venerdì 20 aprile 2018
lunedì 16 aprile 2018
GYSI, PRESIDENTE DELLA SINISTRA EUROPEA: «FAR PREVALERE LA RAGIONE, INVECE DELLA VIOLENZA!»
Gysi, presidente della Sinistra Europea: «Far prevalere la ragione,
invece della violenza!»
Sulla
situazione in Siria, il presidente della sinistra europea Gregor Gysi dichiara:
L’attacco
internazionale illegale che gli Stati Uniti hanno lanciato insieme a Francia e
Regno Unito su singoli obiettivi in Siria deve essere immediatamente fermato.
L’incapacità diplomatica associata porta a un’escalation di violenza e non alla
risoluzione del conflitto. Questo attacco è illegale sotto qualsiasi punto di
vista. Non esiste il diritto all’autodifesa degli Stati Uniti, non esiste il
diritto a una incursione aerea preventiva. Un intervento senza un mandato del
Consiglio di sicurezza dell’ONU è chiaramente contrario al diritto
internazionale. Anche la giustificazione dell’intervento umanitario non lo
rende compatibile con il diritto internazionale. Anche l’uso di armi chimiche è
ovviamente contrario al diritto internazionale. In primo luogo, tuttavia, deve
essere chiarito se esistono. Probabilmente bisogna presumerlo. Ma poi chi ha
parlato di armi chimiche, deve dimostrare che ci siano davvero. Di certo non è
interesse da parte di Assad e della Russia. Passo dopo passo ottengono successi
militari. Trump voleva iniziare il ritiro delle sue truppe. Che interesse
dovrebbero avere Assad e Putin nel provocare contrattacchi che li fermino?
L’interesse è più probabile per coloro che vogliono un intervento militare
statunitense.
Nei
nostri pensieri, siamo coi molti civili, i rifugiati, i loro parenti e amici.
Sono loro che soffrono nel mezzo di una terribile lotta di potere.
venerdì 13 aprile 2018
giovedì 12 aprile 2018
I NOSTRI COMPITI. DOCUMENTO APPROVATO DALLA DIREZIONE NAZIONALE DELL’8 APRILE 2018
I nostri compiti.
Documento approvato dalla Direzione Nazionale dell’8 aprile 2018
L’arresto
del compagno Lula rappresenta la continuazione del golpe mediatico-giudiziario
che ha portato alla destituzione della legittima presidente Dilma Rousseff. Nel
paese che ha dato vita al Foro Sociale Mondiale da cui si diffuse in tutto il
pianeta l’urgenza di un altro mondo possibile si consuma un ennesimo passaggio
dell’attacco del capitalismo neoliberista alla democrazia e alle conquiste popolari.
In Medio
Oriente Erdogan e Netanyahu, con la complicità della comunità internazionale,
massacrano curdi e palestinesi.
In Europa
gli scioperi francesi contro la privatizzazione delle ferrovie e dei servizi
pubblici rappresentano il momento più alto di resistenza e opposizione sociale
alle politiche neoliberiste condivise dalle classi dirigenti pur delegittimate
dei paesi UE.
In questo
quadro occorre lavorare per il rafforzamento della sinistra antiliberista e
anticapitalista che in Europa si oppone alle politiche di austerity, ai
trattati UE, alla NATO, alle logiche neocoloniali e di guerra.
La crisi di
legittimazione delle classi dirigenti che hanno condiviso e condividono
l’agenda neoliberista in Europa, l’ossessiva riproposizione di politiche che
accrescono le disuguaglianze, l’avanzata di destre xenofobe e razziste che si
presentano come antisistemiche, la bancarotta dei partiti ex-socialdemocratici,
pongono alle sinistre radicali e popolari la responsabilità di costruire
un’alternativa e una proposta unitaria nei singoli paesi e sul piano
continentale alla scelta tra ‘peste e colera’. Il Partito della Sinistra Europea
e il GUE-NGL hanno sempre avuto un
profilo plurale e questo è un patrimonio da non dissipare. La recente
dichiarazione congiunta dei portavoce di Unidos Podemos rappresenta un segnale
positivo e un esempio concreto. In vista delle elezioni europee lavoriamo in
Italia e in Europa per la costruzione di un forte schieramento unitario di
sinistra e popolare.
