giovedì 19 aprile 2012

REGRESSIONE COSTITUZIONALE

REGRESSIONE COSTITUZIONALE

di Gianni Ferrara

Con l'approvazione del Senato in seconda deliberazione si è concluso ieri il procedimento di revisione dell'art. 81 della Costituzione. Male. Un giudizio non tanto distante da quello che si arguiva dalle parole di chi dichiarava, dai banchi della sinistra, un voto più disciplinato che convinto.
Con l'approvazione di tale legge costituzionale, la politica economica è sottratta al Parlamento italiano, al Governo italiano, al corpo elettorale italiano. Con tale approvazione la nostra Costituzione non è più nostra.
È stata trasformata in strumento giuridico funzionale ad un feticcio, quello neoliberista, che la tecnocrazia finanziaria europea interpreterà volta a volta dettando le misure che dispiegheranno la mistica del feticcio.
Con tale approvazione un altro demerito si accompagnerà a quelli sciaguratamente ottenuti dal nostro paese in tema di regimi politici. Il demerito di aver inventato un nuovo tipo di Costituzione. A quelle scritte, consuetudinarie, flessibili, rigide, programmatiche, pluraliste, liberali, democratiche, lavoriste, si aggiungerà la Costituzione abdicataria, una costituzione-decostituzione. Un ossimoro istituzionale che preconizza una recessione seriale che, partendo dalla neutralizzazione della politica, porterà alla compressione dei diritti e poi alla dissoluzione del diritto, sostituito dalla mera forza del dominio economico.
Emerge, improrogabile, la necessità di un intervento. Votando questa autentica regressione costituzionale, i gruppi parlamentari della strana maggioranza delle due camere hanno tenuto in irresponsabile dispregio i giudizi di economisti di molti paesi del mondo, tra i quali 5 premi Nobel, di giuristi di varie discipline. Su un tema così intrinseco alla sovranità popolare, e su cui, e non per caso, è stato stesa una coltre fittissima di silenzio, hanno escluso che potesse pronunziarsi il corpo elettorale. I fondati dubbi sulla legittimità costituzionale della legge elettorale da cui deriva la loro presenza in parlamento non ne hanno frenato la cupidigia di sottomettersi al diktat della Cancelliera tedesca. Hanno respinto anche la richiesta di approvarla pure questa legge, ma non con la maggioranza dei due terzi, quella che impedisce l'indizione di un referendum su tale gravissima spoliazione della sovranità nazionale. Ci resta ora un solo strumento per chiedere a questo o al prossimo parlamento di invertire la rotta.
Un solo modo per impegnarsi nella difesa di una conquista di civiltà arrisa con il riconoscimento, nel secolo scorso, dei diritti sociali. Sono quelli messi per primi in grave ed imminente pericolo dal feticcio liberista. Lo strumento che ci resta è quello di una proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare, ai sensi dell'articolo 71 della Costituzione, con cui integrare l'art. 81 in modo che le entrate dello stato, delle regioni e dei comuni siano riservate per il cinquanta per cento ad assicurare direttamente o indirettamente il godimento dei diritti sociali.
Imponendo quindi che nei bilanci di previsione dello stato, delle regioni, dei comuni, il cinquanta per cento della spesa risulti complessivamente destinato a garantire direttamente o anche indirettamente i diritti: alla salute, all'istruzione, alla formazione e all'elevazione professionale delle lavoratrici e dei lavoratori, alla retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro, all'assistenza sociale, alla previdenza, all'esistenza dignitosa ai lavoratori e delle loro famiglie. Si tratta dei diritti riconosciuti dagli articoli da 32 a 38 della Costituzione. Si tratta di creare una garanzia efficace per i diritti, volta sia a neutralizzare gli effetti delle disposizioni inserite nell'articolo 81 della Costituzione e pericolosissime per i diritti sociali, sia a precludere, o almeno a ridurre, la spesa pubblica per armamenti, per grandi e disastrose opere, per variegate clientele. Ad ipotizzarla non è la stravaganza di un vecchio costituzionalista, testardamente convinto della necessità storica della democrazia di pervadere la base economica della società. È contenuta nella Costituzione della Repubblica del Brasile, all'articolo 159 ed è specificata in quelli lo seguono, la riserva di bilancio a favore dei diritti sociali.
Raccogliere cinquanta mila firme e più, tante, tante altre ancora, per sostenere una proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare con i contenuti indicati è possibile. È doveroso. A tema centrale della prossima campagna elettorale per il rinnovo del parlamento va posta la garanzia finanziaria dei diritti sociali. Di fronte al pericolo del crollo di un pilastro della civiltà giuridica e politica, dobbiamo usare tutti gli strumenti della democrazia costituzionale che ci sono rimasti. Non possiamo altrimenti.

