sabato 20 febbraio 2010

…tra 5 minuti comincia la rivoluzione…

A CERNUSCO S.N.


…tra 5 minuti comincia la rivoluzione…

Il 28 e 29 Marzo ci saranno le elezioni regionali anche in Lombardia. La Federazione della Sinistra candiderà Vittorio Agnoletto come Presidente. Io (noi) abbiamo deciso di metterci, oltre il voto, anche la faccia… quindi mi candiderò al Consiglio Regionale. Perché siamo una generazione che chiede di entrare, partecipare… esistere. Quello del 28-29 marzo è un voto contro la paura di sé e degli altri, per la difesa e il rilancio del lavoro, tema centrale per noi che con la precarietà abbiamo subito uno delle più grandi umiliazioni, prima, durante e dopo la crisi: una precarietà che toglie speranze, ti porta volubili umori ed estenuanti sudori; un voto per una Lombardia che la smetta di essere una pericolosa camera a gas, dove tutela ambientale e qualità della vita sono parole sconosciute, dove le malattie respiratorie fanno enormi danni e ci consegnano ad una sanità sempre più privata, furba e cinica; un voto per una Lombardia della legalità contro una criminalità organizzata che fa affari quanto al sud, togliendo futuro a tante/i ragazzi/e e dove, a livello istituzionale, corruzione e illegalità sono tristemente presenti (vedi Prosperini, Abelli,…) spesso con troppa indifferenza da tante parti. Con un Expo pronto a divorare e divorarci. Sappiamo che non sarà facile. Del resto per me e per tantissimi altri la vita di tutti i giorni non è facile: saltellare da un lavoro all´altro, contratti e contatti che si confondono, dignità da salvaguardare, diritti da immaginare e solitudini da accogliere e raccogliere. Ecco, questa candidatura leggetela anche così, un modo per non rassegnarci e non accettare la distruzione del nostro futuro… sinistra compresa. Abbiamo deciso di fare una campagna elettorale alla nostra maniera, dolce, ironica, passionale e umana. Ci siamo prefissati di arrivare a più persone possibili con i nostri “potentissimi” mezzi d´informazione: per questo servono contributi, dignità, coraggio, facebook, internauti, blogger, militanti, amici, amiche, compagni, fratelli, sorelle, ma soprattutto dobbiamo fare presto e veloce… perché tra 5 minuti comincia la rivoluzione!

A presto, Danilo Radaelli

bisiullo@yahoo.it – http://daniloradaelli.wordpress.com/

mercoledì 17 febbraio 2010

SABATO 20 FEBBRAIO - CARNEVALE VIMODRONESE 2010







SABATO 20 FEBBRAIO CARNEVALE VIMODRONESE 2010
ORE 14.15 RITROVO PIAZZA DELLA MARTESANA



















martedì 16 febbraio 2010

...DAL 16 FEBBRAIO...


DAL 16 FEBBRAIO....

giovedì 11 febbraio 2010

PARLIAMO DI CASA - Traccia della Relazione di Verderio




PARLIAMO DI CASA - TRACCIA DELLA
RELAZIONE - di Luigi VERDERIO
Assessore alle POLITICHE SOCIALI
e ai problemi della CASA


Lo sviluppo del paese e dei suoi insediamenti abitativi e’ stato molto influenzato dalla collocazione di Vimodrone nella prima fascia metropolitana attorno a Milano e circondata da città’ mediamente più grandi.

Vi e’ stato il passaggio da un paese di insediamento prevalentemente contadino contornato da cascine con la susseguente trasformazione a forte insediamento industriale e quindi con le abitazioni dei lavoratori.

Un altro cambiamento, nel passaggio a sistema misto, è avvenuto con l’avvento del terziario e della logistica con la conseguente richiesta di abitazioni diversificate.


Un ulteriore fenomeno che ha innestato una certa domanda di esigenza abitativa, risulta collegata all’esistenza in Vimodrone, o nelle immediate vicinanze, di complessi quali l’Istituto Redaelli ex Eca, l’ospedale San Raffaele, e l’Amsa.

