giovedì 4 maggio 2023
lunedì 24 aprile 2023
25 APRILE CON L'ANPI E GLI ANTIFASCISTI.
25 APRILE CON L'ANPI E GLI ANTIFASCISTI.
VIMODRONE
DOMANI MATTINA SAREMO CON L’A.N.P.I. ALLE ORE 9.50 DI FRONTE AL MUNICIPIO DI VIA CESARE BATTISTI PER PARTECIPARE AL CORTEO PER LE VIE DEL PAESE
domenica 2 aprile 2023
APPELLO PER LE DIMISSIONI DI IGNAZIO LA RUSSA
Appello per le dimissioni di Ignazio La Russa
“Di fronte alle parole gravissime del Presidente del Senato non possiamo tacere. Abbiamo raccolto in poche ore le firme su un appello per le dimissioni di La Russa che vi chiediamo di pubblicare. In particolare segnaliamo quelle dei partigiani Gastone Cottino e Aldo Tortorella, dell’ex-presidente della Camera Fausto Bertinotti, del presidente dell’Arci Walter Massa, di storici, intellettuali, artisti, attivisti e ex-parlamentari. Da alcuni minuti la petizione è online e chiediamo di firmarla a tutte le cittadine e i cittadini che si riconoscono nella Costituzione nata dalla Resistenza”.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Elena Mazzoni, segretaria della federazione di Roma di Rifondazione Comunista.
Appello per le dimissioni di Ignazio La Russa
Il presidente del Senato deve dimettersi.Le sue esternazioni sulla
Resistenza non sono riconducibili ad opinioni. Non sono nemmeno uno dei
purtroppo assai diffusi episodi di revisionismo storico.Sono un falso
storico, la negazione di atti giudiziari, un’offesa alla Resistenza e un
inquinamento delle responsabilità storiche del fascismo e del
nazismo.Noi ci riconosciamo nelle affermazioni fatte dal Presidente
dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo.Quanto affermato dal Presidente del
Senato è incompatibile con la carica che ricopre. Siamo certi che tale
evidenza porterebbe in molti Paesi d’Europa alla sua immediata
decadenza. E sarebbe grave che ciò non avvenisse in Italia.
Primi firmatari: Maurizio Acerbo, Daniela Alfonzi, Cesare Antetomaso, Pier Giorgio Ardeni, Francesco Auletta, Stefano Azzara’, Franco Bartolomei, Michela Becchis, Fausto Bertinotti, Franco Berardi Bifo, Piero Bevilacqua, Daniele Biacchessi, Maria Luisa Boccia, Salvatore Bonadonna, Stefania Brai, Enrico Calamai, Eliana Como, Gastone Cottino, Massimo Dapporto, Luigi de Magistris, Angelo d’Orsi, Donatella Della Porta, Daniela Padoan, Giuseppe De Marzo, Antonio Di Stasi, Paolo Favilli, Paolo Ferrero, Eleonora Forenza, Francesca Frediani, Stefano Galieni, Domenico Gallo, Dino Greco, Giorgio Cremaschi, Giovanni Greco, Fabio Grossi, Leo Gullotta, Sabina Guzzanti, Alessandro Hobel, Raniero La Valle, Maria Lenti, Fabiomassimo Lozzi, Ramon Mantovani, Elena Mazzoni, Lucio Manisco, Laura Marchetti, Walter Massa, Sandro Mezzadra, Maria Grazia Meriggi, Raul Mordenti, Isidoro Mortellaro, Roberto Morea, Tomaso Montanari, Roberto Musacchio, Paola Nugnes, Moni Ovadia, Daniela Padoan, Tiziana Pesce, Ulderico Pesce, Giovanni Russo Spena, Rita Scapinelli, Silvia Scola, Marino Severini, Barbara Spinelli, Simona Suriano, Aldo Tortorella, Vauro Senesi, Gianpasquale Santomassimo, Marco Trasciani, Raffaele Tecce, Vincenzo Vita, Massimo Zucchetti
mercoledì 22 marzo 2023
sabato 11 marzo 2023
lunedì 6 marzo 2023
RIFONDAZIONE: 8 MARZO, PARTECIPIAMO ALLO SCIOPERO GLOBALE TRANSFEMMINISTA
CAMPAGNA TESSERAMENTO RIFONDAZIONE COMUNISTA - FUORI LA GUERRA DALLA STORIA
FUORI LA GUERRA DALLA STORIA
Pubblicato il 5 mar 2023
Campagna di tesseramento 2023 a Rifondazione Comunista -
di Ezio Locatelli * -
Rafforzare il partito, costruire un movimento di opposizione alla guerra e alle politiche del governo, questi i due temi che saranno al centro della campagna straordinaria per il tesseramento 2023 a Rifondazione Comunista dal 5 al 19 marzo. Al primo posto nella scala delle priorità per cui oggi chiediamo di iscriversi a una forza comunista non può che esserci la lotta contro la guerra per la pace. Rifondazione Comunista è l’unica forza schierata contro la guerra senza se e senza ma, qualificando questa sua posizione sul rifiuto dei blocchi militari, su una politica di disarmo contro l’industria delle armi, di uscita dalla Nato, di sostegno all’autodeterminazione dei popoli. L’unica forza politica schierata contro l’escalation bellicista in Ucraina per trattative di pace. E’ in ragione di ciò che la campagna per il tesseramento sarà simboleggiata dallo slogan “fuori la guerra dalla storia” coniato a suo tempo dalla nostra compagna partigiana Lidia Menapace, slogan diventato di uso comune in tutte le manifestazioni di contestazione della guerra. Va rimarcata l’idea base di questo slogan che non è solo il rifiuto della guerra nella sua dimensione più estrema e feroce, quella combattuta con le armi, ma rifiuto dell’antropologia liberista che mette gli uni contro gli altri, rifiuto della guerra contro i poveri, le classi meno abbienti, della logica perversa della ricchezza per pochi e della miseria per molti che ispira l’intero corpo delle politiche economiche e sociali portate avanti.