da Il Manifesto, Mercoledì 18 Aprile 2012

lunedì 16 aprile 2012

I POVERI SEMPRE PIU' POVERI

I POVERI SEMPRE PIU' POVERI


I dati dell’andamento economico parlano chiaro: le politiche fatte dal governo Berlusconi hanno aumentato le differenze sociali e reso i poveri ancora più poveri.
Il governo Monti ha proseguito sulla stessa strada per cui i dati per i prossimi anni sono destinati a peggiorare.
Per questo è necessario fare una vera patrimoniale sulle grandi ricchezze ed usare queste risorse per fare un reddito sociale per i disoccupati e un aumento delle pensioni minime.
Per uscire dalla crisi è necessario togliere ai ricchi per dare ai poveri, tutto il resto sono chiacchiere inutili e dannose.

domenica 15 aprile 2012

CIAO VITTORIO

lunedì 2 aprile 2012

I CANDIDATI PRC X BRESCIANINI SINDATO


Lamorte Aurelio
Nato a Ripacandida (PZ) il 13-01-1952
Artigiano - Membro del Comitato Referendario Acqua Bene Comune - Componente del Comitato di Quartiere XV Martiri

Galatioto Vincenzo
Nato a Marsala (TP) il 13-05-1962
Delegato Sindacale Ospedale S. Raffaele – Membro del Comitato Genitori per la DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA

Messineo Marco
Nato a Tunisi il 05-07-1957
Delegato sindacale Amsa – Coordinatore Cittadino PRC/FDS - Consigliere comunale VST uscente


giovedì 29 marzo 2012

31/3 OCCUPY PIAZZA AFFARI COMITATO NO DEBITO

FERRERO SEGRETARIO PRC IN PIAZZA AFFARI... CLICCA QUI SOTTO...

Bella piazza quella di Occupyamo Piazza Affari. Bella nonostante una Milano blindata all’inverosimile, gli allarmi della stampa borghesi, i pullman fermati all’ingresso della città, il divieto di partire dalla Bocconi, il think thank governativo. Almeno 20, 25 mila persone che hanno riempito il corteo, soggetti diversi, per generazioni, provenienze, vertenze in atto ma unite da alcuni punti di vista comuni e fondamentali.



Dalla Bocconi a Piazza Affari, nel cuore finanziario di Milano sfileranno sabato pomeriggio decine di migliaia di manifestanti. Arriveranno in gran parte dalle regioni del centro nord ma, nelle mille difficoltà del periodo si segnala l'organizzazione di pulmann da tutta Italia per questa mobilitazione importante indetta dal Coordinamento No Debito e a cui hanno aderito numerose forze sociali, sindacali e politiche come il Prc. Il segno della manifestazione è esplicito e non lascia spazio ad ambiguità, contro il governo Monti, contro lo strapotere delle banche per la costruzione di percorsi di opposizione tanto radicali quanto capaci di includere i mille rivoli della conflittualità sociale non rappresentati in parlamento. Ci saranno l'Usb e la "Rete 28 Aprile" della Cgil, il coagulo di energie che si condensa in "San Precario, ci saranno lavoratori e lavoratrici provenienti da vertenze sparse per tutto il territorio nazionale.


