domenica 19 marzo 2017

PRC VIMO IN PIAZZA PER IL LAVORO 19 MARZO 2017



PRC VIMO IN PIAZZA PER IL LAVORO 19-3-2017
VOUCHER: Renzi ingoia il rospo su voucher e appalti?  La campagna continua fino all’approvazione del Parlamento. Ora va rilanciata la lotta su tutto il Jobs Act
La decisione assunta dal PD di varare nel Consiglio dei Ministri  un decreto che dovrebbe contenere tanto l’abolizione dei voucher quanto la piena responsabilità solidale del committente negli appalti, dimostra, se confermata dai fatti, che “la lotta paga”!
Naturalmente è necessario continuare la campagna in corso fino alla conversione dei decreti, vigilando affinchè non vi siano colpi di coda durante l’iter parlamentare.
E’ una decisione che non viene assunta perché vi sia una rimessa in discussione delle politiche neoliberiste sul lavoro, ma perché costretti dai referendum promossi dalla CGIL, e dal vero e proprio terrore di un voto popolare che potesse bocciare, dopo la controriforma istituzionale, un altro decisivo tassello delle politiche liberiste, minando la “ripartenza” di Renzi.
Diversamente da quanto dice Renzi infatti i voucher sono l’emblema del Jobs Act, perché rappresentano il simbolo della riduzione delle persone che lavorano a merce “usa e getta” che ne è logica di fondo: dalla piena libertà di licenziamento illegittimo a demansionamenti e videosorveglianza, all’acausalità dei contratti a termine.
L’iniziativa deve continuare su tutti questi aspetti, sia pensando a nuove campagne referendarie a partire dai licenziamenti, sia sul terreno della costruzione dei conflitti per un’alternativa complessiva nelle politiche economiche e sociali. Noi ci siamo e crediamo che questo debba essere l’impegno di tutte le forze della sinistra di alternativa.

martedì 14 marzo 2017

PRC VIMODRONE IN PIAZZA DOMENICA 19/3 PER IL LAVORO - IL 28 MAGGIO VOTA 2 SI


REFERENDUM X IL LAVORO
PRC: «ADESSO GOVERNO FISSI LE AMMINISTRATIVE IL 28 MAGGIO E SI FACCIA L’ELECTION DAY. RIFONDAZIONE COMINCIA CAMPAGNA DI PRIMAVERA CONTRO VOUCHER ED APPALTI, PER APPLICARE COSTITUZIONE DIFESA IL 4 DICEMBRE»

Adesso il governo fissi le amministrative il 28 maggio in modo da fare l’election day con i referendum promossi dalla Cgil, sui voucher e gli appalti, e non sprecare soldi pubblici. Con la definizione della data del referendum comincia la campagna di primavera per i diritti del lavoro, a cui Rifondazione darà tutto il suo contributo.
Invitiamo tutte le forze sindacali e politiche di sinistra a costruire una grande mobilitazione sui referendum, in prosecuzione della campagna referendaria che il 4 dicembre ha sconfitto il disegno renziano di manomissione della Costituzione. Questo referendum è il primo passo per ricominciare ad attuare la Costituzione, a partire dai diritti del lavoro.



lunedì 13 marzo 2017

I GRANDI MORALISTI DI CONFINDUSTRIA...

