mercoledì 28 aprile 2010

…INSISTIMOS…


…INSISTIMOS…

REFERENDUM ACQUA A VIMODRONE - IL 2 MAGGIO 2010 – IN PIAZZA…
Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, costituito da centinaia di comitati territoriali che si oppongono alla privatizzazione, insieme a numerose realtà sociali e culturali ha deciso di promuovere 3 quesiti referendari, depositati presso la Corte di Cassazione di Roma mercoledì 31 marzo 2010. Sostengono tale iniziativa anche diverse forze politiche e tra queste il PRC.
A partire da sabato 24 aprile è iniziata la raccolta delle firme, che in tre mesi dovrà arrivare almeno a quota 500.000 per poter richiedere i referendum. I banchetti per la raccolta delle firme saranno allestiti su tutto il territorio nazionale.


Sabato e domenica scorsi sono state raccolte in tutta Italia già 100.000 firme. Il dato è stato positivo e al di là delle più rosee aspettative.

Al nostro banchetto del 25 aprile, che è iniziato alle ore 10 e doveva terminare alle ore 12, dopo un’ora di file, alle 11 e 10 abbiamo dovuto dire alle persone di tornare un’altra volta perché avevamo finito i moduli a disposizione…



I tre quesiti vogliono abrogare la vergognosa legge approvata dall’attuale governo nel novembre 2009 e le norme approvate da altri governi in passato che andavano nella stessa direzione, quella di considerare l’acqua una merce e la sua gestione finalizzata a produrre profitti.
Dal punto di vista normativo, l’approvazione dei tre quesiti rimanderà, per l’affidamento del servizio idrico integrato, al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000.
Tale articolo prevede il ricorso alle aziende speciali o, in ogni caso, ad enti di diritto pubblico che qualificano il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente “privo di rilevanza economica”, servizio di interesse generale e privo di profitti nella sua erogazione.
Verrebbero poste le premesse migliori per l’approvazione della legge d’iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini. E si riaprirebbe sui territori la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico, che può definirsi tale solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali.


L’ Amministrazione di Vimodrone si è impegnata per l’ ACQUA BENE COMUNE , ha introdotto nel proprio statuto questo principio ed ha partecipato alle iniziative con i COMUNI PORTATORI D’ACQUA…

Il PRC di VIMODRONE partecipa e si rende disponibile all’impegno e alla riuscita di questa iniziativa referendaria, offre la sua disponibilità, attraverso i suoi “assessori e consiglieri comunali”, all’autentificazione delle firme a chiunque intenda impegnarsi e organizzare banchetti per questa iniziativa.

INSISTIMOS


DOMENICA O2 MAGGIO 2010 DALLE ORE 10.00 ALLE ORE 12.00 IN PIAZZA V. VENETO (FRONTE CHIESA) BANCHETTO PER LA RACCOLTA DELLE FIRME.


Vogliamo togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua.
Vogliamo restituire questo bene comune alla gestione condivisa dei territori.

Per garantirne l’accesso a tutte e tutti. Per tutelarlo come bene collettivo.
Per conservarlo per le future generazioni.

... insistimos...

prcvimo@tin.it rifodrone.blogspot.com












ROSSANA ROSSANDA DALL'UNITA'...



Rossana Rossanda: "La sinistra non ha linguaggio e programma"


«Subalternità della sinistra all’impresa privata», mancanza di un «suo» linguaggio e persino rinuncia «a difendere fino in fondo l’impianto della Costituzione repubblicana». Disamina tagliente e venata di forte pessimismo quella che Rossana Rossanda ci consegna dalla sua casa di Parigi. In una conversazione fatta di risposte stringate e nette («Non amo le interviste telefoniche...»). Ma almeno il succo è chiaro. Dice per esempio Rossanda: «Non capisco le zuffe tra Bersani, Franceschini e Veltroni. Pure questioni personali o in ballo c’è dell’altro: che società e che economia vogliono?». Oppure: «La verità è che si è smarrito il fondamento delle idee di sinistra. Ci si accapiglia su sostituzioni e sovrastrutture, regole, valori, “narrazioni”, ma non si parla dell’essenziale: i soggetti in conflitto, gli interessi, la natura sociale del potere...». E ancora: «Almeno il Pci certe cose ce le aveva chiare in testa e ben per questo dall’opposizione aveva costruito un tessuto forte nella società che ancora resiste al centro italia, come ho potuto constatare di recente nel Pisano. Strano che debba dirlo io, che nel 1969 venni radiata...». Insomma Rossanda, «vuole andare al cuore delle cose», che per lei «ragazza del secolo scorso» coincide con le domande sull’identità: che cosa significa essere ancora comunisti? Una serie di domande (e risposte) che Rossanda ha rivolto a se stessa di recente a Pisa, in una lezione universitaria. E che qui ritorna in parte. Sentiamo.


