giovedì 10 novembre 2016

BANCHE E FINANZA VOGLIONO IL "SI" NOI.... NO



mercoledì 9 novembre 2016

LE ELEZIONI NON LE HA VINTE TRUMP MA LE HA PERSE LA CLINTON

USA – FERRERO (PRC – SINISTRA EUROPEA): «SANDERS ERA L’UNICO CHE POTEVA VINCERE. LE ELEZIONI NON LE HA VINTE TRUMP MA LE HA PERSE LA CLINTON, IDENTIFICATA CON I POTERI FINANZIARI»
Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, dichiara:
«Negli USA l’unico che poteva sconfiggere Trump era Bernie Sanders, socialista e chiaramente schierato contro i potentati economici. Alle elezioni statunitensi non ha vinto Trump ma ha perso la Clinton che è stata identificata con i poteri finanziari. Non a caso i voti per i candidati indipendenti e Verdi sono triplicati rispetto alle ultime elezioni e hanno determinato la sconfitta della Clinton. I Renzi, le Merkel e gli Hollande stanno aprendo la strada alle destre populiste e fascistoidi, solo una sinistra antiliberista può sconfiggere i poteri forti e le destre! Per questo anche in Italia proponiamo di dar vita ad una sinistra antiliberista, unitaria e di popolo, per far pagare i ricchi ed evitare la guerra tra i poveri».

9 novembre 2016



lunedì 7 novembre 2016

AL MERCATO DA YOU TUBE - FERRERO SEGRETARIO PRC PER IL NO ALLA DEFORMA COSTITUZIONALE






















































































APPUNTAMENTI SULLA RAI CON RIFONDAZIONE PER IL NO AL REFERENDUM

Appuntamenti sulla Rai con Rifondazione per il NO al referendum

Nell’ambito dell’informazione Rai per il referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre, trai sostenitori del NO, Rifondazione Comunista parteciperà ai seguenti appuntamenti:

Referendum costituzionale – messaggi autogestiti radio
venerdì 18/11 su Radio 1 alle 10.25 Paolo Ferrero

Referendum costituzionale – messaggi autogestiti TV
mercoledì 9/11 Rai 3 ore 10.55 circa Paolo Ferrero
Rai Parlamento – Referendum costituzionale – tribune TV e radio

mercoledi 16/11 Rai 3 ore 15.15 circa + Radio 1 ore 23.05 circa Maurizio Acerbo

martedì 29/11 Rai 1 ore 14 circa + Radio 1 ore 17 circa Lidia Menapace

sabato 5 novembre 2016

lunedì 31 ottobre 2016

RIFONDAZIONE COMUNISTA ORGANIZZA I RICORSI ALL'INPS PER RECUPERARE IL MALTOLTO SULLE PENSIONI. CONTRO LA LEGGE FORNERO

Rifondazione organizza i ricorsi all’INPS per recuperare il maltolto sulle pensioni. Contro la legge Fornero e per dire No al referendum sulla Costituzione.

di Roberta Fantozzi 

La controriforma Fornero delle pensioni ha rappresentato uno dei più violenti attacchi alle condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori, delle donne, dei giovani, degli ultimi decenni.
L’aumento fino a oltre 6 anni dell’età pensionabile significa per molte e molti non riuscire a sopportare la fatica quotidiana di un lavoro che si prolunga fino a 67 ed anche fino a 70 anni. Le donne pagano il prezzo più alto per la cosiddetta “equiparazione” a tappe forzate mentre continua a gravare su di loro il doppio lavoro produttivo e riproduttivo. I giovani vengono tenuti fuori dal mondo del lavoro perché la controriforma ha bloccato il ricambio generazionale: negati nella possibilità di costruirsi una vita e un futuro.
La controriforma Fornero ha rappresentato anche un attacco alle condizioni di vita di coloro che erano già pensionate e pensionati con il blocco delle rivalutazioni sulle pensioni in essere, se queste pensioni erano nel 2012 superiori a tre volte la minima, cioè superiori a 1405 euro lorde, circa 1200 euro netti. Un blocco che ha interessato non solo il 2012 e 2013, ma ha reso permanente nel tempo la riduzione del valore delle pensioni.
La Corte Costituzionale con la sentenza del 30 aprile 2015 ha dichiarato illegittimo il blocco delle rivalutazioni, in particolare con riferimento ai “trattamenti pensionistici di importo meno elevato”, in nome del principio di uguaglianza (articolo 3 della Costituzione), del diritto delle lavoratrici e dei lavoratori ad avere una retribuzione in “ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa” (art.36 della Costituzione), al diritto dei lavoratori a “mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”(art.38 della Costituzione).
Il governo Renzi per rispondere alla sentenza della Corte ha varato un provvedimento a maggio 2015 che in nessun modo consente di recuperare il reddito perduto, neppure per quello che riguarda le pensioni di importo medio-basso. Per le pensioni di 1200 euro netti il rimborso è stato meno della metà del dovuto. Complessivamente a fronte di “risparmi” pari a circa 17 miliardi ne sono stati restituiti poco più di 2.

