mercoledì 7 febbraio 2024

TUTTA UNIONE POPOLARE RILANCI SUBITO UNA TRATTATIVA VERA PER LA COSTRUZIONE UNITARIA DI UNA LISTA PER LA PACE

 TUTTA UNIONE POPOLARE RILANCI SUBITO UNA TRATTATIVA VERA PER LA

COSTRUZIONE UNITARIA DI UNA LISTA PER LA PACE

Il percorso verso le elezioni europee è giunto ad uno snodo decisivo. Il tempo davanti a noi si sta chiudendo.

Questo tempo va utilizzato nel miglior modo possibile, per produrre un risultato all’altezza della situazione internazionale, sociale e politica che abbiamo di fronte.

Noi eravamo e rimaniamo convinti della necessità di costruire una lista unitaria per la pace, in grado di presentarsi all’appuntamento elettorale di giugno come punto di riferimento per larghi settori della società italiana, che con diverse sensibilità e a partire dalla propria condizione sociale intendano investire su un’opzione credibile e convincente di critica alla guerra.

Un orizzonte etico da sollecitare, certo, ma connesso strettamente alla contestazione di politiche economiche e sociali devastanti che, nel mentre creano disuguaglianze crescenti e insopportabili, stabiliscono condizioni per un mondo in cui il conflitto armato diventa il primo orizzonte in vece di una possibile cooperazione internazionale.

Oggi siamo molto preoccupati perché Unione Popolare, che con le sue proposte dovrebbe essere uno dei soggetti più attivi nella costruzione di una lista per la pace, si trova in una vera e propria situazione di stallo interno a seguito dei primi incontri con altri promotori a iniziare da Michele Santoro.

Quest’ultimo ha recentemente svolto alcune considerazioni e posto nodi critici in un articolo su “il Manifesto” del 27/01/2024.

Lo abbiamo letto e ancora di più pensiamo che sia giunto il momento in cui Unione Popolare, tutta Unione Popolare, debba recuperare pienamente il suo ruolo e farsi promotrice di una rinnovata pressione: occorre riaprire subito la trattativa tra tutti i soggetti interessati alla lista per le elezioni europee.

La costruzione deve rispettare, se vuole essere convincente e inclusiva, la pluralità dei contributi offerti. Lo sforzo deve essere orientato al massimo coinvolgimento, anche per evitare una perniciosa proliferazione di liste nella stessa area; sarebbe davvero imperdonabile.

Il tempo è poco, ma va usato bene, dicevamo. Riaprire una trattativa vera significa impegnare l’insieme di Unione Popolare per guadagnare una proposta possibilmente unitaria, ma avanzata e non semplicemente utile a comporre una lista purchessia. Il quadro che abbiamo di fronte impone una riflessione seria a tutti per capire e far capire largamente, fuori da ogni politicismo, quale è la posta in gioco anche difronte a una sinistra diffusa sempre più in difficoltà, con scarsi strumenti Interpretativi.

Bisogna arrivare alla concretizzazione di parole d’ordine che creino il legame tra temi sociali e guerra.

Da questo punto di vista ci pare significativo ciò che Luigi De Magistris ha scritto su “Il Manifesto” del 28/01/2024. Ne condividiamo le argomentazioni per due ordini di motivi.

Da una parte De Magistris esplicita i nodi e le proposte che UP intende sottoporre all’interno di una reale trattativa per la costruzione unitaria della lista per la pace, dall’altra delinea le condizioni complessive per una Unione Popolare in grado di traguardare le elezioni europee, ma anche di vivere e strutturarsi oltre quelle.

Per tutte queste ragioni e considerazioni riteniamo di rivolgerci all’insieme di Unione Popolare, chiedendo uno sforzo vero per riguadagnare tempestivamente una capacità di intervento in grado di mandare segnali positivi alle tante e tanti militanti, che sui territori si aspettano un salto di qualità in questo senso.

Sono le donne e gli uomini che Unione Popolare la fanno vivere giorno per giorno, che hanno raccolto firme sulle LIP per il salario minimo a 10 euro e per l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, che proprio non intendono assistere a una rappresentazione esclusivamente problematica e passivizzante come quella emersa in queste ultime settimane. Rilanciare un negoziato per una lista della pace sulla base di pari dignità fra tutte le forze, perseguire la costruzione unitaria a partire da una trattativa vera, in cui le proposte di UP vengano ascoltate e fatte valere. Il tempo è ora.

