venerdì 16 gennaio 2015
domenica 11 gennaio 2015
BERLINO - RIUNIONE DELLA SINISTRA EUROPEA
A Berlino riunione esecutivo del Partito della Sinistra Europea di Giovanna Capelli La riunione dell’Esecutivo del Partito della Sinistra Europea di venerdì 9 e sabato 10 gennaio 2015 a Berlino è stata percorsa da due argomenti decisivi, capaci entrambi non solo di sollecitare le capacità e le intelligenze politiche nell’aggiornamento delle analisi e nella elaborazione di una linea futura, ma anche di far muovere emozioni e sentimenti riannodando i fili della memoria della storia del movimento comunista: i fatti di Parigi e la imminente vittoria di Syriza alle elezioni greche. L’azione terroristica di Parigi e il suo snodarsi nel tempo ha subito sconvolto l`ordine dei lavori: il Presidente del Partito della Sinistra Europea, Pierre Laurent che e`anche il Segretario del Partito Comunista Francese, non ha aperto come al solito i lavori dell’Esecutivo, ma è rimasto a Parigi a organizzare la risposta politica e a fronteggiare la gravità della situazione, tessendo i fili perché la reazione di massa all’assalto terroristico sia democratica, antirazzista, capace di fare da argine alle derive populiste e securitarie. E a Berlino i 54 rappresentanti dei 26 Partiti componenti la Sinistra Europea, i molti osservatori e i nuovi partners (fra cui i nuovi compagni dalla Slovenia in rappresentanza della giovane coalizione della Sinistra alternativa che nelle ultime elezioni politiche ha stupito le previsioni degli esperti aggiudicandosi 6 seggi in Parlamento ) hanno tentato di inquadrare ciò che è successo a Parigi e le reazioni internazionali nel più vasto e intricato contesto della Europa. Così il compagno Gilles Garnier del PCF ha sottolineato che gli autori degli attentati sono francesi e la cultura che li ha mossi è il risultato di più di 10 anni di politiche sociali devastanti in Francia. Ci sono 5 milioni di francesi che Marie Le Pen vorrebbe far si che vengano considerati e trattati come potenziali terroristi perché musulmani, con l’obbiettivo di creare un clima da guerra civile e portare il popolo francese sfinito dalla crisi a credere di essere davanti a due uniche scelte possibili: o lo stato islamico o il Fronte Nazionale. Non è un caso, aggiunge Olga Athaniti di Syriza, che una delle argomentazioni più forti e insidiose che Samaras usa in Grecia per sventare la vittoria di Alexis Tsipras è la minaccia che il paese venga invaso dagli immigrati, se, come prevede il programma di Salonicco le leggi sull’immigrazione attualmente in vigore fortemente xenofobe e restrittive saranno modificate alla luce dei principi di solidarietà e dell’universalismo dei diritti.Fabio Amato del Partito della Rifondazione Comunista ha ricordato i precedenti momenti in cui in Europa il terrorismo integralista ha colpito: Parigi, Madrid, Norvegia. In tutti questi episodi è affiorata la pervasività profonda delle pulsioni razziste che la crisi economico, politica e sociale produce, aprendo spazi politici alle nuove destre. Esse alimentano l`intolleranza verso il diverso per costumi, provenienza, orientamento sessuale e trovano spazio nelle coscienze anche perché in Europa la idea della laicità dello stato ha subito molte ferite e non ha mai maturato nuove conquiste stabili. Amato si chiede se in uno stato veramente laico può esistere il reato di blasfemia (come in Italia ). La risposta a questa situazione figlia della crisi, e o `la accettazione dello stato di eccezione conseguente allo scontro di civilta’ e quindi la produzione di politiche autoritarie e securitarie che ottengono un consenso sociale grazie alla continua costruzione della immagine del nemico contro cui unirsi, dentro le logiche sempre più`violente del liberismo (una moderna barbarie) oppure il cambiamento vero, la rottura dei rapporti politici ed economici esistenti. Per questo la attenzione politica e le aspettative della seconda fase del dibattito si concentrano sulla Grecia sulla prossima vittoria elettorale di Syriza, evidenziando il nesso di reciprocità fra Grecia ed Europa. Syriza ha bisogno della solidarietà il più vasta possibile in Europa per vincere le elezioni nel modo migliore, contrastando allarmismi e falsificazioni che già occupano i media europei. Ma dopo le elezioni questa solidarietà sara ancora piu necessaria per attuare il suo programma. Il Partito della Sinistra europea si è impegnato ad allargare le proprie relazioni politiche, a intensificare l`iniziativa di sostegno a Syriza e a trasmettere ai movimenti sociali il senso e la imminenza di un cambiamento possibile.Per questo i momenti piu salienti e decisivi dell’Esecutivo sono stati quelli che hanno seguito l’intervento del compagno greco