lunedì 9 novembre 2015

RIFONDAZIONE COMUNISTA E NUOVO SOGGETTO UNITARIO DELLA SINISTRA

 

 

 

 

Rifondazione Comunista e soggetto unitario della sinistra: il documento approvato dal CPN

 
Il Comitato Politico Nazionale ribadisce la necessità di proseguire sulla strada del rilancio politico e organizzativo del Partito della Rifondazione Comunista e nella costruzione di una sinistra antiliberista e alternativa al Partito Democratico e al governo Renzi.
Il rilancio e il rafforzamento del partito, a partire dal recupero dell’orgoglio e del senso di appartenenza a Rifondazione Comunista e del ruolo che ha svolto e svolge “in direzione ostinata e contraria”, non ha nulla di conservatore né di burocratico ma nasce dalla consapevolezza che c’è più che mai bisogno del contributo delle comuniste e dei comunisti per contrastare il capitalismo globalizzato, la crescita delle disuguaglianze, lo svuotamento delle conquiste sociali e democratiche, il dilagare di guerre, xenofobia, razzismi.
Le grandi difficoltà incontrate in questi anni non ci hanno piegati, e in questi mesi abbiamo registrato segnali positivi, di vitalità e di ripresa. Di questo ci parlano lo straordinario risultato della campagna del 2 per mille unito all’ottimo risultato delle Feste di Liberazione, ed in particolare di quella nazionale, che costituiscono un forte incoraggiamento a generalizzare in tutti i territori e a tutti i livelli l’impegno per il rilancio del partito sul piano dell’organizzazione, dell’elaborazione, della formazione e del radicamento sociale.
Il Comitato Politico Nazionale chiede a tutte le strutture del partito il massimo impegno e la massima mobilitazione nella campagna “I soldi ci sono“, con l’obiettivo di rendere, socialmente e politicamente percepibile il PRC su quei contenuti e quelle parole d’ordine. Si tratta di una campagna di lungo periodo, che non si esaurisce in qualche settimana, ovvero si tratta di rendere riconoscibile la nostra proposta politica, almeno come è stato sulle 35 ore, sul piano sociale.
Dobbiamo essere chiaramente il partito che disvela che la crisi, i cui effetti drammatici ricadono sui ceti popolari, non è data dalla scarsità, ma è una crisi di sovraccapacità produttiva, di un’inedita concentrazione di ricchezze e di poteri in poche mani. Spiegare che “I soldi ci sono” significa contrastare l’egemonia sulle cause della crisi che è stata imposta come senso comune e narrazione dominante, e al tempo stesso avanzare proposte concrete che parlino alla condizione dei nostri soggetti sociali di riferimento. Uscire dalle politiche di austerità e dei sacrifici è possibile, ma soltanto mettendo in discussione le politiche neoliberiste portate avanti dall’UE e dai governi italiani.
La costruzione, di un profilo politico e sociale che ci renda riconoscibili e identificabili, quanto la partecipazione e l’internità ai movimenti e alle lotte, deve andare di pari passo con la prosecuzione del rilancio anche organizzativo del nostro partito. In questi mesi, in attuazione della scorsa Conferenza di Organizzazione, abbiamo compiuto i passi primi avanti a partire dalla costituzione dell’ufficio organizzativo che ha ripreso un sistematico lavoro di riorganizzazione e verifica in rapporto con le istanze regionali e provinciali del partito secondo gli obiettivi definiti nel documento “Ripartiamo” approvato dalla direzione nel settembre scorso. Abbiamo la consapevolezza che ancora tanti sono i passi da compiere per la costruzione di un partito all’altezza dei compiti e del progetto della rifondazione comunista.
Ci sono, oggi, le condizioni per rilanciare anche sul piano dell’adesione al partito e del tesseramento: nel corso di quest’anno è stato raggiunto l’obiettivo della distribuzione di 20.000 tessere pagate dalle strutture territoriali, e in occasione di questo Comitato Politico Nazionale abbiamo avviato la distribuzione delle tessere del 2016. L’obiettivo è quello di chiudere al 31 dicembre il tesseramento 2015 avviando immediatamente e con il massimo slancio il tesseramento del 2016 con la determinazione a conseguire un’inversione di tendenza e l’aumento degli iscritti.
Rifondazione Comunista deve proseguire e rafforzare il proprio impegno nei conflitti e nelle lotte sociali, sia attraverso la presenza concreta sia attraverso le pratiche sociali mutualistiche cresciute in questi anni in diversi territori. Le nostre intuizioni sul “partito sociale” sono entrate oggi nella sensibilità diffusa della sinistra e rappresentano un patrimonio che va generalizzato e rilanciato.
Aspetto altrettanto decisivo della nostra linea politica è la costruzione di una sinistra antiliberista e alternativa al Partito Democratico che sia in grado di dare una risposta alla domanda viva, anche se frammentata, di unità e di opposizione incisiva alle politiche di austerità neoliberista, una domanda che viene da gran parte delle persone che continuano a sentirsi di sinistra, ma soprattutto da classi lavoratrici e ceti popolari che sono oggetto da troppo tempo di un attacco sistematico.