Per questo Rifondazione Comunista organizza nei suoi circoli i ricorsi all’Inps per recuperare il maltolto.  Questo per noi è parte di una mobilitazione più generale per la cancellazione della controriforma Fornero. I provvedimenti annunciati dal governo Renzi per la prossima legge di bilancio confermano l’impianto della legge Fornero, con eccezioni limitate e non risolutive dei problemi drammatici creati dalla controriforma, né è accettabile in nessun modo che le persone si indebitino con le banche per poter andare in pensione con la cosiddetta Ape.

Questo impegno si salda anche a quello contro la “riforma” costituzionale del governo Renzi. E’ evidente che la controriforma della Costituzione punta a chiudere il cerchio delle politiche neoliberiste.  Se passa il SI’ non si potrà neppure più organizzare la mobilitazione e il conflitto contro leggi profondamente ingiuste come la Fornero. Il contingentamento dei tempi (70 giorni) per il voto delle leggi definite prioritarie dai governi, la concentrazione di ogni potere nell’esecutivo, il taglio drastico degli spazi e dei diritti delle opposizioni, mirano a distruggere ogni possibilità delle persone di organizzarsi per far valere i propri diritti, blindando ancora di più le istituzioni rispetto ai bisogni sociali. Come dice JPMorgan vanno rottamate quelle Costituzioni che “prevedono la tutela costituzionale dei diritti dei lavoratori” e “il diritto di protestare se sono proposte modifiche dello status quo”.


Recuperiamo il maltolto, diciamo NO alla controriforma della Costituzione!