 

Le promotrici, i promotori e le/i prime/i firmatarie/i:

Francesca Frediani, consigliera reg. Piemonte UP
Domenico Finiguerra, Coordinamento nazionale Unione Popolare
Saverio Ferrari, ricercatore storico e fondatore dell’Osservatorio democratico sulle
nuove destre
Alessandra De Rossi, Coordinamento provinciale UP Torino
Valentina Tedesco, Comitato promotore UP Milano e provincia
Iaia Piumatti, attivista dei Comitati NO Pedemontana
Enzo Vitulano, Comitato promotore UP Torino
Augusto Bonacina, Comitato promotore UP Como
Roberto Crispino, indipendente, Comitato reg. UP Piemonte

Lorella Gallo, insegnante Trinità (CN)
Renata Segalini, Coordinamento pace e disarmo Dronero
Olga Bertaina, Unione Inquilini, Manta
Michele Baracco, pastore pensionato Frabosa Sottana
Orietta Basso, pensionata, Mondovi
Fabio Panero, dipendente cooperativa sociale Cuneo
Ivan Di Giambattista, Comitato regionale Prc Piemonte
Aldo Ugo, Consigliere comunale Gaiola
Ubaldo Ragni, pensionato, Gaiola
Rosalia Ruiu, pensionata Cuneo
Livio Marengo, pensionato, Saluzzo
Giancarlo Marchisio, pensionato Cuneo
Paolo Mannias, Associazione Italia Cuba e associazione Emmaus Cuneo
Edgardo Filippi, pensionato Cuneo
Germano Modena, impiegato Cuneo
Norma Moszkowski, pensionata Cuneo
Lorenza Ameglio, Segretaria Prc Fed. Cuneo
Giovanni Pensabene, elettore di UP, Asti
Maria Teresa Gavazza, indipendente, Comitato UP Alessandria
Gigi Bolognini, indipendente, Comitato UP Alessandria
Claudio Protto, iscritto PRC, Tortona
Stefanella Ravazzi, Segretaria circolo PRC, Tortona
Laura Robbiano, volontaria Croce verde Ovada (AL)
Giovanni Cirri, segretario Federazione PRC di Alessandria
Daniele Sacco, Assemblea UP Alessandria
Antonio Olivieri, Assemblea UP Alessandria
Simonetta Ravazzi, Assemblea UP Tortona
Laura Sacco iscritta PRC, Tortona (AL)
Giovanni Roberto, iscritto PRC, Tortona (AL)

Donatello Pagnotto, Iscritto PRC, Tortona (AL)
Gianfranco Festari, iscritto ANPI Tortona
Giuliana Rossi, iscritta ANPI Tortona
Gianfranco Bettonte, volontario AVIS Tortona
Sonia Calame-Rosset, Associazione Verso il Kurdistan, Associazione I.R.I.S e
Associazione G.E.A. Animal’s Land Tortona
Massimo Orero, iscritto Associazione Italia Cuba Alessandria
Anita Sterna, indipendente, Comitato promotore UP Piemonte
Maurizio Carena, simpatizzante UP, Valsesia/Valsessera
Maurizio Vercella Barbis simpatizzante UP, Valsesia Valsessera
Maria Agostino, iscritta PRC, Assemblea UP Valsesia Valsessera
Anna Albanese, indipendente, UP Valsesia Valsessera
Luigi Signorile, iscritto PRC, Assemblea UP Valsesia Valsessera
Enrico Cassone, iscritto PRC, Assemblea UP Valsesia Valsessera
Franco Clienti, direttore rivista Lavoro e Salute
Cinzia Lamanna, indipendente, Comitato reg. UP Piemonte
Paolo Giuliani, Iscritto Prc, Santena (To)
Maria Teresa Rancati, Assemblea provinciale UP Como
Ernesto Ronchi, elettore UP della provincia di Como
Francesco di Virgilio, Comitato promotore UP Como
Pierluigi Tavecchio, Segretario Prc Federazione di Como
Mel Vitiritti, Iscritto Prc Como
Maurizio Ronchi, elettore UP della provincia di Como
Rita Barbieri, Assemblea provinciale UP Milano
Pietro di Lascio, Assemblea provinciale UP Como
Marco Borella, elettore UP della provincia di Como
Santino Bonfiglio, No ponte Messina
Ciccio Giuffrida, operatore culturale, Ct, indipendente
Ambra Monterosso, Costituente per il lavoro, Ct

