responsabilità facendole confluire sui migranti e sul mondo degli invisibili, non potrà che supportare alle elezioni europee il gruppo Se/Gue dando il suo voto alla lista “La Sinistra”
Il programma in pillole, 11 punti per cambiare l’Europa e la nostra vita
No alla Ue delle elites e dei tecnocrati per la rifondazione democratica dell’Europa: va abolita la Troika e ampliati i poteri del Parlamento europeo a scapito degli organismi intergovernativi come il Consiglio e la commissione. Si pensa ad un’Europa federale fondata sui diritti sociali, civili, di libertà e delle persone
Stop austerità e liberismo: Cancellazione del Fiscal Compact ed eliminazione dalla nostra costituzione del pareggio di bilancio. Trasformazione dei ruoli e degli strumenti della BCE, il cui obiettivo dovrebbe essere la buona occupazione e rispondere agli indirizzi del Parlamento europeo. Va istituita un’agenzia di rating pubblica “per sottrarsi al solo giudizio di quelle private. Va promossa una conferenza internazionale per la ristrutturazione del debito.
Stop paradisi fiscali. Stop finanza tossica Nella Ue della libertà assoluta nel movimento dei capitali, la finanza speculativa non ha nessun controllo: E’ urgente una bonifica del sistema finanziario e vietare tutte le transazioni con i paradisi fiscali (anche se si tratta di Stati membri Ue) sanzionando le banche che hanno relazioni finanziarie con gli evasori.
Stop TTIP, per un commercio equo sostenibile: Le politiche commerciali europee devono essere subordinate al rispetto dei diritti del lavoro e alla salvaguardia della natura.
Un Green New Deal per la natura, il clima e la transizione ecologica dell’economia: L’Europa entro il 2030 deve ridurre le emissioni di gas serra del 65%. L’energia venga da fonti rinnovabili al 45%
Lavoro per tutti: 32 ore a parità di salario, salario minimo europeo, reddito di base, welfare: è necessario definire un salario minimo orario a livello europeo per contrastare i processi di dumping sociale
Per un’Europa femminista: Per l’autodeterminazione e la libertà delle persone: attuazione della convenzione di Istanbul, affermazione dei diritti delle persone LGBTQI, matrimonio egualitario, diritto di adozione anche per i single, accesso alla fecondazione assistita, anche eterologa. Uguale rappresentanza delle donne nella politica e nello spazio pubblico
Per i diritti delle e dei migranti: Riforma del regolamento di Dublino e dello spazio Schengen, investimenti in politiche di inclusione sociale, diritto alla cittadinanza “ius soli”, chiusura delle strutture di detenzione amministrativa, invalidazione dei provvedimenti che impediscono il soccorso ai migranti in mare o in qualunque luogo o circostanza
Un nuovo modello per il Sud: La questione non è solo italiana, ma europea. E’ necessario impedire che passi un’Europa a due velocità, così come sta accadendo in Italia con la “secessione dei ricchi” contenuta nel progetto di autonomia regionale differenziata. Il riequilibrio fra nord e sud è il fondamentale aspetto del nuovo modello di sviluppo
Per l’Europa dei saperi e delle culture: Ai Trattati economici vanno contrapposti saperi e culture. Per questo è necessario potenziare la scuola pubblica, garantire il libero accesso alle università, abolendo i numeri chiusi alle facoltà e potenziando le risorse per il diritto allo studio, promuovere le diversità delle espressioni artistiche, culturali e linguistiche. Proteggere la cultura dalle privatizzazioni e potenziare normative di tutela per gli operatori del settore
Un’Europa in pace e fattore di pace nel mondo: L’Europa “Fortezza” con progetti di nuovi armamenti, portaerei ed eserciti va contrastata. Va superata quindi la Nato che non appartiene più alla storia attuale. L’Ue si impegni ad esigere il disarmo nucleare, una drastica riduzione dell’armamento convenzionale e il commercio delle armi, mettendo in atto la conversione dell’industria bellica. Lotta alla mafia, allo schiavismo e allo sfruttamento sessuale di donne e minori. L’Ue, dando seguito agli impegni presi, deve condannare ogni violenza e organizzazione neofascista e neonazista.
