venerdì 23 maggio 2014

FERRERO: COSTRUIRE ANCHE IN ITALIA LA SINISTRA EUROPEA

FERRERO: COSTRUIRE ANCHE IN ITALIA LA SINISTRA EUROPEA Siamo arri­vati agli ultimi giorni di cam­pa­gna elet­to­rale, quelli deci­sivi. Non solo per­ché una buona fetta dell’elettorato sce­glierà in que­sti giorni cosa votare, ma per­ché Renzi e Grillo stanno pun­tando tutte le loro carte sulla costru­zione di un bipo­la­ri­smo media­tico, per sca­te­nare la cam­pa­gna sul voto utile e cata­liz­zare con­sensi. Que­sto avviene in un con­te­sto in cui larga parte del popolo ita­liano vive una soli­tu­dine sof­fe­rente che non rie­sce a costi­tuirsi in sog­get­ti­vità, in movi­mento col­let­tivo. La poli­tica viene così ridi­se­gnata dagli uomini della prov­vi­denza che pro­met­tono i mira­coli. In una per­fetta divi­sione di ruoli, l’intero spa­zio media­tico è occu­pato dall’uomo della prov­vi­denza che punta sulla spe­ranza e da quello che punta sulla rab­bia. La forza del popu­li­smo di governo e di oppo­si­zione sta pro­prio qui, nel met­tere a valore la pas­si­viz­za­zione di massa, pro­po­nendo una delega “all’uomo giu­sto”, in grado di risol­vere tutti i pro­blemi, con­tro i capri espia­tori indi­vi­duati di volta in volta. Non è un caso che Renzi — in nome del rispar­mio e della lotta alla casta — stia mano­met­tendo la Costi­tu­zione e ridu­cendo dra­sti­ca­mente la rap­pre­sen­ta­ti­vità demo­cra­tica delle isti­tu­zioni. Non è un caso che Renzi attac­chi la Cgil e il sin­da­cato in quanto tale: in un pro­cesso che punta a ridurre alla con­di­zione di sud­diti lavo­ra­tori e cit­ta­dini, ogni forma di orga­niz­za­zione sin­da­cale e di auto­noma rap­pre­sen­tanza dei lavo­ra­tori deve essere spaz­zata via. Per que­sto la pro­po­sta di un’altra Europa con Tsi­pras non è solo una diversa pro­po­sta poli­tica ma una pro­po­sta alter­na­tiva a Renzi come a Grillo anche nella con­ce­zione della poli­tica e della demo­cra­zia. Non chie­diamo una delega all’uomo forte ma pro­po­niamo un per­corso in cui la costru­zione di una rap­pre­sen­tanza poli­tica della sini­stra si intrecci con la costru­zione di una sog­get­ti­vità poli­tica di massa. Que­sto è l’unico anti­doto con­tro le poli­ti­che neo­li­be­ri­ste e il paral­lelo pro­cesso di pas­si­viz­za­zione auto­ri­ta­ria che riduce i cit­ta­dini a sud­diti. Per que­sto dovremo uti­liz­zare que­sti ultimi giorni, a par­tire dal pre­sti­gio e dal con­senso che abbiamo sin qui accu­mu­lato, per rove­sciare l’ordine del discorso pub­blico su due punti fon­da­men­tali. In primo luogo l’Europa così com’è è un disa­stro ma l’alternativa non è l’uscita dall’Europa magari con­dita dalla difesa della razza. Il pro­blema non è ’euro si o euro no’ ma la scon­fitta delle poli­ti­che neo­li­be­ri­ste e l’austerità. In secondo luogo, per scon­fig­gere le poli­ti­che di auste­rità non bastano gli insulti, bat­tere più o meno forte i pugni sul tavolo o chiu­dersi in casa pro­pria. Serve la forza della mobi­li­ta­zione popo­lare, una grande forza che si ponga al livello a cui si sono orga­niz­zati ban­chieri e padroni. Per que­sto la lista un’altra Europa con Tsi­pras — a dif­fe­renza del M5S — non è pre­sente solo in Ita­lia: Tsi­pras è il can­di­dato pre­si­dente di tutte le forze della sini­stra euro­pea e que­sta coa­li­zione inter­na­zio­nale è indi­spen­sa­bile per costruire un movi­mento poli­tico di massa euro­peo e scon­fig­gere le poli­ti­che di auste­rità. La stessa sovra­nità nazio­nale degli stati deve essere uti­liz­zata in que­sta dire­zione e per que­sto pro­po­niamo che gli stati disob­be­di­scano ai trat­tati e alle diret­tive euro­pee che hanno effetti nega­tivi sui popoli: Renzi, invece di fare tea­tro, ritiri la firma dal fiscal com­pact e dichiari l’indisponibilità dell’Italia ad appli­care quel trattato. Pro­pongo inol­tre che si dica chia­ra­mente che il voto alla lista Tsi­pras vale dop­pio: non solo per rove­sciare le poli­ti­che neo­li­be­ri­ste ma per costruire la sini­stra in Ita­lia. Rifon­da­zione Comu­ni­sta pro­pone che dall’esperienza elet­to­rale parta un pro­cesso costi­tuente della sini­stra, che sarà tanto più age­vole quanto mag­giore sarà il suc­cesso della lista. Lavo­rare per fare Syriza anche in Ita­lia è l’impegno che ci assu­miamo ora e che con­fi­diamo possa essere con­di­viso da tutti e tutte coloro che si sono impe­gnati per il suc­cesso della lista e da molti altri. Uscire dalla seconda repub­blica senza cadere nel popu­li­smo signi­fica lavo­rare per costruire la sini­stra euro­pea anche in Ita­lia, signi­fica costruire — nel con­te­sto deci­sivo delle rela­zioni euro­pee — una sini­stra anti­li­be­ri­sta che si ponga l’obiettivo di assu­mere rela­zioni e dimen­sione di massa. Un pro­cesso che parta dall’alto e dal basso, un pro­cesso par­te­ci­pato, plu­rale e demo­cra­tico che si dia il tempo neces­sa­rio per dotarsi di una pro­pria sog­get­ti­vità. Per­ché non pos­siamo con­ti­nuare ad inse­guire le sca­denze elet­to­rali men­tre i rap­porti sociali e l’immaginario col­let­tivo ven­gono quo­ti­dia­na­mente pla­smati dai nostri nemici.

