giovedì 1 febbraio 2018
lunedì 29 gennaio 2018
SINISTRA PER LA LOMBARDIA AVVIA LA PROPRIA CAMPAGNA ELETTORALE.
COMUNICATO
STAMPA
«Sinistra per la Lombardia avvia la propria campagna
elettorale».
Lunedì
mattina alle ore11,30 in piazza San Fedele a Milano, Massimo Gatti, candidato Presidente per la lista “Sinistra
per la Lombardia” in occasione delle elezioni regionali del 4 marzo 2018, terrà
una conferenza stampa nella quale presenterà le liste, il programma e le
iniziative di avvio della campagna elettorale di Sinistra per la Lombardia.
All’incontro sarà presente Paolo Ferrero Vicepresidente del “Partito
della Sinistra Europea” a testimoniare il sostegno di Rifondazione Comunista a Massimo Gatti e alla lista.
Alle ore 21:00 presso la “Casa
della Cultura” di Milano (via Borgogna 3), Massimo Gatti e Paolo Ferrero presenteranno tutte le candidate e i
candidati della lista della circoscrizione della provincia di Milano e
discuteranno le proposte programmatiche.
Siete cortesemente invitati.
Milano, 26/01/2018
Sinistra per la Lombardia / Per Massimo Gatti Presidente
Ufficio stampa
Per contatti: 3358277755
/ 331 9034925
venerdì 26 gennaio 2018
ELEZIONI E PARTITO: ANCORARE IL SENSO DI DISAGIO E RIBELLIONE A UNA CAUSA COMUNE
Elezioni e
partito: ancorare il senso di disagio e ribellione a una causa comune
di Ezio
Locatelli* -
Sono giorni
e settimane d’intenso impegno elettorale. Rifondazione Comunista, insieme ad
altre realtà associative, sociali, politiche è impegnata nella presentazione
delle liste di “potere al popolo” in una corsa contro il tempo, in particolare
per quanto riguarda la raccolta delle firme necessarie alla presentazione della
lista stessa. Eh già, la raccolta firme vale solo per chi è fuori dal
parlamento. Siamo in presenza di un sistema politico istituzionale che,
trovandosi in forte crisi di legittimità, tende a chiudersi in se stesso, a
mettere fuori gioco chi non rientra nella cerchia dei poteri dominanti.
Spezzare questo meccanismo di esclusione non è cosa di poco conto ma non per
questo vi possiamo rinunciare. Tutt’altro: dobbiamo mettercela tutta.
Le elezioni
sono e rimangono un passaggio politico importante. Attenzione però a non
mettere in secondo piano il lavoro che attiene all’organizzazione delle nostre
forze quale strumento di lotta politica. Mai dimenticare che i cambiamenti non
si producono per partenogenesi elettorale. I cambiamenti reali si producono per
capacità d’iniziativa politica e di lotta in rapporto ai movimenti ampi delle
masse, per capacità di agire il conflitto sociale, la contrapposizione tra
sfruttati e sfruttatori, per capacità di ridare impulso a una volontà
collettiva di cambiamento.
Stando così
le cose vale appieno il vecchio assunto di Antonio Gramsci secondo cui la
libertà si realizza quando diventa “libertà organizzata”, “quando gli individui
escono dalla loro solitudine e si associano”. È solo allora che la debolezza
diventa forza. Ecco perché uno dei compiti essenziali per le comuniste e i
comunisti è di lavorare sistematicamente e pazientemente a costruire questa
forza. Un lavoro controcorrente poiché è abbastanza diffusa, anche nella
cultura di sinistra, la messa in discussione del partito politico quale forma
organizzata. A me pare che questa messa in discussione, tout court, sia
funzionale allo stadio oggi raggiunto dal dominio del capitale finanziario, il
cosiddetto finanzcapitalismo, che privilegia una società liquida, il più
possibile atomizzata e dispersa, impossibilitata a esprimere – sul versante
degli sfruttati – efficienti organismi di azione collettiva, forme di
radicamento sociale e territoriale, manifestazioni estese e non effimere di
dissenso e opposizione sociale.
Noi che
siamo impegnati a costruire per contrasto sociale una diversa prospettiva
dobbiamo avere sempre presenti i problemi pratici che attengono alle forze
soggettive. Proprio per questo è importante intrecciare l’impegno elettorale e
l’iniziativa politica delle prossime settimane con l’impegno alla conduzione
della campagna di tesseramento 2018 per Rifondazione Comunista. Diamoci degli
obiettivi al rialzo, aumentiamo le adesioni e il sostegno al nostro partito
com’è stato per la campagna del 2Xmille. Facciamolo senza alcuna pretesa
totalizzante, in rapporto con tutte le forze potenzialmente o attualmente
anticapitaliste, ma facciamolo!