Emanuele Ungheri, tavolo unitario NO.AD, indipendente
Vittorio Turco, docente, FLC Ct, indipendente
Franco Russo, attivista politico Ct, indipendente
Felice Rappazzo, docente universitario Ct
Simona Gulisano
Tiziano Longoni, Assemblea UP Martesana – Milano
Duilio Felletti, Assemblea UP Martesana – Milano
Giancarlo Pedroni segretario PRC Circolo di Carugate (MI)
Claudio Bianchi, Assemblea UP Martesana – Milano
Ernesto Cappelletti, Assemblea UP Martesana – Milano
Natale Tataj Minchillo, Assemblea UP Martesana – Milano
Paolo Norato, Assemblea UP Martesana - Milano
Gianfranco Damiani, iscritto a Rifondazione Comunista ed a Unione Popolare circolo
Martesana – Milano
Anna Paganini, elettrice UP
Christian Pescara, Rifondazione Comunista Pinerolo membro del CPR del Piemonte
Claudia Suman, iscritta Rifondazione Comunista, Vercelli
Alberto Panaro, insegnante pensionato, Assemblea di UP Brugherio (MB)
Luca Ribechini, Associazione Porto pulito Livorno
Marcello Bartolotta, Indipendente Palermo
Gigliotti Matteo, Assemblea UP Martesana – Milano
Isabella Cellerino, iscritta PRC Torino
Graziella Baratella
Corrado Carpintieri, indipendente coordinamento regionale UP Sicilia - Marsala (TP)
Jeanine Carteau, iscritta PRC Cernusco sul Naviglio e Assemblea UP Martesana –
Milano
Enrico Mainenti
Franco Seren Rosso, Assemblea UP Ivrea e Canavese
Davide Pastore, Segretario di Circolo PrC Marsala

Laura Gianese
Giorgio Franco Alberto
Luca Oliveri, militante del PRC Ivrea
Damiano Carretto
Corrado De Lise, Presidente Associazione Culturale Città del Sole Ivrea
Giovanna Giovannini,
Mauro Berzuini Gaiba (RO)
Gianfranco Iannizzotto, Assemblea UP Scicli
Annalisa Anzivino iscritta PRC co segretaria Circolo Libertini Torino
Irti Giuseppe, Iscritto PRC, Assemblea UP Valsesia
Valeria Morena Tribaudi, indipendente Assemblea UP Valsesia – Valsessera
Vincenzo Traina, Indipendente, Docente scuola media superiore, rsu, rls Niscemi (CL)
Claudio Aliberti, operaio, Busca
Bartolo Sinacciolo, Coordinamento up Scicli (Ragusa)
Memmo Campailla, Coordinamento up Scicli (Ragusa)
Giancarlo Erasmo Saccomani, Coordinamento provinciale UP Como
Franco Luigi Saccoman, Coordinamento provinciale UP Como
Antonella Santarelli, indipendente, Assemblea Provinciale UP Ennaù
Giovanni Battista Argenziano
Fabio Cannizzaro, Componente segreteria regionale PRC Sicilia e Componente
coordinamento provvisorio UP Sicilia
Andrea Russo, coordinatore regionale giovani comunisti/e Sicilia
Laura Foschi, PRC Forlì
Paolo Parisi, sostenitore Unione Popolare, Catania
Filippo Incorvaia
Virginio Giovanni Bertini, indipendente elettore UP
Marcella Giammusso, vicepresidente ANPI Catania
Antonino Nigito, pensionato Scicli
Nicola Candido, Segretario regionale PRC Sicilia

Natale Fossati,
Stefania Sala, Comitato Promotore Up Como
Fabio Antonio Avitabile, Ambientalista - U.P. Catania
Mario Pugliese, Comitato promotore "L.I.P. 10 € è il minimo- Catania"
Nadia Riva, PRC circolo Gramsci San Siro Milano
Sofia Gaytan, cassiera cinema politeama, Ivrea (TO)
Eveline Amari, insegnante di scuola primaria di Caltagirone iscritta COBAS
Olga Sudano, Assemblea UP Brugherio (MB)
Claudio Libani, Segretario circolo PRC Antonio Gramsci_San Siro_Milano
Ciarla Pasquale, Prc Milano
Eugenio Cantoni, Circolo Prc di Locate di Triulzi (Mi)
Bruno Antonio Merletti
Stefania De Marco, Segretaria circolo PRC "Lidia Menapace" Riviera Jonica Messinese
Gian Paolo Marcucci, Segreteria PRC, Federazione di Lucca
Patrizia Menapace, Iscritta PRC San Giuliano Milanese-Melegnano-Vizzolo Predabissi
Laura Re Garbagnati iscritta PRC Milano e Assemblea UP Milano
Nadir Lehemdi, indipendente
Marco Messineo, Unione Popolare Martesana – Milano
Domenica Sassu
Enrico Bosani, Rifondazione Comunista, Comitato Politico Regionale Lombardia
Alessandro Modolo, segreteria PRC federazione di Treviso.
Lucia Tundo, PRC-UP Treviso
Francesco Maresca
Bruno Bianco, iscritto al PRC Venaria Reale
Maria Savino, iscritta al PRC Federazione di Torino
Rosanna Barzan, Associazione Centro Documentazione Pace – Ivrea (To)
Ave Albertini, PRC e Up
Michele De Scisciolo, PRC – UP
Gabriella Mancuso, Coordinamento UP Sicilia

