mercoledì 25 febbraio 2015

TESSERAMENTO AL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA 2015

lunedì 16 febbraio 2015

SABATO 21 FEBBRAIO - "NUTRIRE LA MARTESANA" 9.00 - 13.00 CASSINA D.P.

SABATO 21 FEBBRAIO - "NUTRIRE LA MARTESANA" 9.00 - 13.00 CASSINA D.P. SALA CONSILIARE PIAZZA DE GASPERI 1 PROGETTI PER FAR CRESCERE L'AGRICOLTURA SEMINARE LAVORO E VIVERE MEGLIO

lunedì 9 febbraio 2015

Debiti nazismo, Ferrero (Prc): “Bravo Tsipras, Merkel “ha perso la Memoria”. Swissleaks? Ora patrimoniale”

Debiti nazismo, Ferrero (Prc): “Bravo Tsipras, Merkel “ha perso la Memoria”. Swissleaks? Ora patrimoniale” Pubblicato il 9 feb 2015 - http://www.intelligonews.it - Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, intervistato da IntelligoNews, dà pienamente ragione a Tsipras nella polemica con la Germania e, in riferimento alla Lista Falciani, auspica che l’Italia interrompa i rapporti con i paradisi fiscali. Tsipras chiede alla Germania i danni di guerra. Strategia anacronistica? «Tsipras ha perfettamente ragione, la Germania non ha mai pagato i debiti della prima e della seconda guerra mondiale, perché gli altri Paesi, giustamente, hanno tagliato quei debiti che avrebbero soffocato la Germania. I tedeschi invece si stanno comportando in maniera opposta e vogliono strozzare la Grecia. Il modo di comportarsi della Merkel somiglia più a quello di Hitler che non a quello dei Paesi europei». Il ministro dell’economia greco Varoufakis ha detto che anche l’Italia è sull’orlo della bancarotta. Che idea si è fatto della vicenda? «Di fronte ai problemi veri queste sono quisquilie che non hanno nessuna rilevanza. Sono impressionato da come elementi che non hanno importanza diventino argomenti di discussione. Il problema vero è che l’Europa continui a regalare i soldi dei suoi cittadini agli speculatori. Se passa il principio della Grecia è evidente che ci saranno ripercussioni per tutti i Paesi europei. Noi regaliamo 80 miliardi all’anno agli speculatori, pagando tassi d’interessi del 4% invece che dello 0,05% che è il tasso di interesse della Bce. L’Italia in questo modo passerebbe da 80 a un miliardo di euro all’anno di interessi, senza abolire il debito semplicemente gestendolo direttamente con la Bce invece di lasciarlo in mano agli speculatori. Siamo gli unici al mondo che fanno questi regali. Negli Stati Uniti ad esempio la Federal Reserve, negli ultimi 5 anni, ha acquistato direttamente titoli di Stato del governo statunitense per 4.500 miliardi di dollari al tasso di interesse dello 0%. Invece noi dobbiamo prenderli dalle banche private che hanno i soldi gratis dalla Bce e poi li prestano a tassi da usura. Tsipras sta ponendo questo punto che è assolutamente centrale. Per questo a Roma mercoledì ci sarà un presidio davanti all’ambasciata tedesca, in via San Martino della Battaglia, mentre sabato si terrà una manifestazione nazionale in sostegno delle richieste del governo greco contro gli speculatori». A proposito di Swissleaks e della lista Falciani, come dovrebbe intervenire l’Italia? «Che la Svizzera sia un paradiso fiscale è noto a tutti. La prima cosa da fare sarebbe interrompere i rapporti con i paradisi fiscali. Perché l’Italia permette che speculatori e lestofanti non paghino le tasse? Il nodo è sempre lo stesso. Da questo episodio emerge che in una sola banca ci sono i conti correnti di circa 7.500 mila italiani, per un ammontare complessivo di 7,4 miliardi di euro. Questo la dice lunga sul tasso di ricchezze che c’è nel nostro Paese. Da ciò, inoltre, emerge la necessità di fare una patrimoniale pesante sulle grandi ricchezze. Dicono: non si può fare, altrimenti spostano i soldi all’estero, mi sembra evidente che li spostino comunque perché mirano a non pagare nulla, c’è un grande egoismo. Bisogna fare una tassa patrimoniale e tracciare i capitali, si può fare, basta volerlo, in modo che anche i ricchi paghino le tasse esattamente come i lavoratori».