Il risultato
delle elezioni politiche in Italia ci consegna un quadro confuso e il
proseguimento di un clima da campagna elettorale. Un clima pericoloso perché
può dare spazio a nuove spinte autoritarie e iper-maggioritarie e alla
riproposizione del tema della “governabilità” come centrale anche se con attori
in parte nuovi e con rapporti di forza diversi nel sistema politico. La
sconfitta dei partiti che hanno impersonato le larghe intese e le politiche
antipopolari è un fatto positivo. Le nostre critiche e la nostra distanza da
M5S e ancor più dalla Lega sono di natura assai diverse da quelle del PD
renziano. La posizione del PD appare del tutto strumentale e priva di qualsiasi
senso di responsabilità verso il paese: il partito delle larghe intese con
Berlusconi e Verdini rifiuta a priori il confronto programmatico e critica.
Mentre dall’UE, dalla finanza, da Confindustria, dal Fondo Monetario Internazionale
giungono moniti a non abbandonare la linea dell’austerity e delle “riforme”,
noi da sinistra dobbiamo costruire un’opposizione che chieda coerenza con gli
impegni assunti in campagna elettorale rispetto a temi come la legge Fornero,
l’articolo 18, il “reddito di cittadinanza”, e ne evidenzi invece la
contraddizione tanto con parole d’ordine come la Flat-Tax o comunque
l’ulteriore riduzione della progressività fiscale, quanto con le dichiarazioni
di fedeltà alla UE e alla NATO di Di Maio.
Un’opposizione che sia dunque in connessione con le aspettative
popolari, e che insieme faccia valere il conflitto “basso contro alto”.
Nella crisi
sociale e politica italiana c’è bisogno di un punto di vista di sinistra che
rimetta al centro gli interessi delle classi popolari e la lotta per
l’attuazione della Costituzione. Lo stillicidio di morti sul lavoro e i dati
sulla enorme crescita della ricchezza di poche famiglie nell’ultimo decennio
(+72% per le 10 famiglie più ricche) in questi ultimi giorni hanno reso evidente
quanto l’emergenza immigrazione sia stato un fattore di distrazione di massa
rispetto ai processi reali che hanno prodotto aumento delle disuguaglianze e
impoverimento di larghi settori della società italiana.
Le forze che
sono uscite rafforzate dal voto non vanno criticate da destra come fa il PD in
nome della fedeltà ai vincoli europei, ma chiedendo conto da sinistra sul piano
dei contenuti e degli impegni assunti.
Oggi più che
mai è fondamentale che nel paese la ricostruzione di una sinistra radicale,
popolare, antiliberista e anticapitalista alternativa rispetto a tutti i poli
esistenti. Per questo va proseguito il percorso di Potere al popolo come
movimento politico e sociale, soggettività politica aperta che, in forme
democratiche e partecipate, sappia valorizzare pienamente tutte le esperienze
di militanza e impegno che si pongono sul terreno dell’alternativa e ne sappia
attrarre e sviluppare di nuove. Un processo che deve essere basato sulla
partecipazione diretta di chi aderisce, che si definisca a partire dai punti
fondamentali su cui abbiamo svolto la campagna elettorale e che sia
costitutivamente plurale e democratico e quindi rispettoso delle diverse
appartenenze politiche, sociali e culturali. Le campagne di raccolta firme che
sosteniamo come Rifondazione Comunista e Potere al popolo – LIP scuola e
abrogazione pareggio di bilancio articolo 81 – costituiscono un primo terreno
di iniziativa politica di massa nel mentre si discute la concreta
strutturazione del movimento.
Rifondazione
Comunista persegue l’obiettivo della costruzione di un quarto polo di sinistra
e popolare. In questa direzione bisogna coinvolgere tanti compagni e compagne
così come altre soggettività della sinistra a partire dall’Altra Europa, dalle
Città in Comune e dalle liste e esperienze locali che non hanno preso parte
direttamente a Potere al Popolo, ma che sono interessate alla costruzione di
un’alternativa ai poli esistenti e ad una prospettiva comune anche in chiave
europea. Dentro il processo pur rapidissimo di Potere al Popolo abbiamo
dimostrato che su una base politico-programmatica chiara e con metodo
democratico è possibile unire le forze della sinistra, le stesse formazioni
comuniste con esperienze di lotta, conflitto, mutualismo.
