venerdì 20 aprile 2018

FAI UNA SCELTA DI CLASSE! NELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI SCRIVI L19



lunedì 16 aprile 2018

GYSI, PRESIDENTE DELLA SINISTRA EUROPEA: «FAR PREVALERE LA RAGIONE, INVECE DELLA VIOLENZA!»




Gysi, presidente della Sinistra Europea: «Far prevalere la ragione, invece della violenza!»

Sulla situazione in Siria, il presidente della sinistra europea Gregor Gysi dichiara:

L’attacco internazionale illegale che gli Stati Uniti hanno lanciato insieme a Francia e Regno Unito su singoli obiettivi in Siria deve essere immediatamente fermato. L’incapacità diplomatica associata porta a un’escalation di violenza e non alla risoluzione del conflitto. Questo attacco è illegale sotto qualsiasi punto di vista. Non esiste il diritto all’autodifesa degli Stati Uniti, non esiste il diritto a una incursione aerea preventiva. Un intervento senza un mandato del Consiglio di sicurezza dell’ONU è chiaramente contrario al diritto internazionale. Anche la giustificazione dell’intervento umanitario non lo rende compatibile con il diritto internazionale. Anche l’uso di armi chimiche è ovviamente contrario al diritto internazionale. In primo luogo, tuttavia, deve essere chiarito se esistono. Probabilmente bisogna presumerlo. Ma poi chi ha parlato di armi chimiche, deve dimostrare che ci siano davvero. Di certo non è interesse da parte di Assad e della Russia. Passo dopo passo ottengono successi militari. Trump voleva iniziare il ritiro delle sue truppe. Che interesse dovrebbero avere Assad e Putin nel provocare contrattacchi che li fermino? L’interesse è più probabile per coloro che vogliono un intervento militare statunitense.
Nei nostri pensieri, siamo coi molti civili, i rifugiati, i loro parenti e amici. Sono loro che soffrono nel mezzo di una terribile lotta di potere.

giovedì 12 aprile 2018

I NOSTRI COMPITI. DOCUMENTO APPROVATO DALLA DIREZIONE NAZIONALE DELL’8 APRILE 2018


I nostri compiti. Documento approvato dalla Direzione Nazionale dell’8 aprile 2018

