sabato 7 luglio 2012

IL PEGGIORE


IL PEGGIORE


Da “IL MANIFESTO”

Crisi economica economia Elsa Fornero governo Mario Monti Silvio Berlusconi tagli Il governo Monti sta facendo, con vent’anni di ritardo, quel che ci aspettavamo dai governi Berlusconi. Vedasi quanto ha appena scritto Galli della Loggia sulle pagine del Corriere della Sera. Monti applica la sua ricetta con zelo spietato, sospinto da tre fattori fondamentali. Il primo è il suo furore ideologico. È un neoliberale a oltranza, rimasto a bocca asciutta malgrado una lunghissima permanenza della destra al governo, neanche minimamente turbato dai disastri che il neoliberalismo perpetra da almeno un trentennio. Sembra dunque intenzionato a recuperare a tappe forzate il terreno perduto profittando delle drammatiche difficoltà di tutte le forze politiche.

Monti fa il lavoro di Berlusconi Perché il capo dello Stato abbia deciso di rivolgersi a lui è un mistero. Monti è il rappresentante organico di una cosa che in Italia da sempre non c’è, o che quando c’è fa ridere – sempre che non faccia di peggio – ovvero il settore privato, o il capitalismo, o la borghesia. Che non a caso hanno a suo tempo partorito il fascismo e da ultimo quella caricatura di destra che sono Berlusconi e il berlusconismo. Monti ne è la faccia decente, ma non ha mai nascosto le sue pulsioni, né come accademico, né come columnist del Corriere della Sera. Eppure Napolitano l’ha scelto. Va bene che si era fatto una reputazione in Europa come membro della Commissione, ma è dubbio che nella pur magra riserva della Repubblica non si potesse scegliere una figura meno profilata.

Il secondo fattore che mette vento nelle vele di Monti è la crisi finanziaria internazionale, che ha amplificato a dismisura i problemi italiani, aggravati non poco dalla vergognosa incompetenza dei governi Berlusconi, nonché dalle pluriennali spoliazioni da essi perpetrate a danno del paese.

Il terzo fattore che aiuta Monti è l’emergenza democratica in cui Berlusconi ha precipitato il paese. Rispetto a quella situazione i modi urbani di Monti sono un progresso. Quel che però non si può dimenticare è che la macelleria sociale che Monti sta perpetrando è anch’essa una sfida alla democrazia. Quando una democrazia partorisce politiche di questo genere gli effetti sono democraticamente devastanti.

Qualcuno ritiene che la chiusura d’una fabbrica al giorno, la disoccupazione crescente, il decadimento dei servizi e l’impoverimento di fasce sempre più ampie della popolazione non abbia pesanti ricadute sullo stato di salute delle democrazia italiana? Sono fatti che corrodono il tessuto sociale e la convivenza civile, di cui ovviamente la democrazia paga il conto. E infatti la fiducia nelle istituzioni democratiche è in declino e l’antipolitica fiorisce.

Certo, si può orientare il declino della fiducia contro i partiti. Che sono divenuti il capro espiatorio della grande stampa, di Beppe Grillo e talora di sé medesimi. I partiti non sono più immorali di altri pezzi della società italiana, ma invece di curare la propria immoralità si compiacciono di metterla in scena: vuoi immaginando riforme istituzionali volte a decapitarli, vuoi con le autodenigrazioni sistematiche come quelle in cui da ultimo primeggia il sindaco Renzi.

Per intanto dunque i partiti calamitano la sfiducia verso la democrazia. Ma c’è ragione di ritenere che se Monti è stato ingaggiato per curare la democrazia dalle ferite che le ha inflitto Berlusconi, quelle che lui le sta infliggendo non sono meno gravi. Sono più subdole, non scandalizzano le vestali della democrazia, ma provocano danni che non sarà facile riparare.