MASSIMA MOBILITAZIONE DEL PRC A SOSTEGNO DEL GOVERNO DI SYRIZA

MASSIMA MOBILITAZIONE DEL PRC A SOSTEGNO DEL GOVERNO DI SYRIZA


Ordine del giorno approvato all’unanimità dalla direzione PRC, 7-02-2015

Mobilitazione a sostegno del governo di Syriza, mercoledì 11 febbraio presidi in ogni città, sabato 14 febbraio tutti a Roma

La direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista impegna tutto il partito alla massima mobilitazione per la riuscita delle manifestazioni unitarie a sostegno del governo greco guidato dal compagno Alexis Tsipras.

Come Partito della Sinistra Europea abbiamo indetto una settimana di mobilitazione in tutti i paesi dall’11 al 17 febbraio per fare pressione sui governi affinché rispettino il voto del popolo greco e cambino le regole imposte dalla BCE e dalla Troika. Si tratta non solo di solidarietà con il paese che più ha subito le conseguenze delle politiche europee, ma di diffondere la consapevolezza che la causa greca è quella di tutti i popoli e di tutti i lavoratori e lavoratrici d’Europa.

Grazie alla vittoria di Syriza, per la prima volta in Europa c’è un governo che mette apertamente in discussione l’agenda neoliberista.

Il tentativo da parte della BCE, della Merkel e dei suoi alleati di soffocare sul nascere il governo di Syriza e di costringerlo a rinnegare il suo programma è volto a impedire che si diffonda su tutto il continente lo spettro della possibilità di uscire dalla crisi ponendo fine all’austerity neoliberista.

Il popolo greco e il suo governo in questo momento stanno difendendo i diritti di tutti i popoli europei e la stessa democrazia. E’ totalmente priva di fondamento ed inaccettabile la campagna volta a contrapporre le richieste dei greci agli interessi degli italiani come degli altri popoli.

In questo quadro la posizione del Presidente del Consiglio Matteo Renzi di sostegno al’operazione di strangolamento della Grecia decisa dalla BCE non può che essere al centro della mobilitazione in quanto è in palese contrasto con gli stessi interessi del popolo italiano e rappresenta la prosecuzione dell’offensiva che sta conducendo contro i diritti dei lavoratori e per la svendita dei beni comuni.

- Ovunque possibile vanno organizzati presidi e manifestazioni nella giornata di mercoledì 11 febbraio in concomitanza con la riunione dell’Eurogruppo dove il governo greco ufficializzerà le sue richieste.

- Tutte le strutture del partito devono impegnarsi, insieme ai comitati per L’Altra Europa con Tsipras e alle altre organizzazioni che hanno aderito a partire da Fiom e Arci, per garantire la massima partecipazione alla manifestazione nazionale unitaria “Dalla parte giusta. E’ cambiata la Grecia, cambiamo l’Europa” indetta per sabato 14 febbraio a Roma.

Non possiamo lasciare da soli i greci a combattere.

lunedì 2 febbraio 2015

EXPO: NUTRIRE IL PIANETA O NUTRIRE LE MULTINAZIONALI?