L’arresto del compagno Lula rappresenta la continuazione del golpe mediatico-giudiziario che ha portato alla destituzione della legittima presidente Dilma Rousseff. Nel paese che ha dato vita al Foro Sociale Mondiale da cui si diffuse in tutto il pianeta l’urgenza di un altro mondo possibile si consuma un ennesimo passaggio dell’attacco del capitalismo neoliberista alla democrazia e alle conquiste popolari.
In Medio Oriente Erdogan e Netanyahu, con la complicità della comunità internazionale, massacrano curdi e palestinesi.
In Europa gli scioperi francesi contro la privatizzazione delle ferrovie e dei servizi pubblici rappresentano il momento più alto di resistenza e opposizione sociale alle politiche neoliberiste condivise dalle classi dirigenti pur delegittimate dei paesi UE.
In questo quadro occorre lavorare per il rafforzamento della sinistra antiliberista e anticapitalista che in Europa si oppone alle politiche di austerity, ai trattati UE, alla NATO, alle logiche neocoloniali e di guerra.
La crisi di legittimazione delle classi dirigenti che hanno condiviso e condividono l’agenda neoliberista in Europa, l’ossessiva riproposizione di politiche che accrescono le disuguaglianze, l’avanzata di destre xenofobe e razziste che si presentano come antisistemiche, la bancarotta dei partiti ex-socialdemocratici, pongono alle sinistre radicali e popolari la responsabilità di costruire un’alternativa e una proposta unitaria nei singoli paesi e sul piano continentale alla scelta tra ‘peste e colera’. Il Partito della Sinistra Europea e il GUE-NGL  hanno sempre avuto un profilo plurale e questo è un patrimonio da non dissipare. La recente dichiarazione congiunta dei portavoce di Unidos Podemos rappresenta un segnale positivo e un esempio concreto. In vista delle elezioni europee lavoriamo in Italia e in Europa per la costruzione di un forte schieramento unitario di sinistra e popolare.
Il risultato delle elezioni politiche in Italia ci consegna un quadro confuso e il proseguimento di un clima da campagna elettorale. Un clima pericoloso perché può dare spazio a nuove spinte autoritarie e iper-maggioritarie e alla riproposizione del tema della “governabilità” come centrale anche se con attori in parte nuovi e con rapporti di forza diversi nel sistema politico. La sconfitta dei partiti che hanno impersonato le larghe intese e le politiche antipopolari è un fatto positivo. Le nostre critiche e la nostra distanza da M5S e ancor più dalla Lega sono di natura assai diverse da quelle del PD renziano. La posizione del PD appare del tutto strumentale e priva di qualsiasi senso di responsabilità verso il paese: il partito delle larghe intese con Berlusconi e Verdini rifiuta a priori il confronto programmatico e critica. Mentre dall’UE, dalla finanza, da Confindustria, dal Fondo Monetario Internazionale giungono moniti a non abbandonare la linea dell’austerity e delle “riforme”, noi da sinistra dobbiamo costruire un’opposizione che chieda coerenza con gli impegni assunti in campagna elettorale rispetto a temi come la legge Fornero, l’articolo 18, il “reddito di cittadinanza”, e ne evidenzi invece la contraddizione tanto con parole d’ordine come la Flat-Tax o comunque l’ulteriore riduzione della progressività fiscale, quanto con le dichiarazioni di fedeltà alla UE e alla NATO di Di Maio.  Un’opposizione che sia dunque in connessione con le aspettative popolari, e che insieme faccia valere il conflitto “basso contro alto”. 
Nella crisi sociale e politica italiana c’è bisogno di un punto di vista di sinistra che rimetta al centro gli interessi delle classi popolari e la lotta per l’attuazione della Costituzione. Lo stillicidio di morti sul lavoro e i dati sulla enorme crescita della ricchezza di poche famiglie nell’ultimo decennio (+72% per le 10 famiglie più ricche) in questi ultimi giorni hanno reso evidente quanto l’emergenza immigrazione sia stato un fattore di distrazione di massa rispetto ai processi reali che hanno prodotto aumento delle disuguaglianze e impoverimento di larghi settori della società italiana.
Le forze che sono uscite rafforzate dal voto non vanno criticate da destra come fa il PD in nome della fedeltà ai vincoli europei, ma chiedendo conto da sinistra sul piano dei contenuti e degli impegni assunti.
Oggi più che mai è fondamentale che nel paese la ricostruzione di una sinistra radicale, popolare, antiliberista e anticapitalista alternativa rispetto a tutti i poli esistenti. Per questo va proseguito il percorso di Potere al popolo come movimento politico e sociale, soggettività politica aperta che, in forme democratiche e partecipate, sappia valorizzare pienamente tutte le esperienze di militanza e impegno che si pongono sul terreno dell’alternativa e ne sappia attrarre e sviluppare di nuove. Un processo che deve essere basato sulla partecipazione diretta di chi aderisce, che si definisca a partire dai punti fondamentali su cui abbiamo svolto la campagna elettorale e che sia costitutivamente plurale e democratico e quindi rispettoso delle diverse appartenenze politiche, sociali e culturali. Le campagne di raccolta firme che sosteniamo come Rifondazione Comunista e Potere al popolo – LIP scuola e abrogazione pareggio di bilancio articolo 81 – costituiscono un primo terreno di iniziativa politica di massa nel mentre si discute la concreta strutturazione del movimento.