La data di avvio della campagna non è casuale. Il 5 marzo ricorre infatti l’anniversario – anniversario che ricordiamo anche sulla tessera – di quello che gli storici definiscono uno degli scioperi più significativi su scala europea in tutto il corso della seconda guerra mondiale, gli scioperi italiani del marzo 1943. Dopo un silenzio durato oltre vent’anni quella mattina gli operai della Fiat Mirafiori, la maggior parte dei quali priva della minima esperienza di lotta, incrociarono le braccia in segno di protesta contro le pessime condizioni di vita e di lavoro. Lo sciopero estendendosi a macchia d’olio nelle fabbriche del torinese e, nei giorni seguenti, in quelle di Milano e di diversi centri industriali del paese divenne il primo vero capitolo della Resistenza italiana in un paese fascista in guerra. Parola d’ordine della rivolta operaia: “per il pane, la pace, la libertà”.
Sono passati ottant’anni da quegli avvenimenti emblematici. Ottant’anni in cui sono cambiate molte cose tranne la natura di un sistema spietato di sfruttamento e di guerra che distrugge la vita umana, un sistema incompatibile con le regole del vivere comune, in cui il potere e la ricchezza sono nelle mani di pochi. Un sistema di cui fanno parte partiti isomorfi, varianti della stessa cosa, che hanno smesso da tempo di svolgere le funzioni assegnate dalla Costituzione in tema di pace, democrazia, giustizia sociale, lavoro, diritti sociali. Il venir meno di questa funzione spiega l’ondata di sfiducia e di indignazione che c’è stata alle ultime elezioni regionali con sei elettori su dieci, in specie di quella parte di popolazione che ha perso tutto in questi anni – reddito, lavoro, sicurezza, futuro – e che non sono andati a votare. In questa situazione, oltre alle spinte involutive, alla guerra distruttiva in atto nel cuore dell’Europa e in tante altre parti del mondo va colta anche la frattura che si è aperta tra bisogni fondamentali e aspettative di pace di tanta parte della popolazione e le scelte di segno contrario di chi detiene il potere. Viene meno la possibilità che il vivere e i percorsi quotidiani della maggior parte delle persone possano identificarsi con un sistema che provoca l’impoverimento sociale, la morte di interi popoli, la depredazione e il saccheggio della natura sino al rischio del disastro nucleare. Sotto questo punto di vista quello che stiamo vivendo è anche un momento di possibilità, di possibile ricostruzione di una risposta politica, sociale.
Come Rifondazione Comunista siamo chiamati a dare il nostro contributo di fuoriuscita dal sistema dominante della guerra, a trasformare il dissenso passivo che c’è in larghissima parte dell’opinione pubblica in partecipazione attiva, lotta politica. L’efficacia di questo intento oltre che dalla crescita di un movimento dal basso dipende dalle forze organizzate che sono in campo. Il lavoro nostro deve andare in questa direzione, di una crescita della forza organizzativa, di iniziativa, di mobilitazione che oggi è molto al di sotto della necessità. La cura del tesseramento deve tornare ad essere una attività fondamentale del Partito della Rifondazione Comunista. Già l’anno scorso, in diverse realtà provinciali, siamo tornati a crescere rispetto a due anni fa. Segno che il Partito, a condizione di svolgere un ruolo socialmente riconoscibile, può tornare a essere un punto di coagulo oltre che diventare fattore di unione popolare delle forze antagoniste. Torniamo a crescere. Bisogna crederci e lavorarci da subito a partire dalla campagna straordinaria per il tesseramento 2023.
* segreteria nazionale,
responsabile organizzazione nazionale Prc-Se
martedì 14 febbraio 2023
martedì 24 gennaio 2023
lunedì 16 gennaio 2023
UNIONE POPOLARE C’È.
UNIONE POPOLARE C’È.
Siamo
riuscite/i anche stavolta a raccogliere le firme necessarie per
presentare la nostra lista alle regionali sia nel Lazio che in
Lombardia. Un immenso grazie alle nostre candidate, Mara Ghidorzi X Unione Popolare e Rosa rinaldi,
a chi ha lavorato intensamente affinché questo obiettivo fosse
raggiunto, e anche a chi ha deciso di dare fiducia a Unione Popolare con
una firma.
Unione Popolare non poteva che presentarsi sola anche
questa volta, poiché l’alternativa avrebbe implicato una rinuncia alle
n UNIONE POPOLARE C’È. ostre promesse e ai nostri obiettivi.
Ci batteremo affinché i
cittadini e le cittadine non si sentano più numeri ininfluenti
abbandonati dall’amministrazione di turno, bensì attivi e attive
protagonisti/e della cosa pubblica.
Le nostre proposte:
sanità pubblica, territoriale e accessibile a tutti,
trasporto pubblico efficiente e accessibile a tutti,
reale rivoluzione verde,
lotta senza quartiere a tutte le mafie,
diritti sociali e civili per tutte/i
Un altro mondo è possibile. Uniamoci per costruirlo.
#Sanità #UnionePopolare #Lazio2023 #Lombardia2023 #Uniamoci

