In vista
delle prossime elezioni amministrative operiamo per presentare liste di
alternativa che non potranno essere contrassegnate da un unico simbolo imposto
ovunque su base nazionale ma – situazione per situazione sulla base delle
diverse esperienze – ci poniamo l’obiettivo di aggregare il complesso delle
forze antiliberiste presenti sul territorio. In tale contesto vanno valorizzate
le esperienze delle Città in comune e dei diversi percorsi che hanno
caratterizzato la costruzione di alternativa di sinistra aperte a forze
politiche, sociali e di movimento. Questa apertura non è da intendersi in
antitesi con lo sviluppo del progetto di Potere al popolo ma come prosecuzione
della medesima ispirazione a riaggregare le forze disponibili nella direzione
indicata dallo stesso “manifesto” della lista. In questo senso, la
presentazione del simbolo di Potere al popolo è utile e auspicabile, ma non può
essere imposta in presenza di progetti locali che condividendo la medesima
ispirazione programmatica riescono a allargare la base di partecipazione e
coinvolgimento.
E’ dentro
questo contesto e avendo presenti i giganteschi compiti che ci attendono che
l’ultimo Comitato Politico Nazionale ha indicato nel rilancio del PRC un
obiettivo su cui impegnare i gruppi dirigenti in un lavoro non solo relativo all’organizzazione
e all’autofinanziamento ma anche di elaborazione collettiva.
La stessa
campagna per il tesseramento e quella per l’autofinanziamento – 2×1000 e rid –
rappresentano occasione di mobilitazione di tutto il partito e debbono
occasioni di discussione e orientamento.
Non si
tratta soltanto di avviare un lavoro di manutenzione organizzativa pur
indispensabile ma contemporaneamente un percorso di riflessione collettiva.
Il
bicentenario della nascita di Karl Marx e il cinquantennale del 1968 ci offrono
l’occasione per lo sviluppo di iniziative in tutto il paese e di una
riflessione politico-teorica sui “fondamentali” sviluppando l’elaborazione già
sviluppata nell’ultimo congresso.
La
costruzione di soggetti unitari come Potere al Popolo non implica il venir meno
del ruolo di un partito impegnato nel progetto della rifondazione comunista,
anzi possiamo affermare con orgoglio che con tutti i nostri limiti la nostra
resistenza controcorrente ha consentito di tenere aperta la prospettiva della
ricostruzione di una sinistra di alternativa.
Si pone però
la necessità – come sottolineato nell’ultimo CPN – di ridefinire il ruolo
storico di un partito comunista nel nostro paese, di farlo concretamente nel
contesto che ci consegnano le elezioni e della nostra partecipazione a Potere
al popolo e ad altre esperienze unitarie, di rivisitare le forme e le modalità
della nostra organizzazione per razionalizzarne il funzionamento e potenziarne
l’efficacia politica nelle condizioni date.
La Direzione
Nazionale costituisce gruppi di lavoro coordinati da componenti della
segreteria nazionale su rivisitazione organizzativa/pratiche e riflessione
politico-teorica.
Entro
l’estate – indicativamente dal 4 al 6 maggio – lavoriamo a una Tre giorni di
Rifondazione che riunisca non solo il CPN ma anche i gruppi dirigenti
territoriali, strutturata in sessioni, workshop di autoformazione, forum
intrecciando riflessione teorico-politica, programmatiche, proposte di
riorganizzazione e condivisione di pratiche.
La Direzione
Nazionale impegna tutto il partito:
- nelle
iniziative di solidarietà con la sinistra brasiliana e il compagno Lula, con i
popoli curdo e palestinese;
- nella
campagna del tesseramento 2018 e nella campagna di autofinanziamento mediante
2×1000 e di sottoscrizione RID;
- nelle
campagne per le leggi di iniziativa popolare sulla scuola, l’articolo 81, e per
una legge elettorale proporzionale. Nel sostegno alla petizione
sull’antifascismo;
-
costruzione liste per elezioni amministrative;
- sviluppo
sui territori del progetto di Potere al popolo;
-
rafforzamento dell’iniziativa del partito sul lavoro a partire dal
coordinamento delle esperienze sindacali e di lotta.
domenica 8 aprile 2018
venerdì 6 aprile 2018
7 APRILE 2018: GIORNATA EUROPEA D’AZIONE CONTRO LA COMMERCIALIZZAZIONE DELLA SALUTE
7 aprile
2018: Giornata europea d’azione contro la commercializzazione della salute
7 aprile:
Giornata europea di azione “Tutti per la salute”
Lancio della
campagna:
un anno per
dire no alla commercializzazione della salute, per tutte e tutti!
