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mercoledì 5 giugno 2019
PRC. DOCUMENTO APPROVATO DALLA DIREZIONE NAZIONALE DEL 4 GIUGNO 2019
PRC.
Documento approvato dalla Direzione nazionale del 4 giugno 2019
La Direzione
Nazionale del PRC esprime il proprio ringraziamento a tutte le compagne e i
compagni che hanno con generosità e impegno dato il proprio contributo nella
campagna elettorale per le elezioni europee e amministrative, alle candidate e
ai candidati, alle sostenitrici e ai sostenitori della lista La Sinistra e
delle liste presentate nelle città.
Il risultato
delle elezioni europee è disastroso per la lista unitaria La Sinistra e si
inserisce in un quadro europeo che registra l’arretramento delle formazioni del
Gue/Ngl e della sinistra antiliberista e anticapitalista. Il “terzo spazio” è
risultato schiacciato dalla narrazione egemone sullo scontro tra “europeisti” e
“sovranisti” e dal clima creato dalla minaccia di “onda nera” che hanno preso
il posto negli ultimi anni di quella che vedeva la contrapposizione
all’austerity neoliberista come centrale. E l’attenzione mediatica sul tema
dell’emergenza climatica è stata capitalizzata dai Verdi europei.
In Italia si
registra il risultato più forte di ulteriore spostamento a destra con
l’affermazione della Lega che non solo mobilita ormai la grande maggioranza
dell’elettorato di centrodestra ma attrae anche una parte dell’elettorato del
M5S. La Lega è passata dai 5.710.275 voti delle elezioni politiche a 9.153.638
alle europee. E ottiene secondo analisti il 47% del voto operaio. A cui si
aggiunge la crescita di FdI. Un successo di una destra radicalizzata che
rischia di consolidarsi in assenza di un’opposizione efficace e di
un’alternativa, un successo che potrebbe essere non effimero perché ha basi
ideologiche e organizzative solide.
Le
percentuali hanno consentito ai media di presentare il risultato come tenuta o
ripresa del PD, ma rimane in cifra assoluta il dato che in cinque anni il Pd ha
perso 5 milioni di voti e registra un piccolo ulteriore calo rispetto alle
politiche.
Come avevamo
osservato l’impostazione programmatica neoliberista e la linea del PD non hanno
caratteristiche che consentano di arginare l’espandersi della Lega tra le
classi lavoratrici e popolari né di intercettare i delusi dal M5S. Il crollo
dei pentastellati – 5 milioni di voti in meno rispetto alle politiche del 2018
– è finito principalmente nell’astensione oltre che nel serbatoio della Lega. I
“pop corn” finora li ha mangiati Salvini e la soddisfazione del gruppo
dirigente del PD per il ridefinirsi di una tendenza al bipolarismo appaiono
irresponsabili rispetto alla tenuta democratica e della convivenza civile nel
nostro paese. Il PD si conferma come di fatto il miglior alleato della Lega. Al
massimo il PD e il “voto utile” sono finora serviti a fare da argine alla
rinascita di una sinistra nel nostro paese.
Le
conseguenze del risultato elettorale sul piano europeo confermano la governance
neoliberista e in Italia impattano sulla tenuta del governo la cui prosecuzione
dipende ormai soltanto dalle decisioni che assumerà la Lega mentre il M5S
appare incapace di bilanciare Salvini. La conferenza stampa del Presidente del
Consiglio Conte su rispetto delle regole europee, si alla tav e all’“autonomia
differenziata” registra questo quadro.
E’ in questo
quadro desolante che si inserisce il pessimo risultato della lista unitaria La
Sinistra che pur dentro un contesto europeo ha ragioni per la gran parte legate
alla situazione italiana e alla storia della sinistra nel nostro paese.
La nostra
lista costruita a poche settimane dal voto non è riuscita a presentarsi come
progetto nuovo, plurale e come una proposta autonoma forte. Non è riuscita a
imporre il proprio punto di vista nel dibattito. Non ha rimotivato settori
consistenti di elettorato, non ha retto l’impatto del “voto utile” né ha
attratto i delusi del M5S.