EXPO: NUTRIRE IL PIANETA O NUTRIRE LE MULTINAZIONALI? gennaio 20, 2015 - COMUNE DI MILANO, IN EVIDENZA - no comments “Expo: nutrire il pianeta o nutrire le multinazionali ?” convegno internazionale, Milano 7 febbraio convegno internazionale “Expo: nutrire il pianeta o nutrire le multinazionali?” che si svolgerà presso la sala Alessi a Palazzo Marino, sabato 7 febbraio dalle 9,30 alle 14,00. ln questi ultimi mesi di lavori per la realizzazione di Expo2015, la nostra città ha visto di tutto, dall’illegalità allo sperpero di ingenti risorse economiche per l’organizzazione di Expo in una città che avrebbe urgenza di ben altri interventi. Inutile dire che questi episodi hanno colpito molto negativamente l’opinione pubblica, e noi per primi. Ma c’è un aspetto che, fra tutti ci preoccupa moltissimo e ci chiede, come cittadini milanesi, di assumerci delle responsabilità. L’organizzazione dell’evento, la scelta delle partnership, i protocolli che saranno firmati appaiono in totale contrasto con il logo “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”, le protagoniste assolute saranno le grandi multinazionali, dalla Coca Cola alla Nestlè alla Barilla, solo per citarne alcune. Proprio quelle aziende che con le loro politiche rappresentano una delle cause fondamentali della mancata realizzazione del diritto all’acqua potabile e al cibo sano. L’Expo sembrafatto apposta per nutrire la multinazionali, non certo il pianeta. Il convegno del 7 febbraio è l’apertura di un percorso aperto e rivolto a tutti con l’obbiettivo di discutere ed avviare delle iniziative in grado di mettere al centro del dibattito della nostra città nei prossimi mesi il diritto al cibo, all’acqua e la difesa della legalità dagli appetiti speculativi. CostituzioneBeniComuni, gruppo consigliare Sinistra per Pisapia. Aderiscono: Adesso Basta, Comitato Milanese Acqua Pubblica PROGRAMMA: 7 febbraio 2015. Milano, Sala Alessi,Palazzo Marino, piazza della Scala Convegno internazionale h.9,30 – 14,00 Expo: nutrire ilpianeta o nutrire le multinazionali ? 9,30 introduzione: Piero Basso, CostituzioneBeniComuni: Il lungo, tortuoso cammino verso l’ EXPO Curzio Maltese, parlamentare europeo: L’Unione Europea e l’EXPO: il punto di vista e le future iniziative del GUE (Gruppo della Sinistra Europea) 10,15 Tavola rotonda: Coordina: Anita Sonego capogruppo Sinistra per Pisapia Interventi: Susan George: Transnational Institute, Amsterdam/Parigi: il cibo e lafinanza: un rapporto contronatura Emilio Molinari, Contratto mondiale sull’acqua: Un’authority mondiale per il diritto all’acqua FlavioValente, via Campesina internazionale/Germania: La sovranità alimentare e ildiritto ad un cibo sano Vittorio Agnoletto, CostituzioneBeniComuni: Le mani delle multinazionali sulnostro futuro 12,30 Un futuro tutto da costruire: BasilioRizzo, presidente del consiglio comunale: Milano dopo l’EXPO. Moni Ovadia, attore teatrale, scrittore, drammaturgo :Quale cultura per una città globale ?

lunedì 26 gennaio 2015

GRECIA, IN "PIAZZA EUROPA" A CANTARE BELLA CIAO E A FESTEGGIARE LA VITTORIA DI SYRIZA: "ABBIAMO VINTO LA PAURA"

GRECIA, IN "PIAZZA EUROPA" A CANTARE BELLA CIAO E A FESTEGGIARE LA VITTORIA DI SYRIZA: "ABBIAMO VINTO LA PAURA"


"Applicheremo tutto quello che abbiamo detto". Sono da poco passate le undici e Alexis Tsipras sale sul palco davanti alla ex facoltà di Filosofia in una piazza stracolma di gente. La piazza è multietnica, anzi multieuropea. Da qui, come dichiara la Linke alla notizia dello strepitoso successo di Syriza, parte la Primavera dell'Europa.

Quando il leader di Syriza prende la parola i voti scrutinati sono poco meno del 50% e mancano due seggi parlamentari alla maggioranza assoluta. La strada sembra quella della coalizione, ma il fatto politico c'è tutto.

"Mettiamo a disposizione questa vittoria per la rinascita dell'Europa", dice il leader di Syriza che comunque vuole dimostrare di aver stravinto e di non temere confronti né con chi che dovrà assumere il ruolo di partner nella coalizione, né con chi, sicuramente non la Troika, si confronterà in Europa per rinegoziare il nodo del debito. "I greci hanno mostrato la strada del cambiamento all'Europa, una nuova Europa basata sulla solidarietà: la Troika è una cosa del passato. Il voto contro l'austerità è stato forte e chiaro", dice. "I greci - aggiunge Tsipras - hanno sconfitto la paura".

Ci sono gli italiani della brigata Kalimera ad applaudirlo, tanti, insieme ai tedeschi, ai francesi, agli spagnoli e i portoghesi. I più eccitati dal risultato di Syriza sono i tedeschi che innalzano un vistoso cartello su cui hanno scritto: "Questa è la realtà buonanotte signora Merkel". Il cambiamento della Grecia avrà un forte peso, dicono, nella politica interna di Berlino. E loro sono pronti a spendersela. I festeggiamenti continueranno per ore. Tutta la zona intorno alla piazza dove Tsipras parla viene chiusa e viene interdetta al traffico anche dopo. I greci affollano tutta la zona antistante lo stand di Syriza da dove si segue il conteggio dei voti.