Rifondazione Comunista persegue l’obiettivo della costruzione di un quarto polo di sinistra e popolare. In questa direzione bisogna coinvolgere tanti compagni e compagne così come altre soggettività della sinistra a partire dall’Altra Europa, dalle Città in Comune e dalle liste e esperienze locali che non hanno preso parte direttamente a Potere al Popolo, ma che sono interessate alla costruzione di un’alternativa ai poli esistenti e ad una prospettiva comune anche in chiave europea. Dentro il processo pur rapidissimo di Potere al Popolo abbiamo dimostrato che su una base politico-programmatica chiara e con metodo democratico è possibile unire le forze della sinistra, le stesse formazioni comuniste con esperienze di lotta, conflitto, mutualismo.
In vista delle prossime elezioni amministrative operiamo per presentare liste di alternativa che non potranno essere contrassegnate da un unico simbolo imposto ovunque su base nazionale ma – situazione per situazione sulla base delle diverse esperienze – ci poniamo l’obiettivo di aggregare il complesso delle forze antiliberiste presenti sul territorio. In tale contesto vanno valorizzate le esperienze delle Città in comune e dei diversi percorsi che hanno caratterizzato la costruzione di alternativa di sinistra aperte a forze politiche, sociali e di movimento. Questa apertura non è da intendersi in antitesi con lo sviluppo del progetto di Potere al popolo ma come prosecuzione della medesima ispirazione a riaggregare le forze disponibili nella direzione indicata dallo stesso “manifesto” della lista. In questo senso, la presentazione del simbolo di Potere al popolo è utile e auspicabile, ma non può essere imposta in presenza di progetti locali che condividendo la medesima ispirazione programmatica riescono a allargare la base di partecipazione e coinvolgimento.
E’ dentro questo contesto e avendo presenti i giganteschi compiti che ci attendono che l’ultimo Comitato Politico Nazionale ha indicato nel rilancio del PRC un obiettivo su cui impegnare i gruppi dirigenti in un lavoro non solo relativo all’organizzazione e all’autofinanziamento ma anche di elaborazione collettiva.
La stessa campagna per il tesseramento e quella per l’autofinanziamento – 2×1000 e rid – rappresentano occasione di mobilitazione di tutto il partito e debbono occasioni di discussione e orientamento.
Non si tratta soltanto di avviare un lavoro di manutenzione organizzativa pur indispensabile ma contemporaneamente un percorso di riflessione collettiva.
Il bicentenario della nascita di Karl Marx e il cinquantennale del 1968 ci offrono l’occasione per lo sviluppo di iniziative in tutto il paese e di una riflessione politico-teorica sui “fondamentali” sviluppando l’elaborazione già sviluppata nell’ultimo congresso.
La costruzione di soggetti unitari come Potere al Popolo non implica il venir meno del ruolo di un partito impegnato nel progetto della rifondazione comunista, anzi possiamo affermare con orgoglio che con tutti i nostri limiti la nostra resistenza controcorrente ha consentito di tenere aperta la prospettiva della ricostruzione di una sinistra di alternativa.
Si pone però la necessità – come sottolineato nell’ultimo CPN – di ridefinire il ruolo storico di un partito comunista nel nostro paese, di farlo concretamente nel contesto che ci consegnano le elezioni e della nostra partecipazione a Potere al popolo e ad altre esperienze unitarie, di rivisitare le forme e le modalità della nostra organizzazione per razionalizzarne il funzionamento e potenziarne l’efficacia politica nelle condizioni date.
La Direzione Nazionale costituisce gruppi di lavoro coordinati da componenti della segreteria nazionale su rivisitazione organizzativa/pratiche e riflessione politico-teorica.
Entro l’estate – indicativamente dal 4 al 6 maggio – lavoriamo a una Tre giorni di Rifondazione che riunisca non solo il CPN ma anche i gruppi dirigenti territoriali, strutturata in sessioni, workshop di autoformazione, forum intrecciando riflessione teorico-politica, programmatiche, proposte di riorganizzazione e condivisione di pratiche.
La Direzione Nazionale impegna tutto il partito:
- nelle iniziative di solidarietà con la sinistra brasiliana e il compagno Lula, con i popoli curdo e palestinese;
- nella campagna del tesseramento 2018 e nella campagna di autofinanziamento mediante 2×1000 e di sottoscrizione RID;
- nelle campagne per le leggi di iniziativa popolare sulla scuola, l’articolo 81, e per una legge elettorale proporzionale. Nel sostegno alla petizione sull’antifascismo;
- costruzione liste per elezioni amministrative;
- sviluppo sui territori del progetto di Potere al popolo;
- rafforzamento dell’iniziativa del partito sul lavoro a partire dal coordinamento delle esperienze sindacali e di lotta.