Limiti
prevedibili e con radici di breve e lungo periodo di cui non mancava certo
consapevolezza. Non secondarie la delusione e la diffidenza derivanti dal
fallimento delle esperienze di LeU e Potere al popolo. Non ha aiutato il
permanere di divisioni sui territori tra i soggetti promotori della lista nelle
stesse elezioni regionali e comunali. Non a caso abbiamo cercato nell’ultimo anno
di costruire un fronte largo rossoverde che vedesse unite non solo tutte le
formazioni a sinistra del PD ma anche esperienze territoriali e movimenti.
Purtroppo questo scenario non si è determinato e non è detto che sarebbe
comunque stato sufficiente a produrre un risultato positivo. Certo ha contato
anche l’oscuramento mediatico che abbiamo denunciato, ma sarebbe sbagliato non
porsi il problema politico di come affrontare rapporti di forza così
sfavorevoli. Nella campagna elettorale si è evidenziata – ma non è la prima
volta – la debolezza organizzativa nostra e di altre formazioni e il poco tempo
disponibile non ha consentito neanche di coinvolgere settori più larghi come
accadde con L’Altra Europa.
L’Italia è
sempre più un paese senza sinistra. I risultati di Potere al popolo e poi
quello de La Sinistra dimostrano che non esistono scorciatoie per il
superamento delle difficoltà che viviamo da anni e che il terreno elettorale
rende evidenti. Non ci sono referenti popolari né un “popolo di sinistra” che rispondono
automaticamente al richiamo di una formula in assenza di radicamento sociale,
di continuità, di un discorso egemonico e di un profilo credibile.
Non bastano
gli errori del PD o del M5S a determinare uno spostamento di voti a favore
della sinistra e l’unità tra le organizzazioni e i gruppi dirigenti non è mai
condizione sufficiente neanche per resistere all’attrazione del “voto utile”.
Di fronte al
risultato sarebbe sbagliato rinunciare al percorso unitario avviato e
disperdere le energie militanti e intellettuali che si sono aggregate. E’ bene
invece avviare un percorso di discussione collettivo in tutto il paese – a
partire dall’assemblea nazionale del 9 giugno a Roma – che coinvolga chi si è
speso in questa campagna e chi perplesso è rimasto ai margini.
L’insuccesso
della lista non cancella il bisogno di sinistra nel nostro paese e soprattutto
di una sinistra anticapitalista e antiliberista.
La pesantezza
e il reiterarsi delle sconfitte elettorali rischia di tradursi in un
atteggiamento rinunciatario e di resa che sarebbe nefasto. Ma si impone a
Rifondazione Comunista come a tutta la sinistra sociale e politica una
riflessione e una ricerca coraggiosa che non dia nulla per scontato. Per questo
va avviata immediatamente la discussione dentro e fuori il partito in modalità
più originali di un tradizionale congresso.
Sarebbe un
grave errore rinchiuderci nelle nostre stanze mentre mai come oggi c’è bisogno
di dispiegare la nostra iniziativa politica, sociale, culturale e
organizzativa. Dobbiamo “camminare domandando” consapevoli dei nostri limiti ma
anche della necessità di costruire l’opposizione sociale e politica al leghismo
e al neoliberismo.
Di fronte
alla drammaticità del risultato nessuno – nemmeno i sindacati e i movimenti –
potrà sottrarsi al tema di come fronteggiare una destra come quella guidata da
Salvini.
La
riproposizione dell’orizzonte del centrosinistra e dell’alleanza con il PD non
appare la strada in grado di recuperare la connessione con le classi
lavoratrici e popolari.
Non è tempo
della resa. La consapevolezza della nostra fragilità aiuta a misurare le forze
e impone un’attitudine realistica e non velleitaria. La differenza in molte città
tra i risultati europei e quelli amministrativi – a volte davvero significativi
– dimostra che Rifondazione Comunista non è più presente in maniera omogenea
sul territorio nazionale ma che non è impossibile raccogliere consenso per la
sinistra e il nostro partito.