Insomma, il sollievo che il nuovo stile del governo suscita è modestissimo. Si concede il lusso perfino di qualche ministro che fa mosse apprezzabili (qualche parola si sente a beneficio del Mezzogiorno, anche se i fatti sono lenti; i beni culturali ricevono attenzioni cui erano disabituati da anni). E in Europa ci disprezzano un po’ meno. Ma la consolazione è modesta. L’azione del governo Monti non solo è economicamente e socialmente depressiva. Lo è pure democraticamente. Ci si consenta pertanto una domanda all’onorevole Bersani e a tutti coloro che a sinistra si affannano ad annettersi Monti.

Già, perché in questa storia c’è una sfinge ed è proprio lui, insieme a molti suoi sodali del Pd. Qualche fremito ogni tanto da Bersani ci giunge, ma ci piacerebbe sentire qualcosa di più sostanzioso che non una battuta del tipo: “Monti è una risorsa”. Ci scusi, onorevole, una risorsa per chi? I cassintegrati, gli esodati, i disabili, e via di seguito, o i ristrettissimi circoli di banchieri e imprenditori con cui Monti è in confidenza? Ci dica ancora, onorevole, se fate società con Casini, è in Monti che troverete il vostro premier? O siete già d’accordo per fare il montismo senza Monti, di cui Casini è tifoso sfegatato? Il Pd da che parte sta?

Ogni tanto una battuta può scappare e la penitenza che Monti ha imposto agli italiani (con l’accurata esclusione dei ceti abbienti) dobbiamo forse sopportarla, perché la situazione politica è quel che è e perché ci siamo consegnati mani e piedi ai diktat di Berlino. Ma intanto la penitenza si può attenuarla, si potrebbe applicarla altrimenti e si possono chiamare le cose col loro nome. Galli della Loggia lo fa: è un governo di destra e borghese. E siccome la borghesia italiana non mai stata illuminata, e oggi lo è men che mai, anche perché chi dovrebbe contrastarla o ha deciso di disarmare, o mette i bastoni fra le ruote a chi prova a reagire come la Fiom, questo è un governo antipopolare. Dire che lo si sopporta, ma non ci piace, è che la sinistra farà tutt’altro, aiuterebbe quanto meno a togliere a Di Pietro, alla Lega e a Grillo – e pure a Berlusconi – l’esclusiva delle riserve sul governo. E sarebbe un antidoto all’antipolitica.



Alfio Mastropaolo - il manifesto

mercoledì 4 luglio 2012

Milano cambia? Cambia Milano!


Milano cambia? Cambia Milano!


Serata conclusiva del percorso di ascolto della città realizzato dalla Federazione della Sinistra, a un anno dalla vittoria alle elezioni comunali

VENERDI’ 6 LUGLIO
ore 20,30

SALA ALESSI - PALAZZO MARINO

Con:
Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano
Basilio Rizzo, Presidente del Consiglio Comunale
Anita Sonego, Capogruppo FDS in Consiglio Comunale
Roberto Cornelli, Segretario PD Milano
Daniele Farina, Coordinatore SEL Milano
Stefano Zamponi, Commissario IDV
Antonello Patta, Portavoce FdS Milano

Interventi di:

Roberto Cenati, Presidente ANPI Provinciale Milano;
Corrado Mandreoli, Segreteria Camera del Lavoro Milano
Ilaria Scovazzi, Presidenza ARCI Milano

Organizza: Sinistra per Pisapia -
FEDERAZIONE DELLA SINISTRA Milano

lunedì 2 luglio 2012

DICHIARAZIONE CONGIUNTA SYRIZA, PRC E ALTRE FORZE SINISTRA EUROPEA CONTRO L'EUROPA DELLE BANCHE


DICHIARAZIONE CONGIUNTA SYRIZA, PRC E ALTRE FORZE SINISTRA EUROPEA CONTRO L'EUROPA DELLE BANCHE

CRISI – VERTICE UE, I LEADER DELLA SINISTRA EUROPEA: «SOLO LE BANCHE ESCONO VITTORIOSE DAL SUMMIT EUROPEO»