Il documento “Noi ci siamo, lanciamo la sfida“, che convoca per il 15-16-17 gennaio un’assemblea nazionale aperta, è un importante passo avanti nella direzione di quanto sostenuto da Rifondazione Comunista in questi anni, spesso in solitudine: le forze della sinistra aderenti al documento muovono infatti dalla condivisione dell’esaurimento e del fallimento della stagione del centrosinistra. La nostra proposta di costruire un soggetto politico unitario e plurale della sinistra chiaramente autonomo e alternativo al Pd comincia a diventare realtà. Ribadiamo, per quanto ci riguarda, che questo impianto vive indipendentemente dalla legge elettorale e dalle sue eventuali modifiche. Per noi la sinistra è alternativa al PD perché non ne condivide le politiche. Non ci sentiamo orfani di un centrosinistra che ha prodotto il renzismo come fase terminale di una lunga mutazione genetica.
Il documento “Noi ci siamo, lanciamo la sfida” va considerato, perciò, come un punto di partenza. Rifondazione Comunista è impegnata per lo sviluppo di tale percorso nella direzione del pieno coinvolgimento dei soggetti e delle forze sociali, dei settori più larghi possibile di movimenti e società che quotidianamente lottano e costruiscono esperienze di alternativa, della partecipazione e dell’inclusività; della collocazione del soggetto plurale che intendiamo costruire all’interno del Gue e della Sinistra Europea; di una caratterizzazione forte di alternativa al Partito Democratico. Se siamo consapevoli dell’articolazione di posizioni e di sensibilità diverse presenti, siamo anche consapevoli di quanto le nostre coordinate politiche siano potenzialmente maggioritarie a sinistra. L’impegno di tutto il partito nel processo unitario è essenziale per determinarne uno sviluppo positivo e un carattere di radicale alternativa. Abbiamo la convinzione che tale processo debba assumere una caratterizzazione larga e popolare, tesa a ricostruire un tessuto di pratiche sociali che si insediano nel territorio a partire dalle periferie, anche per evitare i populismi della destra, pratiche e ricostruzioni che non si esauriscono e non si agiscono soltanto nei luoghi istituzionali.
La sinistra si ricostruisce in primo luogo sulle strade, nei quartieri, nei luoghi di lavoro e della vita quotidiana.
In questo senso la continuità e la coerenza con la linea politica congressuale di Perugia, relativamente al rafforzamento e al rilancio del Prc unitamente all’obiettivo della costruzione di una sinistra più ampia, partecipata e alternativa al Pd continua a essere la bussola della nostra iniziativa politica.
Riteniamo in questo passaggio importante coinvolgere direttamente le iscritte e gli iscritti al partito sul risultato del nostro lavoro e – alla luce di quanto avvenuto – proporre di proseguire, secondo le coordinate scelte al congresso, chiedendo una verifica del mandato ricevuto al congresso. Nel congresso di Perugia abbiamo messo al centro il nodo della democrazia delle iscritte e degli iscritti, sottolineando come il nostro obiettivo fosse quello di coinvolgere il corpo del partito nei passaggi più rilevanti e non solo nelle scadenze congressuali. Per questo proponiamo una consultazione delle iscritte e degli iscritti del Prc.
Il Comitato Politico nazionale chiama quindi a esprimersi nella consultazione sul seguente testo:
“il nostro obiettivo è mettere al centro, in continuità e in attuazione del linea politica stabilita al congresso di Perugia, la strada del rafforzamento e del rilancio del Partito della Rifondazione Comunista e della costruzione attraverso un processo unitario, partecipato e democratico, del nuovo soggetto della sinistra in Italia. Questo processo che vedrà una prima tappa positiva nella convocazione dell’assemblea del 15/17 gennaio 2016 convocata sulla base del documento “Noi ci siamo, lanciamo la sfida” deve essere finalizzato a costruire un soggetto unitario e plurale della sinistra antiliberista, chiaramente alternativo al Pd e collocato in Europa nell’ambito del GUE e della Sinistra Europea”
La consultazione avverrà nel periodo 1-19 dicembre attraverso l’organizzazione e la convocazione di attivi territoriali degli iscritti e delle iscritte del singolo circolo o di circoli convocati congiuntamente. Le Federazioni hanno il compito di far sì che tutte le strutture si attivino. Ha diritto di voto chi ha la tessera 2015. Utilizzando appositi moduli predisposti dal nazionale, i garanti – indicati dalle Federazioni – registrano l’esito della votazione (favorevoli, contrari, astenuti), palese e per alzata di mano, e dovranno fare un report dell’esito complessivo.