Sole 24 ore, se il salotto buono diventa una toilette. Prc: "Quelli di Confindustria grandi moralisti a chiacchiere e sempre pronti a truffare e ad intascare soldi pubblici - i nostri - a sbafo, come malviventi qualsiasi"
"Pieno appoggio ai lavoratori e alle lavoratrici del Sole 24 ore". La presa di posizione del Prc è netta. E non solo perché questa partita a metà tra affari,  furbetti del bilancio ed editoria, interessa direttamente la condizione dei lavoratori. Lo scandalo stavolta arriva proprio dal "salotto buono" di una borghesia italiana allo sbando, che addirittura adotta gli stessi metodi del malaffare per sperare di farla franca.
I lavoratori sono in sciopero da e chiedono le dimissioni del direttore Napoletano. "La vicenda è clamorosa: il Sole 24 ore ha falsificato i dati delle vendite del quotidiano on line - sottolinea Paolo Ferrero, segretario del Prc, in una nota - sia per avere più soldi dalla pubblicità che per avere maggiori contributi pubblici e la procura milanese procede con dieci indagati per false comunicazioni sociali e appropriazione indebita. Questo sono i padroni: grandi moralisti a chiacchiere e sempre pronti a truffare e ad intascare soldi pubblici - i nostri - a sbafo, come malviventi qualsiasi".
Intanto, il Consiglio di amministrazione si terrà oggi alle 17. Confindustria è in difficoltà: le banche premono perché servono 100 milioni L’ipotesi Caltagirone è tra quelle più accreditate, ma l’editore non entrerebbe come socio di minoranza, come prevede lo statuto dell'editrice. Caltagirone, tra l'altro, è quell'imprenditore-editore, che ha più volte sottolineato di volersi allontanare dai contratti di lavoro stipulati dalla Fieg, l''associazione degli imprenditori del settore editoriale.
Roberto Napoletano intanto ha formalizzato ieri sera con poche righe la sua autosospensione dal ruolo di direttore responsabile del Sole 24 Ore. Dopo gli sviluppi nell’indagine della procura milanese di venerdì scorso — dieci indagati per false comunicazioni sociali e appropriazione indebita (Napoletano solo per la prima ipotesi) — la redazione chiede le dimissioni tout court. Non è solo su una questione di numero di copie gonfiate su cui sta indagando la procura. Il fatto è che tra il 2013 e il 2016 la vendita di copie digitali tramite la società inglese Di Source Limited ha portato entrate per 15,5 milioni di euro ma è stata compensata con uscite per 18,5. All’appello mancano 3 milioni. Ma è evidente a questo punto che l'appoggio di Boccia a Napoletano è il risultato di una guerra interna a Confindustria senza precedenti.
"Il 5 ottobre 2016 avvisai con un esposto il collegio sindacale e la Consob della necessità di guardare con attenzione alcune poste dello stato patrimoniale. Il 6 marzo 2017 un advisor spiegava che ci sono 19 milioni di svalutazioni", scrive Nicola Borzi sul suo blog.

"Il 7 ottobre 2016 raccontavo in un secondo esposto al collegio sindacale e alla Consob della Di Source, di Fleet Street News e di Filippo Beltramini, indicando un doppio flusso finanziario da e per Il Sole 24 Ore - continua Borzi, giornalista del Sole 24 ore - Il 10 marzo 2017 Beltramini spicca tra gli indagati e la Di Source svetta al centro di 18,5 milioni in uscita e solo 15,5 milioni in rientro al Sole 24 Ore". "Il 17 ottobre 2016 in un incontro con il collegio sindacale, registrato e integralmente trascritto in un verbale di 50 pagine, citavo le decine di migliaia di copie cartacee gestite dal gruppo Johnsons che non andavano ai clienti. L’11 marzo 2017 il Corriere della Sera riporta virgolettandolo il proprietario di Johnsons, il quale ha testimoniato che decine di migliaia di copie cartacee non andavano ai clienti ma al macero e che a suggerirgli quante comprarne ogni giorno erano i vertici aziendali del Sole 24 Ore", continua. Io sono un giornalista e un azionista del Sole 24 Ore - conclude Borzi -. E sono orgoglioso di esserlo. Così come sono orgoglioso di essere un whistleblower. La mia inchiesta interna, durata sette anni trascorsi tutti sottotraccia, è confermata dalle indagini".

giovedì 9 marzo 2017

IL PRC VIMODRONE SULLE PRIMARIE DEL PD



Le primarie del 12 marzo 2017 che si svolgeranno a Vimodrone sono primarie del PD e del CENTROSINISTRA aperte agli elettori di Vimodrone.