Dichiarazione congiunta di Pierre Laurent, segretario nazionale del Partito comunista francese (Francia) e presidente del partito della Sinistra Europea, Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, Alexis Tsipras, presidente di Syriza (Grecia) e vice presidente del partito della Sinistra Europea, Cayo Lara, portavoce di Izquierda Unida (Spagna), Jose-Luis Centella, segretario generale del PCE (Spagna), Katja Kipping & Bernd Riexinger, co-presidenti di Die Linke (Germania):
«I capi di Stato dei nostri paesi di ritorno dal vertice UE hanno dichiarato a gran voce che hanno strappato delle vittorie per i popoli, delle flessioni da parte della Cancelliera Merkel, di Mario Draghi o di Jean-Claude Junker. Avrebbero per la 19^ volta dall'inizio della crisi, "salvato l'Europa". Francois Hollande ha dichiarato persino che l’Europa si è “riorientata” nella giusta direzione.
Questa è pubblicità ingannevole. Il patto di bilancio (fiscal compact) resta intatto. Non c’è stata alcuna "rinegoziazione" e la componente di crescita promossa da Francois Hollande non ha alcun valore legale. Diretto o indiretto, finanziato dal Mes (Meccanismo europeo di stabilità) o no, il così detto "aiuto finanziario" sarà ancora una volta pagato interamente dai cittadini europei, attraverso tagli di bilancio e attacchi ai diritti dei lavoratori. Tutte le disposizioni adottate in nome della solidarietà con l'Italia e la Spagna sono solo misure di socializzazione delle perdite. Ciò significherà anche una perdita della sovranità dei popoli e il declino della democrazia parlamentare. La verità è che i negoziati nell'Ue liberale sono a 27 ma a vincere sono sempre le banche. Facciamo appello a tutti gli uomini e le donne di sinistra, a tutti gli eletti che siedono nei parlamenti affinchè si mobilitino per impedire la ratifica di questo patto fatale nei nostri paesi. Solo una rifondazione dell'Ue può permettere un’uscita dalla crisi. Continueremo a ripeterlo: l'austerità porta la recessione. Non ci può essere crescita in questo quadro.

Noi proponiamo un'alternativa:
· una soluzione europea per il debito pubblico esistente, insostenibile, che proponga la sua decisiva riduzione;


· cambiare il ruolo e i compiti della Bce, per favorire la creazione di occupazione e la formazione, non gli speculatori;


· creare una nuova istituzione: una banca pubblica europea, finanziata dalla Bce e dalla tassa sulle transazioni finanziarie, i cui fondi siano utilizzati esclusivamente per promuovere gli investimenti pubblici nei servizi pubblici e sviluppo industriale sostenibile;


· uniformare al livello più alto i diritti dei lavoratori e tutti i diritti sociali».

venerdì 29 giugno 2012

PRC - IDV SI FARA' REFERENDUM SU ART. 18

Ferrero e Di Pietro: faremo referendum per ripristinare articolo 18


Paolo Ferrero
 - Il ddl lavoro è legge: la peggiore delle leggi possibili, il governo Monti è arrivato là dove nemmeno Berlusconi era arrivato, a cancellare l’articolo 18 e i diritti dei lavoratori. Pd e Pdl, complici del governo, hanno compiuto una vera e propria nefandezza contro i lavoratori e le lavoratrici . Noi ci faremo promotori di un referendum abrogativo della riforma sul lavoro e dell’articolo 8 della manovra estiva del governo Berlusconi perché siamo convinti che la maggioranza del popolo italiano non è d’accordo con la distruzione dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.



Antonio Di Pietro - 
La riforma del lavoro del ministro Fornero è diventata legge. Ad ottobre promuoveremo un referendum abrogativo. Ci rivolgeremo ai cittadini e ai lavoratori per vedere chi ha ragione: noi o il governo Monti e la sua anomala maggioranza. Perché questa pseudo-riforma danneggia i giovani, le imprese e i lavoratori, smantella i loro diritti e non dà futuro.