sabato 7 novembre 2015

NOI CI SIAMO, LANCIAMO LA SFIDA

NOI CI SIAMO, LANCIAMO LA SFIDA Pubblicato il 6 nov 2015 Pubblichiamo il documento sul processo unitario a sinistra che è stato elaborato e condiviso da Act!, Altra Europa con Tsipras, Futuro a Sinistra, Partito della Rifondazione Comunista, Possibile, Sinistra Ecologia Libertà. Alle riunioni del tavolo hanno partecipato Sergio Cofferati e Andrea Ranieri. 1. NOI CI SIAMO, LANCIAMO LA SFIDA Riteniamo non solo necessario ma non più procrastinabile avviare ORA il processo costituente di un soggetto politico di sinistra innovativo, unitario, plurale, inclusivo, aperto alle energie e ai conflitti dei movimenti dei lavoratori e delle lavoratrici, dei movimenti sociali, dell’ambientalismo, dei movimenti delle donne, dei diritti civili, della cittadinanza attiva, del cattolicesimo sociale. Un soggetto politico in grado di lanciare in modo autorevole e credibile la propria sfida al governo Renzi e a un PD ridotto sempre più chiaramente a “partito personale del leader”, in rappresentanza del variegato universo del lavoro subordinato e autonomo, degli strati sociali che più soffrono il peso della crisi, dei loro diritti negati e delle loro domande inascoltate, orientato a valorizzare la funzione dei governi territoriali e dei corpi intermedi. Dobbiamo rispondere in modo adeguato – con la forza, il livello di unità e la chiarezza necessarie – alla domanda sempre più preoccupata di quel popolo di democratici e della sinistra che non si rassegna alla manomissione del nostro assetto democratico-costituzionale, alla liquidazione dei diritti del lavoro e alla cancellazione del residuo welfare. L’obiettivo è lavorare fin d’ORA, in un contesto di dimensione europea contro le politiche neoliberiste, all’elaborazione di un programma comune con cui candidarsi alle prossime elezioni politiche alla guida del Paese, con una proposta politica autonoma e in competizione con tutti gli altri poli politici presenti (la destra, il M5S e il PD), nella consapevolezza che in Italia la stagione del centro-sinistra è finita. In Europa è evidente la crisi profonda delle tradizionali famiglie socialiste. Ogni giorno che passa aumenta il disagio e il disastro nel Paese. Renzi ha declinato il tema della vocazione maggioritaria come politica dell’uomo solo al comando, alibi per un partito trasformista pigliatutto in realtà dominato dall’agenda liberista dell’Eurozona. Noi vogliamo al contrario costruire una sinistra in grado di animare un ampio movimento di partecipazione popolare e di realizzare alleanze sociali e politiche che mettano radicalmente in discussione le “ricette” nazionali ed europee che hanno caratterizzato il governo della crisi da parte di Popolari e Socialisti. Sappiamo perfettamente che non è sufficiente unire quel che c’è a sinistra del Partito Democratico, o autoproclamarsi alternativi, per costruire un progetto all’altezza della sfida, davvero in grado di cambiare la vita delle persone. Ma siamo altrettanto convinte/i che senza questa unità il processo nascerebbe parziale, o non nascerebbe affatto. Per questo noi questa sfida la lanciamo oggi. Insieme. 