Per soddisfare la domanda crescente di case con l’affitto collegato al reddito sono nati gli insediamenti Aler ex Gescal, prima gli insediamenti di Via Fiume n. 73 negli anni 70 e poi di Via Garibaldi negli anni 80.

Nello stesso periodo anche le amministrazioni comunali di allora si attivavano mettendo in cantiere la costruzione delle palazzine di Via Fiume /Trieste e successivamente negli anni 90 la ristrutturazione della Cascina Tre Fontanili, con conseguente insediamento di famiglie prevalentemente anziane.
Successivamente con la ristrutturazione delle case di Via Sant’Anna, anche la Fondazione Rhodense ex Tota, inizia ad avere un ruolo nel rispondere al bisogno di alloggi per le fasce dei cittadini socialmente deboli.

Molto importante anche storicamente e’ l’esperienza secolare della cooperativa Matteotti, tutt’ora a proprietà indivisa, con diverse decine di alloggi assegnati ai soci.

Inizia poi, la storia delle Cooperative in legge 167 che attraverso i piani di zona per l’edilizia convenzionata mette a disposizione le aree in edilizia convenzionata per 90 anni che vede l’attivazione di molte cooperative che portano nel tempo la produzione di oltre 1000 alloggi assegnati in regime convenzionato.

Negli anni 70/80, viene edificato il complesso chiamato Mediolanum, di proprietà’ dell’Empam, che mette in disponibilità 328 alloggi, regolati prima dal regime di equo canone e poi con il sistema dei patti in deroga; inizialmente una quota di assegnatari era anche a disposizione dell’Amministrazione comunale.

Significativa anche quantitativamente e’ l’esperienza delle case a riscatto per i ferrovieri e le loro famiglie di Via Santa Rita.
Dagli anni 90 i canoni dell’edilizia residenziale pubblica erano applicati rigidamente con il “sitema ERS” (Edilizia Residenziale Sociale), consistente nella relazione tra situazione socio economica della famiglia e il costo dell’affitto.


L’avvento della legge 431/98 che supera il sistema dell’equo canone e dei patti in deroga attraverso una fase di quasi totale liberalizzazione dei canoni, comportando notevoli maggiori costi per le famiglie, a parziale compensazione istituisce il “fondo sostegno affitto" cioè un contributo economico variabile, assegnabile a domanda, da usare per il pagamento parziale delle rate di affitto.

Nel 2007 la nuova legge regionale sui canoni da applicare alla residenza pubblica, istituisce quattro fasce di applicazione:

· Protezione isee* fino a 9.000 euro;

· Accesso isee fino a 14.000 euro;

· Permanenza fino a 28.000 euro;

· Decadenza superiore ai 28.000 euro.

* isee (Indicatore Situazione Economica Equivalente)

Dal punto di vista dell’iniziativa privata, dai dati risultanti dai piani dei servizi, negli anni dal 2003 al 2005, erano disponibili circa 1.845.000 mc di edilizia residenziale privata, vengono approvati una gran mole di interventi di residenziale privato con una offerta potenziale di circa 600.000 mc..

Ad oggi ne sono stati realizzati circa 500.000 mc con una messa in disponibilità di residenza privata di circa 1500/1700 alloggi, comparto S. Isidoro, Cascina Burrona, complesso Lorini, San Giuseppe.

Questa attività, certamente non da sola ma sicuramente in via principale, provoca l’innalzamento della popolazione di Vimodrone dai circa 13.500 abitanti del giugno 2004 ai 16.000 di ottobre del 2009.

Questi insediamenti di residenziale, con scarsi servizi, ha innestato immediatamente una richiesta di infrastrutture scolastiche, culturali, sportive.

Nel frattempo, e’ storia recente, viene modificata anche la normativa in ambito urbanistico.