venerdì 21 ottobre 2016

NO RENZI DAY: A ROMA 21 E 22 OTTOBRE

No Renzi Day: a Roma 21 e 22 ottobre


Si comincia a definire il programma della due giorni per il No Renzi Day
Venerdi 21 ottobre
giornata dello sciopero generale indetto da USB, UNICOBAS, USI  ci saranno iniziative territoriali in tutta Italia.
Dalle ore 16.00 a Roma in P.zza San Giovanni “accampata” di lotta con dibattiti su Europa e riforme
dalle 21 concerti di Banda Bassotti, Assalti frontali, Pugni in tasca, The Conspirators, Los 3 altos, Skasso,  intermezzi con Giordano Deplano, Cristian Raimo ed altri. Parteciperà anche Rikom Carnera con il suo rap per Abd Elsalam. La serata è intitolata ad Abd Elsalam, operaio ucciso mentre lottava per i diritti di tutti.
Sabato 22 ottobre  ore 14.00 corteo nazionale da piazza San Giovanni
la pagina facebook dell’evento: https://www.facebook.com/events/198463470588390/
Finora annunciati 40 pullman dai territori. Nelle prossime ore pubblicheremo riferimenti.
 No-_Renziday Ripubblichiamo l’appello con l’elenco aggiornato delle adesioni:
NO RENZI DAY
NO ALLA CONTRORIFORMA E AL GOVERNO RENZI
L’appello del Coordinamento per il NO Sociale alla Controriforma Costituzionale:
Il governo Renzi dopo infiniti ritardi ha fissato la data del voto referendario per il 4 dicembre. Organizzazioni sindacali di base, movimenti civili e sociali, organizzazioni politiche militanti della lotta per la democrazia, il lavoro e l’ambiente, partigiani, hanno dato vita al COORDINAMENTO PER UN NO SOCIALE ALLA CONTRORIFORMA COSTITUZIONALE che propone due scadenze nelle quali far sentire le ragioni sociali del NO:
- Il 21 ottobre il coordinamento sostiene lo SCIOPERO GENERALE proclamato sinora da USB, UNICOBAS, USI per la difesa dei diritti del lavoro e dello stato sociale, per difendere ed applicare la Costituzione del 1948, per dire basta al governo Renzi e al massacro sociale. Lo sciopero si svolgerà con iniziative diffuse in tutto il paese.
- Il 22 ottobre il COORDINAMENTO indice il NORENZIDAY, manifestazione nazionale a Roma per dire NO alla Controriforma Costituzionale ed a tutti i suoi autori nel nome del popolo sfruttato, precario, senza lavoro, impoverito, avvelenato.
I temi della mobilitazione saranno:
PER L’APPLICAZIONE DEI PRINCIPI E DEI DIRITTI DELLA COSTITUZIONE DEL1948: IL LAVORO,  LA FORMAZIONE E LA SCUOLA PUBBLICA, LA CASA,  IL REDDITO,  LO STATO SOCIALE E I BENI COMUNI IN MANO PUBBLICA, L’AMBIENTE E LA DEMOCRAZIA, LA DEMOCRAZIA E LA SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO. LA LIBERTÀ E LA SOVRANITÀ DEMOCRATICA DEL POPOLO ITALIANO, OGGI SOTTOPOSTA AD UN VERGOGNOSO ATTACCO DA PARTE DEI GOVERNI DEGLI USA, DELLA GERMANIA E DALLA BUROCRAZIA DELLA UE.
NO ALLA CONTRORIFORMA COSTITUZIONALE DEL GOVERNO, DELLA CONFINDUSTRIA,  DELLE BANCHE E DELL’ UNIONE EUROPEA.
NO AL JOBSACT, ALLA PRECARIETA’ SOCIALE, ALLA BUONA SCUOLA, ALLA LEGGE FORNERO, AL DECRETO MADIA, ALLA TAV E ALLE GRANDI OPERE, ALLA PERSECUZIONE DEI MIGRANTI, ALLA DISTRUZIONE DELLO STATO SOCIALE, ALLE PRIVATIZZAZIONI, AI TAGLI ALLA SANITA’, AGLI INTERVENTI SULLE PENSIONI A FAVORE DELLE BANCHE, AL TTIP ED AL CETA.
NO ALLA GUERRA, ALLA NATO, ALLE SPESE E ALLE MISSIONI MILITARI, ALLA REPRESSIONE PADRONALE, POLIZIESCA E GIUDIZIARIA.
DOPO LO SCIOPERO GENERALE DEL 21 OTTOBRE LA MOBILITAZIONE CONVERGERÀ DAL POMERIGGIO DEL 21 IN PIAZZA SAN GIOVANNI PER UNA ACCAMPATA DI PROTESTA DA CUI PARTIRÀ IL 22 OTTOBRE IL CORTEO DEL NORENZIDAY