Il PRC che si avvia a svolgere il suo X CONGRESSO NAZIONALE  lavora alla costruzione di una forza antiliberista, autonoma e alternativa (un quarto polo) al Partito Democratico, al M5S e alle DESTRE.

Sulla base del fatto che il sistema elettorale per le elezioni comunali di Vimodrone,  passando sopra i 15.000 abitanti si modificherà, passando dal turno unico al doppio turno, con un sistema elettivo diverso, con possibili coalizioni; e ritenendo l’esperienza di VIMODRONE SEI TU seppur con luci ed ombre una esperienza positiva, abbiamo chiesto come PRC a TUTTI I PARTITI aderenti a VST di non presentare liste di partito ma di rilanciare, aprendo e rinnovandola la presenza di VIMODRONE SEI TU.

Sulla base di queste premesse si è aperta la fase della discussione sul programma che sarà la più larga ed aperta possibile.
Partito della RIFONDAZIONE COMUNISTA di Vimodrone (MI)


martedì 7 marzo 2017

LOTTO MARZO



Lotto Marzo a Milano: Sciopero globale delle donne

Anche in Italia incroceremo le braccia interrompendo ogni attività produttiva e riproduttiva per protestare contro la violenza maschile sulle donne e tutte le forme di violenza di genere.
Sciopera con noi e partecipa alle iniziative della rete Non Una Di Meno – Milano!
**** PROGRAMMA LOTTO MARZO – MILANO ****
CORTEO STUDENTESCO E DELLE LAVORATRICI
ore 9:30 | concentramento a Largo Cairoli
ore 13 | finale corteo – Palazzo Lombardia – lato via Galvani
SCIOPERO DELLA DIDATTICA
Assemblee d’istituto sul tema della violenza maschile sulle donne e di genere
PRESIDIO CONTRO L’OBIEZIONE DI COSCIENZA DI STRUTTURA
ore 12-14 | Palazzo Lombardia – lato Via Galvani
MANDALA NON UNA DI MENO
ore 15-17:30 | performance di 100 artiste – Galleria Vittorio Emanuele II
PRE-CONCENTRAMENTI per muoversi insieme dalle periferie verso il raduno serale
ore 16:30 | Caserma Montello; C.S. Lambretta; Bisceglie; Piazza Selinunte
Ore 17 | Rho, stazione ferroviaria (Piazza della Libertà)
CORTEO SERALE
ORE 18 | CONCENTRAMENTO – GRATTACIELO PIRELLI- PIAZZA DUCA D’AOSTA
ORE 21 | FINALE CORTEO – PORTA VENEZIA
*** *** ***
8 PUNTI PER L’8 MARZO: scioperiamo perché
LA RISPOSTA ALLA VIOLENZA È L’AUTONOMIA DELLE DONNE
Scioperiamo contro la trasformazione dei centri antiviolenza in servizi assistenziali. I centri sono e devono rimanere spazi laici ed autonomi di donne, luoghi femministi che attivano processi di trasformazione culturale. Pretendiamo che nell’elaborazione di ogni iniziativa di contrasto alla violenza vengano coinvolti attivamente i centri antiviolenza.
SENZA EFFETTIVITÀ DEI DIRITTI NON C’È GIUSTIZIA NÉ LIBERTÀ PER LE DONNE
Scioperiamo perché vogliamo la piena applicazione della Convenzione di Istanbul contro ogni forma di violenza maschile contro le donne: dalla tratta di esseri umani, allo sfruttamento sessuale e lavorativo, dalla violenza psicologica, a quella fisica, dalle molestie sessuali, alla violenza perpetrata sul web e sui social media.
SUI NOSTRI CORPI, SULLA NOSTRA SALUTE E SUL NOSTRO PIACERE DECIDIAMO NOI
Scioperiamo perché vogliamo l’aborto libero, sicuro e gratuito e l’abolizione dell’obiezione di coscienza. Vogliamo il superamento del binarismo di genere, più autoformazione su contraccezione e malattie sessualmente trasmissibili e consultori aperti a esigenze e desideri di donne e soggettività LGBTQI, indipendentemente da condizioni materiali-fisiche, età e passaporto.
SE LE NOSTRE VITE NON VALGONO, SCIOPERIAMO!
Scioperiamo per rivendicare un reddito di autodeterminazione, per uscire da relazioni violente e per resistere al ricatto della precarietà, perché non accettiamo che ogni momento della nostra vita sia messo al lavoro, né che un’altra donna, spesso migrante, sia messa al lavoro nelle case e nella cura in cambio di sotto-salari e assenza di tutele.
VOGLIAMO ESSERE LIBERE DI MUOVERCI E DI RESTARE. CONTRO OGNI FRONTIERA: PERMESSO, ASILO, DIRITTI, CITTADINANZA E IUS SOLI
Scioperiamo contro la violenza delle frontiere, dei Centri di detenzione e delle deportazioni che ostacolano la libertà delle migranti.
VOGLIAMO DISTRUGGERE LA CULTURA DELLA VIOLENZA ATTRAVERSO LA FORMAZIONE
Scioperiamo affinché l’educazione alle differenze sia praticata dall’asilo nido all’università, per rendere la scuola pubblica un nodo cruciale per prevenire e contrastare la violenza maschile contro le donne e tutte le forme di violenza di genere.
VOGLIAMO FARE SPAZIO AI FEMMINISMI
Scioperiamo perché la violenza ed il sessismo sono elementi strutturali della società che non risparmiano neanche i nostri spazi e collettività.
RIFIUTIAMO I LINGUAGGI SESSISTI E MISOGINI
Scioperiamo contro l’immaginario mediatico misogino, sessista, razzista, che discrimina lesbiche, gay e trans. Rovesciamo la rappresentazione delle donne che subiscono violenza come vittime compiacenti e passive e la rappresentazione dei nostri corpi come oggetti.
Lo sciopero è stato indetto dalle sigle sindacali: Usi, Slai Cobas per il sindacato di Classe, Cobas, Sial Cobas, ADL-Cobas, Usi-Ait, Usb, Sgb, Flc-Cgil e Fp Cgil Comune di Milano. Questo garantisce la copertura sindacale, indipendentemente dal fatto che si sia iscritte o meno a qualunque sindacato.