venerdì 6 aprile 2018

7 APRILE 2018: GIORNATA EUROPEA D’AZIONE CONTRO LA COMMERCIALIZZAZIONE DELLA SALUTE



7 aprile 2018: Giornata europea d’azione contro la commercializzazione della salute

7 aprile: Giornata europea di azione “Tutti per la salute”
Lancio della campagna:
un anno per dire no alla commercializzazione della salute, per tutte e tutti!
Ogni anno, diverse reti di sindacati, gruppi, organizzazioni non governative e movimenti sociali organizzano una serie di azioni in varie città europee per la Giornata Mondiale della Salute (sabato, 7 aprile 2018). Un grido per la mobilitazione sarà lanciato a Madrid, Barcellona, Parigi, Lille, Nizza, Bruxelles, Milano, Napoli, Bologna e molte altre città in tutta Europa, come nel resto del mondo (vedi mappa delle iniziative qui)
Nella settimana del 7 aprile, la Rete europea contro la commercializzazione e la privatizzazione della salute e della protezione sociale lancia la campagna “un anno per dire no alla commercializzazione della salute, per tutte e tutti”, in vista delle elezioni europee del maggio 2019.
L’Europa impone politiche di austerità ai Paesi membri che causano un disinvestimento pubblico nella sanità e nella protezione sociale. Così, il ruolo del mercato diventa sempre più preponderante in diversi settori della sanità, creando disparità di accesso a cure di qualità. Questo è il motivo per cui la rete europea richiede maggiori investimenti in un’assistenza sanitaria di qualità, accessibile a tutta la popolazione, senza l’ingresso di operatori commerciali.
Vogliamo mandare un messaggio forte alle istituzioni europee e agli Stati membri, mettendo in evidenza:
1. Le conseguenze negative di una austerità prolungata sulla qualità e l’accessibilità dei servizi sanitari
2. Le politiche interne, fiscali e commerciali, che favoriscono la crescita delle assicurazioni e dei servizi commerciali nel settore della sanità, con peggioramento delle diseguaglianze in salute.
3. La politica dei brevetti e degli accordi segreti tra gli Stati membri e l’industria farmaceutica che fanno esplodere i prezzi dei farmaci.
Chiediamo che queste politiche vengano fermate per le conseguenze estremamente negative sulla salute della popolazione.
“In tutta Europa, milioni di persone hanno sperimentato e sperimentano difficoltà sempre maggiori nell’accesso alle cure, una riduzione nella qualità delle cure, la chiusura e la privatizzazione dei servizi sanitari, il deterioramento delle condizioni di lavoro per gli operatori e le operatrici della salute, un aumento dei prezzi dei farmaci… nel frattempo, gli operatori commerciali in campo sanitario aumentano i loro margini di profitto. Queste politiche hanno e avranno effetti catastrofici sulla salute delle persone!”, avverte Sarah Melsens, coordinatrice della Rete europea contro la commercializzazione di salute.
Diverse iniziative svolte nel mese di marzo fanno parte dello spirito del 7 aprile:
• L’8 marzo, in Spagna, più di 5,3 milioni di donne hanno scioperato per rivendicare l’uguaglianza dei diritti sociali ed economici, tra cui l’accesso a una assistenza sanitaria di qualità.
• Il 22 marzo, in Francia, 500.000 operatori e operatrici dei servizi pubblici (compresi ospedali, case di riposo, servizi domiciliari, ecc.) hanno scioperato e marciato per le strade di diverse città.
• Nel corso del mese di marzo, in Belgio, la campagna TAM TAM ha denunciato le politiche neoliberiste che hanno un impatto negativo sull’accesso alla salute e che, tramite accordi segreti, consentono all’industria farmaceutica ulteriori margini di profitto.
AZIONI
Più di 40 azioni e iniziative sono previste in Europa e nel mondo, per esprimere una crescente preoccupazione e l’unità di intenti delle organizzazioni sociali contro la commercializzazione della salute. Ovunque, invitiamo le persone a mostrare il proprio sostegno partecipando alle mobilitazioni, esponendo un lenzuolo bianco alla propria finestra con un messaggio contro la commercializzazione della salute e la privatizzazione della sanità, e condividendo le fotografie sui social network tramite l’hashtag #health4all.
Europa: Red Europea contra la comercialización y privatización de la salud y la protección social – http://europe-health-network.net Federación Sindical Europea de Servicios Públicos (FSESP), People’s Health Movimiento Europeo; Alter Summit
Bélgica: Plataforma de Acción Santé et Solidarité – http://www.sante-solidarite.be/
Francia: Nuestra Salud en peligro
Italia: Campagna Dico32! ¡Salute per tutte e tutti! – http://setteaprile.altervista.org
España: MEDSAP – Marea Blanca: https://mesaendefensasanidadpublica.wordpress.com/
Marea Blanca Catalana :http://www.mareablanca.cat/
Coordinadora Mareas Blancas Estatales: http://mareablancaestatal@gmail.com
Coordinador de Plataformas para la Sanidad Publica de Madrid: coordiplataformas@gmail.com
sito: europe-health-network.net


