mercoledì 2 ottobre 2013
UNA BUONA NOTIZIA ED UNA NO!!!
Ferrero: la buona notizia è che Berlusconi ha chiuso, la cattiva è che resta in piedi il governo
2 ott 2013
Dopo la fiducia a Letta sancita oggi dal Senato «emergono due notizie – ha commentato Paolo Ferrero -. Quella buona è che Berlusconi esce scornato dalla vicenda e senza più alcuna credibilità politica: Berlusconi ha chiuso. La notizia cattiva è che resta in piedi il governo Letta, un governo che fa politiche disastrose, che vuole privatizzare tutto e manomettere la Costituzione. Nel frattempo il Paese va a rotoli. Per questo saremo in piazza il 12 ottobre, per difendere la Costituzione e il lavoro». lunedì 30 settembre 2013
VIDEO PRC INIZIATIVA PER LA PACE PIAZZA SAN BABILA 14 sett.2013
MILANO - PIAZZA SAN BABILA 14 SETTEMBRE 2013
clicca qui sotto youtube... NO F 35...
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=6Lw9nAsmiW0
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giovedì 26 settembre 2013
29 SETT. 2013 - PRC VIMO IN PIAZZA PER LA COSTITUZIONE E IL LAVORO
Diversi sono i tentativi di manomissione della Carta Costituzionale. Da più parti e anche dal centro sinistra, vengono portati avanti tentativi di stravolgimento in senso presidenziale, che negherebbe alla radice l’impianto costituzionale vigente e in ultima istanza la democrazia nata dalla Resistenza. Stravolgimenti che avverrebbero in un periodo di grande sfacelo morale e istituzionale, con i partiti ridotti a comitati elettorali e vuoti simulacri personali e in un contesto economico sempre più drammatico. Ci sono quindi, tutti gli ingredienti e i rischi di precipitare nell’avventura. La manomissione della Costituzione sarebbe l’ultimo tassello mancante per ricondurre i lavoratori e il conflitto in una cornice semi autoritaria. Il nostro obiettivo è quello di contribuire alla nascita di un largo movimento popolare, intellettuale e unitario, che si ponga l’obiettivo in parlamento di bloccare ogni tentativo di manomissione della costituzione attraverso una costante mobilitazione. Il 12 ottobre a Roma si terrà una MANIFESTAZIONE NAZIONALE proclamata dall’assemblea nazionale svoltasi l’8 settembre (www.costituzioneviamaestra.it), organizzata da costituzionalisti, esponenti della FIOM, EMERGENCY, LIBERA e molte altre associazioni e movimenti. Il PRC di Vimodrone invita tutti/e i/le cittadini/e a sostenere le ragioni e gli obiettivi della iniziativa denominata “La via maestra” e a tal fine organizza per domenica 29 settembre e domenica 6 ottobre 2013 dalle ore 10 alle ore 12 banchetti in piazza per promuoverne i contenuti e la riuscita. 12 OTTOBRE - AGNOLETTO: COSTITUZIONE PIETRA FONDANTE...
12 ottobre. Agnoletto: "Dacci oggi la nostra Costituzione quotidiana"
La Costituzione è la pietra fondante della nostra convivenza democratica. Ma nel difenderla dobbiamo fare attenzione a non essere recepiti come “elitari”: dobbiamo rendere esplicito il collegamento tra la difesa della Carta costituzionale e il diritto al lavoro, all'assistenza sanitaria e all'istruzione. Solo così riusciremo a parlare a quei milioni di italiani che ogni giorno lottano per la sopravvivenza.
“Noi possiamo avere la democrazia, o possiamo avere la ricchezza concentrata nelle mani di pochi; ma non possiamo averle entrambe”, così scriveva Louis Breandeis giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti dal 1916 al 1939.
Una grande e semplice verità, facilmente comprensibile da ciascuno, che restituisce concretezza alla parola democrazia sottraendola a dibattiti spesso astratti e sottomessi alle esigenze contingenti di in una specifica fase politica.
E la Costituzione è la pietra fondante della nostra convivenza democratica.
L’iniziativa del 12 ottobre e il percorso individuato sono quindi utili e necessari, ma dobbiamo fare molta attenzione a non essere vissuti come “elitari”; dobbiamo evitare che i milioni di persone che ogni giorno lottano per la sopravvivenza, per arrivare a fine mese, per pagare l’affitto, le bollette e il muto si sentano estranei a questa battaglia, la vivano come qualcosa di completamente avulsa dalla propria drammatica quotidianità.