Ogni anno,
diverse reti di sindacati, gruppi, organizzazioni non governative e movimenti
sociali organizzano una serie di azioni in varie città europee per la Giornata
Mondiale della Salute (sabato, 7 aprile 2018). Un grido per la mobilitazione
sarà lanciato a Madrid, Barcellona, Parigi, Lille, Nizza, Bruxelles, Milano,
Napoli, Bologna e molte altre città in tutta Europa, come nel resto del mondo
(vedi mappa delle iniziative qui)
Nella
settimana del 7 aprile, la Rete europea contro la commercializzazione e la
privatizzazione della salute e della protezione sociale lancia la campagna “un
anno per dire no alla commercializzazione della salute, per tutte e tutti”, in
vista delle elezioni europee del maggio 2019.
L’Europa
impone politiche di austerità ai Paesi membri che causano un disinvestimento
pubblico nella sanità e nella protezione sociale. Così, il ruolo del mercato
diventa sempre più preponderante in diversi settori della sanità, creando
disparità di accesso a cure di qualità. Questo è il motivo per cui la rete
europea richiede maggiori investimenti in un’assistenza sanitaria di qualità,
accessibile a tutta la popolazione, senza l’ingresso di operatori commerciali.
Vogliamo
mandare un messaggio forte alle istituzioni europee e agli Stati membri,
mettendo in evidenza:
1. Le
conseguenze negative di una austerità prolungata sulla qualità e
l’accessibilità dei servizi sanitari
2. Le
politiche interne, fiscali e commerciali, che favoriscono la crescita delle
assicurazioni e dei servizi commerciali nel settore della sanità, con
peggioramento delle diseguaglianze in salute.
3. La
politica dei brevetti e degli accordi segreti tra gli Stati membri e
l’industria farmaceutica che fanno esplodere i prezzi dei farmaci.
Chiediamo
che queste politiche vengano fermate per le conseguenze estremamente negative
sulla salute della popolazione.
“In tutta
Europa, milioni di persone hanno sperimentato e sperimentano difficoltà sempre
maggiori nell’accesso alle cure, una riduzione nella qualità delle cure, la
chiusura e la privatizzazione dei servizi sanitari, il deterioramento delle
condizioni di lavoro per gli operatori e le operatrici della salute, un aumento
dei prezzi dei farmaci… nel frattempo, gli operatori commerciali in campo
sanitario aumentano i loro margini di profitto. Queste politiche hanno e
avranno effetti catastrofici sulla salute delle persone!”, avverte Sarah
Melsens, coordinatrice della Rete europea contro la commercializzazione di
salute.
Diverse
iniziative svolte nel mese di marzo fanno parte dello spirito del 7 aprile:
• L’8 marzo,
in Spagna, più di 5,3 milioni di donne hanno scioperato per rivendicare
l’uguaglianza dei diritti sociali ed economici, tra cui l’accesso a una
assistenza sanitaria di qualità.
• Il 22
marzo, in Francia, 500.000 operatori e operatrici dei servizi pubblici
(compresi ospedali, case di riposo, servizi domiciliari, ecc.) hanno scioperato
e marciato per le strade di diverse città.
• Nel corso
del mese di marzo, in Belgio, la campagna TAM TAM ha denunciato le politiche
neoliberiste che hanno un impatto negativo sull’accesso alla salute e che,
tramite accordi segreti, consentono all’industria farmaceutica ulteriori
margini di profitto.
AZIONI
Più di 40
azioni e iniziative sono previste in Europa e nel mondo, per esprimere una
crescente preoccupazione e l’unità di intenti delle organizzazioni sociali
contro la commercializzazione della salute. Ovunque, invitiamo le persone a
mostrare il proprio sostegno partecipando alle mobilitazioni, esponendo un
lenzuolo bianco alla propria finestra con un messaggio contro la
commercializzazione della salute e la privatizzazione della sanità, e
condividendo le fotografie sui social network tramite l’hashtag #health4all.