I comuni passano da uno strumento di pianificazione urbanistica qual’e’ il P.R.G. (Piano Regolatore Generale), ad uno strumento politico di regolazione economica come il P.G.T. (Piano di Governo del Territorio).

Le amministrazioni di Vimodrone dal 2002 ad oggi, non rimangono inerti di fronte alla crescente richiesta di interventi pubblici in vari ambiti e anche sul versante del bisogno abitativo, il ruolo attivo dell’amministrazione, si estrinseca nella costruzione di progetti che consentono la partecipazione ai bandi regionali finalizzati all’assegnazione di consistenti quote finanziarie necessarie al rinnovamento, al miglioramento e all’incremento del patrimonio residenziale pubblico, sia direttamente, sia in regime di partenariato, sia con atto di avvalimento.

I partner del comune di Vimodrone sono naturalmente la Regione Lombardia, ma anche l’Aler e la Fondazione Rhodense.

Questa attività ha permesso l’incremento di n. 26 nuovi alloggi; ha permesso di aprire il cantiere riguardante il progetto sperimentale dell’AUTOCOSTRUZIONE per l’ edificazione di n. 16 alloggi, costruiti in gran parte direttamente dagli assegnatari.

Recentemente, a seguito della presentazione al bando regionale Prerp 2008/2010, di un progetto di totale rifacimento, con l’aggiunta di un piano, del completo rinnovamento impiantistico ed energetico delle palazzine di Via Fiume e di Via Trieste di proprietà comunale, che prevede un costo complessivo di oltre 6.000.000.= di euro, vi e’ stata l’assegnazione di una quota di finanziamento di oltre 4.500.000 euro.
Tale intervento permetterà di avere a disposizione n. 24 nuovi alloggi.

Nel quadro delle difficoltà locali, va purtroppo evidenziata una notevole quantità di procedimenti avviati per sfratti per morosità convalidati dal tribunale.

I 46 sfratti, di nostra conoscenza, come si e’ sempre fatto, andranno accompagnati al fine di evitare conclusioni traumatiche per le famiglie.

All’ufficio problemi della casa , sono tutt’ora giacenti in graduatoria circa n. 150 domande per assegnazione di alloggio ERP, da parte di famiglie non in possesso delle risorse economiche per accedere al mercato privato.

Altre circa 150 domande sono inoltrate da inquilini in locazione nel mercato privato, che chiedono risorse di FSA (Fondo Socio Assistenziale) per riuscire ad attenuare il peso dei costi della casa sempre più’ alti.

L’attenzione permanente, sui problemi dell’abitare, di questa amministrazione, ha consentito di aprire un’interlocuzione serrata con Aler, finalizzata all’obiettivo nei prossimi anni di far fronte, con una serie modulata di interventi, al continuo fabbisogno di alloggi
nelle varie forme di pubblica, convenzionata, privata, cercando nel

contempo di non provocare cementificazioni inutili ma di concordare l'uso più oculato possibile delle aree disponibili in difesa del consumo di territorio.

Questo percorso, concordato con il gruppo di tecnici incaricato per l’estensione del PGT, sarà posto in visione e discussione nei prossimi mesi nella fase preliminare all'adozione del PGT stesso.

Tale visione e partecipazione complessiva e’ necessaria, poichè gli interventi programmati, toccheranno più aspetti, la residenza, la scuola, il tempo libero e la mobilità, essendo quindi di grande interesse per tutti.

In questa attività progettuale si dovrà’ tenere conto anche delle possibilità e dei vincoli offerti dal piano casa regionale.

Per concludere, questa introduzione non vuole essere esaustiva, ma spera di contribuire ad un ulteriore approfondimento, rispetto all’allargamento della partecipazione e dei contributi necessari per il raggiungimento di equilibrate soluzioni, rispetto al fabbisogno abitativo di Vimodrone.