Yannis Milos che ha brevemente illustrato il programma di Salonicco. Durissime e nette sono state le domande poste sulle possibilità di vincere non solo dal punto di vista elettorale, ma di attuare quel programma che restituisce diritti e dignità alle persone, ma che anche imposta un diverso modello economico e sociale. Tutti e tutte riconoscono la importanza non solo simbolica della vittoria elettorale di un Partito della Sinistra europea che in una crisi gravissima ha conquistato consenso elettorale e fiducia di molti settori sociali. Ma è chiaro che la reazione in Europa delle forze del liberismo sarà durissima. La parlamentare europea Marisa Matias annuncia che la BCE interverrà con il QE solo a favore dei paesi classificati con le 3 A dalle agenzie di rating. Grecia e Cipro sono esclusi a priori. Come si pensa di di contrastare il boicottaggio al programma che la borghesia greca metterà in atto, come verrà affrontato il problema delle passate privatizzazioni, con una semplice rinazionalizzazione o attraverso la collocazione della proprietà nelle mani dei lavoratori e in questo caso con quali forme di controllo e di democrazia? Esiste un piano B nel caso in cui la BCE non ricontrattasse il debito? La risposta di Milos è altrettanto netta. Il piano A è quello dell’Europa neoliberista che in Grecia ha causato una emergenza umanitaria, una situazione post.bellica in cui le persone non hanno i soldi per pagare la luce, il riscaldamento e persino il pane quotidiano. Il piano B è il programma di Salonicco. Non esiste altro piano. E’ su quel programma che Syriza chiede il consenso del popolo e costruisce il suo vincolo che non intende rompere in modo unilaterale. La strada stretta passa dalla Grecia all’Europa, alla conferenza sul debito, alla sua ristrutturazione e al coinvolgimento in alleanze attive di tutti quei paesi che sono commissariati dalla Ue per il loro debito e spinti verso la povertà dalle politiche di austerità e dai tagli allo stato sociale. Si apre per tutti un nuovo scenario. Se cambia la Grecia cambia l`Europa. Si spezza l’ordine del neoliberismo e si può costruire l`uscita da sinistra dalla crisi. Tutte le risposte non sono date, ma sono terreno di costruzione comune per il Partito della Sinistra Europea.
sabato 10 gennaio 2015
VI ASPETTIAMO, SABATO 10 GENNAIO, ALLE 15,30 IN PIAZZA DUOMO - NOUS SOMMES TOUS CHARLIE
JE SUIS CHARLIE. E’ IL MOMENTO DI STARE INSIEME. La strage di Parigi ci ha lasciati addolorati, sgomenti, arrabbiati. Tutti sentiamo il bisogno di reagire. Ricordiamo quello che il premier norvegese Stoltenberg disse dopo la strage di Utoya del 2011: “Reagiremo con più democrazia, più apertura e più diritti”. Non vogliamo cedere alla paura e all’odio. Rifiutiamo la logica di chi divide il mondo in base alla religione, al colore della pelle, alla nazionalità. Rifiutiamo la logica di chi specula sulla morte per i propri interessi, alimentando una spirale di odio e violenza. È il momento di stare insieme, di far sentire la voce di tutti quelli, e sono tanti, che di fronte alla morte e alla violenza rispondono con il dialogo, la solidarietà e la pratica dei diritti. Tutti quelli che non fanno distinzione tra le vittime di Utoya e Peshawar, di Baqa, di Baghdad, e Parigi, nel Mediterraneo e a New York. Tutti quelli che credono che diritti, democrazia e libertà siano l’unico antidoto alla guerra, alla violenza e al terrore. Dove l’odio divide, i diritti possono unire. Vi aspettiamo, sabato 10 gennaio, alle 15,30 in piazza del Duomo Anpi provinciale Milano, Acli, Arci, Altra Europa Milano, Altra Europa Monza e Brianza, Associazione Città Mondo, Associazione Adesso Basta!, Associazione Enrico Berlinguer Milano, Associazione Il Razzismo è una brutta storia, Associazione La Freccia, Associazione Pace in Comune, Azione Civile Milano, Camera del Lavoro Milano, Chiesa Pastafariana Italiana, Cittadini per la memoria del Vajont, Collettivo Controvento, Comitato No Muos Milano, Comunità Kurda Milano, Coordinamento Associazioni Islamiche di Milano, Coordinamento Comasco per la Pace, Coordinamento La Pace in Comune, Emergency, Forum Diritti Pd Lombardia, Giovani Democratici, Giovani Musulmani d’Italia, Italia-Cuba Milano, La Scuola di Pace, Link Sindacato universitario milanese, Naga, Partito Democratico Milano, Partito della Rifondazione Comunista Milano, Partito Socialista Italiano Milano, Rete Antifascista Milanese, Rete della conoscenza Milano, Rete Maipiù, Sinistra Ecologia e Libertà Milano, Sentinelli di Milano, SISA Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente, Studenti AE Milano, Unidea Bocconi, Unione degli Studenti Milano, Unione degli Universitari Milano, Università Statale di Milano “Unisì-Uniti a Sinistra”.