Europa: Red
Europea contra la comercialización y privatización de la salud y la protección
social – http://europe-health-network.net Federación Sindical Europea de
Servicios Públicos (FSESP), People’s Health Movimiento Europeo; Alter Summit
Bélgica:
Plataforma de Acción Santé et Solidarité – http://www.sante-solidarite.be/
Francia:
Nuestra Salud en peligro
Italia:
Campagna Dico32! ¡Salute per tutte e tutti! – http://setteaprile.altervista.org
España:
MEDSAP – Marea Blanca: https://mesaendefensasanidadpublica.wordpress.com/
Marea Blanca
Catalana :http://www.mareablanca.cat/
Coordinadora
Mareas Blancas Estatales: http://mareablancaestatal@gmail.com
Coordinador
de Plataformas para la Sanidad Publica de Madrid: coordiplataformas@gmail.com
sito: europe-health-network.net
Milano, 7 aprile: le iniziative per la giornata mondiale per il diritto alla salute
ORE 10, PIAZZA DELLA SCALA, verranno raccolte le testimonianze e le denunce su: le lunghe liste di attesa per accedere a visite ed esami; le altissime rette richieste dalle Residenze Socio Assistenziali (RSA) per i ricoveri delle persone non autosufficienti; l’aumento incontrollato dell’attività medica privata all’interno delle strutture sanitarie pubbliche; i tentativi di spingere i cittadini con patologie croniche ad affidare la cura delle loro malattie a dei “gestori” che operano unicamente alla ricerca del profitto.
ORE 14 PRESSO L’ACQUARIO CIVICO, VIA GADIO 2 CONVEGNO PUBBLICO: MEDICINA GENERALE E DIRITTO ALLA SALUTE. Saranno discusse le denunce raccolte nella mattinata, le quali verranno presentate, nei giorni successivi, all’assessore regionale alla Sanità e al direttore generale dell ‘ASST (ex ASL) di Milano. Secondo quanto previsto dalla legge che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale, i Medici di Medicina Generale (MMG, spesso chiamati anche Medici di base o Medici di famiglia) dovrebbero essere il punto di riferimento per ogni cittadino che sospetta di avere una malattia; i MMG costituiscono una componente essenziale per la tutela della salute individuale e collettiva. La Regione Lombardia, con una serie di delibere di Giunta è intervenuta a modificare un sistema consolidato,inserendo elementi che sviliscono il ruolo del medico di medicina generale a favore di “gestori” che per lo più sono società private alla ricerca di facili guadagni. Il rischio è che a rimetterci siano i cittadini e la loro salute.
PROGRAMMA DEL CONVEGNO:
H. 14,00 presentazione: Fulvio Aurora, Medicina Democratica
H. 14,10 Relazione introduttiva: dott. Vittorio Agnoletto, medico, docente universitario.
H. 14,30 – 15,30: testimonianze di cittadini e di operatori della sanità.
H. 15,30- 17,30 interventi di approfondimento e di proposta di medici e di esperti di economia sanitaria: dott. Maurizio Bardi, dott, Luigi Campolo, dott.ssa Marzia Fratocchi, , dott. Pierfranco Olivani, Alldo Gazzetti, prof. Maria Ester Sartor, Ing. Margherita Napoletano.
H. 17,30 -18,00 domande del pubblico
H. 18,00 conclusioni: una proposta per migliorare l’assistenza sanitaria pubblica: La casa della salute nel Servizio Sanitario Nazionale. Prof. Piergiorgio Duca, docente universitario, presidente nazionale di Medicina Democratica
giovedì 5 aprile 2018
M5S – ARTICOLO 18, FANTOZZI (PRC): «REINTRODUCETELO! REDDITO E L.FORNERO NON STANNO INSIEME ALLA FLAT-TAX. CI VUOLE LA PATRIMONIALE»
COMUNICATO
STAMPA
ARTICOLO 18
– PRC AL M5S: «REINTRODUCETELO! REDDITO E L. FORNERO NON STANNO INSIEME ALLA
FLAT TAX. CI VUOLE LA PATRIMONIALE»
Roberta
Fantozzi, responsabile nazionale Politiche economiche di Rifondazione Comunista
– Sinistra Europea, dichiara:
«La
dichiarazione di Tridico sulla reintroduzione dell’articolo 18 è importante e positiva, anche perché fa
giustizia delle tante “tesi” fasulle per cui la distruzione dei diritti sarebbe
il prezzo da pagare per l’aumento dell’occupazione. Tesi del tutto falsa, come
è abbondantemente dimostrato. Vedremo se alle parole seguiranno i fatti su
questo punto centrale, come rispetto alle altre promesse che hanno segnato la
campagna elettorale: reddito e legge Fornero.
