mercoledì 5 febbraio 2025

XII CONGRESSO NAZIONALE DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA DAL 7 AL 9 FEBBRAIO 2025 PRESSO L'HOTEL TUSCANY INN A MONTECATINI TERME

 

 

 

venerdì 24 gennaio 2025

5 SI AI REFERENDUM LAVORO E CITTADINANZA...

 





In poche e pochi ci avrebbero creduto ad agosto ma oggi si è ad un passo da un passaggio storico per il Paese. Il comitato a cui afferiscono le associazioni, soprattutto quelle composte da italiane/i privi della cittadinanza e poi forze politiche, realtà che via via si sono aggiunte ha oggi tenuto una conferenza stampa alla Camera, per dare il via alla campagna. Dopo aver raccolto in pochi giorni 637 mila firme e dopo che il quesito referendario con cui si chiede di dimezzare i tempi per avere accesso a tale diritto, modificando la vetusta ed escludente legge 91/1992, la Corte costituzionale ha ammesso il quesito e fra aprile e giugno si celebrerà, insieme agli altri referendum proposti dalla Cgil, il referendum. I partecipanti alla conferenza hanno annunciato di voler scrivere a Governo e Presidente della Repubblica, perché venga garantito che il voto si svolga in giorni consoni a garantire la più ampia partecipazione, che l'informazione pubblica garantisca il proprio ruolo di servizio e che si permetta anche il voto a fuorisede e residenti all'estero in maniera più facile. Ricordiamo che, in un contesto di forte astensionismo dalla politica, per i referendum occorre che il 50% + 1 delle/gli aventi diritto, partecipi al voto. Come Rifondazione Comunista consideriamo questo referendum, fortemente voluto soprattutto da ragazze e ragazzi con background migratorio ma nate/i o cresciuti in Italia, come una lezione per noi tutti che in 33 anni di vita politica non siamo riusciti a garantire un cambiamento che riguarda tutta la nostra società. Per tale ragione chiediamo espressamente anche alle forze politiche che come noi hanno promosso il quesito referendario di essere strumento di servizio. Che siano i giovani e le giovani direttamente coinvolti in questa discriminazione ad avere protagonismo e visibilità nella campagna referendaria. A noi spetta il compito di fungere da sostegno. La vittoria di civiltà che rappresenterà questo referendum, potrà portare un cambiamento profondo e positivo, ma sarà solo l'inizio di un percorso che ci vedrà fianco a fianco.


domenica 12 gennaio 2025

COMUNICATO STAMPA di FINE CONGRESSO PROVINCIALE DI MILANO DEL PRC 12 GENNAIO 2025

 

 

 
COMUNICATO STAMPA
 
Nadia Rosa è la nuova segretaria della Federazione di Milano di Rifondazione Comunista
Rosa: "Costruire un nuovo futuro per Milano e la sua area metropolitana che devono tornare ad essere un luogo dove poter vivere, lavorare dignitosamente e in sicurezza, studiare, curarsi"
Milano 12 gennaio 2025 - Nadia Rosa è la nuova segretaria della federazione di Milano del Partito della Rifondazione Comunista. Si conclude così il XII congresso che si è svolto l'11 e 12 gennaio alla Camera del Lavoro con una donna che torna a guidare la federazione dopo molti anni. Commosso il segretario uscente Matteo Prencipe che ha ringraziato i compagni e le compagne per il lavoro svolto in questi anni.
Nata e cresciuta a Sesto San Giovanni, figlia di operai della fu Magneti Marelli Nadia Rosa è impegnata da sempre sui temi del lavoro anche in ambito sindacale, ha militato per 10 anni nella Fiom, per la quale è stata delegata della propria azienda. Segretaria dal 2011 al 2021 del Circolo PRC di Cinisello Balsamo , sua città di adozione, e membro della Segreteria provinciale milanese dal 2012. Parallelamente all’impegno sindacale e di partito, fa parte del direttivo dell’associazione Italia-Cuba e è tra le fondatrici dell’associazione Milleeunavoce, che si occupa di cultura al femminile. Dopo l'elezione la nuova segretaria ha dichiarato:
"L'era del modello Milano senza critiche è finita. In Città si apra un dibattito vero con associazioni, comitati e forze Politiche che in questi anni si sono opposti alla progressiva gentrificazione per costruire un futuro nuovo e diverso per Milano e la sua area metropolitana. Milano deve tornare ad essere un luogo dove poter vivere, lavorare dignitosamente e in sicurezza, studiare, curarsi. Non una Città piena di pendolari di giorno e deserta di notte, ad uso e consumo di una èlite privilegiata. In questa ottica proponiamo un momento di discussione pubblica, un "Forum delle Alternative" capace di creare un programma condiviso e largo per la Milano di domani. Un programma che si confronti anche con chi nel centro sinistra, voglia costruire una nuova proposta di governo che guardi alle elezioni comunali del 2027".
Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea, Federazione di Milano

giovedì 19 dicembre 2024

BUONE FESTE

 

 


 

"NON E' VERO CHE IN ITALIA TUTTO VA BENE!" CE LO DICE L'EUROPA. di Antonello Patta Resp. Lavoro P.R.C.