CANDIDATI 2010 REGIONE LOMBARDIA...


Il sistema di potere formigoniano che per venti anni ha sequestrato la vita politica, economica e sociale della regione più importante d'Italia è alle corde.

In consiglio regionale c'è un numero d'inquisiti senza precedenti e le inchieste scuotono e coinvolgono anche la Lega Nord.
Solo l'elezioni anticipate possono essere un atto riparatorio rispetto alla gravità di un sistema clientelare e corrotto trasversale.
La Federazione della Sinistra ha pagato con l'esclusione dal consiglio regionale la sua coerenza contro il bipolarismo degli affari, ma a volte è necessario fare scelte difficili per potere investire nel futuro ovvero in una proposta di governo per la Lombardia veramente alternativa.
Uniamo la sinistra di alternativa per la Lombardia del lavoro, dei beni comuni, dell'ambiente, della trasparenza e della solidarietà sociale

COMUNICATO DI VST DEL 28-06-2012


Allusioni e demagogia, Vimodrone Futura persegue la logica dello scontro continuo


(Vimodrone, 28 giugno 2012)

Il gruppo politico denominato “Vimodrone Futura”, ispiratore della mozione di sfiducia alla giunta precedente e responsabile della paralisi amministrativa di oltre tre mesi, la cui proposta per il governo della città è stata sonoramente bocciata dagli elettori, invece di interrogarsi sul perché di un risultato negativo che ha di fatto rovesciato le proprie aspettative, persegue una logica di campagna elettorale permanente denigrando il sindaco Antonio Brescianini, i partiti e i rappresentanti di Vimodrone sei Tu.
Una logica volta allo scontro continuo che noi rifiutiamo categoricamente, perché fautori di un confronto politico di merito e, soprattutto, improntato al rispetto reciproco.
Vimodrone sei Tu è la lista civica che raggruppa i partiti del centro sinistra, alla quale aderiscono volontariamente associazioni e singoli cittadini. Con la candidatura di Antonio Brescianini e la presentazione di un programma di mandato amministrativo chiaro e netto nella strategia per il futuro del nostro territorio, Vimodrone sei Tu è stata premiata ancora una volta dai cittadini, i quali hanno riposto la propria fiducia in una classe dirigente che ha dimostrato negli anni precedenti di saper governare in nome del bene comune. Questo è un dato chiaro che a due mesi dal voto dovrebbe già essere stato metabolizzato da tutti gli attori politici e sociali.
Pertanto, con pacatezza e fermezza, rigettiamo al mittente le accuse di spartizione partitocratica e clientelismo, soprattutto alla luce della considerazione che i soggetti firmatari di queste allusioni devono la propria notorietà proprio ai partiti politici dai quali oggi, troppo frettolosamente, prendono le distanze e alle stesse logiche, oggi definite da “manuale Cencelli”, con le quali hanno assunto ruoli e responsabilità all’interno delle passate amministrazioni.
Ricordiamo altresì ai militanti e dirigenti di Vimodrone Futura, gli stessi che per anni hanno approvato deliberazioni per l’istituzione di uffici a supporto dell’organo esecutivo (come sancito tra l’altro dalle normative vigenti) che la coalizione di Vimodrone sei Tu ha garantito in modo trasparente e lineare la gestione delle finanze pubbliche, ha ridotto progressivamente il debito dell’Ente, ha chiuso contenziosi decennali, ha rispettato le normative nazionali del Patto di stabilità. Una buona amministrazione della cosa pubblica sancita anche dal Ministero dell’Economia che ha inserito il nostro comune tra i 143 enti “virtuosi” a livello nazionale.
Basta con le polemiche, Vimodrone sei Tu è una coalizione responsabile, siamo stati eletti per affrontare e risolvere i problemi della nostra comunità.

mercoledì 27 giugno 2012

IN PIAZZA CONTRO IL DDL LAVORO!!!