Occupyamo Piazza Affari
I loro affari non devono più decidere sulle nostre vite

Contro le politiche antisociali

del governo Monti e della Bce!

Per una società fondata sui diritti civili e sociali,

sul pubblico, sull’ambiente e sui beni comuni!

Misure “lacrime e sangue” sono la ricetta del governo delle banche e della finanza che, con il sostegno del centro-destra e del centro-sinistra, è ormai in carica da oltre tre mesi. Il massacro sociale del governo Monti dilagherà se verrà applicato il trattato europeo deciso dai governi Merkel, Sarkozy e Monti. Ora vogliono cambiare la Costituzione, senza consultare i cittadini e imponendo il pareggio di bilancio. Ora vogliono imporre un trattato, il fiscal compact, che impone la schiavitù del debito per vent’anni. Per vent’anni dovremo sacrificare i diritti sociali e quelli delle lavoratrici e dei lavoratori, per pagare il debito agli stessi affaristi e speculatori che l’hanno creato.
Una crisi del sistema capitalista da cui le classi dominanti non riescono ad uscire. L’individuazione di “medici” come Monti in Italia o Papademos in Grecia, che in realtà non fanno che aggravare la malattia scaricando sui lavoratori e sulle classi popolari il peso della iniqua distribuzione del reddito con il conseguente peggioramento delle condizioni di vita e l’eliminazione di diritti conquistati con anni di lotte. Per questo diciamo NO alla precarietà e alla messa in discussione dell’articolo 18, alla distruzione dello stato sociale, dei diritti, della civiltà e della democrazia. Per questo diciamo NO alla distruzione dell’ambiente, alle grandi opere, alla Tav.
Negazione della democrazia e repressione sono gli strumenti con cui le classi dominanti stanno cercando di fermare e dividere il movimento popolare che va opponendosi al dilagare della precarizzazione e della disoccupazione di massa: lo abbiamo visto in questi giorni in Val di Susa, ma anche contro molte lotte operaie e di resistenza sociale.
Chiediamo ai giovani e alle donne, alle lavoratrici e ai lavoratori,
ai precari, ai pensionati e ai migranti,
ai movimenti civili sociali e ambientali, alle forze organizzate,
di organizzare insieme una risposta a tutto questo
con una grande manifestazione nazionale a Milano il prossimo 31 marzo!
Unire le lotte per un'opposizione sociale e politica di massa, capace di incidere e contare, dal territorio, alla scuola e all’università, alle lotte per il lavoro: dalla Argol di Fiumicino alla Wagon-Lits di Milano, alla Alcoa di Portovesme, alla Fincantieri, alla Esselunga, alla Sicilia, alla Fiat e alle lotte dei migranti. Vogliamo manifestare assieme a tutti i popoli europei, schiacciati dalle politiche di austerità e dal liberismo, in particolare al popolo greco, sottomesso ad una tirannide finanziaria che sta distruggendo il paese.
Vogliamo un diverso modello sociale ed economico in Italia e in Europa, fondato sul pubblico, sull’ambiente e sui beni comuni, per riconvertire il sistema industriale con tecnologie e innovazione, per la pace e contro la guerra, per lo sviluppo della ricerca sostenendo scuola pubblica e università, per garantire il diritto a sanità, servizi sociali e reddito per tutti, lavoro dignitoso, libertà e democrazia.
Il 31 marzo tutte e tutti in piazza a Milano:

ore 14.00 manifestazione nazionale dalla Bocconi a Piazza Affari

Occupyamo Piazza Affari!

Costruiamo il nostro futuro!

Appello “Occupyamo Piazza Affari”






mercoledì 28 marzo 2012

LA NOSTRA LISTA DI VST MAGGIO 2012... e le altre



ANTONIO BRESCIANINI SINDACO

Lista

Veneroni Dario,
Broi Ivana,
Casati Fabio,
Citterio Andrea,
Formaggini Fabio,
Franchini Amedeo,
Galatioto Vincenzo,
Gibilisco Stefano,
Gornati Vincenzo,
Impiombato Aurora,
Lamorte Aurelio,
Lo Presti Giuseppe,
Messineo Marco,
Nava Luigi,
Selvano Emanuele,
Zanaboni Osvalda.