Sul reddito
la volontà di allargare la platea rispetto al Rei è certamente positiva, non lo
è invece l’esclusione delle persone in povertà relativa, nè il suo configurarsi
come misura di workfare, legata all’accettazione di qualsiasi lavoro.
Sulla
riforma Fornero non bastano interventi emendativi, serve l’abolizione di una
legge che sta letteralmente impedendo alle giovani generazioni di accedere al
mondo del lavoro, come è dimostrato da tutte le rilevazioni degli occupati,
comprese quelle di ieri dell’Istat, che registrano solo negli ultimi tre anni
l’aumento di oltre 1 milione di occupati nelle fasce più anziane mentre
crescono di oltre 600mila i contratti a termine: segno evidente di un processo
che blocca gli adulti/anziani al lavoro e confina i più giovani nella
precarietà estrema.
Se non è
oggi il tempo per valutazioni compiute – a partire dal fatto ovvio che non si è
ancora costituito il nuovo governo – c’è però una contraddizione evidente che
va rilevata. Gli interventi sul reddito, come quelli sulle pensioni, non stanno
insieme alla flat tax, nè ad ipotesi che diminuiscano ulteriormente la
progressività del sistema fiscale. Serve l’opposto: un alleggerimento del
carico fiscale sui redditi più bassi e una patrimoniale che colpisca il 5% più
ricco della popolazione che da solo possiede il 40% della ricchezza del paese.
Su questo costruiremo iniziativa e mobilitazione».
mercoledì 4 aprile 2018
lunedì 26 marzo 2018
“EUROPA, COSA TI È SUCCESSO?”. UNA LETTERA DI ALEX ZANOTELLI
“Europa,
cosa ti è successo?”.
Una lettera
di Alex Zanotelli
Sono
indignato per quanto sta avvenendo sotto i nostri occhi verso i migranti,
nell’indifferenza generale. Stiamo assistendo a gesti e a situazioni
inaccettabili sia a livello giuridico, etico ed umano.
E’ bestiale
che Destinity, donna nigeriana incinta, sia stata respinta dalla gendarmeria
francese. Lasciata alla stazione di Bardonecchio, nella notte, nonostante il
pancione di sei mesi e nonostante non riuscisse quasi a respirare perché
affetta da linfoma. E’ morta in ospedale dopo aver partorito il bimbo: un
raggio di luce di appena 700 grammi!
E’inammissibile
che la Procura di Ragusa abbia messo sotto sequestro la nave spagnola Open Arms
per aver soccorso dei migranti in acque internazionali, rifiutandosi di
consegnarli ai libici che li avrebbero riportati nell’inferno della Libia.
E’ disumano
vedere arrivare a Pozzallo sempre sulla nave Open Arms Resen, un eritreo di 22
anni che pesava 35 kg, ridotto alla fame in Libia, morto poche ore dopo in
ospedale. Il sindaco che lo ha accolto fra le sue braccia, inorridito ha detto:
”Erano tutti pelle e ossa, sembravano usciti dai campi di concentramento
nazisti”.
E’ criminale
quello che sta avvenendo in Libia, dove sono rimasti quasi un milione di
rifugiati che sono sottoposti – secondo il Rapporto del segretario generale
dell’ONU, A. Guterres – a “detenzione arbitraria e torture, tra cui stupri e
altre forme di violenza sessuale, a lavori forzati e uccisioni illegali.” E nel
Rapporto si condanna anche ”la condotta
spregiudicata e violenta da parte della Guardia Costiera libica nei salvataggi
e intercettazioni in mare.”
E’
scellerato, in questo contesto, l’accordo fatto dal governo italiano con l’uomo
forte di Tripoli, El- Serraj (non c’è nessun governo in Libia!) per bloccare
l’arrivo dei migranti in Europa.
E’ illegale
l’invio dei soldati italiani in Niger deciso dal Parlamento italiano, senza che
il governo del Niger ne sapesse nulla e che ora protesta.
E’ immorale
anche l’accordo della UE con la Turchia di Erdogan con la promessa di sei
miliardi di euro, per bloccare soprattutto l’arrivo in Europa dei rifugiati
siriani, mentre assistiamo a sempre nuovi naufragi anche nell’Egeo: l’ultimo ha
visto la morte di sette bambini!
E’
disumanizzante la condizione dei migranti nei campi profughi delle isole della
Grecia. “Chi vede gli occhi dei bambini che incontriamo nei campi profughi – ha
detto l’arcivescovo Hyeronymous di Grecia a Lesbos – è in grado di riconoscere
immediatamente, nella sua interezza la “bancarotta dell’umanità.”