Esistono condizioni di lavoro e di vita molto diverse, perciò le forme di sciopero da sperimentare l’8 marzo saranno molteplici.
Siamo lavoratrici dipendenti, precarie, autonome, intermittenti, disoccupate, studentesse, pensionate e casalinghe e, indipendentemente da professione e status, siamo ogni giorno coinvolte in attività produttive e riproduttive che sfruttano le nostre capacità e ribadiscono la nostra subalternità.
Per attuare concretamente il blocco delle attività produttive e riproduttive, elenchiamo solo alcune delle possibili modalità di sciopero: astensione dal lavoro, sciopero bianco, adesione simbolica vestendosi di nero e fucsia (i colori ufficiali del movimento), sciopero dai lavori di cura e accudimento quotidiani, sciopero dai consumi (spesa, acquisti e uso elettrodomestici), e qualsiasi altra forma vorrai praticare.
Ti chiediamo di indossare qualcosa di nero e di fucsia perchè sia visibile la tua partecipazione alla giornata.
Un modo social di aderire all’iniziativa è postare in questo evento un video in cui rispondi a due domande: perchè sciopero e come sciopero, utilizzando i due hashtag #ScioperoPerché e #ScioperoCome

Per informazioni https://nonunadimenomilanoblog.wordpress.com/

venerdì 24 febbraio 2017

I SOLDI CI SONO!