2. DEFINIZIONI DEL SOGGETTO Il Soggetto politico che vogliamo sarà: DEMOCRATICO, sia nel suo funzionamento interno (una testa un voto regola guida, strumenti e momenti di partecipazione diretta e online, pratiche di co-decisione tra rappresentanti istituzionali e cittadini, costruzione dal basso del programma politico) sia perché deve essere il punto di riferimento e di azione di tutte/i i democratici italiani DI TUTTE E TUTTI, perché deve essere il luogo in cui tutte/i coloro che si contrappongono alle politiche neoliberiste, alla distruzione dell’ambiente e dei beni comuni, alla svalutazione del lavoro, alla crescente xenofobia, alle guerre, all’attacco alla democrazia possono ritrovarsi e organizzarsi in un corpo collettivo capace di superare antiche divisioni nell’apertura e nel coinvolgimento delle straordinarie risorse fuori dal circuito tradizionale della politica. ALTERNATIVO e AUTONOMO rispetto alle culture politiche prevalenti d’impronta neoliberista che ci condannano al declino sociale e culturale, di cui oggi il PD tende ad assumere il ruolo di principale propulsore e diffusore. INNOVATIVO sia nelle forme sia per la rottura con il quadro politico precedente, così come sta avvenendo in molti paesi europei. Differente dal sistema politico corrotto e subalterno di cui siamo avversari. EUROPEO in quanto parte di una sinistra europea dichiaratamente antiliberista, che, con crescente forza e nuove forme, sta lottando per cambiare un quadro europeo insostenibile. 3. L’anno che verrà – Il 2016 Il 2016 ci presenta passaggi politici di grande importanza: le amministrative che coinvolgono le principali grandi città, il referendum sullo stravolgimento della Costituzione e la possibile campagna referendaria contro le leggi del governo Renzi. In coerenza con il nostro obiettivo principale per la scadenza delle amministrative vogliamo lavorare alla rinascita sociale, economica e morale del territorio, valutando in comune ovunque la possibilità di individuare candidati, di costruire e di sostenere liste nuove e partecipate in grado di raccogliere le migliori esperienze civiche e dal basso e di rappresentare una forte proposta di governo locale in esplicita discontinuità con le politiche dell’attuale esecutivo. Fondamentale è la costruzione di una forte campagna per il NO nel referendum sulla manomissione della Costituzione attuata dal governo Renzi e il sostegno alle campagna referendarie in via di definizione contro le leggi approvate in questi 2 anni. 4. QUINDI… Al fine di avviare il processo Costituente di questo soggetto politico, convochiamo per il 15-16-17 gennaio 2016 una assemblea nazionale aperta a tutti gli uomini e le donne interessati a costruire questo progetto politico. Da lì parte la sfida che ci assumiamo e lì definiremo la nostra carta dei valori. L’assemblea darà avvio alla Carovana dell’Alternativa, individuando le forme di partecipazione al progetto politico. Si tratta di definire il nostro programma, le nostre campagne e la nostra proposta politica in un cammino partecipato e dal basso che con assemblee popolari e momenti di studio e approfondimento coinvolga movimenti, associazioni, gruppi formali e informali unendo competenze individuali e collettive. Entro l’autunno del 2016 ci ritroveremo per concludere questa prima fase del processo e dare vita al soggetto politico della sinistra. Roma, 3 novembre 2015