TACI GRILLO - DA "QUALCOSA DI SINISTRA"
Taci, Grillo da “Qualcosa di Sinistra” - gen 2015 Grillo ha ragione, dietro alla strage di Parigi c’è puzza di bruciato. Magari dietro alla “maschera” della Jihad islamica ci possono essere i servizi segreti, oppure i neofascisti, quelli con cui anche lui dialoga in Europa e con cui sta nel gruppo europeo e che provengono da partiti apertamente neonazisti. Le teorie complottiste a volte sono così complottiste da complottare addirittura dietro loro stesse… La verità è probabilmente più semplice di quello che si vuole enfatizzare tanto da una parte (quella dei media) tanto dall’altra (quella dei Salvini, Le Pen e Grillo): la verità è che l’Occidente ha seminato il caos nel Medio Oriente e ora i frutti che si raccolgono sono anche quelli avvelenati di folli che si muovono singolarmente, in gruppi, oppure come “Stato islamico”… Il fatto che Beppe Grillo faccia seguire alle sue dichiarazioni complottiste la frase “Il Papa sbaglia a dialogare con l’Islam”, la dice lunga sulla sua buona fede in merito all’analisi dei fatti accaduti nella Ville Lumiere. (m.s.)
lunedì 5 gennaio 2015
FERRERO PRC - 9 gennaio 2015 a CERNUSCO S.N.

PAOLO FERRERO A CERNUSCO PER PRESENTARE IL SUO LIBRO "LA TRUFFA DEL DEBITO PUBBLICO"
Venerdì 9 gennaio 2015, ore 21 - Biblioteca civica di Cernusco sul Naviglio - Ingresso Via Fatebenefratelli
I circoli PRC della zona Adda-Martesana organizzano un incontro con il Segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista Paolo Ferrero.
Sarà occasione per approfondire il tema del debito pubblico, leva che la politica italiana ha utilizzato negli ultimi decenni per giustificare privatizzazioni, tagli del welfare, riduzione dei diritti e in questi mesi perfino per corrodere i più basilari meccanismi democratici.
Nel suo libro "La truffa del debito pubblico", Ferrero spiega con dovizia di particolari come le dimensioni attuali del debito nazionale non siano frutto dell'opera disgraziata di un popolo scialacquone che ha vissuto per troppo tempo al di sopra delle proprie possibilità, quanto invece l'effetto di una precisa scelta politica presa nel 1981 dall'allora ministro del Tesoro Beniamino Andreatta. Quella decisione, concertata con il Governatore di Bankitalia Carlo Azeglio Ciampi, chiudeva i rubinetti allo Stato, costringendolo a finanziarsi sul mercato. Un provvedimento scellerato che portava per la prima volta i tassi d'interessi dei titoli di stato a valori maggiori dell'inflazione reale. Una strada che gli Stati Uniti, il Giappone e la Cina si sono ben guardati da intraprendere e che ha portato il nostro rapporto debito/Pil dal 60% del 1981 all'astronomico 120% del 1996.
Una scelta politica che da una parte ha enormemente arricchito chi era nelle condizioni di poter acquistare titoli di stato italiano (per lo più banche nazionali e istituti finanziari esteri) e dall'altra ha giustificato trentanni di politiche di austerity che vanno dall'eliminazione della scala mobile, alla maxi-manovra lacrime e sangue del Governo Amato, al continuo e folle innalzamento dell'età pensionabile (da Dini alle lacrime della Fornero), passando dalla svendita dei pezzi più pregiati dello Stato (autostrade, Telecom, ... e a breve magari Poste e Ferrovie), fino ad arrivare al Jobs act di questi ultimi giorni. Austerity che ha dato vita ad un consolidato ed enorme avanzo primario (si restituisce ai cittadini meno di quanto si raccoglie con le tasse), utilizzato dal 1992 esclusivamente per pagare interessi o meglio per finanziare la speculazione.
Una serata quindi anche di critica dell'economia politica, nella speranza di cominciare ad incrinare quell'ideologia, o se si preferisce quella religione che, davanti alle legittime rivendicazioni di chi vorrebbe difendere le conquiste dei propri genitori, risponde sempre lo stesso refrain: "mi dispiace i soldi non ci sono".