Dobbiamo rendere esplicito il collegamento tra la difesa della Carta Costituzionale e il diritto al lavoro, all'assistenza sanitaria e all'istruzione, diritti garantiti dalla Costituzione. Dobbiamo in tutti i modi avere la capacità di rendere comprensibile a chiunque che la lotta per una giustizia sociale fondata sulla redistribuzione delle ricchezze rappresenta la miglior modalità per applicare la Costituzione che, non a caso, ha come riferimenti il diritto al lavoro, alle cure e allo studio.
La nostra campagna in difesa della Carta Costituzionale deve certamente rivolgersi a tutti, ma con la capacità di individuare riferimenti precisi nelle classi subalterne; in poche parole dobbiamo far vivere, alle persone alle quali ci rivolgiamo, la materialità della Costituzione.
Una Costituzione, la nostra, già più volte calpestata: sospesa a Genova in quel drammatico luglio 2001, ignorata dieci anni dopo quando 27 milioni di persone votarono in difesa dell’acqua pubblica e stracciata le tante volte che la nostra bandiera ha sventolato su carri armati e cacciabombardieri.
Il ripudio della guerra è un elemento cardine e oggi più che mai attuale della nostra Carta Costituzionale; sbaglieremmo a ritenere che sia ormai archiviato il rischio di un ulteriore ampliamento del conflitto in Siria e a non considerare come la guerra sia prepotentemente tornata ad essere per molti governanti la continuazione delle politica con altri mezzi. La nostra campagna deve coinvolgere tutto il mondo pacifista e anche i tanti, singoli e associazioni, che si sono mobilitati raccogliendo l’appello del Papa.
Sono tempi difficili, non raramente abbiamo l’impressione che rischi di prevalere una depressione collettiva; i nostri avversari ci descrivono come dei conservatori, isolati, con gli occhi rivolti al passato.
Non perdiamoci d’animo, torniamo con la mente alle parole di Bertolt Brecht nella famosa poesia “A chi esita” “Su chi contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti via dalla corrente? ……………….. Questo tu chiedi. Non aspettarti nessuna risposta oltre la tua.”
La posta in gioco è grande.
L’appello lanciato da Rodotà, Landini, don Ciotti, Zagrebelsky e Carlassare s’intreccia con la consapevolezza di molti: lo scardinamento dell. art.138 ha l’obiettivo di consegnare il testo Costituzionale alle decisioni delle temporanee maggioranze parlamentari.
Sullo sfondo il timore, non certo infondato, che il governo Letta punti a trasformare l’attuale assetto istituzionale in senso presidenzialista o comunque attraverso un rafforzamento ulteriore dell’esecutivo (le formule utilizzate sono infinite: cancellierato forte, repubblica semipresidenziale ecc.) destinato inevitabilmente ad allontanare ancor più la popolazione dalla partecipazione e ad esasperare la delega e la personalizzazione della politica che in Italia ha già prodotto immensi danni.
Senza pensare a quali rischi esporremmo noi stessi e le future generazioni in un Paese che non è riuscito in vent’anni nemmeno ad approvare una legge sul conflitto d’interesse, pietra d’angolo per evitare una pericolosa concentrazione di potere.
martedì 24 settembre 2013
INTERVISTA A FERRERO SEGRETARIO PRC
Intervista di IntelligoNews a Ferrero: «Letta, curatore fallimentare dell’Italia per conto della Merkel. Renzi cambierà la sinistra in destra»
23 set 2013 • 17:18 Nessun Commentodi Marta Moriconi – intelligonews.it – «La linea della Merkel? La crisi… la facciamo pagare agli altri. L’idea che dobbiamo aspettare il permesso della Merkel, ancora, mi fa rabbrividire». Così il segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, commenta le elezioni tedesche prima, poi si scaglia contro il governo delle Larghe Intese nostrano. Poi spiega, conversando con IntelligoNews, chi sono i due più importanti protagonisti dell’attualità politica: Enrico Letta è «il curatore fallimentare dell’Italia per conto della Merkel» e Matteo Renzi colui che contribuirà al «cambiamento genetico della sinistra». La sostanza, per Ferrero, è che i due «sembrano quelli del pentapartito». Parla anche di politica economica, del teatrino di Berlusconi che «ha scelto di non far cadere l’esecutivo» e dell’ultima polemica che coinvolge Stefano Rodotà che «nella storia della Repubblica si è distinto per la lotta al terrorismo, per il rigore morale».
L’aumento dell’Iva potrebbe far cadere il governo. In sostanza il ministro dell’Economia , Fabrizio Saccomanni, è sotto il fuoco “amico” del Pdl, che sostiene il governo Letta. Cosa ne pensa? Troppo tortuoso?