venerdì 6 novembre 2015

VIMODRONE: POSSIBILE REGISTRARE IL PROPRIO TESTAMENTO BIOLOGICO

Testamento Biologico: istituito il registro comunale La dichiarazione anticipata di volontà è un documento scritto nel quale il dichiarante, capace di intendere e di volere, indica preventivamente i trattamenti medici cui essere/non essere sottoposto nel caso, in futuro, si trovasse nella condizione di incapacità e le proprie volontà anche per quanto riguarda il fine vita, la cremazione del proprio corpo o la dispersione delle ceneri. Per accedere al registro che il Comune di Vimodrone ha aperto, è necessario prima di tutto compilare il proprio testamento biologico: quando avrete deciso dove conservare il vostro “biotestamento”, potrete registrarlo presso l’Ente.

giovedì 29 ottobre 2015

FERRERO: «CAPISCO MINEO, DA GENNAIO UNA SINISTRA AUTONOMA DAL PD»



Ferrero: «Capisco Mineo, da gennaio una sinistra autonoma dal Pd»


intelligonews.it - intervista di Andrea De Angelis -

Il senatore Corradino Mineo lascia il gruppo del Pd a Palazzo Madama e passa automaticamente al gruppo Misto. Ieri, su queste pagine, lo stesso Mineo ha spiegato il motivo del suo addio, non risparmiando critiche a chi, come Bersani, non porta avanti fino in fondo le battaglie politiche. IntelligoNews oggi ha sentito a tal proposito Paolo Ferrero, il quale ha anticipato che a cavallo tra dicembre e gennaio ci sarò l’inizio di un nuovo soggetto politico a sinistra…

Ieri Civati e Fassina, oggi Mineo, domani chissà chi. A dircelo è stato lo stesso senatore Mineo, il quale non ha risparmiato frecciatine a colleghi di partito, partendo da Bersani. C’è il rischio che Renzi elimini tutti uno ad uno?

«Non voglio rilasciare commenti sulla vicenda interna al Pd. Posso parlare del partito in quanto tale, ma non delle dinamiche interne. Così come il fatto che questi se ne possano andare, io evito di parlare. Capisco Corradino, c’è stato dentro fino a ieri. O Fassina. Ma io nel Pd non ci sono mai stato e non voglio entrarci, mi occupo tra virgolette di altro, è una discussione di quella famiglia, non della mia».

Parliamo allora di sinistra, pensiamo al caso Roma. L’elettorato è smarrito e comincia proprio nella capitale a guardare al Movimento 5 Stelle. Siete pronti a costruire un nuovo soggetto politico forte, magari con lo stesso Mineo, Civati e Fassina, lei in prima persona? Che messaggio dare oggi agli elettori?

«L’elettorato di sinistra oggi è smarrito perché non c’è una sinistra degna di questo nome. Per questo stiamo lavorando, e mi sento di dire che siamo a buon punto, per aprire un processo costituente di una sinistra alternativa e autonoma dal Pd. Una sinistra che sia chiaramente un altro polo politico, il quarto polo politico. Per far questo vogliamo fare l’unità, mettendo insieme tutti coloro che sono usciti dal Pd o che erano già fuori, come Rifondazione o Sel. Tutti coloro che fanno politica a sinistra del Pd».

I tempi?

«Diciamo che tra dicembre e gennaio dovremmo riuscire a trovare il primo momento di esplicitazione di questa prospettiva».

Possiamo dire che l’elettorato di sinistra sotto l’albero troverà finalmente un nuovo soggetto, o come minimo l’inizio di esso?