Le
mobilitazioni sindacali, ambientaliste, sociali, antirazziste, femministe
costituiscono il terreno principale di sviluppo dell’iniziativa della Sinistra
e di Rifondazione Comunista. In particolare bisogna investire le nostre energie
nella campagna contro l’autonomia differenziata, contro la regionalizzazione
della scuola e della sanità, e sui temi economici-sociali dalla flat tax alla
patrimoniale alla critica dei vincoli europei e della manovra antipopolare che
si prepara.
La Direzione
Nazionale
impegna il
partito nella prosecuzione del percorso unitario avviato con la lista La
Sinistra in collaborazione con le altre formazioni promotrici aderenti al
Partito della Sinistra Europea, con candidate/i, firmatari/e degli appelli,
sostenitrici e sostenitori e allargando l’interlocuzione a tutte le
soggettività politiche, sociali, culturali della sinistra anticapitalista,
antiliberista, ambientalista, femminista, antirazzista; partecipando
all’assemblea nazionale del 9 giugno, promuovendo incontri, assemblee, momenti
di confronto a livello territoriale e/o regionale; concordando nuovi
appuntamenti nazionali e campagne comuni di mobilitazione;
avvia un
percorso di discussione collettiva a tutti i livelli del partito di analisi del
voto, sulla fase politica, sul ruolo e le prospettive del partito con la
convocazione di assemblee di circolo, attivi, cpf e cpr;
dà mandato
al segretario di convocare il Comitato Politico Nazionale per il 22 e 23 giugno
o comunque entro il mese di giugno;
raccoglie la
proposta del segretario e della segreteria che in sede di CPN gli organismi
esecutivi (segretario, segreteria, tesoriere) si presentino dimissionari al
fine di favorire un processo di confronto e di rilancio dell’azione del
partito;
nei
ballottaggi che si terranno in molte città impegna circoli e federazioni alla
mobilitazione contro la Lega e le destre nel rispetto delle modalità che i
competenti livelli territoriali del partito e le aggregazioni di sinistra e/o
civiche di cui facciamo parte riterranno autonomamente più opportune.
Maurizio Acerbo
4 giugno
2019
lunedì 27 maggio 2019
RISULTATI ELEZIONI EUROPEE DEL 26 MAGGIO 2019
di Maurizio
Acerbo
Il risultato
delle elezioni europee è disastroso. Per la sinistra e per il nostro paese. La
Lega e più in generale le destre sfondano a livello popolare.
E la nostra
lista La Sinistra costruita a poche settimane dal voto non è riuscita a
presentarsi come progetto nuovo, plurale e come una proposta autonoma forte.
Non ha rimotivato settori consistenti di elettorato, non ha retto l’impatto del
“voto utile” né ha attratto i delusi del M5S.
Non ci siamo
mai fatti illusioni. Per questo avevamo cercato nell’ultimo anno di costruire
un fronte largo rossoverde che vedesse unite non solo tutte le formazioni a
sinistra del PD ma anche esperienze territoriali e movimenti. Purtroppo questo
scenario non si è determinato e l’Italia è sempre più un paese senza sinistra.
Di fronte al
risultato però sarebbe sbagliato rinunciare al percorso unitario avviato e
disperdere le energie militanti e intellettuali che si sono aggregate. E’ bene
invece avviare un percorso di discussione collettivo che coinvolga chi si è
speso in questa campagna e chi perplesso è rimasto ai margini. In questo paese
c’è bisogno di sinistra.
Il risultato
italiano si inserisce in un quadro preoccupante sul piano europeo dove la
sinistra antiliberista e anticapitalista del GUE/NGL arretra. Il “terzo spazio”
è risultato schiacciato nello scontro tra “europeisti” e “sovranisti” e dal
clima creato dalla minaccia di onda nera. La conseguenza è che sostanzialmente
l’orientamento di fondo neoliberista delle politiche europee non viene messo in
discussione. In gran parte d’Europa però la sinistra c’è e si batte. Il dato
italiano nella sua durezza impone – non solo a noi – il dovere di un lavoro
politico, sociale, culturale e di un progetto che si dia il tempo per cresce e
radicarsi. E anche umiltà, coraggio e generosità nelle scelte.
Ringrazio di
cuore le compagne e i compagni di Rifondazione Comunista che anche in questa
campagna elettorale hanno lavorato con grande impegno e passione militante.