E’
vergognoso che una guida alpina sia stata denunciata dalle autorità francesi e
rischi cinque anni di carcere per aver aiutato una donna nigeriana in preda
alle doglie insieme al marito e agli altri due figli, trovati a 1.800 m, nella
neve.
Ed è
incredibile che un’ Europa che ha fatto
una guerra per abbattere il nazi-fascismo stia ora generando nel suo seno tanti
partiti xenofobi, razzisti o fascisti.
“Europa, cosa ti è successo?”, ha chiesto ai
leader della UE Papa Francesco. E’ questo anche il mio grido di dolore.
Purtroppo non naufragano solo i migranti nel Mediterraneo, sta naufragando
anche l’Europa come “patria dei diritti”.
Ho paura
che, in un prossimo futuro, i popoli del Sud del mondo diranno di noi quello
che noi diciamo dei nazisti. Per questo mi meraviglio del silenzio dei nostri
vescovi che mi ferisce come cristiano, ma soprattutto come missionario che ha
sentito sulla sua pelle cosa significa vivere dodici anni da baraccato con i
baraccati di Korogocho a Nairobi (Kenya). Ma mi ferisce ancora di più il quasi
silenzio degli Istituti missionari e delle Curie degli Ordini religiosi che
operano in Africa. Per me è in ballo il Vangelo di quel povero Gesù di
Nazareth: ”Ero affamato, assetato, forestiero…” E’ quel Gesù crocifisso,
torturato e sfigurato che noi cristiani veneriamo in questi giorni nelle nostre
chiese, ma che ci rifiutiamo di riconoscere nella carne martoriata dei nostri
fratelli e sorelle migranti. E’ questa la carne viva di Cristo oggi.
Alex Zanotelli
SUL VOTO IN LOMBARDIA
Sul voto in
Lombardia
Di Nello Patta e Giovanna Capelli
Anche in
Lombardia il voto registra la tendenza nazionale: un risultato negativo per
Potere al popolo non premiato nonostante gli imponenti cambiamenti nelle scelte
degli elettori, e il generale desiderio di rottura con le politiche esistenti
dell’elettorato.
Una sorte
analoga è toccata alla lista di Sinistra per la Lombardia nelle elezioni
regionali, la cui presentazione nasce dalla confluenza di processi e scelte
diverse, non ultimo la non disponibilità manifestata da diversi dei soggetti di
Pap in Lombardia e quindi a livello nazionale nei confronti della proposta iniziale di costruire insieme una lista per
le regionali. La risposta nella interlocuzione locale è stata formulata con un
generico non interessamento, senza esplicitare le ragioni politiche che
avrebbero potuto essere chiarite in riunioni ad hoc.
Non ci sono
stati ripensamenti nemmeno di fronte alla sostanziale convergenza politica e
programmatica fra Potere al Popolo e Sinistra per la Lombardia confermata dal
fatto che Massimo Gatti non solo era Presidente candidato della lista, ma anche
candidato alla uninominale di Potere al Popolo di Lodi, proposto dalla
assemblea territoriale
Un’apertura
di Potere al popolo è arrivata nazionalmente purtroppo fuori tempo massimo
rispetto alla urgenza di avere una lista, un presidente per la raccolta firme,
che, ricordiamo, sono state dimezzate solo quando la raccolta era partita da
una settimana. Si tenga presente che anche dimezzate erano 4 volte quelle
necessarie per le politiche.
In Lombardia
Potere al popolo ottiene lo 0,82 alla Camera e lo 0,81 al Senato, mentre
Sinistra per la Lombardia ottiene 0,68 (-0,13%)
L’analisi
del voto può essere utile e fornirci insegnamenti per il futuro
In primo
luogo si osserva che in Lombardia diversamente da altre situazioni, il
risultato della Camera è praticamente lo stesso (+0,01%) di quello del Senato,
a testimonianza di una presa insufficiente anche nel mondo giovanile di Potere
al Popolo.
In secondo
luogo Pap va meglio nelle grandi aree urbane e al loro interno nella città
capoluogo che contribuiscono in modo significativo ad alzare la media. Alcuni
esempi: nella circoscrizione Lombardia 1 Pap ottiene l’1,02%, nel collegio
plurinominale 03 (Milano città) lo 1,35%; nella circoscrizione 3 (Province di
Bergamo e Brescia) Pap ottiene lo 0,89%, a Bergamo città l’1,28%, a Brescia
l’1,21%.