«E’ una grande rappresentazione teatrale, una presa in giro. In realtà Berlusconi ha scelto di non far cadere il governo, e questo perché conviene di più… a lui. Pensa che restando lì abbia un potere di ricatto e comunque un filo di dialogo con il Presidente della Repubblica. Da dirigente del secondo partito della coalizione manterrà così una posizione di potere che non mollerà facilmente».
Ma la politica economica chi la detterà? C’è una sorta di tiro alla fune vinto finora dal Pdl.
«Le politiche che stanno facendo stanno aggravando la situazione economica. Non so chi, ma so cosa dovrebbero fare. Due temi sono urgenti. Primo: la distribuzione del reddito. Il motivo dell’aggravamento della nostra crisi è dato dal crollo dei consumi interni, mentre le esportazioni non sono diminuite. Poi occorre mettere il tetto a stipendi e pensioni d’oro e aumentare quelli dei lavoratori. Fare una tassa sui grandi patrimoni e pensare al reddito sociale per i disoccupati. E si può entrare più nel dettaglio sui fondi pensione. La sostanza è che si bisogna spostare immediatamente 50miliardi dall’alto dal basso. Il governo lo potrebbe fare tranquillamente ed eviterebbe così l’aumento dell’Iva, producendo un circolo di denaro che farebbe sì che la gente possa cambiare il cappotto. Secondo: basta complimenti alla Merkel. Piuttosto l’Italia non dovrebbe più rispettare i trattati che la stanno distruggendo».
Sta chiedendo all’Italia, e quindi a Letta ora, di non rispettare i trattati europei, abbiamo capito bene?
«Certo. Non possiamo sbattere i pugni sul tavolo e fare quello che ci dice la padrona di casa. In questo senso una misura concreta sarebbe quella di obbligare la Banca d’Italia ad intervenire sul nodo dei titoli di Stato. Attualmente paghiamo una vera e grande tassa, inaccettabile, di 90 miliardi all’anno di interessi sul debito. I tassi d’interesse che paghiamo noi sono al 4,5%. La Bce li ha prestati all’1%. C’è uno squilibrio che è pura usura. E la paghiamo per la scelta politica di rispettare i trattati. No a regole assurde».
Enrico Letta lo farebbe? Batterebbe i pugni in Europa per garantire l’Italia?
«E’ il curatore fallimentare dell’Italia per conto della Merkel. E poi c’è Napolitano che invece che mandare il Paese alle elezioni, ha prima messo Monti che ha scardinato tutto, poi le Larghe Intese di Letta. E’ il padre nobile, alla fine, di una porcheria, che è la svendita di ogni sovranità dell’Italia alla Germania che si fa i suoi interessi, al contrario di noi, fino in fondo. La Germania ci guadagna moltissimo».
La vittoria di Angela – quindi – la legge negativamente per l’Italia?
«Sì perché la sua linea è che la crisi la facciamo pagare agli altri. Le lasciano fare quello che vuole e lei è una politica capace, perché non la dovevano rivotare? La cancelliera proseguirà su questa strada che le ha fatto vincere le elezioni. Per noi è un vero disastro. Non è un voto europeista, chi lo dice è un imbecille, perché è il voto dell’egoismo tedesco contro gli altri Paesi dell’Europa. Altro che vittoria della Germania europeista: con Merkel vincono austerity e banche. L’unica buona notizia è l’ottimo risultato che ha ottenuto il partito di sinistra Die Linke».
Rodotà e il messaggio delle nuove Br . Parole «comprensibili» avrebbe dichiarato il professore e il ministro dell’Interno lo ha criticato duramente. Ultimo match: una querela ad Alfano da quanto risulta. Che ne pensa?
«La mia più grande solidarietà umana e politica a Rodotà. E’ stato volutamente equivocato, gli hanno affibbiato un pensiero che non è suo. Rodotà, come noi, ha sempre combattuto le Br. C’è stata una strumentalità pazzesca del ministro degli Interni. Fa bene Rodotà a querelare. Stiamo parlando di una persona che nella storia della Repubblica si è distinto per la lotta al terrorismo, per il rigore morale… Oramai c’è un degrado della politica tale, che si cerca a tutti i costi di distruggere l’altro. E’ una macchina del fango continua».
Letta bis con M5S e Sel, Pd e forse qualche eventuale pidiellino “eretico”. Questo ‘bis’ le piacerebbe di più dell’originale? O ne sarebbe una replica?