Luigi VERDERIO
Assessore alle POLITICHE SOCIALI
e ai problemi della CASA

mercoledì 10 febbraio 2010

12/02/2010 - PIANO GOVERNO TERRITORIO: PRESENTAZIONE BOZZA DOCUMENTO DI PIANO





12/02/2010 - PIANO GOVERNO TERRITORIO: PRESENTAZIONE BOZZA DOCUMENTO DI PIANO

Venerdì 12 febbraio 2010 alle ore 21.00 presso l’AUDITORIUM di Via Piave 62 la PROPOSTA DI PIANO

PURGA ETNICA a MILANO: 50 BIMBI ROM AI GELO


PURGA ETNICA a MILANO: 50 BIMBI ROM AL GELO
di C.M. da “Liberazione” del 10/02/2010
Non hanno esitato neppure di fronte ai bambini. Neppure di fronte al gelo, al freddo, alla neve. «Nulla - denuncia Ines Patrizia Quartieri, consigliere comunale a Milano indipendente di Rifondazione Comunista - è servito ad impedire questa ferocia». E' accaduto tutto ieri mattina. Sono arrivati in tenuta antisommossa, hanno rastrellato la zona in via Vaiano Valle, al cavalcavia Bacula, al cavalcavia Giordani, in via Giambellino, hanno allontanato più di 150 rom romeni che si erano insediati con tende e baracche. Tra questi 50 bambini. «Non abbiamo notizia di fatti similari in alcuna altra città europea - continua il consigliere milanese - negli ultimi venti anni. Mai accaduto uno sgombero di così tanti minori sotto la neve. Nessuna altemativa credibile è stata offerta ai nuclei familiari». Eppure, è accaduto a Milano. Il primo intervento? Si è svolto in via Vaiano Valle, in un'area privata, a seguito della.querela sporta dalla propriea Sono anivari quasi cento poliziotti tra i comandi di zona 1, Duomo, zona 5, Settore Sicurezza e Nucleo Problemi del Territorio. Per fortuna - dicono - c'era anche un'ambulanza con un medico e i Servizi Sociali che hanno tentato di offrire accoglienza. Sotto il cavalcavia Bacula, vicino piazzale Lugano, sono stati invece allontanati in 15 che si erano accampati con una decina di tende. Tra questi, una donna incinta. Al Cavalcavia Giordani, la polizia è intervenuta insieme alla Polfer per sgomberare altri 15 romeni insediati in altrettante baracche in un'area delle Ferrovie dello Stato. infine; in via Giambellino, all'interno di un'area incolta nei pressi di un campo sportivo, è stata abbattuta da Amsa una baracca all'intemo della quale si trovavano tre romeni. «Questo - ha avuto il coraggio di dichiarare il vice Sindaco De Corato - testimonia che a Milano c'è una presa di coscienza collettiva sul problema delle occupazioni abusive e una volontà comune di preservare il territorio dal degrado e dall'insicurezza. E nessuno vuole le favelas -a Milano, ecco perché continueremo a intervenire con la Polìzia locale». Si pensi che a tutto questo si aggiunge l'ultima notizia: è all'esame della Regione Lombardia una proposta di Legge regionale (la n 0447) che disciplina un'inedita polizia locale regionale che prevede anche nuove dotazioni di difesa personale e autotutela. Una ferocia denunciata dalla sinistra dalle stesse associazioni milanesi, come il gruppo EveryOne che sollecita un intervento non solo del presidente della Camera Fini ma della Corte penale intemazionale dell'Aia oltre che dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per l'ennesima violazione dei diritti umani e dei diritti dell'infanzia. «Quello che è accaduto? - spiega Luciano Muhlbauer capogruppo Prc in Regione Lombardia - non c'erano nemmeno le forze dell'ordine, né un poliziotto; nè un carabiniere. L'operazione è stata gestita interamente dal Comune. E per l'occasione ha fatto la sua apparizione la celere di De Corato , cioè una quarantina di vigili urbani dotati di casco antisommossa, manganello e scudo con sopra la scritta Polizia Locale . Tutto questo non è molto legale, come si sa, ma tanto nessuno interviene». La Lega, come ovvio, plaude a quella che è l'ennesima, indescrivibile purga etnica

martedì 9 febbraio 2010

CHIUSURA SOS – RACKET USURA




CHIUSURA SOS – RACKET USURA

LA PROVINCIA TROVI UNA SEDE!