ORE 14  PRESSO L’ACQUARIO CIVICO,   VIA GADIO 2 CONVEGNO PUBBLICO: MEDICINA GENERALE E DIRITTO ALLA SALUTE. Saranno discusse le denunce raccolte nella mattinata, le quali verranno presentate, nei giorni successivi, all’assessore regionale alla Sanità e al direttore generale dell ‘ASST (ex ASL) di Milano. Secondo quanto previsto dalla legge che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale, i Medici di Medicina Generale (MMG, spesso chiamati anche Medici di base o Medici di famiglia) dovrebbero essere il punto di riferimento per ogni cittadino che sospetta di avere una malattia; i MMG costituiscono una componente essenziale per la tutela della salute individuale e collettiva. La Regione Lombardia, con una serie di delibere di Giunta è intervenuta a modificare un sistema consolidato,inserendo elementi che sviliscono il ruolo del medico di medicina generale a favore di “gestori” che per lo più sono società private alla ricerca di facili guadagni. Il rischio è che a rimetterci siano i cittadini e la loro salute.
PROGRAMMA DEL CONVEGNO: 
H. 14,00 presentazione: Fulvio Aurora, Medicina Democratica
H. 14,10 Relazione introduttiva: dott. Vittorio Agnoletto, medico, docente universitario.
H. 14,30 – 15,30: testimonianze di cittadini e di operatori della sanità.
H. 15,30- 17,30 interventi di approfondimento e di proposta  di medici e di esperti di economia sanitaria: dott. Maurizio Bardi, dott, Luigi Campolo, dott.ssa Marzia Fratocchi, , dott. Pierfranco Olivani, Alldo Gazzetti, prof. Maria Ester Sartor,  Ing. Margherita Napoletano.
H. 17,30 -18,00  domande del pubblico
H. 18,00 conclusioni: una proposta per migliorare l’assistenza sanitaria pubblica: La casa della salute nel Servizio Sanitario Nazionale. Prof. Piergiorgio Duca, docente universitario, presidente nazionale di Medicina Democratica




giovedì 5 aprile 2018

M5S – ARTICOLO 18, FANTOZZI (PRC): «REINTRODUCETELO! REDDITO E L.FORNERO NON STANNO INSIEME ALLA FLAT-TAX. CI VUOLE LA PATRIMONIALE»



M5S – Articolo 18, Fantozzi (Prc): «Reintroducetelo! Reddito e l.Fornero non stanno insieme alla Flat-tax. Ci vuole la patrimoniale»

COMUNICATO STAMPA
ARTICOLO 18 – PRC AL M5S: «REINTRODUCETELO! REDDITO E L. FORNERO NON STANNO INSIEME ALLA FLAT TAX. CI VUOLE LA PATRIMONIALE»
Roberta Fantozzi, responsabile nazionale Politiche economiche di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, dichiara:
«La dichiarazione di Tridico sulla reintroduzione dell’articolo 18 è  importante e positiva, anche perché fa giustizia delle tante “tesi” fasulle per cui la distruzione dei diritti sarebbe il prezzo da pagare per l’aumento dell’occupazione. Tesi del tutto falsa, come è abbondantemente dimostrato. Vedremo se alle parole seguiranno i fatti su questo punto centrale, come rispetto alle altre promesse che hanno segnato la campagna elettorale: reddito e legge Fornero.
Sul reddito la volontà di allargare la platea rispetto al Rei è certamente positiva, non lo è invece l’esclusione delle persone in povertà relativa, nè il suo configurarsi come misura di workfare, legata all’accettazione di qualsiasi lavoro.
Sulla riforma Fornero non bastano interventi emendativi, serve l’abolizione di una legge che sta letteralmente impedendo alle giovani generazioni di accedere al mondo del lavoro, come è dimostrato da tutte le rilevazioni degli occupati, comprese quelle di ieri dell’Istat, che registrano solo negli ultimi tre anni l’aumento di oltre 1 milione di occupati nelle fasce più anziane mentre crescono di oltre 600mila i contratti a termine: segno evidente di un processo che blocca gli adulti/anziani al lavoro e confina i più giovani nella precarietà estrema.
Se non è oggi il tempo per valutazioni compiute – a partire dal fatto ovvio che non si è ancora costituito il nuovo governo – c’è però una contraddizione evidente che va rilevata. Gli interventi sul reddito, come quelli sulle pensioni, non stanno insieme alla flat tax, nè ad ipotesi che diminuiscano ulteriormente la progressività del sistema fiscale. Serve l’opposto: un alleggerimento del carico fiscale sui redditi più bassi e una patrimoniale che colpisca il 5% più ricco della popolazione che da solo possiede il 40% della ricchezza del paese. Su questo costruiremo iniziativa e mobilitazione».