«Dipende da cosa si metterebbero a fare. Se faranno una tassa sui grandi patrimoni, aumenteranno gli stipendi e le pensioni, poi via i cacciabombardieri e la Tav inVal di Susa, lo troverei positivo un Letta bis. Sarebbe una risposta alla domanda di cambiamento emersa alle ultime elezioni. Se hanno buon senso e rovesciano le cose, allora applaudirei. L’idea che dobbiamo aspettare il permesso della Merkel, ancora, mi fa rabbrividire. Per me domani mattina dovrebbe cadere questo governo e se ne venisse uno nuovo, capace di adottare misure urgenti di giustizia sociale, ne sarei contento».
Tra Renzi, Cuperlo e Civati, chi vede meglio come segretario del Pd?
«Non entrerò nelle discussioni degli altri partiti. L’unica cosa che vi posso dire è che penso che Renzi sia portatore di un indirizzo politico di destra, che nulla ha a che vedere con la sinistra. Si figuri come vedo la sua proposta dei mini-job, misura contro i giovani e per pagarli con stipendi da fame. Matteo assomiglia come comunicazione a Berlusconi, come contenuti sta lavorando ad un cambiamento genetico della sinistra. Letta è democristiano, il segretario sarà democristiano, faccio notare al Pd che sembrano quelli del pentapartito. La loro proposta politica è alternativa alla nostra: noi poniamo il tema del cambiamento delle politiche economiche e sociali».
lunedì 23 settembre 2013
La Germania va con l'austerity della Merkel. Ma la Linke fa sperare
La Germania va con l'austerity della Merkel. Ma la Linke fa sperare
“Tutti i politici italiani che in questi mesi ci hanno raccontato che con le elezioni tedesche sarebbe cambiato tutto sono serviti: La Merkel ha vinto e non cambierà nulla della sua sciagurata politica economica. L’unico segnale positivo delle elezioni tedesche è l’ottimo risultato della Linke che con oltre l’8% diventa il terzo partito tedesco, l’unico partito contro l’austerità e le politiche della Merkel. L’unica alternativa in Europa è la Sinistra Europea, di cui fanno parte la Linke, Syriza, il Front de gauche. Per questo Rifondazione Comunista – che fa parte della Sinistra Europea – lavora per costruire anche in Italia una sinistra unita che faccia riferimento alla Sinistra Europea”.
giovedì 19 settembre 2013
LA SINISTRA IN ITALIA E IN EUROPA
LA SINISTRA IN ITALIA E IN EUROPA Sinistra, il partito preso e quello da prendere Seminario internazionale del Prc sulla forma partito. Venerdì a Roma con Ferrero ed esponenti di Pcf, Syriza, Linke, Alba e Attac «Rifondazione comunista aderisce convintamente e parteciperà alla manifestazione del prossimo 12 ottobre per la difesa e l'attuazione della Costituzione, per il lavoro, lanciata da Rodotà, Landini, Carlassare, Ciotti, Zagrebelsky. Invitiamo tutte e tutti alla più larga mobilitazione: scendere in piazza per riaffermare la "via maestra" e cioè la centralità della Carta e del lavoro in Italia, contro questo governo delle larghe intese che attacca la Costituzione e i diritti del lavoro, è sempre più necessario. Invitiamo a diffondere tutti i materiali dell'iniziativa». http://www.costituzioneviamaestra.it Rifondazione comunista si dà gambe per l'autunno quando - intrecciato con le mobilitazioni sociali - si terrà il congresso del partito nato 22 anni fa dalla scissione dei settori del Pci che rifiutarono la svolta della Bolognina. Le recenti sconfitte elettorali hanno indotto il Prc a preparare un congresso nazionale anche attraverso una serie di seminari sui temi fondamentali per il rilancio della rifondazione comunista (crisi, Europa, società ecc...). E' su questa scia l'appuntamento di venerdì, alla vigilia di un comitato politico nazionale: un seminario organizzato dalla Sinistra Europea e da Rifondazione comunista, con esponenti da tutt'Europa (dalle 10 alle 16, alla Sala delle Colonne della Camera dei Deputati, via Poli 19, Roma). «L'iniziativa - spiega Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista - nasce per riflettere sulle forme attraverso cui si può organizzare un'efficace organizzazione politica, a livello italiano ed europeo, contro le politiche di austerity. Vogliamo ridefinire uno spazio politico di sinistra, forme di partecipazione e organizzazione collettive che superino sia la solitudine delle persone che subiscono la crisi che la deriva plebiscitaria degli uomini della provvidenza». Al dibattito interverranno, tra gli altri: Gilles Garnier del Parti communiste français, Heinz Bierbaum della Linke tedesca, Vassili Primikiris di Syriza, il professor Michele Prospero, Giuliana Beltrame per Alba (Alleanza Lavoro Beni comuni Ambiente), Marco Bersani di Attac, Roberto Musacchio per Altramente. Concluderà Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista.
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