Lidia Menapace partigiana Bruna, Umberto Lorenzoni partigiano Eros, Paolo Maddalena, Ferdinando Imposimato, Luigi De Magistris, Nicoletta Dosio, Moni Ovadia, Valerio Evangelisti, Dino Greco, Pino Marziale, Antonio Distasi, Mimmo Mignano, Stefano Fassina, Franco Russo, Giorgio Cremaschi, Aboubakar Soumahoro, Fabrizio Tomaselli, Giuseppe Aragno,Luciano Vasapollo, Carlo Formenti, Ernesto Screpanti, Sergio Cararo, Manuela Palermi, Mauro Casadio, Paolo Leonardi, Giovanni Russo Spena, Emiddia Papi, Paola Palmieri, Guido Lutrario, Eleonora Forenza, Claudia Candeloro, Carlo Guglielmi, Franco Turigliatto, Moreno Pasquinelli, Stefano d’Errico, Fabio Frati, Marco Bersani, Paolo Ferrero, Maurizio Acerbo, Andrea Ferroni, Roberta Fantozzi, Rosa Rinaldi, Laura Di Lucia Coletti,  Ciccio Auletta, Roberto Musacchio, Cesare Antetomaso,  Massimo Rossi, Italo Di Sabato,  Haidi Giuliani,  Francesco Caruso,  Emilio Molinari, Alfio Nicotra, Fabio Alberti, Mauro Alboresi, Bruno Steri, Mario Agostinelli, Carlo Andreini, Carlo Barbiani, Gaetano Bucci, Giovanni Caggiati, Ciampi Angelo, Chirico Domenico, Gabriele Visco Gialardi, Enzo Lanini, Arianna Roggeri, Angelo Ruggeri, Paolo Andreozzi, Mario Eustachio de Bellis, Marina Boscaino, Alfredo Toppi, Stefano Galieni,  Fabio de Nardis,  Carla Maria Ruffini, Sergio Cesaratto, Angelo Di Naro, Edoardo Salzano, Sgherri Monica
Prime adesioni: USB, UNICOBAS, USI, CUB Trasporti Lazio, Eurostop, Movimento No TAV Val di Susa, Forum Diritti Lavoro, Contropiano, Carovana delle periferie Roma, Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, Partito della Rifondazione Comunista, Rossa, Rete dei Comunisti, Sinistra Anticapitalista, Partito Comunista Italiano, Noi Restiamo, L’Altra Europa con Tsipras, Militant Roma, CONUP (pensionati), Centro Sociale 28 Maggio Brescia, USI Cons,  FGCI, Giovani Comunisti,  Sinistra No Euro, CARC,  Circolo Agorà Pisa, Centro internazionale Crocevia, Rete NOWAR, Per un’altra città – Laboratorio Politico Firenze, Fronte Popolare Milano, Partito Comunista dei Lavoratori, P101, Economia Per I Cittadini, Comitato per il No di Roma, Coord. Per la Democrazia Costituzionale (comitato per il NO) Napoli, Comitato della Franciacorta per il NO, ATTAC Italia, Partigiani della Scuola Pubblica, MGA (associazione avvocati), Collettivo Comunista (M-L) Nuoro, Sinistra per Roma, Giuristi democratici, centro sociale Zona 22 (San Vito Ch),  Osservatorio sulla repressione, Controlacrisi
Movimento Nazionale Antifascista per la Difesa Integrale e il Rilancio della Costituzione, Comitato per “Un NO per la democrazia sociale”, Comitato per il ‘NO’ di Civitavecchia,  Comitato Nazionale Lipscuola, Comitato Ligure La Scuola per il NO, Rete per l’autorganizzazione popolare, collettivo politico della Casa del Popolo Giuseppe Tanas, Facciamosinistra, CSOA TERRA ROSSA Lecce, Università Popolare Asylum,  Arsave – Laboratorio per la città che vogliamo, PMLI, Lavoro e Salute, Forum Insegnanti, Partito di Alternativa Comunista, Associazione Politico Culturale “La Rossa” di Lari (PI), Commissione Audit sul debito pubblico di Parma, Fronte di Lotta No Austerity, autoconvocatiscuoleroma
Coordinamento per NO Sociale alla Controriforma Costituzionale

Per informazioni, adesioni e contatti: coordinamentonosociale@gmail.com

USA, QUELLO CHE L’INCONTRO RENZI-OBAMA CI HA DETTO VERAMENTE

Usa, quello che l’incontro Renzi-Obama ci ha detto veramente
di Paolo Ferrero - Segretario nazionale di Rifondazione comunista – Sinistra europea