I cori di "Bella ciao" si sprecano. Molti compagni greci sono stupiti di questa solidarietà internazionale. E chiedono di cantare e ricantare questo inno alla liberazione popolare. Ma c'è posto anche per Bandiera rossa e per l'Internazionale. "Una vittoria del popolo greco e di Syriza - dice la parlamentare europea Eleonora Forenza, appena sbarcata da Madrid - ma è una vittoria anche nostra. La sensazione è che sia davvero cambiato il tempo e sia finita la fase delle politiche di austerità".

Da una prima analisi del voto, viene fuori con chiarezza che Syriza ha rappresentato una vera e propria rivoluzione, conquistando 7-8 punti in più rispetto alle previsioni e dieci punti in più rispetto al voto del 2012. Tutti gli altri, a parte la tenuta del Pasok, orfano di Papandreo, sono stati più o meno nel solco tracciato dai sondaggi. Il partito filonazista di Alba dorata ha consolidato un terzo posto ma molto lontano dal secondo di Nea Dimokratia"

L'astensionismo ha sfiorato il 40%. Quindi, il messaggio di Tsipras non sembra aver convinto quelli che si sono tenuti ai margini del sistema politico. E quindi i dieci punti in più ottenuti sono da mettere in relazione molto con il voto giovanile. Nel voto greco quello della crisi era infatti solo uno dei temi. L'altro era sicuramente rappresentato dal rinnovamento di una classe politica che per decenni ha basato il suo potere sul sottogoverno e sul clientelismo. La crisi ha fatto saltare il piatto e i giovani stanno tentando di interpretare questa voglia di cambiamento.

Se ne incontrano davvero tanti nella piazza festante. E tanti sono quelli che affollano lo stand elettorale a due passi da qui. Gli incontri con i giovani comunisti di Francia, Italia, Germania e Francia è spontaneo e caloroso.

"La Grecia non è la Spagna", ma "il messaggio lanciato dal sud Europa è chiaro: vogliamo speranza, vogliamo democrazia", il leader di Podemos, Pablo Iglesias, che ha fatto della questione generazionale una componente centrale del successo del suo partito.

venerdì 23 gennaio 2015

SYRIZA, PODEMOS, VENCEREMOS

Alexis Tsipras, leader di Syriza, in una piazza stracolma di gente, ha chiuso la campagna elettorale per le elezioni politiche di domenica. Davanti a decine di migliaia di persone in piazza Omonia ad Atene, in un clima di grande euforia, a cantare "Bella Ciao" nella versione italiana dei Modena City Ramblers. E tutti a ballare. Accanto a lui, sul palco, il leader di Podemos spagnolo, Pablo Iglesias che ha detto “Prima prenderemo Atene e poi prenderemo Madrid” (video). Il leader di Syriza, vicino ai leader di alcuni partiti della sinistra europea come Ferrero, Melechon, Maite Mola, ha chiesto ai greci di dare al suo partito "una grande vittoria" per formare un governo in grado di attuare il proprio programma, mentre ha accusato Nea Dimokratia, (centro destra) di Samaras, di "essere un partito di estrema destra che ripete slogan della giunta dei colonnelli riportando l'intolleranza degli anni della guerra civile". “Il 99% dei nostri provvedimenti – ha aggiunto – avranno l’obiettivo di eliminare l’austerità. E quindi non si governa con chi ha rovinato il paese”. Tsipras ha pure sottolineato che una volta alla guida del paese servirà l’impegno di tutti, e quindi anche di una lotta dei popoli europei per liberarsi dal ricatto della Troika. CLICCA QUI SOTTO PER VEDERE IL BREVISSIMO VIDEO... https://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&x-yt-ts=1421914688&v=ZDVhhqw36OU&x-yt-cl=84503534