Franco Guaschino, Comitato promotore UP del Pinerolese
Lillo Fasciana, Assemblea nazionale Flc Cgil
Paola Pantieri, Faenza (RA)
Adriana Petrelli, iscritta UP Catania
Ciccio Mucciardi, Casa del Popolo di Messina
Mauro Baroni, Segreteria provinciale PRC Como e Comitato promotore UP Como
Fabio Cochis, Sicet Milano
Giovanni Carenza, Unione Inquilini Milano
Maria Luisa Falcone, avvocata esponente del mondo associativo Catania
Cinzia Dell’Area, Coordinatrici UP Enna
Giovanni Ferretti, Segretario PRC Genova
Antonella Marras, impiegata, indipendente assemblea UP Genova
Valentina Merletti, Assemblea UP Brugherio (MB)
Niccolò Di Francesco - Unione Popolare Martesana
Umberto Spallotta, insegnante iscritto al PRC
Stefano Lugli, Co-segretario regionale PRC Emilia-Romagna
Franco Filella
Laura Tonelli, insegnante, attivista e candidata UP alle elezioni politiche del 2023 per
la Camera dei deputati
Josè Carrasso, co-portavoce Coordinamento provinciale UP Modena
Vania Pederzoli, co-portavoce Coordinamento provinciale UP Modena
Elena Govoni, Coordinamento provinciale UP Modena
Samuele Calò, Coordinamento provinciale UP Modena
Silvia Missio, UP Modena e Provincia
Gianpietro Guasto, indipendente comitato UP Enna
Mara Rossetti, iscritta PRC San Giuliano Milanese
Andrea Sannino, operatore museale
Amedeo Caruso, Assembla UP Enna
Valeria Baroni, Assemblea UP Como

Giovanna Cardarelli, segreteria Prc Lombardia e Unione Popolare Milano
Chiara Giurgola, iscritta PRC Siracusa
Roberto Vanzulli, iscritto PRC e assemblea UP Como
Vittorio Sannino
Fatima Prima
Marco Strek68
Maria Teresa Bovolenta, Coordinamento Territoriale Bassopolesano, Porto Viro (RO)
Roberto Carrera, indipendente UP Torino
Adriana Cavaliere, Indipendente UP Torino
Gaspare Di Stefano, Partito della Rifondazione Comunista – Sicilia
Cristiano Negrini, Segreteria provinciale PRC/SE Como e Comitato promotore UP
Como
Adriano Bulla
Mariagrazia Cristalli, operatrice sociale, già candidata alle scorse elezioni politiche per
UP iscritta a PAP
Marta gatti, Assemblea UP Monza e Brianza
Enrico Chierichini, iscritto PRC circolo Libertini Zola Predosa
Scagliarini Andrea, membro della segreteria provinciale PRC di Bologna
Angelo Spada, Assemblea UP Monza e Brianza
Franco Previtali, circolo PRC, Brugherio (MB)
Rita Zecchini, Consigliera comunale lista La città in comune -Sinistra per Cernusco
Tiziano Belotti, Consigliere comunale Gandosso (BG)
Giuseppa Petrelli, operatrice associazione volontariato Catania
Cinzia Colajanni, Attivista A.D.A.S. Catania
Marcello Bartolotta, indipendente, Palermo
Simone Antonioli, Portavoce dei Giovani Comunisti/e di Cremona
Giuseppe Caserta
Sandro Partesanj
Franco Legnani