Le voci dei candidati dal teatro Quirino di Roma
Tante voci di compagni e compagne sul palco del Quirino. Voci che portano messaggi di speranza, voci indignate contro i poteri neoliberisti che l’Europa l’hanno venduta alle banche. Voci che si susseguono su grandi temi fra cui domina il lavoro e la questione dei migranti, la violenza di genere, l’ambiente, i diritti civili. L’apertura dell’assemblea ha una voce prorompente che arriva e penetra. Ѐ Marilena Grassadonia, candidata capolista per il centro. Parla dei diritti violati delle persone LGBQTI. Siamo ancora al medioevo in un Paese in cui Pillon ha ancora parola promuovendo la famiglia tradizionale come fosse l’unica possibile. E dove è stata violata nella sua bellezza antica la città di Verona con un congresso che medievale è dir poco. “Da 20 anni lotto perché le famiglie siano luogo di amore, di responsabilità e di realizzazione delle identità di ognuno- dice Marilena- e assisto sgomenta al rovesciamento di questi valori da parte delle destre che partendo dalla famiglia si battono per fomentare odio e intolleranza per mettere gli uni contro gli altri, cancellando la scuola come baluardo di resistenza e cultura laica”.
Potente la voce del segretario nazionale del Partito della Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo. “Noi dobbiamo costruire un’alternativa e in queste elezioni europee lo facciamo con una lista che ha come riferimento Il Partito della Sinistra europea che è una realtà che ha parlato la stessa lingua in tutti i Parlamenti e in tutti Paesi. La nostra è un’opposizione per la democrazia, per un’Europa dei popoli e delle lavoratrici e dei lavoratori che non sia una fortezza, ma che abbia le porte aperte. Per un’Europa che si schieri con il compagno Corbyn contro l’estradizione richiesta dagli Usa di Julian Assange…. “. Rimarca che “Noi come Gue /Sinistra europea non siamo interessati alla sovranità nazionale, ma alla sovranità popolare”.
Da Nicola Fratoianni, parlamentare di Sinistra italiana, candidato per il centro, arriva una promessa e un impegno di unità e coerenza prima e dopo le elezioni europee “Chi siamo noi, che cos’è la sinistra che mettiamo in campo oggi? La Sinistra è quella che risponde a chi sta raccontando che la flat tax è la migliore delle soluzioni per uscire dalla crisi, mentre è la più grande forma di esproprio verso chi è già in difficoltà economica. A Matteo Salvini e a chi propone la flat tax dobbiamo rispondere che noi vogliamo la patrimoniale …”. Da Luciana Castellina, candidata in Grecia con la lista Syriza “Compagni e compagne debbo dirvi che sono molto contenta che ci chiamiamo Sinistra. Era da tempo che non avevamo una parola così chiara ed esplicita per andare alle elezioni. Qualcuno di fronte a questo nome ha fatto anche lo “schizzinoso” davanti all’invito di stare con noi. Noi lo abbiamo sperato, ma non hanno voluto”.
Il movimento politico femminista è citato da Eleonora Forenza, europarlamentare uscente e candidata capolista per il Sud: “Il movimento femminista oggi intende tenere insieme la lotta contro il capitalismo, contro il patriarcato, contro il razzismo”. Da Paolo Ferrero, vice presidente SE, candidato per il Nord ovest, il via alla campagna elettorale “Dobbiamo fare una campagna elettorale di una lista che è contro le destre fasciste, razziste patriarcali e contro il liberismo, perché le destre sono cresciute in quanto il liberismo ha distrutto i diritti dei più deboli e allora combattere le destre vuol dire combattere il neoliberismo. Se si combatte solo uno dei due non si va da nessuna parte”
La campagna: dalle piazze, dai mercati, on the road
Mentre si danno i volantini della lista si tenta un approccio di comunicazione per capire quale aria tira. Persone che sono i probabili elettori, probabili perché da varie tornate elettorali prevale un altro partito, quello degli astensionisti e sono la maggioranza. Quella gente che la politica la mastica male, spesso ne è fuori, se non totalmente ostile. Si raccoglie negli approcci con le persone per parlare di politica, per informare sul programma della lista per le elezioni europee, un palese e tangibile senso di sfiducia verso la politica, molti dichiarano il non voto, molti peggio stanno convintamente con le destre. Alcuni ripetono il mantra salviniano “prima gli italiani”. Altri sperano ancora di acciuffare il reddito di cittadinanza e ringraziano la parte gialla del governo. C’è uno smarrimento di tanti valori della nostra Costituzione. Questa campagna sarà per i coraggiosi e noi lo siamo. Noi ci crediamo ancora. Si parte per costruire un ‘Europa dei popoli, per un’Europa dei diritti uguali per tutti, per la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici, contro ogni forma di razzismo e di fascismo, per la tutela dell’ambiente naturale, per abbattere ogni muro che crei diversità e odio razziale. Noi siamo con “La Sinistra” e per i valori della Sinistra. Ce la faremo.
*www.lavoroesalute.org





mercoledì 24 aprile 2019

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