mercoledì 21 gennaio 2015

LA SINISTRA RIPRESENTI IL REFERENDUM SULLA LEGGE FORNERO

LA SINISTRA RIPRESENTI IL REFERENDUM SULLA LEGGE FORNERO La bocciatura da parte della Corte Costituzionale del referendum sulle pensioni è una cattiva notizia, che segue l’affossamento attuato da Napolitano a fine 2012 del primo referendum promosso sulla legge Fornero da parte di Rifondazione Comunista. Napolitano decise allora – nonostante i nostri reiterati appelli – di sciogliere le Camere prima della fine del 2012, facendo così decadere la possibilità di indire il referendum sulla base delle firme raccolte. Noi però non ci arrendiamo perché riteniamo che la legge Fornero sia una legge inaccettabile, tra le peggiori della storia della repubblica. Ha aumentato l’età per andare in pensione di oltre 6 anni, si accanisce contro le donne e gli uomini che lavorano, contro quelli che un lavoro l’hanno perso e non sanno come arrivare alla pensione, contro i giovani che vedono bloccato anche da quella legge l’accesso al lavoro mentre la disoccupazione giovanile è alle stelle, contro le donne che gravate dal lavoro riproduttivo non raggiungeranno mai i requisiti per la pensione anticipata. Nell’auspicare che si modifichino le norme sulla presentazione dei referendum – in modo da avere il parere della consulta prima e non dopo la raccolta di firme – aspettiamo le motivazioni della sentenza, al fine di mettere in campo altre iniziative referendarie contro la legge Fornero non contestabili per errori nella predisposizione dei quesiti, come quella della Lega.

CHIUDERE LE SEDI DI CASA POUND!!!

FERRERO (PRC): «IL GOVERNO CHIUDA IMMEDIATAMENTE LE SEDI DI CASA POUND, GLI ALLEATI DELLA LEGA. SABATO TUTTI A CREMONA CONTRO IL FASCISMO». Pubblicato il 20 gen 2015 Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Antonello Patta, segretario regionale Prc della Lombardia e Celestina Villa, segretaria provinciale Prc di Cremona,dichiarano: «L’aggressione dei fascisti di Casapound al centro sociale Dordoni di Cremona e il feroce pestaggio di Emilio, continuato con calci e sprangate anche quando era già svenuto, appare sempre più un’azione preordinata con fredda e cinica determinazione. La violenza come strumento per l’eliminazione fisica degli avversari è del resto nel dna di Casapound che si ispira esplicitamente all’epopea squadrista del fascismo delle origini. Non casualmente il centro Casapound di Cremona, forse il più importante del nord Italia si chiama “Stoccafisso” a memoria dello stecco di pesce disseccato che i fascisti alternavano al manganello per bastonare i democratici. Casapound negli ultimi anni é stata protagonista di atti di violenza squadristica sempre più numerosi, l’ultimo, un’azione squadristica simile a quella di Cremona è avvenuto a dicembre a Magliano Romano, e ha recentemente confermato la sua matrice razzista, xenofoba, intollerante e violenta con manifesti inneggianti al personaggio che due anni fa uccise due senegalesi a Firenze. A Napoli poi gli squadristi locali di Casapound, arrestati due anni fa, sono a processo con l’imputazione di eversione di matrice fascista. La tracotanza di questa formazione neofascista è ultimamente cresciuta anche grazie alle alleanze e coperture di cui gode negli ambienti della destra istituzionale, in primo luogo la Lega di Salvini, di cui Casapound è diventata alleato. Allora cosa aspettano il ministero degli Interni e le altre istituzioni a intervenire e chiudere le sedi di Casapound a partire da quella di Cremona?! Mentre esprimiamo la nostra vicinanza a Emilio, con l’auspicio che si riprenda presto, ai suoi amici e compagni del Dordoni, ai familiari, confermiamo l’adesione di Rifondazione Comunista alla manifestazione indetta per sabato 24, alle ore 15 a Cremona, dal Centro sociale Dordoni e invitiamo tutti a partecipare, per dire con forza”Basta squadrismo fascista”».