L’incontro tra Obama e Renzi è un grande evento scenografico con due precise valenze politiche.
La prima è l’appoggio di Obama e dell’establishment statunitense alla manomissione della Costituzione. L’armamentario evocativo dello spot è “la speranza contro la paura”, che caratterizza da un po’ di tempo la pubblicità della “multinazionale del centro sinistra” contro la “multinazionale del centro destra”. E così due belle coppiette di simpatici amiconi si incaricano di dare un volto umano a quello che non è altro che una plateale ingerenza statunitense negli affari interni di un altro Stato. Ingerenza ovviamente ricercata e coltivata dal portaordini Renzi. Lo stesso messaggio, un po’ burocratico e “novecentesco” dell’ambasciatore statunitense in Italia viene rafforzato e abbellito con i fiori del giardino della Casa bianca che fa da sfondo alle passeggiate delle due first ladies: non hanno vergogna di recitare per uno spot pubblicitario stile “Mulino bianco”, l’importante è conquistare il consenso  degli indecisi per sfasciare una delle migliori costituzioni del pianeta. Su questo tutte le classi dominanti del pianeta sono unite ma certo lo sponsor di Obama è più efficace di quello della Merkel.
L’altro messaggio che arriva da Washington è il No all’austerità che Obama e Renzi pronunciano all’unisono. Questo messaggio, già dato più volte, segna il vero scontro dentro le classi dominanti ed in particolare all’interno dell’Europa tra la Merkel e i paesi che la sostengono e i paesi del Sud Europa, appoggiati dagli Usa. Il punto di conflitto è molte semplice. Dopo la crisi del 2008, le politiche di austerità hanno avuto la funzione di scardinare il welfare europeo e in quella fase tutti concordavano su queste ricette. Dopo questa azione di sfondamento di cui Monti è stato l’esponente massimo, le opinioni relative all’austerità si son andate divaricando all’interno del fronte liberista europeo e mondiale. La Germania ha continuato a pestare sull’austerità sia per ragioni di tornaconto nazionale che per ragioni ideologiche. Infatti il gruppo dirigente tedesco è compattamente ordoliberista – cioè portatore di una visione del mondo classista e reazionaria – e ritiene che la riduzione del ruolo dello stato a soggetto tra gli altri all’interno del mercato debba essere portato alle ultime conseguenze.
Al contrario gli Usa e i presidenti di alcuni Stati europei hanno cominciato a mettere in discussione l’austerità perché una volta ottenuta la sconfitta del movimento operaio sul welfare non ritengono necessario continuare a stringere i cordoni della borsa, determinando stagnazione economica e crescita delle destre populiste.
Vi è quindi una contraddizione vera dentro le classi dominanti. Da un lato Obama, Renzi e Hollande vogliono lasciarsi alle spalle l’austerity utilizzando le risorse liberate per “comprarsi” la manomissione della Costituzione, la distruzione del diritto del lavoro attraverso l’approvazione dei vari Jobs Act, la creazione di un sistema di welfare privatizzato e aziendalizzato che corporativizzi ulteriormente la società. Dall’altra la Merkel che fa gli interessi della borghesia tedesca e ritiene che il bastone dell’austerity debba continuare ad essere usato a pieno regime. Draghi, sicuramente più vicino ai primi che ai tedeschi, rappresenta uno snodo fondamentale della stabilità capitalistica, salvaguarda il sistema finanziario pompando liquidità al fine di determinare un sistema di “socialismo per soli banchieri”, a cui i soldi non devono mancare.
Il punto che a me preme sottolineare è che tutte queste differenze sulla gestione dell’austerità non producono però alcuna differenza sul tema fondamentale del neoliberismo, cioè della distruzione dei diritti del lavoro, del welfare, delle regole costituzionali nate dalla lotta al nazifascismo. La differenza tra Obama e la Merkel non è tra sinistra e destra, ma tra una gestione egemonica fatta in nome della stabilità del sistema capitalistico e una gestione ottusa fatta in nome degli interessi tedeschi e delle ideologie delle sue classi dominanti.
Evitiamo quindi di farci prendere in giro facendoci arruolare nell’armata americana contro l’armata tedesca. Solo la sconfitta delle politiche neoliberiste, cioè della completa sottomissione della sfera pubblica agli interessi delle grandi imprese e delle banche, potrà farci uscire dal disastro in cui è costretta a vivere la nostra gente. Non viviamo nel 1943: Obama e Merkel sono le due facce della stessa medaglia, quella neoliberista che deve essere sconfitta con un sonoro No nel referendum.

Ps. Ovviamente la contropartita pagata da Renzi è il pieno coinvolgimento dell’esercito italiano nella guerra in Iraq e in Libia, ma questo non entra nello spot del mulino bianco…
Grazie per le visite!
banda http://www.adelebox.it/