mercoledì 4 aprile 2018

CAMPAGNA TESSERAMENTO 2018 AL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA E SOSTEGNO NELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI SCRIVI L19




campagna tesseramento 2018 al partito della rifondazione comunista

lunedì 26 marzo 2018

“EUROPA, COSA TI È SUCCESSO?”. UNA LETTERA DI ALEX ZANOTELLI


“Europa, cosa ti è successo?”.
Una lettera di Alex Zanotelli
Sono indignato per quanto sta avvenendo sotto i nostri occhi verso i migranti, nell’indifferenza generale. Stiamo assistendo a gesti e a situazioni inaccettabili sia a livello giuridico, etico ed umano.
E’ bestiale che Destinity, donna nigeriana incinta, sia stata respinta dalla gendarmeria francese. Lasciata alla stazione di Bardonecchio, nella notte, nonostante il pancione di sei mesi e nonostante non riuscisse quasi a respirare perché affetta da linfoma. E’ morta in ospedale dopo aver partorito il bimbo: un raggio di luce di appena 700 grammi!
E’inammissibile che la Procura di Ragusa abbia messo sotto sequestro la nave spagnola Open Arms per aver soccorso dei migranti in acque internazionali, rifiutandosi di consegnarli ai libici che li avrebbero riportati nell’inferno della Libia.
E’ disumano vedere arrivare a Pozzallo sempre sulla nave Open Arms Resen, un eritreo di 22 anni che pesava 35 kg, ridotto alla fame in Libia, morto poche ore dopo in ospedale. Il sindaco che lo ha accolto fra le sue braccia, inorridito ha detto: ”Erano tutti pelle e ossa, sembravano usciti dai campi di concentramento nazisti”.
E’ criminale quello che sta avvenendo in Libia, dove sono rimasti quasi un milione di rifugiati che sono sottoposti – secondo il Rapporto del segretario generale dell’ONU, A. Guterres – a “detenzione arbitraria e torture, tra cui stupri e altre forme di violenza sessuale, a lavori forzati e uccisioni illegali.” E nel Rapporto si condanna anche  ”la condotta spregiudicata e violenta da parte della Guardia Costiera libica nei salvataggi e intercettazioni in mare.”
E’ scellerato, in questo contesto, l’accordo fatto dal governo italiano con l’uomo forte di Tripoli, El- Serraj (non c’è nessun governo in Libia!) per bloccare l’arrivo dei migranti in Europa.
E’ illegale l’invio dei soldati italiani in Niger deciso dal Parlamento italiano, senza che il governo del Niger ne sapesse nulla e che ora protesta.
E’ immorale anche l’accordo della UE con la Turchia di Erdogan con la promessa di sei miliardi di euro, per bloccare soprattutto l’arrivo in Europa dei rifugiati siriani, mentre assistiamo a sempre nuovi naufragi anche nell’Egeo: l’ultimo ha visto la morte di sette bambini!
E’ disumanizzante la condizione dei migranti nei campi profughi delle isole della Grecia. “Chi vede gli occhi dei bambini che incontriamo nei campi profughi – ha detto l’arcivescovo Hyeronymous di Grecia a Lesbos – è in grado di riconoscere immediatamente, nella sua interezza la “bancarotta dell’umanità.”
E’ vergognoso che una guida alpina sia stata denunciata dalle autorità francesi e rischi cinque anni di carcere per aver aiutato una donna nigeriana in preda alle doglie insieme al marito e agli altri due figli, trovati a 1.800 m, nella neve.
Ed è incredibile che un’ Europa  che ha fatto una guerra per abbattere il nazi-fascismo stia ora generando nel suo seno tanti partiti xenofobi, razzisti o fascisti.
 “Europa, cosa ti è successo?”, ha chiesto ai leader della UE Papa Francesco. E’ questo anche il mio grido di dolore. Purtroppo non naufragano solo i migranti nel Mediterraneo, sta naufragando anche l’Europa come “patria dei diritti”.
Ho paura che, in un prossimo futuro, i popoli del Sud del mondo diranno di noi quello che noi diciamo dei nazisti. Per questo mi meraviglio del silenzio dei nostri vescovi che mi ferisce come cristiano, ma soprattutto come missionario che ha sentito sulla sua pelle cosa significa vivere dodici anni da baraccato con i baraccati di Korogocho a Nairobi (Kenya). Ma mi ferisce ancora di più il quasi silenzio degli Istituti missionari e delle Curie degli Ordini religiosi che operano in Africa. Per me è in ballo il Vangelo di quel povero Gesù di Nazareth: ”Ero affamato, assetato, forestiero…” E’ quel Gesù crocifisso, torturato e sfigurato che noi cristiani veneriamo in questi giorni nelle nostre chiese, ma che ci rifiutiamo di riconoscere nella carne martoriata dei nostri fratelli e sorelle migranti. E’ questa la carne viva di Cristo oggi.
Alex Zanotelli
Napoli, 24 marzo 2018