Quest’anno,
nel 50esimo anniversario del ’68, abbiamo scelto di connotare la tessera, con
lo slogan “ribellarsi è giusto”. Proprio cinquant’anni fa in Italia, e in tutto
il mondo, iniziava un periodo di grandi sollevazioni di masse giovanili,
operaie, popolari contro autoritarismo, ingiustizie e sfruttamento. Un periodo
di grandi lotte di liberazione e di conquiste sociali. Poi, sappiamo, sono
venuti gli anni della rivincita padronale, della guerra, della dittatura
neoliberista. Ma oggi, come allora, c’è nell’aria “un senso di vigilia”. Nella
scandalosa concentrazione di ricchezze e aumento delle disuguaglianze sociali,
nell’esaltazione delle diverse forme di sfruttamento, cova l’indignazione, la
protesta sociale, il bisogno di cambiamento. Il 2018 sarà l’anno in cui tornerà
di grande attualità l’idea che “ribellarsi è giusto” A noi cogliere questo
momento di opportunità, lavorare per ancorare il senso di disagio e di
ribellione a una causa comune.
*responsabile
organizzativo nazionale Prc-Se
Roma, 22.01.2018
giovedì 25 gennaio 2018
venerdì 19 gennaio 2018
VIMODRONE - BANCHETTO IN PIAZZA PER RACCOLTA FIRME DOMENICA 21 GENNAIO 2018 DALLE 10 ALLE 12
«M5s ambigui, Leu corteggia il Pd.
I
nostri candidati? Combattenti dei territori»
La lista "Potere al
popolo!".
La portavoce Viola Carofalo: «Popolari ma non populisti,
uniamoci contro chi ci vuole divisi»
Daniela
Preziosi da “IL MANIFESTO”
«Superare il
3 per cento non è un problema». Sorriso. «La sfida vera è unire quello che il
potere vuole dividere, attivare un processo di mobilitazione che faccia
conoscere i milioni di italiani che si battono contro lo stesso sfruttamento».
Viola Carofalo, a capo della lista «Potere al popolo!» fa il suo primo ingresso
alla camera (nella sala stampa) smontando tutti i luoghi comuni da centro
sociale. È «un onore» presentare la lista a palazzo, la introduce Matteo
Giardiello, Viola è tutto un programma, «donna, meridionale e ricercatrice
precaria», di filosofia morale all’Orientale di Napoli. 37 anni, fornita di
eleganza e intelligenza ironica che già buca il video, siamo «popolari ma non
populisti», spiega così un linguaggio «semplice per arrivare a tutti» ma
contenuti che non si puntano «alla pancia del paese». E per spiegarsi parla di
carceri: no «al giustizialismo forcaiolo», «il carcere serve alla
riabilitazione, le pene alternative riducono la recidiva, la pena deve essere
giusta ma il detenuto non deve essere vessato, dall’inizio dell’anno abbiamo
già avuto troppi suicidi». È solo un esempio, ma è coraggioso di questi tempi.
A sinistra e non solo. La signora ha grazia e fegato e cultura: un vero delitto
che abbia deciso di non candidarsi nelle liste.
«Potere al
popolo!» nasce da un appello del centro sociale Ex Opg Je so’ pazz di Napoli ed
è una rete che riunisce 150 assemblee in giro per l’Italia, ciascuna ha scelto
«candidati espressione diretta dei territorio». «Nasciamo dal basso, da chi in
questi anni ha costruito una risposta sui territori alla crisi provando a
rispondere ai bisogni della maggioranza». Nel programma il diritto alla casa,
allo studio, alla salute, al lavoro stabile e svolto in sicurezza (Viola prende
parola ricordando Marco Santamaria, Giuseppe Settzu, Arrigo Barbieri, gli
operai della Lamina di Milano morti lunedì, e facendo gli auguri a Giancarlo
Barbieri, che lotta in ospedale), la difesa dei diritti dei migranti (alla
conferenza stampa ne parla Hanne Souleymane Amadou, rifugiato, che la sicurezza
di Montecitorio fa entrare un po’ in ritardo: «Pare ci sia Minniti
all’ingresso», scherza lei). Parla Carmela Petrone, cuoca di una rete di
solidarietà popolare (in parannanza, «è così che faccio politica»), Lina
Montanari, comitato Torbellamonaca, Federico Giglio, comitato lotte per la casa
San Basilio, Peppe, ex operaio senza fissa dimora, Stefania, ex operaia
Almaviva. «Il nostro programma è fatto anche di vertenze sociali», «i nostri
candidati sono combattenti sul territorio, petto in fuori e tutti alla lotta».