LAVORO – FORNERO: ABERRANTI PAROLE DEL MINISTRO: LAVORO è DIRITTO COSTITUZIONALE.
NOI IN PIAZZA CONTRO DDL, FAREMO REFERENDUM SU ARTICOLO 18


Le parole del ministro Fornero, nell’intervista del Wsj, sono aberranti: il lavoro in Italia è un diritto costituzionale. Si rilegga gli articoli 1 e 4, tra i Principi fondamentali della nostra Carta costituzionale! La riforma che il governo sta blindando in ...queste ore con la fiducia alla Camera è un provvedimento pessimo, altro che buono: via libera ai licenziamenti con la demolizione dell’articolo 18 e precarietà per tutti. Per questo noi del PRC anche oggi saremo in piazza, coi sindacati, per dire no a questa riforma e a questo governo nemico dei lavoratori. E per questo presenteremo un referendum per ripristinare l’articolo 18.

LE PAROLE DELLA FORNERO...

(AGI) - Roma, 27 giu. - "L'attitudine della gente deve cambiare; il lavoro non e' un diritto, va guadagnato, anche con il sacrificio". Lo ha dichiarato il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, in un'intervista al 'Wall Street Journal'. "Stiamo cercando di proteggere le persone non i loro posti", ha spiegato il ministro. Intanto la Camera ha approvato la terza fiducia posta dal governo sul ddl di riforma del mercato del lavoro. I si' sono stati 447, i contrari 76, 27 gli astenuti. L'aula di Montecitorio si appresta ora a votare la quarta e ultima fiducia chiesta dall'esecutivo. Il provvedimento sara' licenziato in serata. (AGI) .




VIA DALL'AFGHANISTAN SUBITO!

Ancora un militare ucciso ad Herat Afghanistan. Dal governo Berlusconi a quello Monti niente è cambiato sulle politiche di guerra. Basta versare sangue innocente : ritiriamo le truppe!