Ringrazio tutte le compagne e i compagni che hanno condiviso con noi questa
esperienza e in particolare le candidate e i candidati che si sono messi/e a
disposizione con spirito di servizio.
martedì 21 maggio 2019
PERCHÉ IL 26 MAGGIO VOTIAMO LA SINISTRA
Da “Il manifesto” del 21 maggio 2019
Appello al
voto per le elezioni europee.
La Ue così
come è non ci piace per nulla e occorre rompere la gabbia dei trattati
neoliberisti, ma lo spazio europeo è il terreno di lotta sul quale ha senso
oggi battersi e costruire una solidarietà tra gli oppressi.
Per questo
vi invitiamo a reagire e a battervi assieme a noi per sconfiggere il
neoliberismo di Maastricht così come il nazionalismo xenofobo e razzista delle
destre
Di solito
nelle elezioni europee il voto è considerato poco, perché il Parlamento di
Bruxelles non vota la fiducia a un governo.
Ma, a parte
il fatto che questo ci libera dall’ossessione del “voto utile”, e dovrebbe
essere considerato un vantaggio, la scadenza elettorale del 26 maggio è
diversa, perché deciderà se affossare o rilanciare il progetto dell’unità
europea, quale l’avevano sognato gli antifascisti al confino a Ventotene fin
dal lontano 1941.
Quel
progetto è stato ed è stravolto, da un lato, dalla logica neoliberista che ha
ispirato il Trattato di Maastricht e le successive intese intergovernative,
come il micidiale Fiscal compact, che, perseguendo politiche di austerità,
hanno aggravato la crisi con gravi conseguenze per l’occupazione e le
condizioni di vita delle persone.
Dall’altro
lato il percorso dell’unità europea è oggi seriamente minacciato dall’avanzata
delle destre nazionaliste, xenofobe, razziste e sessiste. Se si continua sulla
prima strada si rischia l’implosione della Ue, perché si approfondiscono le
differenze tra paesi e all’interno di questi. Se si sceglie la seconda si
arriverebbe alla deflagrazione della Ue, a un ritorno alle piccole patrie l’una
contro l’altra armate.
In entrambi
i casi il nostro paese verrebbe lasciato in balia dei grandi gruppi economici e
finanziari che già con la globalizzazione selvaggia hanno sottratto il potere
di decidere sulla nostra sorte ad ogni controllo democratico.
Ogni scelta
sarebbe in balia del “pilota automatico”, cioè del mercato e della finanza,
alla ricerca del profitto immediato insensibile alle conseguenze che ne
derivano per l’umanità, quella più povera innanzitutto.
Ma non solo:
le catastrofi ecologiche che derivano dal supersfruttamento della natura e
dell’ambiente colpiscono indistintamente tutta l’umanità.
Recuperare
la sovranità nazionale in questa situazione è illusorio.
Certo
bisogna lottare in tutti i paesi per modificare le politiche dominanti, certo
bisogna battersi per l’attuazione della Costituzione e affermarne la prevalenza
rispetto a trattati neoliberisti.
Dipende da
noi, dalla forza collettiva che riusciranno a mobilitare i movimenti sociali,
dei lavoratori, femministi, ambientalisti, pacifisti per ottenere un’Europa
radicalmente diversa, più giusta, più democratica.
Un’Europa
impegnata a eliminare le insostenibili diseguaglianze, le cause delle guerre e
a prevenire le catastrofi ambientali; aperta al Mediterraneo, ai processi
migratori e in pace con gli altri popoli.
Senza la
forza che solo un’altra Europa unita può mettere in campo, nessuna delle
rivendicazioni che ci stanno a cuore potrebbero essere conquistate.
La Ue così
come è non ci piace per nulla e occorre rompere la gabbia dei trattati
neoliberisti, ma lo spazio europeo è il terreno di lotta sul quale ha senso
oggi battersi e costruire una solidarietà tra gli oppressi.
Anche
l’Italia è segnata da profonde diseguaglianze, basti pensare alla questione
meridionale.