SUL VOTO IN LOMBARDIA


Sul voto in Lombardia
Di Nello Patta e Giovanna Capelli

Anche in Lombardia il voto registra la tendenza nazionale: un risultato negativo per Potere al popolo non premiato nonostante gli imponenti cambiamenti nelle scelte degli elettori, e il generale desiderio di rottura con le politiche esistenti dell’elettorato.
Una sorte analoga è toccata alla lista di Sinistra per la Lombardia nelle elezioni regionali, la cui presentazione nasce dalla confluenza di processi e scelte diverse, non ultimo la non disponibilità manifestata da diversi dei soggetti di Pap in Lombardia e quindi a livello nazionale nei confronti della proposta   iniziale di costruire insieme una lista per le regionali. La risposta nella interlocuzione locale è stata formulata con un generico non interessamento, senza esplicitare le ragioni politiche che avrebbero potuto essere chiarite in riunioni ad hoc.
Non ci sono stati ripensamenti nemmeno di fronte alla sostanziale convergenza politica e programmatica fra Potere al Popolo e Sinistra per la Lombardia confermata dal fatto che Massimo Gatti non solo era Presidente candidato della lista, ma anche candidato alla uninominale di Potere al Popolo di Lodi, proposto dalla assemblea territoriale 
Un’apertura di Potere al popolo è arrivata nazionalmente purtroppo fuori tempo massimo rispetto alla urgenza di avere una lista, un presidente per la raccolta firme, che, ricordiamo, sono state dimezzate solo quando la raccolta era partita da una settimana. Si tenga presente che anche dimezzate erano 4 volte quelle necessarie per le politiche.
In Lombardia Potere al popolo ottiene lo 0,82 alla Camera e lo 0,81 al Senato, mentre Sinistra per la Lombardia ottiene 0,68 (-0,13%)
L’analisi del voto può essere utile e fornirci insegnamenti per il futuro
In primo luogo si osserva che in Lombardia diversamente da altre situazioni, il risultato della Camera è praticamente lo stesso (+0,01%) di quello del Senato, a testimonianza di una presa insufficiente anche nel mondo giovanile di Potere al Popolo.
In secondo luogo Pap va meglio nelle grandi aree urbane e al loro interno nella città capoluogo che contribuiscono in modo significativo ad alzare la media. Alcuni esempi: nella circoscrizione Lombardia 1 Pap ottiene l’1,02%, nel collegio plurinominale 03 (Milano città) lo 1,35%; nella circoscrizione 3 (Province di Bergamo e Brescia) Pap ottiene lo 0,89%, a Bergamo città l’1,28%, a Brescia l’1,21%.
Infine non si può non sottolineare, nella difficoltà, il ruolo di tenuta della rete di circoli di Rifondazione (numero): nei comuni in cui è presente il circolo i risultati del voto sono meno negativi (spesso superiori del 50% e in diversi casi del 100% rispetto al territorio circonvicino).  Tema che rimanda al problema del radicamento sociale su cui Rifondazione discute da tempo e che anche Pap ha giustamente indicato come priorità nella sua agenda.
Un discorso più approfondito merita il voto per Sinistra per la Lombardia e il suo rapporto con quello per Potere al Popolo.
Anche nel caso delle regionali l’impegno profuso dalle compagne e dai compagni e la qualità, riconosciuta da tutti del candidato Presidente   e delle liste non hanno permesso di raggiungere un risultato positivo.