venerdì 16 gennaio 2015

L'ALTRA EUROPA CON TSIPRAS PARTE DA BOLOGNA


L'ALTRA EUROPA CON TSIPRAS PARTE DA BOLOGNA Sabato e domenica prossima a Bologna (Cinema Nosadella, Via Lodovico Berti 2/7 ) si terranno le due giornate dell'assemblea dell'Altra Europa con Tsipras. Pubblichiamo qui di seguito il manifesto preparatorio dell'assemblea del gruppo incaricato di organizzare i lavori con le firme dei primi proponenti. SIAMO AD UN BIVIO La più grave crisi che il nostro mondo abbia conosciuto non accenna a finire. Anzi, diventa permanente producendo una costante regressione sociale, politica, culturale, morale ed ecologica. Essa affonda le radici nelle gigantesche diseguaglianze, nell’umiliazione del mondo del lavoro, nel dissennato sfruttamento della natura e dei beni comuniche hanno caratterizzato l’ultimo quarto di secolo. E, per crudele paradosso, continua ad accentuare quelle diseguaglianze e quella spoliazione, a causa della gestione di un potere sempre più monopolizzato da una piccola minoranza di speculatori globali, in un circolo vizioso che deve essere spezzato. L’Unione Europea, lungi dal rappresentare una possibile alternativa a questo stato di cose, ne esprime un voltoottuso e meschino, accanendosi con politiche di austerità che nel favorire i Paesi più forti provocano l’ulteriore impoverimento e il degrado – vera e propria asfissia sociale – di quelli più fragili. E tuttavia anche in Europa, proprio sulla sponda del Mediterraneo, si è aperta una breccia. Come già è successo in America Latina, la storia sembra essersi rimessa in movimento anche qui. In Grecia, in primo luogo, dove Syriza è possibile forza di governoedove una vittoria il 25 gennaio mostrerebbe a tutti che quanto viene presentato come impossibile in realtà possibile è. In Spagna, dove Podemos è oggi il primo partito per popolarità. Di qui può partire quel processo di radicale inversione delle politiche europee, l’unico che ci può salvare – perché nessun Paese può farcela da solo se non cambia l’Europa. In Italia il quadro politico appare invece bloccato. Mentre la società si è rimessa in movimento, con il mondo del lavoro che ha ripreso con forza la parola, il Governo di Matteo Renzi si è attestato su una linea di frontale contrapposizione, incarnando pienamente quella stessa filosofia della Troika che ha condotto la Grecia sull’orlo della morte sociale, e portando a compimento il processo di dissoluzione del suo Partito come forza in un qualche modo ascrivibile alla “sinistra”. Jobs Act e riforma del pubblico impiego, decreto Poletti e precarizzazione come forma principale del lavoro, Sblocca Italia, riforme costituzionali, riforma elettorale, privatizzazioni, “partito della Nazione” o “partito del Capo”, uniti a un asservimento indecente dell’informazione, disegnano il profilo di una vera e propria emergenza democratica e pongono con urgenza il problema di ridare rappresentanza a una parte potenzialmente maggioritaria del Paese oggi drammaticamente priva di riferimento politico, come dimostra l’aumento verticale di chi non andato più a votare. Tanto più dopo che si è consumata una frattura davvero “storica” – e riteniamo incomponibile – tra il mondo del lavoro e il partito di Renzi. SE NON ORA QUANDO ? Per tutte queste ragioni riteniamo oggi ineludibile la costruzione anche in Italia di un’alternativa politica credibile e reale, che costituisca un’effettiva rottura di continuità sia di visioneche di programma e di stile. Per ciò che propone. E per la pratica che ne contraddistingue l’agire. Una proposta politica che per essere credibile non può che essere unitaria e insieme radicale, rompendo con la logica della frammentazione e delle continue divisioni e, insieme, innovando nel modo di organizzarsi e di concepire la politica e l’azione collettiva. La breccia che si è aperta in Europa e la riattivazione del conflitto sociale in Italia ci indicano una possibilità – che per ognuno di noi diventa una responsabilità – di tentare di “unire ciò che il neoliberismo ha diviso” e di rompere la drammatica separazione tra la dimensione politica e quella sociale. Nel sottoscrivere questo “Manifesto” noi intendiamo metterci al servizio di un processo che porti alla costituzione di una sola “casa comune della sinistra e dei democratici italiani in un quadro europeo” saldamente ancorata nel sociale che preveda una tappa fondamentale nella presentazione alle prossime elezioni politiche di un’unica lista che, come già in Grecia e in Spagna, si proponga come autentica alternativa di governo: una lista in grado di unire tutte le componenti sia organizzate che disperse di una sinistra non arresa alla austerità europea e alla sua versione autoritariaitaliana incarnata