mercoledì 22 febbraio 2017

venerdì 17 febbraio 2017

TRASFORMISMO CAPITALE


Trasformismo capitale
di Norma Rangeri da “il manifesto”
La colata di 900mila metri cubi di cemento si farà. L’incontro tra il Campidoglio e i costruttori è andato bene e nello stesso momento in cui praticamente si chiudeva l’accordo, l’assessore all’ambiente Paolo Berdini ha rassegnato le dimissioni «irrevocabili». A dimostrazione di quale fosse la sostanza di uno scontro ammantato di gossip. Dopo tante giostre, tutto va al suo posto, come purtroppo è sempre andato, a Roma e dintorni. Con rare eccezioni che confermano la regola aurea della città: vincono i costruttori, perdono i cittadini, specialmente quelli di fede romanista visto che stiamo parlando del nuovo stadio giallorosso.
Ormai la grande opera è stata spiegata nel dettaglio. Il plastico mostra grattacieli, una distesa di edifici, ponti e il grande fiume che gli scorre accanto.
Sappiamo che solo circa il 14% della struttura edilizia di Tor di Valle sarà riservata allo stadio. Sappiamo che tutto il resto è manna palazzinara.
Sappiamo anche che i 5Stelle sono dei gran chiacchieroni, sempre in trincea contro tutto e tutti, salvo poi scoprirsi sensibili agli affari che fruttano popolarità, come indubbiamente è il caso dello stadio della Roma (con Totti sceso in campo per reclamarlo). Il vizietto del trasformismo, male antico della politica italiana, colpisce tutti, nuovi e vecchi politici, e il suo eterno spettacolo è benzina sul fuoco della disaffezione dei cittadini dalla cosa pubblica, è concime per il terreno dell’astensione.
Che tristezza vedere e ascoltare gli interventi degli allora consiglieri Raggi e Frongia (giunta Marino dicembre 2014), intervenire in assemblea contro la delibera che avviava il grande sacco degli anni duemila. Citano l’Istituto Nazionale di Urbanistica, chiedono alla maggioranza della giunta marziana di fermarsi, di non infliggere alla città un colpo così micidiale. Discorsi accorati, inviti a fermarsi per non avallare «l’operazione che stravolge la lettera e lo spirito del piano regolatore». Poi i pentastellati sono andati al governo della Capitale e, come dice la canzone, todo cambia. - Fonte: Il manifesto


Ferrero: “Berdini vittima dei palazzinari. I 5Stelle hanno scelto con chi stare”
«A Roma governano e decidono i palazzinari senza scrupoli. Berdini è rimasto vittima di questo ingranaggio e i M5S hanno scelto, con ogni evidenza, la logica di cambiare tutto salvo le cose davvero importanti. E per questo saranno protagonisti della più grande speculazione edilizia d’Europa: complimenti!»
Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
14 febbraio 2017
………………………………

Il comunicato di Paolo Berdini: «Mentre le periferie sprofondano in un degrado senza fine e aumenta l’emergenza abitativa, l’unica preoccupazione sembra essere lo stadio della Roma. Dovevamo riportare la città nella piena legalità e trasparenza delle decisioni urbanistiche, invece si continua sulla strada dell’urbanistica contrattata, che come è noto ha provocato immensi danni a Roma. Era mia intenzione servire la città mettendo a disposizione competenze e idee. Prendo atto che sono venute a mancare tutte le condizioni per poter proseguire il mio lavoro. Ringrazio coloro che hanno collaborato con me e le tante persone che mi hanno sostenuto in questi mesi di duro impegno. Da questo momento le mie dimissioni sono irrevocabili».