Certo quando si tratta di numeri così piccoli è difficile avere spiegazioni certe; esistono però alcuni fatti che possono aiutare a capire.
1) L’oscuramento mediatico, in mancanza di alcuna pur piccola risonanza nazionale, è stato ancor più forte; le redazioni locali di Corriere e Repubblica hanno deciso che noi non eravamo tra le forze che dovevano comparire sulle loro pagine
2) Diversamente dal Lazio, in Lombardia Leu non ha fatto l’alleanza col PD, si è presentata con la faccia dell’opposizione, ha ricevuto dalle pagine locali di giornali e televisioni lo stesso spazio dei grandi partiti e l’ha utilizzato per lanciare come proprie tutte le posizioni di Sinistra per la Lombardia. 
3) Sinistra per la Lombardia, ha ricevuto, considerando le forze che hanno sostenuto Potere al Popolo, solo il sostegno di Rifondazione Comunista.
Tutto ciò considerato   ci pare che l’accento vada posto non tanto sul fatto che Sinistra per la Lombardia abbia un quinto dei voti in meno, ma che ne abbia conservato l’80%
I l risultato della Lombardia al pari di quello nazionale ci sembra   dia alcune indicazioni di lavoro per il futuro:
1) Il radicamento sociale oltre che essere un fattore strategico per la trasformazione socialista rappresenta   un antidoto   alla rivoluzione passiva che si sta compiendo nel nostro paese e al conseguente arretramento elettorale di fronte a grandi spostamenti d’opinione e va perseguito con forza in tutte le sue forme: mutualismo, internità ai conflitti, strutture di autorganizzazione autonome, promozione di lotte
2) Il difficile (nessuno si illuda) radicamento   richiede inchiesta, progetto e lavoro duro che può nascere solo da una presenza diffusa e molecolare di Pap nei territori non da forme assembleari di scala provinciale, che rischiano di produrre autoreferenzialità e settarismi e soprattutto non permettono di valorizzare tutte le energie e le competenze. E abbiamo molta strada da fare.
3) I territori sono il luogo d’elezione per far conoscere il carattere innovativo di Pap e coinvolgere nel nostro percorso le tantissime persone che esprimono un orientamento antiliberista   e che finora non siamo riusciti a interessare. Approfondire l’innovazione, l’apertura e la democrazia interna, investire sulle pratiche sociali sono a questo fine prerequisiti indispensabili.
3) Il radicamento da solo non basta; si deve accompagnare a una visione, a un progetto di Paese che devono trasparire da poche proposte forti in grado di incidere sul senso comune diffuso, di parlare ai soggetti sociali cui ci riferiamo in primo luogo: i proletari.
I media ci hanno oscurato, ma ci siamo oscurati anche da soli con un bel programma, che diceva tutto, e di cui non abbiamo saputo comunicare le priorità per le quali avremmo voluto essere riconosciuti. L’unico nostro manifesto esprimeva la presunzione autoreferenziale che il nostro nome fosse sufficiente a quanti chiedono che finalmente la politica parli di loro!
4) Le campagne politiche sulla Fornero e il reddito minimo, accompagnate dalla spiegazione della necessità di modificare l’articolo 81 della costituzione e la lotta contro la Buona scuola possono essere un buon inizio per il superamento dei limiti richiamati.

Grazie per le visite!
banda http://www.adelebox.it/