Rossanda, malgrado la sua crisi e la quasi scissione di Fini, il berlusconismo resiste. Al contempo la sinistra appare un po’ afasica e incapace di incidere nel blocco avversario. Come mai?

«Il berlusconismo resiste appunto perché la sinistra è afasica. E lo è da quando si è persuasa che la sola figura sociale legittimata a una egemonia sulla società moderna è quella dell’imprenditore della piccola e media e grande impresa, o aspirante tale. E che ogni progetto di egemonia dei lavoratori, materiali e immateriali, per un ordine sociale diverso, è stato un’ illusione, quando non un crimine, dei socialisti e dei comunisti del Novecento. Il discorso di Berlusconi, imprenditore per eccellenza, appare quindi giusto ed è attaccato soltanto per gli eccessi di volgarità, di personalismo e le infrazioni al codice civile. Il Pd non sostiene alcuna alternativa di sistema, non diversamente dalla Idv».

Un paese stanco e depresso, si dice. In piena decadenza morale. Con una destra senza alternativa al momento. È accaduto qualcosa di irreversibile nell’antropologia degli italiani, ormai fortemente cristallizata a destra?

«Un’Italia repubblicana e democratica esiste soltanto dal 1946, e la sua Costituzione, socialmente avanzata, soltanto dal 1948. Inoltre dall’’89 in poi questa Costituzione, mai del tutto realizzata, oltre a essere esplicitamente attaccata da destra, viene considerata discutibile anche alla sinistra, che quando era al governo la ha perfino modificata. Perché la gente dovrebbe considerarla un valore inalienabile, dal quale non arretrare?».

Dall’accettazione del mercato alla subalternità agli imperativi sistemici di mercato e impresa, come lei dice. Dunque sta qui tutta la crisi della sinistra?

«Il mercato è per sua natura “sistemico”. Esso non ha né compiti ne doveri sociali, scambia merci e tende a ridurre tutto a merce. Una sinistra che non tenti di abolirlo, come il comunismo nel 1917, o vigorosamente limitarlo, come Roosevelt o Keynes dopo la crisi del 1929 e i fascismi, cede ad esso ogni sua priorità e di fatto si dimette. In quanto a “ferrivecchi” il liberismo è venerando, è stato limitato soltanto dalle lotte operaie, e Von Hayek e von Mises vengono prima del “neoliberismo” di Reagan e Thatcher».

Eppure nonostante l’incapacità del capitalismo globale di autoregolarsi e la riscoperta della statualità, negli Usa e in Europa, il capitalismo continua ad essere reputato eterno e al più arginabile. È un ferro vecchio novecentesco anche la sola critica del capitalismo?

«La regola del capitalismo è fare profitto e riprodursi, anche affondando questo o quel capitalista, questa quella tecnica. Non puo avere altre regole, e perche dovrebbe? Lo abbiamo visto nel G20,a Copenhagen e nelle fatiche e i compromessi di Obama. Per il resto - rinuncia della sinistra criticare il capitalismo etc,- mi pare di aver già risposto».

Ritieni che il Pd sia riformabile «da sinistra», oppure come sostiene Pietro Ingrao, esso è irrimediabilmente un partito di centro anche dal suo punto di vista?

«Il centro non è una categoria sociale ma di pura geografia parlamentare. Il Pd si propone un capitalismo un poco corretto, e delegittima ogni conflittualità. Il Pci ne aveva assunto alcune pratiche da un pezzo, in parte obbligato dalla collocazione internazionale, in parte per vocazione moderata di molti del suo gruppo dirigente».

La riscossa dei socialisti francesi smentisce le campane a morto sul socialismo europeo, così come la crescita di consensi della Linke tedesca. Può ripartire in Europa una spinta di sinistra, o la sinistra abita ormai solo in America Latina?

«I socialisti francesi sono appena rosei, hanno radice essenzialmente nelle assemblee estive locali, si tengono a mezza strada fra un prudente riformismo e il “centro” di Bayrou, che da noi piace a Casini e Rutelli. Del resto il prossimo candidato all’Eliseo rischia di essere Strauss-Kahn. La Linke è piu a sinistra, ma sostanzialmente sindacalista all’ovest, nostalgica all’est. In America Latina non definirei socialisti né Chavez né Morales né Lula: sono progressisti, che è altra cosa, e antimperialisti».