Ma sono le
forze reazionarie al governo che ne propongono lo smembramento di fatto con il
disegno delle autonomie regionali rinforzate che hanno presentato: una vera
secessione dei ricchi!
Per questo
vi invitiamo a reagire e a battervi assieme a noi per sconfiggere il
neoliberismo di Maastricht così come il nazionalismo xenofobo e razzista delle
destre.
La lista la Sinistra non è un partito ma una
coalizione unitaria: raccoglie forze politiche e istanze dei movimenti che di
questa parola sono ancora fieri, quelli che non dimenticano che è alla sinistra
che dobbiamo quanto di meglio si è conquistato nella nostra storia.
Del resto in
altri paesi europei la sinistra si rinnova, vince elezioni, governa, come è
successo in Grecia e in Portogallo, come ci auguriamo avverrà in Spagna.
Non siamo
soli, anche se siamo consapevoli di essere oggi in Italia una minoranza.
Ma nel
Parlamento europeo il gruppo rossoverde al quale i nostri eletti aderiranno, il
Gue/Ngl, è la quinta forza per consistenza e riunisce tutte le forze che in
Europa si sono battute con più determinazione contro le politiche della
Commissione e della troika e contro l’estrema destra negli scorsi anni.
Se oggi la
Lega e i suoi compari sono diventati forti e con questi sono tornate ad alzare
la testa le bande fasciste, è perché i più poveri si sono sentiti abbandonati
dai governi che avrebbero dovuto proteggerli: quelli del Pd che hanno varato il
Job Act, la controriforma delle pensioni, i decreti inumani firmati Minniti
contro i migranti, che hanno sostenuto grandi opere, inutili e dannose come la
Tav in Val di Susa, anziché linee ferroviarie per i pendolari o la messa in
sicurezza del territorio.
Per questo
le vittime di questo malgoverno si sono rifugiate nel rancore, perdendo la
fiducia nella politica e coltivando la pericolosa illusione dell’uomo forte al
comando.
In questo
modo è dilagato un discorso di destra, sessista, razzista, che prende gli
immigrati come capro espiatorio.
Per questo
non basta votare contro le destre, occorre anche costruire un’alternativa alle
politiche che hanno creato le condizioni per il loro successo e per farlo
bisogna unire le forze di chi vuole davvero cambiare.
Il nostro
voto serve anche a questo: un impegno che non si esaurisce nell’urna, ma che ci
parla di un diverso futuro.
PRIMI FIRMATARI
Rossana
Rossanda, Fulvio Abbate, Maurizio Acerbo, Vittorio Agnoletto, Mario
Agostinelli, Fabio Alberti, Eleonora Alfano, Andrea Allamprese, Andrea Amato,
Carmine Amoroso, Emilio Arisi, Giorgio Arlorio, Cesare Antetomaso, Piero
Arcangeli, Marco Asunis, Ciccio Auletta, Angela Baraldi, Antonia Baraldi Sani,
Guido Barbera, Guido Barbieri, Silvana Barbieri, Riccardo Bellofiore, Gioia
Benelli, Luciano Beolchi, Franco Berardi Bifo, Paolo Berdini, Cesare Bermani,
Fausto Bertinotti, Daniele Biacchessi, Maria Luisa Boccia, Francesco
Bochicchio, Armando Boito, Raffaella Bolini, Stefano Bonaga, Marina Boscaino,
Adrian Bravi, Sergio Brenna, Benedetta Buccellato, Paolo Cacciari, Giuseppe Cafiero,
Enrico Calamai, Franco Calamida, Loris Campetti, Berardo Carboni, Alessandro
Cardulli, Aldo Carra, Francesco Caruso, Luciana Castellina, Tiziana Cazzaniga,