dal renzismo. Un soggetto politico unico e plurale, forte perché capace di dare una voce comune a tante componenti diverse, strategicamente alternativo al neoliberismo come visione del mondo, e in opposizione – sul piano elettorale europeo e nazionale -, alle forze politiche che l’hanno incarnato e allo stesso PD che su quella visione del mondo ha fondato non solo da oggi la sua politica di governo. Non dunque un’esperienza “testimoniale” – la costruzione di una “piccola casa” per esuli delle troppe sinistre – ma una proposta all’altezza dell’emergenza in atto, la quale richiede di mettere in campo la maggior forza possibile per invertire la tendenza in corso. Per fermare un’azione di regressione sociale e democratica senza precedenti, portata fino al cuore dell’assetto costituzionale. Per arginare la devastazione di un patrimonio culturale condiviso. Per impedire che della frustrazione sociale approfittino forze e culture reazionarie e razziste. E per contrapporre a tutto ciò un sistema di valori e un modello di azione e di vita all’altezza dei tempiche diventi rapidamente maggioritario nel Paese. E’ possibile individuare fin d’ora una prima semplice piattaforma programmatica. Pochi punti, ampiamente condivisi da molti movimenti in tutto il mondo e da un grande arco di forze anche in Italia, intorno a cui è possibile una larga convergenza e sul cui lavoro di elaborazione potrà consolidarsi una effettiva pratica partecipativa, unitaria e inclusiva: Spezzare le catene del debito pubblico con cui la finanza speculativa che ormai controlla l’economia del mondo intero tiene sotto ricatto i governi, si appropria di una quota crescente delle entrate fiscali, privatizza a suo vantaggio, sanità, scuola, pensioni, servizi pubblici e beni comuni con l’unico fine del profitto; Porre fine alle politiche di austerità con un piano europeo di investimenti pubblici per creare occupazione, sostenere i redditi di chi lavora o cerca lavoro, contrastare la piaga del precariato che sta lacerando alla radice i legami sociali e privando del futuro intere generazioni, consentire il riscatto del Mezzogiorno, risanare l’ambiente, difendere i beni comuni, avviare la conversione ecologica dei consumi e del sistema produttivo per contribuire a sventare cambiamenti del clima irreversibili, che possono rendere tra breve invivibile tutta la Terra. Promuovere l’eguaglianza tassando i grandi patrimoni e i grandi redditi, impedendo eccessive accumulazioni di ricchezza e potere, combattere la piaga della povertà (crescente) istituendo un reddito di cittadinanza universale che permetta anche a chi è senza lavoro di condurre una vita dignitosa; ripristinare ed estendere i diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori, come nel caso dei licenziamenti illegittimi, ripristinare e sostenere la contrattazione collettiva nazionale e fare in modo che ad eguale prestazione corrispondano uguali diritti e retribuzioni, restituire dignità alla vita lavorativa anche attraverso l’abrogazione delle recenti controriforme sulle pensioni Sostenere il diritto alla autodeterminazione di donne e uomini, anche lottando contro ogni forma, materiale e simbolica, legislativa e culturale, di patriarcato, sessismo, omofobia, transfobia. Promuovere – ripartendo oneri e benefici tra tutti i paesi – l’accoglienza e l’inclusione di chi arriva in Europa per sfuggire alla miseria o a guerre di cui anche i nostri governi sono complici. Costruire una grande comunità dei popoli dell’Europa e del Mediterraneo fondata sulla pari dignità. Combattere il razzismo che le forze di destra alimentano e sfruttano in tutta l’Europa per aizzare contro un bersaglio di comodo le vittime delle loro devastanti politiche economiche; Affermare la democrazia in campo politico ed economico: difendere e dare attuazione ai diritti sanciti dalla Costituzione e imporre una trasparenza totale a progetti, bilanci, accordi, e trattative pubbliche e private. E’ questa una condizione irrinunciabile per coinvolgere tutta la cittadinanza attiva nella lotta contro la corruzione, le mafie e il malaffare; per difendere la sovranità popolare dalle aggressioni delle multinazionali; e per realizzare, a fianco di quella rappresentativa, una democrazia partecipativa: non solo nelle istituzioni ma anche sui luoghi di lavoro; Dare vita a un’attiva politica di pace a livello europeo nella consapevolezza degli enormi rischi di guerra comportati dalla transizione egemonica mondiale che si compie nel cuore della crisi con lo spostamento del baricentro economico e politico mondiale dall’ovest all’est (dall’area atlantica all’asse Cina-India) e della necessità che ciò avvenga, a differenza del passato, in modo sostanzialmente