Infine non
si può non sottolineare, nella difficoltà, il ruolo di tenuta della rete di
circoli di Rifondazione (numero): nei comuni in cui è presente il circolo i
risultati del voto sono meno negativi (spesso superiori del 50% e in diversi
casi del 100% rispetto al territorio circonvicino). Tema che rimanda al problema del radicamento
sociale su cui Rifondazione discute da tempo e che anche Pap ha giustamente
indicato come priorità nella sua agenda.
Un discorso
più approfondito merita il voto per Sinistra per la Lombardia e il suo rapporto
con quello per Potere al Popolo.
Anche nel
caso delle regionali l’impegno profuso dalle compagne e dai compagni e la
qualità, riconosciuta da tutti del candidato Presidente e delle liste non hanno permesso di
raggiungere un risultato positivo.
Certo quando
si tratta di numeri così piccoli è difficile avere spiegazioni certe; esistono
però alcuni fatti che possono aiutare a capire.
1) L’oscuramento
mediatico, in mancanza di alcuna pur piccola risonanza nazionale, è stato ancor
più forte; le redazioni locali di Corriere e Repubblica hanno deciso che noi
non eravamo tra le forze che dovevano comparire sulle loro pagine
2) Diversamente
dal Lazio, in Lombardia Leu non ha fatto l’alleanza col PD, si è presentata con
la faccia dell’opposizione, ha ricevuto dalle pagine locali di giornali e
televisioni lo stesso spazio dei grandi partiti e l’ha utilizzato per lanciare
come proprie tutte le posizioni di Sinistra per la Lombardia.
3) Sinistra
per la Lombardia, ha ricevuto, considerando le forze che hanno sostenuto Potere
al Popolo, solo il sostegno di Rifondazione Comunista.
Tutto ciò
considerato ci pare che l’accento vada posto non tanto sul
fatto che Sinistra per la Lombardia abbia un quinto dei voti in meno, ma che ne
abbia conservato l’80%
I l
risultato della Lombardia al pari di quello nazionale ci sembra dia alcune indicazioni di lavoro per il
futuro:
1) Il
radicamento sociale oltre che essere un fattore strategico per la
trasformazione socialista rappresenta un antidoto
alla rivoluzione passiva che si
sta compiendo nel nostro paese e al conseguente arretramento elettorale di
fronte a grandi spostamenti d’opinione e va perseguito con forza in tutte le
sue forme: mutualismo, internità ai conflitti, strutture di autorganizzazione
autonome, promozione di lotte
2) Il
difficile (nessuno si illuda) radicamento
richiede inchiesta, progetto e
lavoro duro che può nascere solo da una presenza diffusa e molecolare di Pap
nei territori non da forme assembleari di scala provinciale, che rischiano di
produrre autoreferenzialità e settarismi e soprattutto non permettono di valorizzare
tutte le energie e le competenze. E abbiamo molta strada da fare.
3) I
territori sono il luogo d’elezione per far conoscere il carattere innovativo di
Pap e coinvolgere nel nostro percorso le tantissime persone che esprimono un
orientamento antiliberista e che finora non siamo riusciti a interessare.
Approfondire l’innovazione, l’apertura e la democrazia interna, investire sulle
pratiche sociali sono a questo fine prerequisiti indispensabili.
3) Il
radicamento da solo non basta; si deve accompagnare a una visione, a un
progetto di Paese che devono trasparire da poche proposte forti in grado di
incidere sul senso comune diffuso, di parlare ai soggetti sociali cui ci
riferiamo in primo luogo: i proletari.
I media ci
hanno oscurato, ma ci siamo oscurati anche da soli con un bel programma, che
diceva tutto, e di cui non abbiamo saputo comunicare le priorità per le quali
avremmo voluto essere riconosciuti. L’unico nostro manifesto esprimeva la
presunzione autoreferenziale che il nostro nome fosse sufficiente a quanti
chiedono che finalmente la politica parli di loro!
4) Le
campagne politiche sulla Fornero e il reddito minimo, accompagnate dalla
spiegazione della necessità di modificare l’articolo 81 della costituzione e la
lotta contro la Buona scuola possono essere un buon inizio per il superamento
dei limiti richiamati.
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