VIMODRONE L'ALTRA EUROPA CON TSIPRAS AL MERCATO VENERDI MATTINA


martedì 20 maggio 2014

20 MAGGIO 2014 - ORE 21 - CAMERA DEL LAVORO – PAROLE E MUSICHE PER UN’ALTRA EUROPA

20 MAGGIO 2014 - CAMERA DEL LAVORO – PAROLE E MUSICHE PER UN’ALTRA EUROPA


Martedi 20 maggio ore 21.00

“Il lavoro non è una merce. I territori cemento o solitudine”. E’ questo il tema scelto per un’importante iniziativa politica scelta per denunciare la precarizzazione del lavoro, così come la devastazione dei territori con le grandi opere. Contenuti alternativi per un’Altra Europa possibile.

Prima di tutto le persone! Camera del lavoro di Milano Parole e musiche per Un’altra Europa.

Con Corrado Mandreoli, Moni Ovadia, Nicoletta Dosio, Dijana Pavlovic. Conduce Massimo Cirri, Musica Orchestra NEMA PROBLEMA chiude la serata Paolo Rossi



venerdì 16 maggio 2014

PROSSIMO APPUNTAMENTO SABATO 17 MAGGIO 2014 DALLE ORE 15 ALLE ORE 17.30 VIA CATTANEO ZONA CONAD

L'ALTRA EUROPA CON TSIPRAS - PROSSIMO APPUNTAMENTO SABATO 17 MAGGIO 2014 DALLE ORE 15 ALLE ORE 17.30 VIA CATTANEO ZONA CONAD

domenica 11 maggio 2014

PROSSIMO APPUNTAMENTO VENERDI 16 MAGGIO 2014 DALLE 10 ALLE 12 – MERCATO - VIA BATTISTI ANGOLO MATTEOTTI

PROSSIMO APPUNTAMENTO VENERDI 16 MAGGIO 2014 DALLE 10 ALLE 12 – MERCATO - VIA BATTISTI ANGOLO MATTEOTTI



venerdì 9 maggio 2014

PRC VIMODRONE IN PIAZZA DOMENICA 11 MAGGIO DALLE ORE 10 ALLE ORE 12 PER LA LISTA “L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS”

Il Partito della Rifondazione Comunista di Vimodrone domenica 11 maggio 2014 dalle ore 10 alle ore 12 sarà in Piazza Unità d’Italia per sostenere la lista l’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS. PRC VIMODRONE – Sinistra Europea rifodrone.blogspot.com Facebook: Prc Vimo