domenica 24 giugno 2012

APPELLO AI PARLAMENTARI PD – NO ALL’ABROGAZIONE ART. 18




APPELLO AI PARLAMENTARI PD – NO ALL’ABROGAZIONE ART. 18


Le Camere si accingono a discutere un disegno di legge di riforma del mercato del lavoro che viene propagandata come inevitabile, e viene giustificata con il fatto che ad oggi in Italia un imprenditore in gravi difficoltà economiche non possa ridurre il proprio personale.
Quali deputati e senatori del Pd, saprete sicuramente che quanto sopra non corrisponde a verità, in quanto il nostro ordinamento prevede espressamente la possibilità di licenziare per motivi economici, essendo previsto il licenziamento per giustificato motivo oggettivo (fino a 5 dipendenti) o collettivo (oltre i 5 dipendenti) e che la stessa Ocse pone l'Italia al di sotto della media europea per quanto attiene agli indici della rigidità in uscita. La nuova formulazione dell'art.18 dello Statuto dei Lavoratori non introduce alcuna nuova causa di licenziamento, ma incide solo sul trattamento sanzionatorio dei licenziamenti illegittimi, quelli senza giusta causa e giustificato motivo, stabilendo tetti massimi (irrisori) ai risarcimenti che vanno dai 6 mesi (paradossalmente per la violazione più palese, il licenziamento privo di motivazione), fino a 24 mesi. La reintegrazione viene di fatto abolita, sia per il licenziamento (strumentalmente definito) disciplinare, dove rimane limitata a casi marginali, che per il licenziamento (strumentalmente definito) economico - nel quale il reintegro previsto sulla carta è del tutto impraticabile - così come per i licenziamenti collettivi illegittimi, aprendo la strada ad espulsioni di massa di forza lavoro (la Cgia di Mestre quantifica in 60 mila i posti che andranno persi nei primi 10 mesi di applicazione: 2 mila licenziamenti al giorno). L'attuale art.18 è una norma a costo zero per il datore di lavoro corretto, in quanto interviene solo nei confronti di chi non rispetta la legge.
Questa riforma non ha alcuna attinenza con il rilancio dell'economia, come attestano tutti gli studi sul punto e come ha più volte affermato lo stesso Pierluigi Bersani. È una riforma, quindi, che nasce solo per primeggiare in Europa nella gara a chi si conforma prima e di più alle previsioni del Patto Euro Plus firmato il 25 marzo 2011 dal governo Berlusconi (poi divenuto Fiscal Compact lo scorso 2 marzo 2012), ovverosia proprio quell'accordo contro cui Hollande ha vittoriosamente impostato la propria campagna elettorale, e su cui la socialdemocrazia tedesca ha già annunciato che, senza sostanziali modifiche in termini di diritti sociali, non darà la propria approvazione parlamentare.
Per questo scriviamo ai parlamentari del Pd, convinti come siamo che la consonanza con le altre famiglie riformiste europee possa consentirvi di comprendere ed apprezzare il profondissimo errore di aderire acriticamente a un testo che toglie l'ultimo architrave del diritto del lavoro che l'opinione pubblica e la lotta di milioni di lavoratori avevano salvato dal ventennio berlusconiano. Se Il Pd approverà questa riforma si assumerà una responsabilità politica storica di fronte a milioni di lavoratrici e lavoratori - che pure ritengono di essere ancora rappresentati dal vostro partito - ponendo una pesantissima ipoteca alla possibilità che l'Italia possa contribuire a delineare un percorso di uscita dalle macerie prodotte dal lungo governo della destra europea, e aprendo così uno scenario che rischia di condurci davvero verso il modello Grecia e non verso Francia o Germania. Per questo vi chiediamo di non approvare questa legge, che non porterebbe alcun giovamento alle ragioni della buona impresa e alle esigenze dei lavoratori, ma aumenterebbe solo l'illegalità, la precarizzazione e la sottoccupazione generalizzata, la disperazione sociale e la disaffezione alla politica e alla partecipazione.



FESTE



Alcune feste che sono in programma in questo mese di Giugno:
15 - 17 GIUGNO
La Federazione della Sinistra in Festa in zona 6 Cascina Monterobbio Via S. Paolino 5 Milano



15 – 17 GIUGNO
IX Festa dei Giovani Comunisti del Corsichese e Trezzano Area Feste Via Gramsci 36 Gaggiano


14 – 24 GIUGNO
Festa per la Libertà dei Popoli Centro Sportivo Via Mazzola ang. Via Europa Cassano D’Adda


19 – 25 GIUGNO
Festa di Liberazione del Castanese Tensostruttura via Mantegna Castano Primo


28 - 15 LUGLIO
Rifondinfesta Presso il circolo Sempre Avanti via Bertola 11 Novate Milanese


giovedì 21 giugno 2012

CONTRO LA CRISI... LE DONNE POSSONO

Contro la crisi.... le donne possono Assemblea donne PRC Lombardia

Parleremo del lavoro nei luoghi della produzione e della riproduzione, dei lavori delle donne, del lavoro domestico,di autodeterminazione e welfare, delle grandi reticenze della politica e della economia. Confronteremo esperienze di lotta, pratiche e proposte di donne per costruire forza femminile indispensabile per uscire dalla crisi infinita che tocca le vite e annulla i nostri progetti.

Sabato 23 giugno 2012 ore 9,30-17,00

c/o Circolo Concetto Marchesi

Via Spallanzani, 6 (coop. Aurora) Milano

Ci accompagneranno:

• Lidia Menapace, senatrice PRC• Eliana Como, FIOM Bergamo

• Giovanna Vertova, economista, docente università Bergamo

• Rosangela Pesenti, gruppo Sconfinate, coord. nazionale Udi, redazione Marea

• Roberta Fantozzi, segreteria Rifondazione

Coordina e introduce l’incontro: Giovanna Capelli, PRC
Grazie per le visite!
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