Nel parterre
c’è Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione comunista, Giovanni Russo
Spena, e l’ex segretario ed ex ministro Paolo Ferrero, che però non si candida.
Si candida Paolo Petrangeli, «sì, quello di Contessa» dice rassegnato alla
pigrizia del cronista. La lista è una mezza reunion del vecchio Prc: c’è anche
Franco Turigliatto, trozkista e leader di Sinistra anticapitalista, uno dei no
al Prodi II del 2008 e ormai fra gli sfascia-governi (di centrosinistra) per
antonomiasia. E pure il Pci (ex Pdci di Cossutta e poi di Diliberto, poi Pcdi)
oggi di Mauro Alboresi.
Il problema
delle alleanze non c’è: se andranno in parlamento non ne faranno. «Non ci sono
convergenze possibili. Che ora è? Non so a quest’ora Di Maio cosa pensa
sull’immigrazione. Non è chiaro sull’Europa e sul razzismo». Ce n’è anche per
Leu: «Faccio un appello al Pd, risponda a D’Alema, e mesi che chiama. Quella
fra D’Alema e il Pd è una coppia che non riesce a separarsi, certi amori sono
così». Avevano guardato con simpatia agli autoconvocati del Brancaccio, «ma la
sua evoluzione ha tradito gli scopi iniziali. Sono state prese decisioni tra
quattro mura, passando sulla testa di chi quel percorso lo aveva costruito».
Nessuna alleanza neanche alle regionali, «non siamo schizofrenici». Non si
presentano in Lombardia (ma Rifondazione lo farà), nelle altre regioni «ci
stiamo lavorando». Sull’Europa: «ci ispiriamo a Mèlénchon, i trattati sono
inaccettabili». Sull’euro nessuna scivolata: «Ne stiamo discutendo».
giovedì 11 gennaio 2018
mercoledì 10 gennaio 2018
SINISTRA PER LA LOMBARDIA SI PRESENTA
Sinistra per la Lombardia si presenta
“Unire la sinistra sociale e politica e reagire alla distruzione del
welfare, privatizzazione dei servizi, grandi opere inutili, consumo di suolo,
drenaggio di fondi dal pubblico al privato a partire dalla sanità e dalla
istruzione.”
Parte
la lista “Sinistra per la Lombardia, che unisce la sinistra
sociale e politica, quella che si è distinta nelle lotte che
nella nostra regione si sono opposte alla
gestione regressiva del centro destra di
Maroni e alla politica dei governi nazionali di centro-destra e di
centro-sinistra, entrambi interni alle logiche liberiste: distruzione
del welfare, privatizzazione dei servizi, grandi opere inutili, consumo di
suolo, drenaggio di fondi dal pubblico al privato a partire dalla sanità e
dalla istruzione.
Il
risultato è sotto gli occhi di tutti, la nostra Regione, la punta avanzata della
economia italiana ed europea, subisce un declino spaventoso: indice di disuguaglianza più alto nel nord- Italia, crescita della
povertà (il 10 % contro il 6% nazionale, la rapina dei beni comuni considerati
occasione per gli affari (Brebemi, Pedemontana, Tem, etc ...).
Bisogna cambiare !!
Partiamo
subito e senza indugi perché siamo
consapevoli di affrontare nel concreto
anche una grande e decisiva battaglia
per la democrazia: dovremo raccogliere più di 20.000 firme in
tutta la Lombardia , tante quante si raccolgono in tutta Italia per le
politiche. Noi non abbiamo infatti il privilegio accordato ai gruppi
consiliari esistenti in Consiglio regionale. In questi giorni si sono già messi
in moto i trasformismi più indicibili, per mettere insieme gruppi raffazzonati
pur di non raccogliere le firme. Noi contesteremo in tutte le
sedi e in tutti i modi queste norme, che fanno delle elezioni regionali una
partita truccata, una barriera innalzata da un ceto politico che si considera
inamovibile e privilegiato.