Antonio Cecere, Paolo Ciofi, Yurii Colombo, Andrea Costa, Enrico Cundari, Maria
Rosa Cutrufelli, Wasim Dahmash, Massimo D’apporto, Claudio De Fiores, Elettra
Deiana, Fortunato Della Guerra, Josè Luis Del Roio, Vezio De Lucia, Girolamo De
Michele, Marco Dentici, Loredana De Petris, Massimo Di Castelnuovo, Tommaso Di
Francesco, Pippo Di Marca, Enzo Di Salvatore, Piero Di Siena, Angelo D’Orsi,
Olivia D’Ottavio, Roberto Escobar, Amedeo Fago, Lorenzo Falchi, Paolo Favilli,
Angelo Ferracuti, Luigi Ferrajoli, Gianni Ferrara, Roberto Finelli, Franco
Finocchiaro, Domenico Fiormonte, Marcello Fonte, Pasquale Fonte, Guglielmo
Forges Davanzati, Francesca Fornario, Gianni Fresu, Emita Frigato, Alfio
Furnari, Haidi Gaggio Giuliani, Stefano Galieni, Mauro Gallegati, Gabriella
Gallozzi, Francesco Garibaldo, Claudio Giambelli, Alfonso Gianni, Aldo
Giannuli, Daniela Giordano, Claudio Grassi, Dino Greco, Giovanni Greco, Silvio
Greco, Andrea Gropplero, Silvia Innocenzi, Eliana Iocchi, Teresa Isemburg,
Francesca Koch, Francesca Lacaita, Gianfranco Laccone, Lelio La Porta, Nicolas
Lema, Maria Lenti, Guido Liguori, Fabiomassimo Lozzi, Gianni Lucini, Romano
Luperini, Alfredo Luzi, Silvia Luzzi, Salvatore Maira, Roberto Mancini, Cecilia
Mangini, Fiorella Mannoia, Filippo Maone, Roberto Mapelli, Fabio Marcelli, Pino
Marino, Citto Maselli, Gianni Mattioli, Peppino Mazzotta, Alessandra Mecozzi,
Eugenio Melandri, Lidia Menapace, Magda Mercatali, Maria Grazia Meriggi, Sandro
Mezzadra, Filippo Miraglia, Emilio Molinari, Carmela Morabito, Lia Francesca
Morandini, Raul Mordenti, Roberto Morea, Luisa Morgantini, Corrado Morgia, Giuseppe
Moricola, Cristina Morini, Luca Mozzati, Franco Mulas, Roberto Musacchio, Fabio
Mussi, Frida Nacinovich, Laura Nanni, Agnese Nano, Pasqualina Napoletano,
Alberto Negri, Alfio Nicotra, Corrado Oddi, Alberto Olivetti, Giovanni Orsi,
Giovanni Palombarini, Pierluigi Panici, Eugenio Parente, Andrea Pastor, Paolo
Perezin, Tonino Perna, Riccardo Petrella, Barbara Pettine, Lorella Pieralli,
Paolo Pietrangeli, Nicoletta Pirotta, Antonio Pizzinato, Gabriele Polo, Bianca
Pomeranzi, Alessandro Portelli, Carlo Presciuttini, Paolo Quintili, Giulia
Quinzi, Marcella Raiola, Rosa Rinaldi, Gianni Rinaldini, Tiziano Rinaldini,
Giorgio Riolo, David Riondino, Annamaria Rivera, Basilio Rizzo, Mimmo Rizzuti,
Giulia Rodano, Barbara Romagnoli, Renzo Rossellini, Nino Russo, Giovanni Russo
Spena, Pino Salerno, Pino Santarelli, Luigi Saraceni, Luigi Saragnese, Giovanni
Saulini, Enzo Scandurra, Patrizia Sentinelli, Massimo Serafini, Sergio
Serafini, Marino Severini, Sandro Severini, Tommaso Sodano, Paolo Sollier,
Anita Sonego, Paolo Sordi, Angelo Tantaro, Giovanni Taverna, Sarantis
Thanopoulos, Mario Tiberi, Marina Turi, Stefania Tuzi, Pierfrancesco Uva,
Fulvio Vassallo Paleologo, Vauro, Nichi Vendola, Giovanna Vertova, Luigi Vinci,
Lello Voce, Pasquale Voza, Mauro Zanella, Federico Zappino, Susanna Zirizzotti,
Massimo Zucchetti.
(per ulteriori adesioni inviare a
appello.lasinistra@gmail.com)
lunedì 20 maggio 2019
venerdì 17 maggio 2019
giovedì 16 maggio 2019
venerdì 10 maggio 2019
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