10° ANNIVERSARIO SINISTRA EUROPEA, 9 MAGGIO, ROMA

10° anniversario Sinistra Europea, 9 maggio, Roma Mattina del 9 Maggio, dalle 10 alle 12.00 hotel Nazionale in Piazza Montecitorio Tavola rotonda “9 Maggio 2004- 9 Maggio 2014 Sinistra Europea, dieci anni dopo, le sfide per cambiare l’Europa” Con Pierre Laurent-segretario nazionale PCF-Front De Gauche, Presidente Partito della Sinistra Europea Maite Mola – PC Spagna, Izquierda Unida, Vice Presidente del Partito della Sinistra Europea Paolo Ferrero – Segretario Nazionale PRC Fabio Amato – Segretariato Sinistra Europea, responsabile Esteri PRC-candidato l’Altra Europa con Tsipras Stelios Pappas – Coordinatore Dipartimento Europa Syriza Walter Pomar – PT Brasile Alfonso Gianni – fondazione Cercare ancora Roberto Musacchio - Associazione Altramente Eleonora Forenza – segreteria PRC candidata l’Altra Europa con Tsipras Toni Barbara- Ezquierda unida y alternativa Catalogna coordina Giovanna Capelli – esecutivo Sinistra europea Messaggio di Fausto Bertinotti ore 12 CONFERENZA STAMPA: Le proposte della sinistra Europa contro l’austerità: conferenza sul debito e piano per il lavoro. dalle ore 18 alle ore 24 in piazza Campo dei Fiori 9 maggio 2004- 9 Maggio 2014 Buon compleanno Sinistra Europea Basta austerità, basta neoliberismo: costruiamo l’Europa Sociale Interventi di FABIO AMATO coordinatore campagna sinistra europea per Tsipras-candidato l’altra europa con tsipras PAOLO FERRERO segretario nazionale PRC BARBARA SPINELLI l’altra europa con Tsipras PIERRE LAURENT segretario nazionale PCF- Front de Gauche Francia-Presidente Sinistra Europea MAITE MOLA PCE- Izquierda Unida Spagna-vicepresidente SInistra Europea STELIOS PAPPAS - Coordinatore Dipartimento Europa Grecia BARBARA SPINELLI- l’altra europa con Tsipras WALTER POMAR PT Brasile ELEONORA FORENZA-segreteria PRC candidata l’altra europa con Tsipras CONCERTO DEI SEIOTTAVI – rinogaetanotributeband