«Sì, l’inizio. Perché alla destra basta che ci sia l’uomo solo al comando, della provvidenza, magari con tanti soldi. La sinistra invece è fatta di gente dove ognuno ha il proprio cervello e pensa con la sua testa, dunque il nostro deve essere un processo largo, democratico e discusso. Non è che qualcuno fa un fischio e tutti accorrono ad applaudire. Confido che a cavallo dell’anno si riesca a dare questo segnale».

Cosa accadrà subito dopo?

«A quel punto non avremo più alibi e saremo chiamati ad essere il punto di riferimento da un punto di vista sociale. Oggi è evidente che il Movimento 5 Stelle, ma anche la stessa Lega Nord raccolgono dei voti del disagio sociale. Le loro contraddizioni, però, sono enormi. Basta pensare a come il Movimento 5 Stelle sia anti sindacale, per non parlare della Lega Nord. C’è bisogno di una forza che rappresenti i bisogni dei più poveri, in modo coerente e non solo cavalcando la protesta. Serve una proposta per cambiare le cose positivamente».

Che ripercussione avrebbe un simile soggetto nel Pd?

«Toglierebbe ogni alibi a chi nel Pd dice di stare contro Renzi, ma continua a votare».

Come soggetto politico sarete chiamati a dare più spazio ai diritti sociali? Ultimamente nell’agenda politica si parla molto di diritti civili…

«Il punto centrale saranno i diritti civili che oggi sono totalmente calpestati. In questo momento abbiamo solo i privilegi delle imprese e dei ricchi, mentre i diritti delle persone sono macellati. Io dico no! Al centro del nostro soggetto ci sono le periferie, il problema della disoccupazione, del lavoro, dei salari bassi, del rinnovo dei contratti, l’abolizione della Fornero. C’è il problema delle liste d’attesa nella Sanità, quello dei ticket. C’è il nodo della casa. La nostra parola d’ordine è una: prendere i soldi dalle tasche dei ricchi e delle banche e usarli per la povera gente. Perché i soldi ci sono. Questo è il punto centrale della sinistra».

Cosa che Renzi non fa minimamente?

«Non solo non lo fa, ma realizza l’esatto opposto! Solo in seguito alla protesta ha rimesso le tasse sui castelli, altrimenti saremmo stato l’unico posto in Europa dove chi possiede un castello non paga niente e invece un inquilino deve pagare affitti che non riesce a pagare. Siamo nella follia vera…».

sabato 24 ottobre 2015

ROMA - 24/25 OTT. 2015 - CONFERENZA NAZIONALE GIOVANI COMUNISTE/I


Roma la Conferenza Nazionale dei Giovani Comunisti. Titolo ambizioso della Conferenza: vogliamo la luna. Per la segreteria nazionale di Rifondazione Comunista presenti Rosa Rinaldi ed Ezio Locatelli. Domenica è previsto l'intervento di Paolo Ferrero, segretario nazionale Prc-Se. Auguri a tutte e tutti GC di buon lavoro
 

 

venerdì 16 ottobre 2015

mercoledì 14 ottobre 2015

ARRESTATO MARIO MANTOVANI, VICEPRESIDENTE REGIONE LOMBARDIA.

ARRESTATO MARIO MANTOVANI, VICEPRESIDENTE REGIONE LOMBARDIA. ANTONELLO PATTA – SEGRETARIO REGIONALE P.R.C. LOMBARDIA-MARONI A CASA, RIPULIAMO LA LOMBARDIA - MILANO 13 OTTOBRE 2015 Apprendiamo la notizia dell’arresto di Mario Mantovani vicepresidente di Regione Lombardia, già Senatore e Sottosegretario alle infrastrutture del governo Berlusconi effettuato questa mattina all’alba con le accuse di corruzione, concussione turbativa d’asta e abuso d’ufficio. Altre nove persone sono indagate, tra cui l’assessore regionale al Bilancio Massimo Garavaglia, braccio destro del governatore Roberto Maroni. E’ la conferma che in Lombardia il sistema corruttivo e le ruberie a danno dei contribuenti non sono finiti con l’era Formigoni. Altro che la pulizia annunciata! Le famose scope di Maroni sono servite a mettere temporaneamente sotto il tappeto il lerciume che sta venendo a galla e che conferma che Lega e Centro Destra sono il vero problema della Lombardia. I soldi ci sono e vanno a ingrassare le cripte del malaffare e della speculazione mentre si racconta che non ci sono per abolire i Ticket, e per il salario minimo. MARONI E LE DESTRE A CASA per una Lombardia libera, pulita e che metta al primo posto i cittadini e i loro bisogni e non gli interessi dei ceti politici e gruppi di potere affaristici che governano la Lombardia da 22 anni.