VIMODRONE - TRE CITTADINI PREMIATI CON IL PANETTONE D’ORO ALLA VIRTÙ CIVICA


VIMODRONE - TRE CITTADINI PREMIATI CON IL PANETTONE D’ORO ALLA VIRTÙ CIVICA

E’ stato il Teatro dell’Arte quest’anno a ospitare la premiazione dell’ultima edizione del Premio alla Virtù Civica. Il Panettone d’Oro, arrivato alla sua diciottesima edizione, ha raccolto intorno a sé, nella mattinata di sabato 11 febbraio, centinaia di cittadine e cittadini dei comuni della città metropolitana.
I premiati dal Coordinamento Comitati Milanesi e dalle otto associazioni che lo sostengono, sono cittadini che unnamed (1)impiegano il loro tempo, le loro risorse e le loro energie, allo scopo di rendere migliore la comunità in cui vivono. “In questi diciotto anni il tasso di civismo milanese è aumentato di circa dieci punti” dice Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco. Consorzio, questo, che insieme a Legambiente, Amici di Milano, Ciessevi, Assoedilizia, Amsa, City Angels e l’Associazione Saveria Antiochia, collabora con il Coordinamento Comitati Milanesi in questa iniziativa di promozione di civismo milanese.
Tra le 38 persone e associazioni premiate, è salito sul palco, per ben tre volte, il Comune di Vimodrone. Due attestati alla virtù civica e una menzione speciale, per i tre cittadini vimodronesi che da molti anni rivolgono il loro impegno civico, in modo assolutamente gratuito, verso la città di Vimodrone e Milano: Palmiro Gattella, che dal 1998 in città offre sostegno alle persone disabili; Umberto Ursetta, volontario nelle carceri milanesi per offrire consulenza legale ai detetuti e Affatà Onlus, associazione che da venti anni offre a VImodrone un servizio di casa di accoglienza, con monolocali attrezzati e pronti ad ospitare i familiari di persone degenti negli ospedali dell’area milanese.
 “Sono fortemente orgoglioso –dice Antonio Brescianini, sindaco di Vimodrone- di essere al fianco, in questa occasione, a questi tre cittadini  vimodronesi che si sono contraddistinti per il loro animo di volontari, regalando con il loro impegno, un valore aggiunto a Vimodrone”.
A intervenire durante la manifestazione anche altri esponenti di rilievo: Michela Palestra, sindaca di Arese, MonicaChittò, sindaca di Sesto San giovanni, Emilia Rio, direttrice delle risorse umane di A2A, Lorenzo Lipparini, assessore a Partecipazione, Cittadinanza attiva e Open Data e Gianciacomo Schiavi, giornalista ed ex Vicedirettore del Corriere della Sera. Nomi di spicco tutti concordi nel esaltare i valori che accomunano i premiati, caratterizzati da  impegno civico costante e sensibilità: “Il civismo è una delle poche armi che abbiamo a disposizione per cambiare in meglio e dare un senso all’idea attiva di cittadinanza” ha commentato Schiavi.

La solidarietà, la tutela dei più deboli e la difesa dei diritti sono solo alcune delle virtù civiche premiate in questa occasione attraverso la consegna simbolica di un attestato e di una spilla d’oro a forma di panettone. “Ringrazio l’amministrazione comunale per il sostegno e l’appoggio che in questi lunghi anni ha dimostrato per  l’operato dell’associazione la Goccia”  ha commentato tra gli applausi della platea e con molta commozione Palmiro Gattela, al ritiro del premio. Parole a cui fanno eco quelle di Umberto Ursetta, premiato da Jole Garuti dell’Osservatorio Antimafia: “Solo spendersi per gli altri induce a un modello di solidarietà di cui la società nel suo complesso ha bisogno”.  Al termine della premiazione, il panettone, dolce milanese per eccellenza, è stato offerto a tutti i presenti, sulla scorta della condivisione, dell’umanità e del calore, caratteristiche di tutti i premiati.