C’è un rischio reale di regime plebiscitario in Italia, oppure la quasi scissione di Fini ha fugato il pericolo?

«Non credo a un ritorno al fascismo puro e duro, senza libertà di associazione (e quindi senza elezioni, partiti e sindacati) né di parola (quindi senza stampa) nazionalista e antisemita. Il limite accettabile per l’Europa a moneta unica è quello della maggioranza attuale – un liberismo socialmente crudele e nazionalmente velleitario. Fini ne fa parte, il trattato europeo gli va benissimo e viceversa, mentre Bossi e Berlusconi fingono di attaccarlo e stanno diventando imbarazzanti. Fini ha davvero la forza di andarsene? Non lo credo. Comunque, dinanzi a una crisi del centrodestra temo che sarebbe terribile, una coalizione tipo Cln con dentro Montezemolo, Casini, Fini e Bersani. Dinanzi a questa eventualità la sinistra dovrebbe riscoprire un alternativa programmatica di modello, fondata almeno su un rilancio keynesiano dell’economia. Magari in chiave non troppo lontana da quel che sta cercando di fare Obama negli Usa».

Susanna Tamaro sul «Corsera» ha accusato il femminismo di aver reso le donne più sole e omologate alla società dominante. Predica reazionaria o c’è qualcosa di vero nella predica?

«Il femminismo, nelle sue diverse anime, resta il solo tentativo di rivoluzionamento del costume tentato e durato dagli anni ’60 agli 80. Per questo la ex sinistra, dopo un breve flirt, lo ha mollato, gli altri partiti lo abominano e la stampa alquanto vigliaccamente lo deride. Non ho letto Tamaro, ma posso immaginare dove la porta il cuore».

BUON 1 MAGGIO




































































































DAL 30 APRILE IN EDICOLA CON LIBERAZIONE

In questo numero:

EDITORIALI

Sui risultati delle elezioni regionali di Claudio GrassiPerché Cota e Zaia sono contro la RU 486 di Eleonora Artesio

LA QUESTIONE. L'EUROPA

L'Europa, dopo Lisbona e la Grecia di Fabio AmatoPer rifondare la Sinistra in Europa di Oskar LafontaineLe sinistre radicali in Europa: il PSE, il GUE-NGLTavola rotonda Ferrero-Bertinotti a cura di Bruno SteriPer un'Europa federale, sociale e neutrale di Lidia MenapacePer la Costituente di Sandro ValentiniL'Europa dei "governi" di Franco RussoLe istituzioni europee dopo il Trattato di Lisbona di Rodolfo CillocoScheda ragionata e cronologica dal MEC a Lisbona di Rodolfo CillocoEuropa, Regioni e Autonomie Locali di Monica DoniniIntervista all'economista ungherese Tamas Morva a cura di Fabio AmatoLe politiche sociali di Nicola NicolosiLe politiche ambientali di Giorgio NebbiaLotte, conflitti e movimenti di Loris CarusoL'immigrazione di Giusto CataniaLa questione energetica di Luigi VinciLa giustizia di Giovanni Russo SpenaLe politiche commerciali dell'Europa in America Latina di Anna CamposampieroLe politiche agricole di Ivan Nardone

LE PRATICHENuovi orizzonti della ricerca nella sclerosi multipla di Stefania CalledaQuando Joy dice no è no

PENSIERI CRITICIDietro la pedofilia di Giancarla Codrignani RECENSIONI(a cura di A.Giacomini) Sui monti ventosi di Lidia Menapace(a cura di M.T. Sega) Eravamo fatte di stoffa buona di Lidia Menapace(a cura di V.Giuseppe) Una vita in forma di dialogo di Rosangela PesentiAA.VV. - Marea n.1/2010, Vandana e le altre di Erminia EmprinGiovanni De Luna - Le ragioni di un decennio di Marco AlbeltaroEnrico Lobina - Vietnam: le radici della resistenza di Francesco Maringiò

martedì 27 aprile 2010

FESTA DI VIMODRONE DAL 30 APRILE AL 9 MAGGIO 2010



FESTA DI VIMODRONE DAL 30 APRILE AL 9 MAGGIO 2010

domenica 25 aprile 2010

REFERENDUM ACQUA A VIMODRONE IL 25 APRILE 2010.


REFERENDUM ACQUA A VIMODRONE IL 25 APRILE 2010.
Parte in tutta Italia la raccolta firme - Il 25 a VIMODRONE.
BUON 25 APRILE – ORA E SEMPRE RESISTENZA!.



Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, costituito da centinaia di comitati territoriali che si oppongono alla privatizzazione, insieme a numerose realtà sociali e culturali ha deciso di promuovere 3 quesiti referendari, depositati presso la Corte di Cassazione di Roma mercoledì 31 marzo 2010. Sosterranno tale iniziativa anche diverse forze politiche e tra queste il PRC.
A partire da sabato 24 aprile inizieremo la raccolta delle firme, in tre mesi dovremo arrivare almeno a quota 500.000 per poter richiedere i referendum. I banchetti per la raccolta delle firme saranno allestiti su tutto il territorio nazionale.
I tre quesiti vogliono abrogare la vergognosa legge approvata dall’attuale governo nel novembre 2009 e le norme approvate da altri governi in passato che andavano nella stessa direzione, quella di considerare l’acqua una merce e la sua gestione finalizzata a produrre profitti.
Dal punto di vista normativo, l’approvazione dei tre quesiti rimanderà, per l’affidamento del servizio idrico integrato, al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000.
Tale articolo prevede il ricorso alle aziende speciali o, in ogni caso, ad enti di diritto pubblico che qualificano il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente “privo di rilevanza economica”, servizio di interesse generale e privo di profitti nella sua erogazione.
Verrebbero poste le premesse migliori per l’approvazione della legge d’iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini.
E si riaprirebbe sui territori la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico, che può definirsi tale solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali.



L’ Amministrazione di Vimodrone si è impegnata per l’ ACQUA BENE COMUNE , ha introdotto nel proprio statuto questo principio ed ha partecipato alle iniziative con i COMUNI PORTATORI D’ACQUA…

Il PRC di VIMODRONE partecipa e si rende disponibile all’impegno e alla riuscita di questa iniziativa referendaria, offre la sua disponibilità, attraverso i suoi “assessori e consiglieri comunali”, all’autentificazione delle firme a chiunque intenda impegnarsi e organizzare banchetti per questa iniziativa.

E… per cominciare… DOMENICA 25 APRILE 2010 DALLE ORE 10.00 ALLE ORE 12.00 IN PIAZZA V. VENETO (FRONTE CHIESA) ALLESTIRA’ UN PRIMO BANCHETTO PER LA RACCOLTA DELLE FIRME.




Vogliamo togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua.
Vogliamo restituire questo bene comune alla gestione condivisa dei territori.
Per garantirne l’accesso a tutte e tutti. Per tutelarlo come bene collettivo.
Per conservarlo per le future generazioni.

BUON 25 APRILE – ORA E SEMPRE RESISTENZA!

prcvimo@tin.it




VIMODRONE - 25 APRILE 2010 -ORA E SEMPRE RESISTENZA


mercoledì 21 aprile 2010

25 APRILE 2010 A VIMO ORA E SEMPRE RESISTENZA



25 APRILE 2010


A


VIMO


ORA E SEMPRE


RESISTENZA

domenica 18 aprile 2010

RILASCIATI I TRE OPERATORI DI EMERGENCY


RILASCIATI
I
TRE
OPERATORI
DI
EMERGENCY

sabato 17 aprile 2010

LIBERATELI!



LIBERATELI!

giovedì 15 aprile 2010


Seminario aperto al pubblico
Come si trasforma il capitalismo su scala mondiale. Crisi, imperialismo, nuovi rapporti centri-periferie, sfide ambientali e riproducibilità del sistema


Milano – sabato 17 aprile 2010 – ore 11 – 17
Teatro Verdi – Via Pastrengo 16 (MM2 Garibaldi – Vicino Stazione Centrale)
seminario con
Samir Amin (direttore Forum du Tiers Monde, Forum Mondiale delle Alternative)
con brevi contributi di Giancarlo Saccoman
Bruno Steri
prima sessione ore 11-13 seconda sessione ore 14-17
Le crisi costituiscono un potente impulso alla riorganizzazione e alla trasformazione del capitalismo, all'avvio di nuovi cicli di accumulazione. Come nel passato, così nel corso dell'attuale crisi globale. Le sfide poste dai mutamenti del paradigma energetico e ambientale, del paradigma proprietario, del paradigma dei rapporti egemonici su scala mondiale (imperialismo, nuovi baricentri di sviluppo) inducono varie trasformazioni o transizioni, non ultimo nel rapporto centri-periferie.
Organizzano Rivista Essere Comunisti - Associazione Culturale Punto Rosso
Grazie per le visite!
banda http://www.adelebox.it/