martedì 13 ottobre 2015

Il PRC AVANZA PER LE ELEZIONI 2016 A MILANO LA PROPOSTA DI COSTRUZIONE DI UNA LISTA ELETTORALE UNITARIA

Il PRC avanza per le elezioni 2016 la proposta di costruzione di una lista elettorale unitaria, autonoma ed alternativa al PD per il Comune di Milano, no alla partecipazione delle primarie di centro sinistra, proseguiamo l’attuale consigliatura in linea con gli obbiettivi indicateci nel 2011 dai cittadini ed elettori milanesi. Il Comitato Politico Federale del PRC riunitosi il 6 ottobre 2015, dopo un lungo e articolato dibattito: “Il PRC propone alla sinistra organizzata milanese (SEL, Altra Europa con Tsipras, Possibile, ACT) e tutte le rappresentanze collettive e associative, alle personalità della sinistra sociale, sindacale e di movimento, di avviare insieme un percorso per far nascere una lista elettorale unitaria autonoma ed alternativa al PD per il Comune di Milano. Una lista non sommatoria dei soli proponenti e sigle, perché basata sull’autonomia dei singoli partecipanti/aderenti e nella sovranità delle decisioni localmente prese. Auspichiamo che la nascita della lista della sinistra milanese, possa elaborare insieme ai cittadini/e, ai militanti della sinistra sociale e politica, nei quartieri e future municipalità milanesi, un proprio programma/progetto per la città di Milano e municipalità. Una nuova proposta di qualità politica per la città di Milano, che parli innanzi tutto ai quanti oggi si sentono senza rappresentanza….” “..Insieme a tanti cittadini e militanti politici della sinistra, non dimentichiamo la grande stagione politica e di partecipazione popolare che nel 2011 ha strappato alle destre la città di Milano dopo 17 anni. La non ricandidatura del Sindaco Pisapia, insieme al nuovo scenario politico nazionale che ha posto fine all’esperienza del centrosinistra, ha però aperto una nuova e diversa stagione politica, che interroga tutta la sinistra cittadina. Un nuovo corso che non può lasciarci indifferenti. Vi è quindi una evidente precarietà politica nelle primarie di coalizione proposte da PD e SEL, con candidature solo interne al PD e così soggette alle decisioni ed orientamenti del PD nazionale. Primarie quindi molto lontane da quelle che caratterizzarono la stagione del 2011. “Considerando che le primarie di Milano, sono state decise senza la piena condivisione del PRC e che le stesse contengono tratti consistenti di incertezza e aleatorietà, sia in relazione alle candidature, che ad oggi sono tutte interne al PD, che al loro effettivo svolgimento, ciò rende per noi inaccettabile la partecipazione alle primarie del centro sinistra milanese.”“..L’esperienza dell’Amministrazione Pisapia pur tra difficoltà ed evidenti contraddizioni, ha prodotto risultati nuovi e positivi sotto il profilo dell’equità, dei diritti civili, dell’onestà dell’amministrazione pubblica, nella salvaguardia delle aziende pubbliche e nell’ambito dello sviluppo della sharing economy. Rilevanti sono stati i condizionamenti dovuti alle scelte delle precedenti amministrazioni e per questo il nostro giudizio è fortemente critico. Critico sulle scelte effettuate nella politica di spesa essenzialmente concentrata solo su grandi opere infrastrutturali, che hanno drenato risorse economiche enormi a scapito di un adeguato intervento su case popolari, periferie e sostegno deciso al welfare, come la politica e rapporti con i dipendenti comunali, il personale precario non stabilizzato e con il decentramento sul piano delle risorse economiche. “..Valutiamo positivo l’operato del gruppo consigliare “Sinistra per Pisapia – FdS” e dei nostri rappresentanti nei CdZ, mossi sempre in continuità con gli obiettivi che la lista si è sempre posti; auspichiamo che si operi nello stesso modo nei mesi che separano le elezioni del 2016, per salvaguardare gli obbiettivi indicateci nel 2011 dai cittadini ed elettori milanesi. Di particolare rilevanza dovrà essere l’impegno affinché l’amministrazione avvii uno stanziamento straordinario e significativo di bilancio, per la ristrutturazione e consegna delle case popolari sfitte e risanamento straordinario. Pensiamo necessario ed urgente definire un percorso partecipato della cittadinanza sulle aree di Expo 2015, avanzando la proposta che contestualmente alle elezioni 2016 sia indetto un referendum consultivo. Avanziamo inoltre la richiesta, che Comune e Città Metropolitana richiedano al governo il varo della legge elettorale per l’elezione diretta del Sindaco e Consiglio Metropolitano congiuntamente alle elezioni del Comune di Milano, per ridare senso e valore democratico all’istituzione che deve svolgere un ruolo al servizio di 3,5 milioni di cittadini.”