Giorgio Millul, Sinistra per Fiorenzuola, Fiorenzuola d'Arda (Piacenza)
Chiara Patrizia Tardivello, iscritta PRC Padova
Serafina Arnoldi, Comitato Politico Federale Rifondazione Comunista Cremona
Roberto Cerrato, Iscritto PRC - Comitato Politico Federale di Torino
Verri Silvana, Prc Locate Triulzi
Roberta Cecili, Componente Segreteria Rifondazione Comunista Lazio
Riolo Francesco, insegnante, Cobas Ct, indipendente
Franco Legnani iscritto Prc e Attac di Saronno (VA)
Chiara Petrelli, Funzionaria Ministero della Giustizia
Ignazio Di Paola, geologo
Francesco Zaccagnini, pubblicista, Ivrea
Lorenzo Capizzi - PRC Nova Milanese
Renzo Furlan, pensionato
Andrea Gava
Salvatore Giordano, indipendente, Assemblea Provinciale Enna
Pierfranco Bonora, pensionato
Torre Mondovì (Cuneo)
Alberto Merli – Piacenza
Daniele Pullano
Enzo Vaccaro, CGIL Siracusa
Maddalena Zucchi, elettrice UP
Irene Rui, Rifondazione Comunista di Vicenza
Anna Clara Tavecchio, elettrice UP provincia Sesto San Giovanni (MI)
Antonio Walter Turatto, Brugherio (MB)
Guido Zentile, militante Comunista – Vicenza
Rosanna Conti
Loredana Roncolato, indipendente
Raffaella Cavallo
Luigi Verderio, PRC/UP Carugate (MI)

Claudio Binda, Iscritto PRC Locate di Triulzi
Paolo Pedrollo, indipendente S. Bonifacio (Verona)
Tiziana Prina

 


 


 

domenica 4 febbraio 2024

UNA SOLA LISTA...

 


 

Intervento del nostro compagno Giovanni Russo Spena oggi su il manifesto nel dibattito su #elezionieuropee2024
 
Una sola lista, oltre il giacobinismo e i personalismi
Ho aderito con gioia all’appello «pace, terra, dignità», sia per l’amore verso Raniero La Valle, sia perché mi appassiona la ricerca sul «confederalismo democratico» di Ocalan, anticapitalista, antipatriarcale, meticcio. Sostengo, quindi, la lista di scopo, che sarebbe piaciuta molto anche a Dino Frisullo e a Eugenio Melandri. Condivido completamente l’intervento su questa pagine di Luigi De Magistris, portavoce di Unione Popolare, della quale sono anche io attivista.
Una lista per la pace, ma anche contro la Nato, per il disarmo unilaterale è soprattutto una critica radicale verso questa Unione europea, strumento della nuova guerra fredda, nemica del Sud globale. Spero che il fondamentale ricorso del Sudafrica alla Corte internazionale abbia posto il tema, anche da noi rimosso, della rifondazione del diritto internazionale. L’imperialismo lo distrugge; noi non possiamo rimuoverlo.
La militarizzazione pervasiva ha svuotato completamente le sedi della cooperazione internazionale. È un pericoloso ossimoro storico; perché, contemporaneamente, matura l’esigenza di un governo multipolare. Anche perché, come scrive Emiliano Brancaccio, l’evidenza scientifica supporta una «legge di tendenza» verso la centralizzazione del capitale, che produce le guerre, costruisce un rapporto tra capitale e catastrofe ambientale, distrugge la democrazia costituzionale. Le catene del valore del capitale si stanno ricostruendo nell’intreccio assoluto con il potere politico/militare.
L’articolo 11 della Costituzione, irride il ministro Crosetto, è l’anticaglia di un mondo che fu. È l’autobiografia della nazione, oggi. Allora «pace, terra, dignità» non è un progetto marginale; è fondativo, perché si proietta sulle insorgenze (Gkn, Ilva, Val di Susa…), sui conflitti sociali, sul mutualismo antiliberista; ma anche sull’attuazione della Costituzione. Autonomia differenziata e premierato non sono un tecnicismo istituzionale ma un possente processo di revisionismo storico contro la Repubblica nata dalla Resistenza. Il diritto costituzionale, spinto ormai ai margini non solo della statualità ma della stessa formazione sociale, è un limite ineludibile all’orrore, perché è critica e limite dei poteri. Israele esercita il «diritto materiale di difesa»? E quali sono i limiti? E quale organismo li attiva? In assenza, vi è l’attuale genocidio, ci sono i crimini di guerra.
Costruiamo, allora, questa lista unitaria. Che, per lo meno, allude timidamente a un progetto. Ma che sappia superare i limiti del giacobinismo e dei personalismi. Tentiamo di rompere le gabbie della delega e dell’indifferenza. E si discuta, perché su alcuni punti emergono certamente articolazioni e accentuazioni diverse. Parlo del mio piccolo campo, per esempio. Io vorrei che tutta Unione Popolare (e, quindi, ovviamente, anche Potere al Popolo, che ne è parte integrante) costruisse la lista. Tentiamo e ritentiamo, ricomponiamo le differenze, non le alimentiamo. L’unità è un traguardo. Il resto è noia, coazione a ripetere frantumazioni.