"NON E' VERO CHE IN ITALIA TUTTO VA BENE!" CE LO DICE L'EUROPA. di Antonello Patta Resp. Lavoro P.R.C.
È un’Italia ben diversa dall’immaginario mondo di Giorgia quella che emerge da una serie di rapporti pubblicati ieri dalla Commissione Europea;
I dati, oltre a mettere in evidenza le persistenti fragilità dell’economia italiana alle prese col rischio di una nuova fase di deindustrializzazione, svelano impietosamente cosa si cela dietro i successi occupazionali millantati dal governo delle destre.
Per l’Italia Il confronto su lavoro, salari e occupazione, anche solo con le medie europee, tralasciando i Paesi più virtuosi, è avvilente.
È vero che il tasso di occupazione è cresciuto, anche perché si partiva da una situazione molto arretrata, ma rimane ben 9 punti percentuali sotto la media europea; preoccupante il divario occupazionale tra uomo e donna: 19,5%, il doppio della media Ue; Drammatico il tasso di occupazione nel sud e nelle isole: 25% inferiore ai valori medi del continente; il tasso di giovani che non studiano e non lavorano è del 16,1%, 5 punti peggio della media dei 27.
A spiegare cosa si nasconde dietro il presunto successo del governo concorrono anche i dati forniti da Eurostat che confermano il progressivo calo dei salari italiani certificato da tempo da tutti gli organismi nazionali e internazionali: negli ultimi 15 anni, i salari italiani sono scesi del 6% mentre nella media degli altri paesi europei sono aumentati dell’11%.
La diffusione estrema del lavoro povero rappresenta la causa principale dell’aumento della povertà attestato da Bruxelles che ricorda quanto sia alta nel nostro Paese la quota di popolazione a rischio povertà: il 23%, il 27,1% quella dei bambini, entrambe ben al di sopra delle medie europee.
Negli stessi rapporti sempre a proposito dell’Italia si può leggere: “la percentuale di persone colpite da gravi privazioni materiali e sociali è aumentata, in linea con l’elevata e stagnante quota di persone che vivono in povertà assoluta”, pari al 9,8 per cento nel 2023.
Le ragioni di questa situazione drammatica sono note e rimandano a un sistema economico malato, che perde quote nei settori industriali più avanzati e tiene in comparti come l’edilizia il turismo e il commercio dove notoriamente sono ampiamente diffusi bassi salari, lavoro precario e irregolare come testimoniano i dati europei secondo cui il numero delle persone occupate a tempo determinato in Italia è tra i più elevati d’Europa, più del 15%;
La precarietà lavorativa e la diffusione della povertà secondo l’Europa determinano “la cultura always on”, cioè la disponibilità ad essere attivi 24 ore su 24 come testimonia un sondaggio condotto da Eurofound in Belgio, Francia, Italia e Spagna secondo cui oltre l’80% degli intervistati si è dichiarato disponibile ad accettare di lavorare oltre il normale impegno lavorativo.
Una situazione conseguenza di decenni di leggi che hanno aggravato la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori con la diffusione di mille forme di precarietà e lavoro irregolare funzionali a renderli sempre più ricattabili e imporre lavori sottopagati, privi di tutele e diritti e più sfruttamento.
Di fronte a questa situazione aggravata anche dal taglio del reddito di cittadinanza il governo delle destre si comporta come se i drammatici problemi della struttura produttiva del paese non lo riguardassero; vara una finanziaria che non solo non fa nulla per salari, pensioni e redditi dei ceti popolari, ma taglia ancora la spesa pubblica mettendo cinicamente in conto un’ulteriore riduzione dei diritti, dei salari e dei consumi, con la naturale conseguenza di deprimere ancora di più l’economia e aumentare il disagio sociale.
I sovranisti nostrani quando parlano di patria, pensano agli interessi del capitale e dei ceti che si arricchiscono sulle rendite speculative, sull’evasione fiscale e sullo sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori.
Solo le lotte potranno restituire dignità al lavoro, diritti e reddito alle cittadine e ai cittadini e arrestare il drammatico declino del Paese.
*Responsabile nazionale lavoro del Prc
Grazie per le visite!
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