lunedì 12 ottobre 2015

ATTENTATO AD ANKARA. SOLIDARIETÀ ALLE VITTIME E AI CURDI

ATTENTATO AD ANKARA. SOLIDARIETÀ ALLE VITTIME E AI CURDI, LE RESPONSABILITÀ DI ERDOGAN. MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE CONTRO LA GUERRA È terribile il bilancio dello spaventoso attentato di questa mattina alla manifestazione pacifista e curda nel centro di Ankara. Finora si contano 86 morti e 186 feriti. Si tratta di un atto feroce, non ancora rivendicato, una strage di manifestanti pacifici e pacifisti, il che lo rende ancora più orribile se possibile, scesi in piazza per chiedere la fine del conflitto con i Curdi del Pkk, che nel frattempo ha dichiarato la cessazione di ogni ostilità fino alle elezioni di novembre. Un’azione che destabilizza del tutto la situazione interna della Turchia, già pesantemente segnata dopo l’attentato di Suruc, ai confini con la Siria, che costò 30 morti il luglio scorso. Il presidente Erdogan è gravemente responsabile. Ha scelto di governare con i nazionalisti, ha spostato all’interno della Turchia la guerra in Siria, ai confini del paese, per colpire i curdi. Azioni sempre più gravi, condotte dall’esercito, che hanno portato a radere al suolo interi villaggi, come Cisre, in maniera identica a quanto avviene a pochi chilometri, in Siria. Il tutto nel silenzio dei paesi europei e occidentali, mentre gli aerei russi la sorvolano e la Nato dichiara di volere difendere la Turchia da ogni violazione. Di recente a Bruxelles Erdogan ha definito terroristi tutti i Curdi. È tremendo, il bilancio dell’attentato, se si guarda l’intera situazione del Medio Oriente. La guerra in Siria, l’intervento della Russia e dei paesi occidentali. Il contemporaneo inasprirsi del conflitto tra Palestina e Israele, dove, mentre si continua a negare la creazione di due Stati indipendenti, una nuova generazione di Palestinesi si prepara alla terza Intifada. Con grande preoccupazione vediamo che l’ombra della guerra, non più solo locale, si proietta con forza inedita sull’intera regione e sulle relazioni internazionali. Per questo non basta condannare la ferocia, piangere i morti, dichiarare la solidarietà alle vittime e al popolo curdo. Di fronte all’orribile attentato di Ankara è necessaria una risposta ampia, di tutte le forze pacifiste e di movimento, italiane ed europee. Prepariamo una grande mobilitazione. Dobbiamo opporci alla guerra. ALTRA EUROPA CON TSIPRAS - 10 ottobre 2015
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