venerdì 2 febbraio 2024

Rifondazione: Stellantis, l’ad chiede ulteriori incentivi senza prospettive, altrimenti procede con gli smantellamenti degli impianti produttivi

 


Rifondazione: Stellantis, l’ad chiede ulteriori incentivi senza prospettive, altrimenti procede con gli smantellamenti degli impianti produttivi

Carlos Tavares, l’amministratore delegato di Stellantis minaccia neanche tanto velatamente di continuare sulla strada del progressivo smantellamento degli stabilimenti italiani già gravemente messi in crisi dalla riduzione delle produzioni e delle maestranze spinte all’uscita, dall’assenza di prospettive e dagli incentivi, uso massiccio della cassa integrazione, mancanza di certezze sul piano industriale e sui modelli.
Col ricatto occupazionale e produttivo, la paventata chiusura di Mirafiori e Pomigliano, l’ad pretende un aumento delle risorse pubbliche per incentivi all’acquisto, senza impegni veri sul futuro del gruppo in Italia. Ancora una volta si scaricano sullo Stato le responsabilità dei disastrosi ritardi dell’industria dell’auto europea e italiana in particolare rispetto all’emergenza climatica e la crisi di un capitalismo che in tutta Europa per sopravvivere gioca sulla competizione tra gli Stati che il neoliberismo imperante ha ridotto a “camerieri del re”.
Come commentare altrimenti le fanfaronate di un ministro che si dice disposto a entrare nel capitale di Stellantis mentre il suo governo dichiara di mettere soldi pubblici nell’Ilva per riconsegnarla al più presto possibile ai privati; quando per raccattare 20 miliardi vengono svendute quote di aziende strategiche perfino sul piano della sicurezza nazionale.
La sudditanza alla religione del mercato è tale che ci si rifiuta di comprendere come gli incentivi, senza un forte ruolo dello stato nella gestione e nelle politiche industriali, non determinano risultati in termini produttivi e occupazionali.
Oltretutto è noto che gli incentivi finiscono per l’80% in auto non prodotte in Italia.
Basta solo soldi a pioggia. Si investano le risorse necessarie per entrare nel capitale di Stellantis, come ha fatto il governo francese, unica strada per fermare la fuga delle produzioni all’estero e salvare un settore strategico per l’industria nazionale.

Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea

martedì 30 gennaio 2024

giovedì 28 dicembre 2023

BUON 2024. AUGURI COMUNISTI DI PACE


 In questo #Natale segnato dal genocidio a #Gaza e dal protrarsi della guerra in Ucraina difficile festeggiare. Rinnoviamo il nostro impegno di comunistə per la pace e la solidarietà tra i popoli, per una futura umanità libera da ogni forma di sfruttamento e discriminazione.

#pace #RifondazioneComunista

 



 

mercoledì 20 dicembre 2023

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA VIMODRONE - Sottoscrizione straordinaria per il trasloco della Direzione Nazionale

 

Sottoscrizione straordinaria per il trasloco della Direzione Nazionale

Carissim* compagne e compagni, amiche e amici,

ancora una volta siamo costretti a rivolgerci a voi facendo appello alla vostra generosa solidarietà per poter affrontare un momento per noi complicato.

Dopo otto anni, siamo costretti a lasciare gli uffici della nostra Direzione Nazionale i cui costi sono diventati non più sostenibili. Ci trasferiamo in una sede più piccola e più modesta di quella attuale ma che abbisogna, per poterci accogliere, di essere sistemata in modo consistente, dall’imbiancatura agli impianti.

Dovremo quindi affrontare i costi di questi interventi ai quali si aggiungono quelli per il trasferimento nella nuova sede. Non un semplice trasloco, dal momento che, oltre allo spostamento degli uffici, dovremo trasferire in due diversi luoghi, uno dei quali lontano da Roma, i materiali d’archivio. Tra questi, la preziosa raccolta di tutte le annate del quotidiano Liberazione, molti libri e altro materiale di documentazione; in altre parole la memoria storica di un trentennio di vita di Rifondazione.