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LE ALTRE LISTE...

LA LISTA APPOGGIATA DA PDL, NUOVO PSI, API, FLI, UDC
“CITTADINI MODERATI PER VIMODRONE”

Candidato Sindaco Carlo BASSI


Candidati:


ALFANO V. Francesco, AMADEO Stefano, AMODIO Rino, AMORUSO Vincenzo, AVVEDUTO Franco, CORRENTE Francesca, DI BELLONIA Armando, FERLITA Maria, FRANCHINI Elena, GALEONE Davide, LANDOLINA Fabio, LONGO Salvatore, MASTRONARDI Nicola, MURNIGOTTI Mattia, PALLERA Mauro, TASSONE Domenico.

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LA LISTA "VIMO X TUTTI"

Candidato Sindaco Samuele AGOSTI

Candidati:

BRUNETTI Alessandro, NICHETTI Andrea, PEDRINI Ernesto, PORTA Nicoletta, CERBONESCHI Fabrizio, CUCUGLIELLI Angela, CAFAGNA Lorenzo, ASSIA Andrao, CARUSO Emiliano, GASPERINI Federico, PIERABELLA Marilisa, D’APICE Alessandro, MENGHINI Irene, RICCI Romolo
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LA LISTA "VIMODRONE FUTURA"


Candidato Sindaco Enzo GREGOLI

Candidati:

N. Lombardi, S. Piazzolla, A. Piazzonia, E.Fabbri, T. Zahov, I.Rivaroli, D.Benedetti, A. de Lisi, M. Favaro, M. Albertini, A. Speranza, M. Santacroce, M.R. Stabile, S. Ferroli, A. Rebondi, A. Vercalli

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LA LISTA "LEGA NORD"


Candidato Sindaco Federico GROSSO

Candidati:

S. Bianchini, G. Boracchi, G. Clerici, M. Lagreca, R. Maddinelli, V. Milani, D. Perego, A. Porro, M. Rebellato, V. Rigamonti, V. Ruberto, S. Saronni, A. Stefanelli, C. Turchiarulo, P. Ubertini
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sabato 24 marzo 2012

giovedì 22 marzo 2012

FIRMA X VST: SABATO 24 E DOMENICA 25

FIRMA per Vimodrone Sei Tu.
SABATO 24 E DOMENICA 25 MARZO 2012

VIENI A SOSTENERCI, NON MANCARE!

Sabato 24 marzo dalle ore 15 alle ore 18 e Domenica 25 marzo dalle ore 10 alle ore 12 saremo presenti in piazza Unità d’Italia a raccogliere le firme necessarie alla presentazione della lista di coalizione “Vimodrone Sei Tu”

PRC VIMODRONE

rifodrone.blogspot.com

P.S. RICORDA CHE PUOI FIRMARE SOLO PER UNA LISTA E CHE DEVI ESSERE ELETTORE A VIMODRONE!


ACQUA: IL GOVERNO E' ANTIDEMOCRATICO!

Acqua: governo talmente antidemocratico che se ne frega anche del referendum



Nella giornata mondiale dell’acqua occorre denunciare il comportamento del governo, che vuole negare nei fatti l’esito del referendum sull’acqua pubblica, calpestando il voto e la mobilitazione democratica di milioni di persone.


La ripubblicizzazione dell’acqua e della sua gestione è stata decisa dal popolo lo scorso giugno: il governo fino ad ora se n’è fregato e non ha ancora fatto nulla per far rispettare tale scelta.


Per questo ci sono state numerose proteste dei movimenti per l’acqua che anche stamattina hanno protestato, occupando il Ministero dell’Ambiente.

domenica 18 marzo 2012

Grazie per le visite!
banda http://www.adelebox.it/