Sinistra per la
Lombardia
Milano, 08/01/2018
Appello
nazionale di Associazioni, Sindacati, Partiti, Movimenti democratici
“MAI PIÙ FASCISMI”
Appello a
tutte le Istituzioni democratiche
Noi,
cittadine e cittadini democratici, lanciamo questo appello alle Istituzioni
repubblicane.
Attenzione:
qui ed ora c’è una minaccia per la democrazia.
Si stanno
moltiplicando nel nostro Paese sotto varie sigle organizzazioni neofasciste o
neonaziste presenti in modo crescente nella realtà sociale e sul web. Esse
diffondono i virus della violenza, della discriminazione, dell’odio verso chi
bollano come diverso, del razzismo e della xenofobia, a ottant’anni da uno dei
provvedimenti più odiosi del fascismo: la promulgazione delle leggi razziali.
Fenomeni
analoghi stanno avvenendo nel mondo e in Europa, in particolare nell’est, e si
manifestano specialmente attraverso risorgenti chiusure nazionalistiche e
xenofobe, con cortei e iniziative di stampo oscurantista o nazista, come
recentemente avvenuto a Varsavia, persino con atti di repressione e di
persecuzione verso le opposizioni.
Per questo,
uniti, vogliamo dare una risposta umana a tali idee disumane affermando
un’altra visione delle realtà che metta al centro il valore della persona,
della vita, della solidarietà, della democrazia come strumento di
partecipazione e di riscatto sociale.
Per questo,
uniti, sollecitiamo ogni potere pubblico e privato a promuovere una nuova
stagione di giustizia sociale contrastando il degrado, l’abbandono e la povertà
che sono oggi il brodo di coltura che alimenta tutti i neofascismi.
Per questo,
uniti, invitiamo le Istituzioni a operare perché lo Stato manifesti pienamente
la sua natura antifascista in ogni sua articolazione, impegnandosi in
particolare sul terreno della formazione, della memoria, della conoscenza e
dell’attuazione della Costituzione.
Per questo,
uniti, lanciamo un allarme democratico richiamando alle proprie responsabilità
tutti i livelli delle Istituzioni affinché si attui pienamente la XII
Disposizione della Costituzione (“E` vietata la riorganizzazione, sotto
qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”) e si applichino integralmente
le leggi Scelba e Mancino che puniscono ogni forma di fascismo e di razzismo.
Per questo,
uniti, esortiamo le autorità competenti a vietare nelle competizioni elettorali
la presentazione di liste direttamente o indirettamente legate a
organizzazioni, associazioni o partiti che si richiamino al fascismo o al
nazismo, come sostanzialmente previsto dagli attuali regolamenti, ma non sempre
applicato, e a proibire nei Comuni e nelle Regioni iniziative promosse da tali
organismi, comunque camuffati, prendendo esempio dalle buone pratiche di
diverse Istituzioni locali.
Per questo,
uniti, chiediamo che le organizzazioni neofasciste o neonaziste siano messe
nella condizione di non nuocere sciogliendole per legge, come già avvenuto in
alcuni casi negli anni 70 e come imposto dalla XII Disposizione della
Costituzione.
Per questo,
uniti, come primo impegno verso una più vasta mobilitazione popolare e
nazionale invitiamo a sottoscrivere questo appello le cittadine e i cittadini,
le associazioni democratiche sociali, civili, politiche e culturali.
L’esperienza della Resistenza ci insegna che i fascismi si sconfiggono con la
conoscenza, con l’unità democratica, con la fermezza delle Istituzioni.
Nel nostro
Paese già un’altra volta la debolezza dello Stato rese possibile l’avventura
fascista che portò sangue, guerra e rovina come mai si era visto nella storia
dell’umanità. L’Italia, l’Europa e il mondo intero pagarono un prezzo
altissimo. Dicemmo “Mai più!”; oggi, ancora più forte, gridiamo “Mai più!”.
3 gennaio
2018
ACLI – ANED – ANPI – ANPPIA – ARCI –
ARS – ARTICOLO 21 – CGIL – CISL – COMITATI DOSSETTI – COORDINAMENTO DEMOCRAZIA
COSTITUZIONALE – FIAP – FIVL – ISTITUTO ALCIDE CERVI – L’ALTRA EUROPA CON
TSIPRAS – LIBERA – LIBERI E UGUALI – LIBERTA’ E GIUSTIZIA – PCI – PD – PRC –
UIL – UISP
domenica 7 gennaio 2018
domenica 24 dicembre 2017
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