Siamo un partito povero, soprattutto perché paghiamo il prezzo della nostra coerenza. In questi anni, infatti, abbiamo sempre privilegiato la costante ricerca della costruzione dell’alternativa alle politiche antipopolari e di guerra dei poli politici esistenti rispetto a scelte di convenienza che ci avrebbero forse consentito di essere presenti nelle istituzioni ma a costo di uno snaturamento della nostra linea politica.

Non disponiamo di finanziamenti pubblici; norme ingiuste ci hanno esclusi dall’accesso al 2 per 1000. Non abbiamo finanziatori privati se non le nostre e i nostri militanti e voi, tutte e tutti, che vorrete rispondere a questo appello.

Noi pensiamo che la presenza di un partito come il nostro nel disastrato panorama politico italiano sia importante. Un partito che si batte con determinazione per la pace, contro le ingiustizie sociali e ogni discriminazione, per la tutela dell’ambiente e dei beni comuni, per i diritti delle classi lavoratrici, contro ogni forma di fascismo, per le giovani generazioni, per la solidarietà internazionalista e tanto altro ancora. 

Vi chiediamo di sostenerci perché l’autofinanziamento è una precondizione di una politica pulita e di sinistra, indipendente dal potere economico e dagli interessi affaristici.

Potete dare un contributo andando sul nostro sito web all’indirizzo



oppure versando direttamente con bonifico sull’IBAN IT74 E050 1803 2000 0001 1715 208 intestato a PRC-SE.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Vito Meloni, tesoriere nazionale

lunedì 18 dicembre 2023

lunedì 11 dicembre 2023

12 DICEMBRE STRAGE FASCISTA DI PIAZZA FONTANA

 

 
12 Dicembre Rifondazione Comunista:
Ricordiamo il 12 dicembre e la strage di P.zza Fontana. Ricordiamo con la presenza al corteo indetto dal Comitato Antifascista (ore 15,45 P.zza della Scala) e le cerimonie istituzionali che seguiranno. Quest'anno celebreremo quel tragico avvenimento, ritrovandoci insieme ai tanti antifascisti (alle 18.30 in P.zza 24 Maggio) milanesi per chiedere il cessate il fuoco in Palestina. Essere oggi antifascisti è lottare per i diritti dei popoli alla libertà. Libertà per il popolo palestinese contro l'oppressione e occupazione israeliana. Si interrompano gli ignobili bombardamenti contro i civili inermi.
 
 

 

domenica 10 dicembre 2023

P.R.C. - UNIONE POPOLARE - ANCORA UN SABATO A FIANCO DEL POPOLO PALESTINESE.

 ANCORA UN SABATO A FIANCO DEL POPOLO PALESTINESE.

 

 




mercoledì 29 novembre 2023

CONSEGNATE IN SENATO 70.000 FIRME

 

La legge per il salario minimo ha raccolto più di 70mila firme: ora l’Aula dovrà pronunciarsi

Gina si alza ogni mattina alle 5 per andare in ospedale. È addetta alle pulizie, assunta da una cooperativa vincitrice di appalto pubblico. Inquadrata col CCNL Multiservizi. Gli applausi dai balconi durante il Covid le ricordano l’ipocrisia di una politica solerte a definirla “eroina” e ancor più rapida a rigettarla nel dimenticatoio da cui era uscita quando la definivano “essenziale”. Una lavoratrice “essenziale” con una paga da 6,5€ lordi l’ora?

Bruno viene spostato ogni giorno di cantiere in cantiere. È addetto alla guardiania, assunto da una delle grandi aziende della vigilanza privata. Una di quelle con migliaia di addetti e vincitrice di tanti appalti pubblici. Il cedolino di Bruno parla chiaro: 5,85€ l’ora (CCNL Vigilanza e Servizi Fiduciari). E non è nemmeno quello messo peggio…

Sono due storie, diverse ma uguali

a quelle di più di 5 milioni di lavoratrici e lavoratori. Fotografia di un Paese sotto gli occhi di tutte e tutti, eppure troppo spesso lontano dai riflettori del potere politico e mediatico. Immagine di una Repubblica fondata sul lavoro povero e super-sfruttato. Soprattutto se sei donna e/o giovane.

Sono le gambe e le braccia delle tante Gina e dei tanti Bruno che sosterranno i cartoni con più di 70mila firme raccolte per permettere la consegna al Senato della Legge di Iniziativa Popolare per un salario minimo di 10€ l’ora.