In merito alle minacce rivolte contro il Presidente dell’Associazione Sos Racket e usura, Frediano Manzi, e alla decisione presa dal direttivo di sciogliere l’Associazione medesima, il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista civica un’Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti, dichiara:
“Esprimo la nostra piena solidarietà e vicinanza a Frediano Manzi da anni impegnato in un preziosissimo lavoro di denuncia contro la criminalità organizzata e il racket.
Bene i riconoscimenti istituzionali all’Associazione Sos racket e usura, come l’Isimbardino assegnato in dicembre dalla Provincia, ma non è sufficiente. E’ necessario sviluppare immediatamente un’azione coordinata delle Istituzioni per fornire aiuto concreto e protezione a Frediano Manzi e ai volontari dell’Associazione, a partire dall’assegnazione di una sede.
La Provincia di Milano gestisce un patrimonio immobiliare molto ricco. Nel prossimo consiglio provinciale chiederò a Podestà di trovare subito una sede per l’Associazione. Sarebbe un segnale concreto di presenza delle Istituzioni, che, forse, potrebbe convincere Manzi a tornare sulla sua decisione di chiudere. Il Paese e la nostra provincia non possono permettersi di perdere un presidio di legalità come Sos Racket e usura. Sarebbe una sconfitta per tutti”.

IN LOMBARDIA PENATI E IL PD NON VOGLIONO DISTURBARE IL MANOVRATORE.


Dichiarazione di Ugo Boghetta, segretario regionale Prc Lombardia

IN LOMBARDIA PENATI E IL PD NON VOGLIONO DISTURBARE IL MANOVRATORE.


In Piemonte il PD riconosce la necessità primaria di vincere le elezioni e di fermare l’onda della barbarie leghista alleata al centrodestra. Ha la volontà di vincere e agisce di conseguenza. Perciò Mercedes Bresso ha responsabilmente fatto l’accordo con la Federazione della sinistra, pur mantenendo i necessari distinguo politici e programmatici.
A noi e all’elettorato lombardo, questo ricorda come Penati abbia rifiutato un’analoga proposta della Sinistra, dai termini tra l’altro assai meno impegnativi di quelli piemontesi.
Sarebbe facile dire che quella dell’ex presidente della Provincia di Milano è una scelta incomprensibile. Ma non è così, perché invece si capisce benissimo: Penati ha deciso di perdere, anzi di non disturbare il manovratore Formigoni, non solo per un vizio ideologico che già la dice lunga, ma soprattutto perché del “governatore” condivide tante scelte, nonché una visione della politica come campo della tecnocrazia, anziché di sviluppo della democrazia.

venerdì 5 febbraio 2010

Lombardia, unità a sinistra impossibile?