venerdì 3 febbraio 2017

CORTEO NAZIONALE PER LA LIBERTA' DI OCALAN MILANO 11 FEBBRAIO 2017


11 febbraio a Milano in piazza col popolo curdo contro tutti i fascismi
di Stefano Galieni*
Mancano ormai pochissimi giorni alla manifestazione nazionale per la libertà del Presidente Ocalan e di tutti i detenuti e le detenute politici, indetta da UIKI (Ufficio Informazione Kurdistan in Italia) e Rete Kurdistan. Il corteo che si terrà a Milano, l’11 febbraio, per permettere anche la partecipazione della comunità curda presente nel vicino Canton Ticino, nasce per supportare la manifestazione internazionale, con le stesse parole d’ordine che si terrà nelle stesse ore a Strasburgo. Il corteo partirà alle ore 14 da Porta Venezia /Palestro e alla fine, oltre l’avvocato di Ocalan parleranno esponenti della comunità curda in Italia e in Turchia. Per le ulteriori informazioni di tipo logistico, la cosa migliore da fare è cercare (per trovare uno dei tanti pullman che parte alla volta del capoluogo lombardo, sul sito della Rete Kurdistan nazionale o sui nodi locali. Altra opzione quella del sito dell’UIKI, ricco di materiale informativo.
La scelta della data ha un alto valore simbolico. In quei giorni, nel 1999, dopo un breve periodo trascorso in Italia, nella speranza di ottenere in Europa asilo politico e protezione dal regime turco, il Presidente del Partito dei Lavoratori Kurdi (PKK) veniva convinto, per evitare frizioni diplomatiche ad andare in Kenia ma all’aeroporto di Nairobi venne sequestrato dai servizi segreti turchi e portato direttamente nell’isola carcere di Imrali, dove è ancora detenuto. Al governo in Italia c’era allora Massimo D’Alema
Una vicenda a cui l’Italia e soprattutto la sinistra di questo paese, non deve voltare le spalle. All’epoca le modalità per la concessione del diritto d’asilo (non esistevano le commissioni territoriali) erano ad appannaggio del lento procedere dei magistrati. Ocalan non poteva essere rimandato in un paese dove vigeva la pena di morte (che l’attuale dittatore/presidente Erdogan, vorrebbe ripristinare), nessun paese europeo accettò di ospitare un “rifugiato così scomodo” e Abdullah Ocalan ne pagò le conseguenze peggiori. Eppure nel frattempo si era cementato nel nostro paese un legame stretto, politico ma anche affettivo con la lotta del popolo curdo. Quando Ocalan era in Italia, nell’ospedale militare del Celio, la piazza antistante divenne “Piazza Kurdistan” piena giorno e notte tanto di rappresentanti della comunità venuti da tutta Europa quanto da italiani che ne avevano compreso appieno la causa. Diciotto anni dopo molte cose sono cambiate e in gran parte in peggio. La Turchia di questi mesi è un carcere a cielo aperto con oltre 3 milioni e mezzo di rifugiati dalla Siria, con un partito di governo AKP e un presidente Erdogan che, dopo il fallito colpo di Stato del luglio scorso, pretende di divenire un sultano del ventunesimo secolo, con la crescita esponenziale dei prigionieri politici e gli attacchi perpetui soprattutto verso i villaggi a maggioranza curda. Il contesto geo politico è quanto mai sfavorevole, con Russia e Usa che ormai banchettano sulla spartizione della Siria e dell Iraq e per cui il destino dei curdi divisi nei tre Stati è solo un effetto collaterale.
Molti di noi hanno avuto il privilegio di conoscere intanto una evoluzione politica della lotta curda, dalla ricerca dell’indipendenza e di uno Stato curdo si è passati ad un progetto che farebbe saltare, se riuscisse a vincere, il disordine precostituito nell’area. L’idea, nata in carcere dal lavoro intellettuale di Ocalan ma poi cresciuto nella pratica comunitaria, tanto nel Kurdistan turco che in quello siriano, di cui certamente è emblema la lotta nei cantoni del Rojava, sta divenendo un esempio di come sia sempre più necessario guardare oltre i propri confini per cercare esperienze di lotta rivoluzionaria in grado di sovvertire il mondo e di far diventare pratica quotidiana il socialismo, la democrazia partecipata, il superamento del patriarcato.