giovedì 8 maggio 2014

IL CONTRATTO A TERMINE E LA DEBACLE DEL PD

Il contratto a termine e la débâcle del Pd La soddisfazione con cui i partiti di centro destra hanno salutato l’ultima versione, uscita dalla Commissione del Senato, del Decreto sui contratti a termine e apprendistato è la miglior certificazione non solo degli ulteriori e quasi incredibili peggioramenti di una legge già pessima, ma della vera e propria banca rotta - non c’è altra parola - della rappresentanza parlamentare del Partito Democratico. Con la sola meritoria eccezione dell’On. Fassina, i parlamentari del Pd si sono lasciati soggiogare da alcuni notissimi nemici storici dei lavoratori e dei sindacati, a cominciare dall’On. Sacconi. Ed hanno infine accettato un testo normativo che mai i governi Berlusconi sarebbero riusciti ad ottenere a scapito dei lavoratori e di cui invece il «democratico» Renzi ed il «comunista» Poletti vanno invece addirittura fieri. Ma occorre venire subito al merito, perché ognuno possa giudicare per proprio conto se questi giudizi drastici siano o meno fondati e per questo articoliamo almeno due punti. 1) Il «fondo» del problema è ben conosciuto ed è già stato illustrato in altre occasioni: con il decreto Poletti i contratti a termine diventano «acausali», vale a dire possono essere conclusi senza una motivazione specifica anche se l’esigenza lavorativa che il lavoratore è chiamato a soddisfare non è temporanea bensì permanente. E’ allora innegabile che il contratto a termine «acausale» abbia una sola finalità: quella di tenere il lavoratore sotto il perpetuo ricatto del mancato rinnovo, né il lavoratore può sperare nella regola per cui dopo 36 mesi dovrebbe passare comunque a tempo indeterminato, perché per questo occorrerebbe che il datore gli faccia un ulteriore contratto che invece non gli farà mai potendo assumere al suo posto un nuovo precario. Ci si aspettava che di fronte ad una così chiara violazione della dignità del lavoratore, contraria anche allo spirito e alla lettera della normativa europea, i parlamentari del Pd, maggior partito della coalizione, reagissero: invece hanno trangugiato con la massima indifferenza la "acausalità" e fissato, in cambio, un falso obiettivo, onde poter poi vantare falsi successi. Il falso obiettivo è consistito nel ridurre le possibili proroghe di un contratto acausale da 8 a 5 il che però, come si comprende, non sposta di un millimetro il problema del potere ricattatorio consegnato al datore. Anche perché, come subito notato dai giuristi, una cosa è la proroga di un contratto altra cosa è il suo rinnovo ossia la stipula di un altro successivo contratto del tutto analogo: in altre parole dopo avere prorogato per cinque volte un contratto acausale a termine, niente impedisce di stipulare un altro contratto simile con le sue cinque proroghe e così via. Eppure i parlamentari Pd hanno avuto il coraggio di vantare questo inganno, o autoinganno, come un successo politico. 2) Esisteva tuttavia oltre alla causale del contratto un altro seppur meno efficace argine contro l’abuso dei contratti precari, vale a dire il loro "contingentamento" o fissazione di una percentuale insuperabile, all’interno di una stessa azienda rispetto al numero dei rapporti a tempo indeterminato. E’ una misura di salvaguardia antica risalente a più di vent’anni fa e adottata già dalla Legge n. 56/1987 che, appunto, demandava i contratti collettivi di stabilire quella percentuale massima che è stata per lo più poi fissata dai Ccnl nel 15-20 per cento per tutte le tipologie precarie ivi comprese, quando sono state introdotte, le somministrazioni di lavoro. Va notato che la giurisprudenza della Corte di Cassazione in tutti questi anni è stata concorde nell’affermare che in caso di stipula di un contratto precario oltre la percentuale, questo "sforamento" comportasse la sua automatica trasformazione a tempo indeterminato (es. Cass. n. 7.645/2011). Orbene il Decreto Poletti nella sua versione originale prevedeva una percentuale massima del 20 per cento, comprensiva sia di contratti a tempo determinato sia rapporti di lavoro somministrato, ma già in Commissione lavoro della Camera questi ultimi non sono più stati considerati compresi del 20 per cento col bel risultato che chi ha raggiunto la soglia del 20 per cento potrà continuare tranquillamente ad aggiungere altri rapporti a tempo determinato seppur somministrati tramite agenzia. Sembra addirittura che i parlamentari del Pd si siano fatti imbrogliare da qualcuno che ha raccontato loro che i lavoratori somministrati non sono veri precari perché avrebbero in realtà un rapporto a tempo indeterminato con l’agenzia, il che invece accade non più di una volta su dieci. Come che sia il limite del 20 per cento è stato così aggirato Ma restava ancora un punto importante e cioè il principio che il suo superamento avrebbe comportato la trasformazione a tempo indeterminato dei rapporti eccedenti. Ebbene, anche su questo i parlamentari del Pd sono stati pronti al grosso passo indietro, a genuflettersi ai Poletti, ai Sacconi, agli Ichino ed ad accettare che il testo normativo preveda, invece della trasformazione, una semplice sanzione amministrativa per lo «sforamento». Sarebbe come prevedere che chi dà lavoro "in nero" sia soggetto, bensì, alla sanzione amministrativa ma senza più obbligo, allora, di mettere in regola il lavoratore. Si tratta di un assurdo giuridico oltre che di una vergogna politica, che l’ineffabile capo dei deputati Pd ed ex ministro del lavoro Cesare Damiano ha avuto il coraggio di definire come «differenza minimale» rispetto al testo originario. La verità purtroppo è che alla prova dei fatti tra le forze politiche rappresentate in parlamento solo i deputati di Sel e del Movimento 5 Stelle hanno tenuto un comportamento coerente, limpido e di appassionata difesa della dignità dei lavoratori. Ora, dopo lo scontato voto di fiducia che consentirà di consumare definitivamente questo vero crimine sociale, la parola dovrà passare a quanti nei movimenti e nella società civile hanno davvero a cuore i diritti dei lavoratori cercando di rivendicarli anche nelle aule di giustizia italiane ed europee. E su questo argomento torneremo ben presto.
Grazie per le visite!
banda http://www.adelebox.it/