Lombardia, unità a sinistra impossibile?
di UGO BOGHETTA*
Il risultato della Puglia ha valore anche perché è il frutto di una battaglia unitaria della sinistra che ha messo in crisi la casta del Pd e la sua deriva moderata. Tutto il contrario di quanto accade - e sarebbe necessario - nella Lombardia dei Berlusconi, dei Bossi e di quel Formigoni ricandidato per la quarta volta. Senza cambiare in Lombardia non si cambia l'Italia.
Noi della Federazione della sinistra abbiamo proposto al Partito democratico di fare un accordo elettorale per battere la destra. Parallelamente abbiamo proposto a Sinistra e Libertà e all'Italia dei Valori, di avanzare una proposta unitaria nel confronto con il Pd. Avevamo proposto di mettere al centro del confronto i contenuti dopodiché facciamo una valutazione comune: o tutti dentro o tutti fuori senza subalternità. Questo percorso unitario è risultato ancora più necessario quando da Roma è calato il nome di Penati, uomo dalle caratteristiche particolarmente moderate.
Purtroppo abbiamo sentito solo silenzio. Dall'Idv ma anche da Sinistra e Libertà. A differenza della Puglia, nessuna disponibilità ad un percorso unitario. In questo contesto abbiamo avanzato a Penati una proposta elettorale in base alla quale la sinistra portava il suo contributo per battere Formigoni, pur tenendo conto realisticamente delle differenze di programmi su punti importanti: beni comuni, ambiente, lavoro, immigrazione. La proposta ha avuto una risposta negativa dal Pd.
Il profilo moderato di Penati non doveva essere inquinato dalla stessa presenza della Federazione della sinistra e dei suoi contenuti. Questo atteggiamento la dice lunga su di un'inutile discussione nel centrosinistra fatta in ordine sparso. Penati, dunque, non ha operato per una coalizione larga (anche i radicali vanno da soli) e si candida scientemente a perdere, con un profilo politico molto più a destra di quello di Boccia in Puglia. Ha gia dichiarato che non farà una campagna frontale contro Formigoni. In Lombardia, in effetti, l'oscuro oggetto del desiderio del Pd non è tanto l'Udc ma Formigoni stesso. Il Pd intende, dunque, proseguire l'opposizione molle di questi anni e continuare inciuci e affari con la Compagnia delle Opere.
Mario Agostinelli («L'unità possibile» il manifesto 27/1) ha ragione a sostenere della necessità di allargare la coalizione alla sinistra. Ha torto quando chiede alla Federazione di stare in coalizione, come se non lo avessimo già proposto. Agostinelli sa benissimo che noi abbiamo proposto la coalizione al Pd e che è Penati ad aver deciso la rottura. Tocca a lui aprire, a questo punto, se vuole allargare la sua coalizione bonsai. È Sinistra e Libertà a dover dire se vuole stare in una coalizione che rompe con la sinistra o se puntare - come in Puglia - all'unità delle forze della sinistra di alternativa, aprendo col Pd uno scontro mai fatto. Noi non pietiamo accordi e né andiamo ai confronti con il cappello in mano. Ed è Agostinelli stesso a dover essere coerente, altrimenti le sue sono posizioni strumentali, elettoralistiche, ed alla lunga, anche opportuniste. Nel tempo delle scelte ci vuole chiarezza.
* Segretario regionale Prc Lombardia

giovedì 4 febbraio 2010

ACQUA MANIFESTAZIONE 20 MARZO E REFERENDUM


ACQUA, MANIFESTAZIONE 20 MARZO E REFERENDUM CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA

L’indignazione popolare non è stata sufficiente a bloccare, per ora, il processo di privatizzazione dell’acqua.
Noi che da sempre ci battiamo in favore dell’acqua come bene comune, per una gestione pubblica e contro ogni tentativo di privatizzazione, non ci fermeremo di fronte alle decisioni prese dal Parlamento ed impartite dalle multinazionali dell’acqua e da qualche spregiudicato speculatore.
La mobilitazione dal basso, che abbiamo visto crescere negli ultimi mesi insieme alla consapevolezza della posta in palio, deve ora proseguire e l’acqua deve essere sottratta alle logiche mercantili fatte a scapito della collettività.
Anche per questo aderiamo con convinzione all’appello lanciato dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua e parteciperemo alla grande manifestazione che si terrà il 20 marzo a Roma.
Rifondazione comunista e la Federazione della Sinistra saranno in prima linea per bloccare ogni ipotesi di privatizzazione, insieme alle altre forze politiche e sociali che condividono il percorso referendario.
Rifondazione comunista mette quindi a disposizione le proprie strutture per il prosieguo di questa importante battaglia che avrà un primo grande momento importante con la manifestazione del 20 marzo e, subito dopo, con la fase di raccolta di firme che avverrà a partire dal prossimo mese di aprile.
Grazie per le visite!
banda http://www.adelebox.it/