In virtù del regolamento del Senato, le firme di 70mila uomini e donne del nostro Paese non potranno esser buttate in qualche cassetto e lì lasciate ad ammuffire. L’art.74, infatti, dispone che le Commissioni competenti siano obbligate a iniziare l’esame entro un mese dal deferimento e che lo stesso debba concludersi entro tre mesi dall’assegnazione.

I parlamentari saranno dunque tenuti a discutere di una proposta che non solo introdurrebbe aumenti salariali capaci di migliorare concretamente la vita di chi oggi guadagna cinque-sei-sette euro l’ora, ma anche un meccanismo di adeguamento automatico del salario minimo all’aumento del costo della vita. Succede oggi in Belgio e succedeva in Italia fino al 1992, quando la scala mobile fu abolita.

Perché se l’inflazione schizza alle stelle, non ci si può accontentare di un salario nominale più alto. Occorre che quei 10€ l’ora rendano effettivamente possibile comprare pane e olio, pagare le bollette e l’affitto, mettere la benzina nell’auto. E se questi aumentano, deve aumentare anche il salario minimo. In automatico. A meno che non si voglia camuffare con specchietti per le allodole l’impoverimento reale di lavoratori e lavoratrici.

Tra i tanti elementi che sono emersi in questi mesi di campagna per un salario minimo di 10€ l’ora, ce ne sono almeno quattro su cui vale la pena soffermarsi:

1. “Se potessi mangiare un’idea avrei fatto la mia rivoluzione”, cantava Gaber: i principi contano, ma devono tradursi in concretezza che determina l’azione. Le 70mila persone che hanno apposto la loro firma sulla legge l’hanno fatto non per un generico aumento dei salari, ma per una concretissima paga di 10€ l’ora;

2. In settimane in cui si discute di femminicidi e patriarcato, l’introduzione di un salario minimo di 10€ l’ora sarebbe inoltre una misura reale contro la violenza economica del nostro sistema. Donne e giovani sono i soggetti più colpiti dalle paghe da fame, con enormi conseguenze sul piano dell’autonomia e indipendenza individuale. Un salario di 10€ l’ora faciliterebbe l’uscita da una dimensione di violenza che non si manifesta solo in quella fisica, ma anche nella completa dipendenza economica da altri;

3. Si discute spesso, a sinistra, della necessità di ricostruire una “connessione sentimentale” col nostro popolo. Ma quale popolo? C’è chi continua a fantasticare dell’esistenza di un fantomatico “popolo della sinistra” che, però, semmai esistito è ormai scomparso o in via di estinzione. Un “nostro” popolo non va tanto rappresentato, quanto ri-articolato.

La campagna sul salario minimo è una campagna al servizio di un popolo di milioni di uomini e donne, che la “sentono” e a volte la fanno propria perché vivono quotidianamente sulla propria pelle o su quella dei loro cari la contraddizione tra capitale e lavoro, lo sfruttamento del secondo da parte del primo. Non a caso ai nostri banchetti ha firmato anche chi non ha fatto mistero di aver votato Fratelli d’Italia o Lega. La “questione salariale” è questione di classe e ripropone il terreno di contraddizioni materiali da troppo espunte da certi mondi.

4. Raccogliere 70mila firme è stato possibile solo grazie all’esistenza di reti organizzative territoriali di cui si tende a sottovalutare capacità e importanza. Si tratta di un patrimonio che, sebbene non sufficiente, ancora esiste e resiste nel nostro Paese. Può essere un perno utile intorno a cui potrebbe ruotare l’elemento chiave del destino di una politica collettiva e partecipata: la mobilitazione popolare. I rapporti di forza cristallizzati nei banchi parlamentari, infatti, non darebbero alcuna speranza a possibilità trasformative nell’interesse della maggioranza. Il quadro induce alla rassegnazione.

Ma la vita non è una fotografia. È movimento e dinamismo. E l’attore che può mutare gli equilibri è proprio la mobilitazione popolare unita all’organizzazione. Mobilitazione da costruire nel corpo e nel cuore della società, a partire dal mondo del lavoro (dentro e fuori i luoghi di lavoro).

Il Parlamento dovrà dunque pronunciarsi: deciderà di continuare a tollerare stipendi umilianti da 5 euro lordi l’ora? O, per una volta, darà ascolto alle richieste di chi produce la ricchezza – lavoratori e lavoratrici – che da troppo tempo invocano una retribuzione dignitosa?













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