pacifico e senza un massacro sociale. Promuovere un pensiero fondato sul rispetto e la valorizzazione della natura, del vivente, di tutte le differenze di genere e cultura, sulla solidarietà come antidoto alla competizione di tutti contro tutti imposta dal “pensiero unico” dominante; una cultura che metta al primo posto le persone e che contrasti la violenza, la corsa agli armamenti e la guerra; contrastare lo smantellamento della scuola, della università e della ricerca pubbliche, depauperate e trasformate in culla della cultura della competizione LA CASA COMUNE CHE VORREMMO. Perché porti al risultato necessario, questo processo costituente unitario non può essere il frutto della sommatoria di ceti politici ma deve riuscire a coinvolgere tutte le energie e le risorse che esistono nel Paese, con la loro diversità, nella dimensione della politica, del sociale, del mondo intellettuale e delle competenze. Per questo siamo convinti che esso debba farsi intrecciando e riconnettendo più livelli: pratiche unitarie sociali e territoriali e dialogo politico. Radicamento territoriale e lavoro istituzionale. Campagne e vertenze comuni e sostegno a forme di solidarietà e auto-organizzazione mutualistica e comunitaria. E’ questa la condizione perché vi si possano ritrovare tutte le componenti e le iniziative, sociali e politiche, collettive e individuali, che hanno costruito l’esperienza della lista L’Altra Europa con Tsipras. Ma non solo. Lavoriamo ad uno spazio politico ancora più largo, aperto a tutte quelle persone che condividono un’idea di giustizia e di solidarietà sociale, di corresponsabilità generazionale ed ecologica, di lotta ad ogni forma di discriminazione di genere o di luogo. E che possono riconoscere nell’azione del Partito della sinistra europea e del gruppo parlamentare del GUE un orizzonte d’impegno trans-nazionaleche operi fin d’ora per la costruzione di vere e proprie coalizioni sociali a dimensione europea, in antitesi alle “larghe intese” continentali. Uno spazio nel quale si possano ritrovare tutti coloro (e sono tanti, anche in Italia), i quali non vogliono rinunciare agli ideali di Eguaglianza, Libertà, Giustizia sociale, Dignità e Fraternità (il più negletto dei valori dell’89 francese): il “nucleo normativo” della modernità democratica, oggi insidiato da un potere globale che vede solo nell’utilità (e nel denaro che ne è il simbolo) l’esclusivo statuto del mondo. A tal fine ci proponiamo di lavorare per sostenere la creazione di larghe coalizioni sociali di movimenti, associazioni e forze politiche, per promuovere iniziative e campagne unitarie sui temi del lavoro (della difesa dei diritti e della lotta alla precarizzazione), dei beni comuni, della accoglienza e dell’inclusione, della democrazia e della pace anche tramite strumenti specifici finalizzati a ciò, come assemblee e consulte territoriali e nazionali, impegnandocial più ampio dialogo e alla più grande collaborazione con tutte le persone e le forze interessate e disponibili per raggiungere questo obiettivo comune. Il processo unitario a cui vogliamo contribuire deve avvenire nel modo più democratico e partecipato possibile, con il massimo di apertura a tutti gli apporti e il massimo sforzo per arrivare, ovunque possibile, a posizioni e scelte condivise (valorizzazione del punto di vista dell’altro). Per questo apriamo questo appello alle adesioni individuali e collettive, e ci impegniamo a coinvolgere e far partecipare democraticamente in tutti i passaggi successivi chi vi aderirà, con la massima trasparenza e con forme di aggregazione e cooperazione nei territori le più ampie, aperte e partecipative possibile, perché è soprattutto nei “luoghi della vita” che si può costruire l’alternativa. Il 2015 può essere davvero l’anno del cambiamento. Non possiamo non dare anche noi, in Italia, il nostro contributo. Ci mettiamo a disposizione per costruire insieme a tutte le donne e gli uomini che condividono questa esigenza un grande appuntamento a marzo, che sia l’inizio di questo processo di cui nessuno possiede proprietà o brevetto e di cui ognuno può essere protagonista. Facciamo ciascuno un passo indietro, per fare insieme due passi avanti. Per Assemblea L’altra Europa con Tispras di Bologna- gennaio 2015 Manifesto promosso da: Argiris Panagopoulos, Bia Sarasini, Costanza Boccardi, Corrado Oddi, Eleonora Forenza, Giulia Rodano, Margherita Romanelli, Marco Revelli, Maso Notarianni, Massimo Torelli, Maurizio Giacobbe, Paolo Cento, Raffaella Bolini, Roberta Fantozzi, Roberto Morea, Sergio Zampini. INVIATE LA VOSTRA ADESIONE A: roberto.morea@gmail.com, o aderite direttamente tramite CHANGE.ORG
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