PRC VIMODRONE – Sinistra Europea
rifodrone.blogspot.com
Facebook: Prc Vimo
Email: prcvimo@virgilio.it
POLEMICHE TRA I PARTECIPANTI ALLA MANIFESTAZIONE SULLE “STRISCE BLU” SVOLTASI A DICEMBRE
DALLA GAZZETTA DELLA MARTESANA DEL 5 GENNAIO 2014 -
POLEMICHE TRA I PARTECIPANTI ALLA MANIFESTAZIONE SULLE “STRISCE BLU” SVOLTASI A DICEMBRE
lunedì 22 dicembre 2014
BUONE FESTE e non dimenticatevi di sottoscivere...
CAMPAGNA DI SOTTOSCRIZIONE A SOSTEGNO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA
Ce lo hanno insegnato i maestri. Non c’è partito comunista che possa vivere senza l’autofinanziamento da parte di sostenitori e militanti.
Noi non organizziamo cene a mille euro né riceviamo sostegno da potenti gruppi economici. Preferiamo i 10 euro che possono versare compagne e compagni.
Facciamo politica pulita e le nostre entrate sono quelle derivanti dal tesseramento, dai contributi e dalle donazioni di iscritti e simpatizzanti.
L’autofinanziamento è una condizione indispensabile e una priorità per garantire l’autonomia politica e programmatica dei comunisti e rilanciare l’iniziativa del partito.
Siamo certamente il partito più attivo nelle lotte e nei movimenti, quello più impegnato nella costruzione dell’unità della sinistra antiliberista e anticapitalista. Pur esclusi dal parlamento dal 2008 abbiamo dimostrato una capacità di resistenza come nessun altro nel panorama politico italiano.
Ma in assenza di qualsiasi finanziamento pubblico del partito e della nostra azione politica, è necessaria la consapevolezza che dobbiamo e possiamo contare solo sulle nostre forze. E’ indispensabile l’impegno di tutt* nell’autofinanziamento per far vivere il nostro progetto della rifondazione comunista.
Per questo chiediamo a tutte e a tutti di dare il proprio contributo, ciascuno secondo le proprie possibilità, come nella tradizione dei comunisti si è riusciti a fare anche negli anni più duri.
Come sottoscrivere a sostegno del PRC
Potete farlo attraverso un BONIFICO.
L’Iban al quale è possibile bonificare il contributo è IT 16 C 07601 03200 000039326004 intestato a ‘Partito della Rifondazione Comunista Direzione nazionale’.
Oppure con Carta di Credito su Pay Pal dal sito PRC Nazionale(www.rifondazione.it).
Potete sottoscrivere un “modulo Rid”
Attraverso il rid autorizzate la vostra banca al versamento periodico (preferibilmente trimestrale) di una quota al Partito, sulla base dell’autorizzazione e della quantità fissata con la compilazione del modulo Rid stesso. Il modulo da riempire lo trovate nel sito PRC Nazionale (www.rifondazione.it).
I moduli compilati dovranno essere inviati a organizzazione.prc@rifondazione.it e/o via fax allo 06/44182332.
Ricordiamo che è previsto – ai sensi della nuova normativa di cui alla legge 13/2014 – uno sgravio fiscale del 26% per sottoscrizioni di importi compresi tra 30 e 30.000 euro annui (anche per versamenti effettuati in più soluzioni), del quale potrete usufruire con la dichiarazione dei redditi. del 2015 indicando come causale del bonifico “erogazione liberale a partito politico”.
giovedì 18 dicembre 2014
NAPOLITANO, PRESIDENTE DI PARTE FA UNO SPOT A FAVORE DEL GOVERNO INVECE DI GARANTIRE LA COSTITUZIONE
NAPOLITANO, PRESIDENTE DI PARTE FA UNO SPOT A FAVORE DEL GOVERNO INVECE DI GARANTIRE LA COSTITUZIONE
Napolitano nel suo discorso alle alte cariche dello Stato si produce in uno spot a favore del governo; questo invece di garantire la Costituzione e difendere il popolo italiano dalle politiche di austerità promosse da Renzi.
Napolitano si ripropone nuovamente – come in molte altre occasioni – come un presidente di parte, vero ispiratore e garante delle politiche neoliberiste che tanti danni hanno fatto al nostro paese.
Un Presidente amico della Merkel e di Confindustria e che non trova di meglio che attaccare i sindacati e quindi i lavoratori.
Speriamo che Napolitano dia presto le dimissioni, per porre rapidamente fine al triste spettacolo di stravolgimento della costituzione a cui assistiamo oramai da troppi anni.
sabato 13 dicembre 2014
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