Per questo e per mille altre ragioni che attendono alla nostra visione di società futura sarà necessario essere in tante e tanti a Milano, come militanti di Rifondazione Comunista, con le nostre bandiere e dietro al nostro striscione. Gli organizzatori ci hanno, non appena si stava determinando la mobilitazione, coinvolto e considerato compagni di lotta e saranno molte e molti coloro che partiranno, anche da molte città lontane per partecipare. Chi non potrà per le mille difficoltà anche economiche e logistiche, si è però già mosso per far vivere questa manifestazione. Sono tante, da Bergamo a Torino a Firenze, Roma, Grosseto, Bologna e chissà quante ce ne sfuggono, ad avere organizzato in questi giorni, peraltro di fermento politico forte, iniziative di dibattito e di discussione. Soprattutto di informazione rispetto ad un conflitto che viene rimosso La sera che precede il corteo, sempre a Milano, presso la CAM Gabelle, in Via San Marco 45, Il Prc, ha organizzato un incontro di carattere nazionale, per poter discutere con chi in prima linea si va esponendo. Lo farà partendo da tre punti di vista complementari: quello di Faysal Sariyldiz, deputato HDP, quello dell’avvocata Barbara Spinelli che da anni difende gli oppositori kurdi e che recentemente è stata cacciata dalla Turchia per la sua attività non gradita al regime e quello del segretario nazionale del Prc Paolo Ferrero.
Organizziamo questo incontro per aprire un dibattito che non si conclude certo con il corteo nazionale ma che intende mantenere il profilo del nostro partito sui temi della solidarietà internazionalista come sulla necessità di apprendere dalle lotte di liberazione. L’iniziativa si svolge in collaborazione con la Rete Kurdistan di cui Rifondazione Comunista si considera parte attiva e integrante.  dall’informazione mainstream non casualmente. L’UE ha infatti, nel marzo scorso, approvato un accordo con la Turchia, soldi, tanti soldi, 6 mld di euro in cambio della chiusura di ogni via di accesso per i richiedenti asilo verso l’Europa. Faranno loro il lavoro sporco, così come lo si sta richiedendo oggi alla Libia e ai paesi dell’africa Sub Sahariana, grazie al quale dovremmo poter vedere meno profughi giungere sulle nostre coste. A quale prezzo di vite umane e di perdita di futuro del continente è lasciato ai posteri immaginarlo.
E nella più assoluta, ipocrita complicità, i governanti dei paesi europei, non si sono neanche agitati troppo quando, sono stati arrestati almeno 15 rappresentanti nazionali dell’HDP (il Partito Democratico del Popolo) riuscito nonostante ritorsioni e continue intimidazioni ad eleggere uomini e donne in parlamento. Oggi questi parlamentari sono in carcere. Il loro è un partito laico di curdi e turchi che si pone come strumento di battaglia politica, sono stati ripagati con richieste assurde di condanne per terrorismo, soltanto per aver espresso la propria opinione. E insieme a loro sono finiti a migliaia: dirigenti locali del partito, amministratori, giornalisti, intellettuali, magistrati indipendenti, avvocati, sindacalisti, tutti coloro che insomma possono voler ostacolare il regime, un regime che va sempre più convergendo verso l’islamizazione della società e un nazionalismo estremo parafascista in un grande paese ormai divenuto dominante, ( è anche membro della NATO), anche se dai piedi di argilla, in quella vasta area di mondo che unisce Asia ed Europa. Essere in piazza sabato significa affermare, rispetto alla misera complicità dei governi UE, da che parte si sta, dei popoli o dei padroni?

*Responsabile Pace e Immigrazione Prc-S.E.






Grazie per le visite!
banda http://www.adelebox.it/